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Interviste ai protagonisti di Marsala – III° parte



Ottavio Micalizzi con il carniere della prima giornata – Foto: Salvo Rubera

Ottavio Micalizzi Ass. Puntese Atlantide – Team Sporasub – VII° classificato

I° giornata – Con l’esperienza del campionato passato, nel quale per due giornate ho vagato nel nulla cercando d’andare a segnale, quest’anno ho deciso di seguire i locali, che sicuramente mi avrebbero portato in posti pescabili, per poi fare il resto da me, pescando. Difatti, alla partenza ho seguito Riolo… ed un folto gruppo di almeno venti atleti che avevano avuto la mia stessa idea.
Ci siamo tuffati in una zona piuttosto bella sui 18 metri con fondale di posidonia, catini e roccia. Qualche pesce c’era, ma prenderlo era un terno al lotto con tutta quella confusione.
Dopo un’ora ho ancora il primo colpo in canna, alterno aspetti a ricerche in tana, ma senza fortuna. Ad un certo punto vado per recuperare il pedagno ma mi rendo conto che si è incastrato. Normalmente uno strattone è sufficiente per liberarlo, ma io ho l’abitudine di scendere e disincagliarlo. Una volta sul fondo, trovo il pedagno in un buchetto sopra una bella pietra. Prima di sollevarlo guardo dentro la spaccatura alla base e, con sorpresa, vedo un bellissimo sarago, immobile. La cattura è semplice, il pesce supera il chilogrammo ed occupa tutto il volume dell’anfratto.
Dopo la cattura continuo con la mia tattica, ma staccandomi un po’ dal marasma e trasformando le planate in aspetti sul fondo, per far venire fuori i tordi dalle alghe. Allo scadere della terza ora, durante un’attesa vedo un bel marvizzo venirmi incontro, ma il suo nervosismo ed un mio piccolo movimento lo portano a fuggire’ fortunatamente sotto una pietra lì vicino. Al tuffo successivo lo ritrovo, e con un miniaspetto davanti la sua temporanea dimora lo faccio uscire e lo metto a pagliolo. L’ultima ora non vedo altro, poi la gara finisce. Un buon piazzamento con due pesci grossi di altrettante specie, adesso aspettiamo domani. Ho pescato sempre con il Viper 90cm, asta da 6,5 e pinne Sporasub in carbonio.

II° giornata – Questa seconda frazione l’ho interpretata, sia tatticamente che tecnicamente, allo stesso modo di ieri: mi sono buttato nella mischia ed ho alternato aspetti ad ispezioni in tana. Questa volta il fondale, oltre alla solita posidonia ed ai soliti catini, offriva anche qualche chiazza di sabbia, ed è proprio lì che ho concentrato le mie attenzioni. Dopo dieci minuti dal via ho ottenuto il mio primo pesce, un sarago in tana. Durante un aspetto ho visto dei piccoli fasciati intorno ad un pietriccio, così mi sono allungato con un agguato, ma senza vedere nulla d’interessante. Al tuffo successivo ho esplorato le pietre con calma, ed ho trovato due bei saraghi in un buco. Ho sparato e catturato il primo portandolo in barca, e poi ho cercato per oltre un’ora e mezza pure l’altro tutt’attorno, ma senza successo.
Mi sono spostato in corrente ed ho continuato la mia azione con buon ritmo, ma di pesci non ho visto nemmeno l’ombra fino a cinque minuti dalla fine, quando, al termine di un’aspetto, ho visto con la coda dell’occhio un tordo verde che mi veniva incontro da dietro. Sono rimasto immobile e il labride mi è passato davanti alla punta del fucile, facilitandomi nella cattura: sarà stato un chilo.
A quel punto, ho fatto ancora un tuffo e la gara è teminata. C’era davvero poco pesce su questo campo gara, però è andata bene e questo 7° finale con quattro pesci mi ripaga dello sfortunato campionato dello scorso anno! Ho pescato con materiale del mio team Sporasub ed ho usato, come ieri, il solito arbalete da 90 cm. Un saluto ad AM.


Marco Paggini – Foto: Salvo Rubera

Marco Paggini – CICA Sub Garibaldi – Team Sporasub – VIII° classificato

I° giornata – Con soli tre giorni a disposizione per la preparazione, ho deciso di sacrificare un campo gara, e quello di oggi era, appunto, quello che non conoscevo. Quindi ho seguito i siciliani, in particolare Mancia…in 50 metri quadri di mare saremo stati in venti, non vi dico la confusione.
Il fondo era di circa 19 metri, con bei catini tutti tagliati ed invitanti e dopo poco, in uno spacco lungo e verticale, ho catturato un bel sarago col 75 e la fiocinetta. Intorno nessuno prendeva niente, e da quel momento ho cominciato a rimanere a secco.
Allora mi sono spostato leggermente dal gruppo e, planata dopo planata, sono riuscito a scorgere un bel tordo, che ho messo a pagliolo.
Il tempo passava inesorabilmente, e di pesce non se ne vedeva.
Per fortuna mi accorgevo di non essere l’unico, e quindi ero abbastanza tranquillo. Il mio ritmo era piuttosto buono, e con una ricerca metodica sono riuscito ad individuare un bel sarago in uno spacco difficile. Intravedevo la parte terminale della coda ed un filino di pancia del pesce, allora mi sono fatto passare il 60 ed ho azzardato il tiro, inclinando la traiettoria del colpo ad occhio e cercando di centrare il pesce in un punto consistente. Dopo il tiro ho sentito l’asta tremare, ed ho capito di aver colpito il sarago. Nel tentare l’estrazione mi sono accorto che di averlo preso malissimo, e qui ho commesso un errore: invece di prendere un altro fucile e doppiarlo con facilità e sicurezza, ho tentato il recupero tirandolo a me, e prima che lo potessi afferrare il pesce ha scodato, dileguandosi sul fondo.
Mancava poco a fine gara quando in fondo ad un’ interessante tettoia buia ho trovato un bel sarago da chilo. Stavo impugnando il 75, ma per catturarlo mi serviva un 90, perché il tiro era bello lungo. Cambiato fucile sono sceso, e il pesce si è nascosto. Ho fatto altri 5 tuffi prima di rivederlo, ma alla prima occasione ho sparato centrandolo; peccato, però, che si sia incastrata l’asta. Non volendo forzare il recupero ho preso il 75 per doppiarlo ed estrarlo con tranquillità. Il tiro è stato senza storia’ ma si è incastrata anche la seconda asta. Quando sono tornato in superficie ho trovato il giudice di gara che mi ha dato lo stop, perché la gara era finita. Ho spiegato che dovevo recuperare due fucili e mi stato consentito: sono sceso, ho afferrato i due fili di nylon delle aste con le mani ed ho tirato. Le aste si sono liberate, ed io sono riemerso con l’armamentario ed il saragone. Il giudice di gara mi ha fatto notare che ero in ritardo (anche sotto la pressione di Riolo che contestava la mia emersione tardiva minacciando di fare ricorso) e che per questo il pesce non poteva considerarsi valido. Finisce qui la prima giornata che avrebbe potuto avere un’esito migliore del 7° posto con un po’ più di fortuna ed attenzione. Ho fatto 128 tuffi sui 20m per 4 ore.

II° giornata – Il secondo campo gara lo avevo preparato meglio, avevo zone belle ed in poca acqua, con lastrine e catini di saraghi, ed un punto dove avevo trovato un branco di grosse spigole, pesci tra i 2 ed i 4 chili. Al via ho guardato con calma il movimento degli altri concorrenti e poi mi sono diretto sul primo segnale dove, in 7m d’acqua, avevo una tana con sempre 6/7 saraghi. Con sgomento l’ho trovata vuota, e pure un’altra tana vicinissimo non mi ha regalato che un vista sul deserto.
Allora ho fatto un altro spostamento, nuotando velocemente verso un punto più a sud, dove contavo di trovare altri saraghi. Arrivato sul punto sono riuscito a fiocinarne uno bello, ed al secondo spostamento, al centro di un catino su 2 pietre nella sabbia in 5 m d’acqua, ho visto una bella murena. Deciso di cambiare l’arma, mi sono fatto passare un 50 con fiocinetta e l’ho fulminata.
E’ passata un’ora circa. Dopo, mi sono diretto verso la zona delle spigole, ma non ne ho trovata neanche una, e fino ad un’ora dalla fine ho vagato nel nulla.
L’ultima ora, mentre stavo esplorando la base di un ciglio di tufo interessante, mi sono accorto che appena sopra il ciglio c’era un buco profondo coperto dall’alga. Mi sono affacciato, e inizialmente ho avvistato dei piccoli fasciati sottopeso in fondo alla cavità, ma guardando meglio nell’angolo più buio ecco il bagliore che cercavo! Un maggiore da chilo prestava il fianco al mio fucile: il tiro senza storia mi ha permesso di arricchire il cavetto con una terza preda.
L’ultimo tuffo l’ho dedicato ad una lastra vuota, ma mentre mi giravo per risalire mi sono trovato faccia a faccia con due saragoni venuti all’aspetto, che sono subito scappati in preda al terrore senza darmi alcuna possibilità di reazione. La competizione è finita ed io sono 8° di frazione di un campionato che, comunque, mi regala un’ottavo posto di cui posso essere contento. Ho pescato con attrezzature Sporasub, solo con fucili arbaletes da 50 al 90 cm. Ho fatto 158 tuffi in 4 ore (40 l’ora) tra i 6 ed i 9,6m, ed apnee di circa 1 minuto. Un saluto ad AM.


Gaio Trambusti – Foto: Salvo Rubera

Gaio Trambusti – Teseo Tesei – Team Omer – IX° classificato

I° giornata – Sono molto soddisfatto di questo sesto posto di giornata, onestamente devo dire che è giunto inaspettato. Non avevo segnali sicuri, ma solo qualche zonetta dove in preparazione avevo avvistato due o tre pesci e così, visto il campo gara, seguire i locali mi è parsa la scelta più opportuna. Non ero l’unico a pensarla così, e mi sono ritrovato in una vera mischia con i locali Riolo, Mancia e Solli. Seguendo Solli mi sono trovato su una distesa d’alga su cui ho vagato per tre ore circa, senza alcuna possibilità di vedere i segnali a terra. Fortunatamente, nell’ultim’ora di gara ci siamo ritrovati su una zona più rotta, con cigli e grotto, così ho potuto pescare per quaranta minuti, durante i quali ho catturato il tordo e poi, a tre minuti dalla fine, il sarago. Per domani imposterò una gara di contenimento. Chiaramente, cercherò di dare il massimo, ma il mio obiettivo primario è quello di restare nei quindici e fare quell’esperienza che mi manca.

II° giornata – Dopo il piazzamento di ieri, sono entrato in acqua con maggiore serenità e determinazione. Purtroppo il campo gara era sì più rotto e pescabile, ma estremamente povero. Si è visto davvero poco pesce, e per questo sono pienamente soddisfatto della mia preda, che mi ha consentito di guadagnare la nona posizione finale. Devo solo rimproverarmi per aver perso un pesce all’ultimo tuffo, l’unico errore commesso nel campionato, ma ho raggiunto l’obiettivo che mi sono posto e ciò non può che farmi piacere.
Mi dispiace per i forti campioni che sono retrocessi, purtroppo l’interazione di regolamento e scarsità di pesce ha prodotto un campionato in cui il fattore fortuna ha sicuramente giocato un ruolo essenziale. In quelle condizioni, con tre metri di visibilità e grande scarsità di prede, la fortuna di cadere su un pesce non è certamente un fattore secondario.
In ogni caso, il buon piazzamento ed il bagaglio di esperienza accumulato a Marsala mi faranno comodo in futuro. Ho utilizzato tutte attrezzature della Omer, del cui Team faccio parte.

Interviste audio: prima giornataseconda giornata


Sommario servizi sul Campionato Assoluto 2004:

Cronaca: prima giornata
Cronaca: seconda giornata
Interviste: Bellani, Fauci, Riolo
Interviste: Mancia, Ramacciotti, Limongi
Interviste: Micalizzi, Paggini, Trambusti
Interviste: Calcagno, Concetto, Volpe
Interviste: Petrollini, Gallinucci, Delbene, Colangeli

E’ disponibile la Galleria Fotografica a cura di Salvo Rubera e Domenico La Rosa

CLASSIFICA COMPLETA – formato pdf: clicca qui

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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