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Cronaca assoluto Marsala 2004 – II° giornata

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Stefano Bellani con il carniere della seconda giornata – Foto: Domenico La Rosa

Siamo al gran finale!
L’ultima e decisiva giornata di questi Assoluti avrà per teatro il campo gara “E”, che va dallo Stagnone fino a Capo Lilibeo. La morfologia del fondale in questo specchio d’acqua è analoga a quella incontrata ieri, con catini, sabbia e posidonia, ma con più roccia e qualche lastra isolata. La maggioranza degli atleti pensa che oggi potrebbe uscire più pesce rispetto a ieri, e tutti concordano sul fatto che le zone pescabili sono più abbondanti, ed è minore il rischio di trovarsi a vagare inutilmente su zone inadatte alla pesca.
E’ una bella giornata e si può cominciare con i migliori auspici. La consueta riunione dei battelli a centro campo gara è una cornice davvero suggestiva, ma non si assisterà alla solita gara per accaparrarsi la tana buona, perché le regole sono cambiate.
Alle 8.45 circa la prova finale prende il via, terminerà alle 12.45. La partenza sembra la fotocopia di quella di ieri, con diversi atleti a marcare i siciliani. Stavolta Riolo, Mancia e Solli dovranno dividere la porzione di fondale “solo” con una quindicina di antagonisti. Alcuni di questi avevano dei segnali da visitare, ma vedendo i tre locali prendere la stessa direzione si sono insospettiti ed hanno preferito seguirli.
Due tuffi veloci ed il primo pesce in barca è quello di Ramacciotti. Maurizio scende come un lampo su un fondale di 17 metri circa, e dopo un’accurata ricerca in un piccolo taglietto nel catino giusto riesce ad estrarre un bel sarago. Sorridente come al solito lo passa al barcaiolo. Riolo s’affanna in tuffi senza risultato, e parla molto col suo secondo: non vede i riferimenti a terra.

Luca Limongi con il suo bel carniere – Foto: Domenico La Rosa

Mancia si sposta di una cinquantina di metri dal gruppone su una zona segnata a saraghi. Impugna un arbalete da 75 con tahitiana, e scorre il fondo con attenzione, fino a che non cambia rotta e s’affaccia su un taglio. Introduce l’arma, spara e recupera un bel maggiore, ed anche per lui la prima preda è a pagliolo.
Poco distante c’è Fauci, che sommozza senza sosta nei pressi di alcuni bei catini. L’atleta è concentrato e determinato, capisce che ci si può giocare il titolo con un pesce. All’ennesima apnea si ferma al limite di una chiazza di posidonia, poi si muove lentamente verso destra e si lascia sprofondare… risale con un bel marvizzo e lo passa al suo secondo. Cambia fucile e riparte. Anche Micalizzi è nei pressi, e setacciando con cura delle belle pietrine porta in superficie un saragone. E’ molto carico.

E’ passata un’ora e le cose non vanno meglio di ieri, tutt’altro. Sta uscendo pochissimo pesce, nonostante gli atleti mantengano ritmi elevati su batimetriche accessibili … appare chiaro che in queste condizioni ci vuole fortuna. Il favorito e vincitore della prima giornata Riolo riesce a portare in superficie un tordo nero di notevoli dimensioni, e poco distante Petrollini arpiona un preziosissimo sarago.

Su altri fronti, ci sono alteti che alla pesca in tana oggi non ci pensano neppure. E’ il caso del bravissimo Luca Limongi del team TopSub, che alla zittina, in solitudine, continua a fare aspetti sulla posidonia impugnando un T20 da 75 centimetri. Ha una zona in cui ha avvistato orate e spigole, e mentre le prime non si fanno vive, all’ennesimo tuffo cattura un curioso branzino di medie dimensioni. Anche Concetto e Corrao si dedicano, con successo, a fare poste una dopo l’altra. Sotto la mira del primo cadono due belle salpe, mentre il secondo arpiona quattro prede al limite del peso con buon ritmo.
In poca acqua c’è Paggini, che con grande determinazione sta ipsezionando palmo a palmo una porzione di fondale interessante. Ci sono circa 6/7 metri d’acqua, ed il goliardico atleta livornese del team Sporasub cambia fucile, chiedendo al suo barcaiolo un 50 con la fiocina. Al tuffo successivo porta in barca una bellissima murena, che va ad aggiungersi al sarago catturato poco prima.

Marco Paggini – Foto: Domenico La Rosa

Non c’è la grossa pescata, e più o meno tutti i concorrenti si trovano nella stessa situazione. Calcagno e Antonini vagano a mani vuote, mentre Petrollini ha un pesce come Trambusti, Volpe e De Silvestri, quando ci giunge la notizia della cattura di un dentice. Il bravo e fortunato autore della cattura è il simpatico Sandro Mancia, del team Sporasub. Questo atleta serio e preparato ha trovato lo sparide intanato in una spaccatura in compagnia di una cernia ed un sarago. Sulle prime non ha capito di che pesce si trattasse, ma una volta estratto dalla tana si gongola ad ammirare la bella preda di quasi 2 chili, preziosissima e di straordinaria bellezza. Al tuffo successivo, poi, Sandro mette in cavetto anche il sarago.

Il tempo passa inesorabile, ed il bravo Limongi continua a fare aspetti. Gli arrivano a tiro altre 2 spigole ed un bel cefalo, ma l’emozione ed in nervosismo gli giocano un brutto scherzo, e lui fa padelle a ripetizione… un vero peccato. Calcagno si danna l’anima su fondali privi di vita, per un gran razzolatore come lui non trovare un pesce è sconcertante e avvilente allo stesso tempo. La situazione lo tormenta al punto che, complice un inevitabile calo di concentrazione, non trasforma in cattura il faccia a faccia con una bella corvina in un anfratto largo e profondo. L’atleta impreca ma non molla, e si rituffa nella speranza di ritrovare la preziosa corvina: non ci sarà nulla da fare. Daniele Colangeli, atleta Sporasub, razzola in tana a buon ritmo, ma per ora ha messo a pagliolo un solo pesce sottopeso; Delbene è nella stessa situazione, ma preferisce impegnarsi in lunghi aspetti sul fondo, finalizzati a far uscire i tordi, mentre Gallinucci arpiona al volo un sarago che tentava di sfuggirgli in una lastra passante.

Sandro Mancia con il suo carniere – Foto: Domenico La Rosa

Dopo tre ore circa Bellani trova una zona interessante. L’atleta labronico, che fino a questo momento ha preso solo una piccola corvina e che ha dovuto anche fronteggiare la rottura del motore del suo gommone, fiocina in rapida successione un tordo e due saraghi, ed insiste nei pressi. E’ una zona d’alga e ciglietti, all’ombra dei quali trovano riparo i pesci.

Riolo è in difficoltà, risulta ancora fermo ad un pesce, è nervoso ma non molla. Si tuffa a ripetizione col suo stile dinamico e setaccia il fondale con attenzione, riuscendo ad inventarsi una bella salpa in tana: la vede con la coda dell’occhio tra due piccole pietre e la fulmina con un tiro preciso. Mancia continua nelle sue sommozzate e rimpingua il carniere con un bel sarago ed un tordo da pesare, mentre Ramacciotti è fermo ad una cattura, al pari dello sconsolato quanto incredulo De Silvestri. Antonini spezza il digiuno con una grossa corvina, e Volpe cattura un verdone che si va ad aggiungere al sarago, tutto da pesare, rincuorando non poco l’atleta maremmano.

Manca poco alla fine, quando Fauci porta in barca un sarago al limite del peso fiocinato in una tana passante mentre tentava di allontanarsi alla chetichella. L’impressione è che di questo ragazzo napoletano si parlerà sempre di più. Limongi chiude con tre spigole di cui l’ultima, di 2 chilogrammi circa, catturata in extremis. Bellani prende una bella corvina poco prima della fine e Calcagno, a dimostrazione del fatto che classe e cipiglio pagano sempre nel nostro sport, cattura due tordi grossi e diffidenti nell’ultima mezz’ora, salvando la sua prestazione.

Il podio, da sx: Fauci, Bellani, Riolo – Foto: Salvo Rubera

La gara termina, ed in banchina s’attende con trepidazione. E’ difficile tirare le somme a priori, il sentore è che ci si giocherà il titolo per un pezzo. All’arrivo in banchina si vedono volti tirati, combattuti tra la spossatezza e l’incertezza. Bellani ha sette pezzi e tre specie, Riolo due pezzi e due specie, Fauci tre pezzi e due specie: saranno questi atleti a giocarsi il titolo. La giornata va a Bellani, che ha sei prede valide di tre diverse specie, seguono Mancia con quattro prede e Limongi con tre. Con le sue tre prede Fauci si piazza al quarto posto, davanti a Micalizzi e Riolo, entrambi con due prede.

Effettuati i calcoli con il coefficiente 100 (si esprimono i punteggi dei concorrenti in valore percentuale rispetto al punteggio del primo), arriva il momento della verità: Stefano Bellani si aggiudica per la seconda volta il titolo di Campione Italiano 2004, superando di pochissimo Fauci e Riolo. Marsala porta fortuna al grande campione toscano, che proprio qui ha conquistato il suo primo titolo nel lontano 1991. Ultimo dei qualificati, ossia il quindicesimo, l’instancabile e meritevole Daniele Petrollini; primo dei retrocessi, Giovanni Corrao, che paga carissimo il cappotto della prima giornata. Retrocedono nomi illustri quali De Silvestri, Antonini e Delbene: a loro non si può rimproverare niente, sono vittime della sfortuna e di un campo gara che per l’occasione ha impedito agli atleti di esprimere il proprio potenziale tecnico.

Per leggere la cronaca della Prima Giornata clicca qui

Sommario servizi sul Campionato Assoluto 2004:

Cronaca: prima giornata
Cronaca: seconda giornata
Interviste: Bellani, Fauci, Riolo
Interviste: Mancia, Ramacciotti, Limongi
Interviste: Micalizzi, Paggini, Trambusti
Interviste: Calcagno, Concetto, Volpe
Interviste: Petrollini, Gallinucci, Delbene, Colangeli

E’ disponibile la Galleria Fotografica a cura di Salvo Rubera e Domenico La Rosa

CLASSIFICA COMPLETA – formato pdf: clicca qui

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Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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