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Interviste ai protagonisti di Marsala – IV° parte

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Aldo Calcagno con Marco Paggini – Foto: Salvo Rubera

Aldo Calcagno – CAS Talassocrate – Team Effesub – X° classificato

I° giornata – Mamma mia che incubo questa giornata! Sono partito su un segnale trovato in preparazione e… arrivato sul posto eravamo in venti!!! In una bolgia di palloni, gommoni ed atleti sono sceso sul punto, ma era vuoto. Ho continuato nella zona per un paio d’ore, c’erano anche belle tane e catini ma nemmeno l’ombra di un pesce in peso, ma che dico… nemmeno l’ombra di un pesce. All’inizio della terza ora, dopo un ritmo incessante di discese e risalite (permesso da un’allenamento fisico eccellente durato tutta una stagione e sostenuto proprio in funzione dell’Assoluto), scorgo un sarago in fondo ad un cataletto di grotto e pietriccio. Lo catturo e penso d’aver rotto l’incantesimo. Invece niente: solo negli ultimi dieci minuti avviene il miracolo sotto forma di un tordo spuntato dal nulla, catturato dopo un’agguato con aspetto nell’alga, che mi permette di portare il mio misero bottino a quota due pesci. Al rientro in porto capisco subito che è andata male per tutti e con 2 pesci e due specie conquisto un piazzamento in cui non speravo. Posso perfino lottare per il titolo… assurdo! Faccio parte del Team Effesub ed ho utilizzato materiale di serie ed un solo fucile: un Magnum 70 oleo con fiocina a 5 punte in metallo.

II° giornata – Dopo quest’ultima giornata ho capito che abbiamo grattato pure il fondo della botte! Un altro incubo per tre ore e mezza, poi due tordi nel finale mi hanno salvato. Vi assicuro che per un razzolatore come me, che fa il pescatore in apnea di professione e che il pesce lo sa cercare e trovare, vedere 5 pesci in 2 giorni è avvilente. Per al cronaca, al via mi sono diretto su una tana in 17 metri di fondo, dove in ricognizione avevo visto due saraghi. Arrivato sul punto ho visto acqua sporca e corrente ed ero indeciso se buttarmi, se rischiare di pescare su queste due pietrine e poi chissà dove, o seguire il gruppone. Col mio secondo Cascone ho deciso di provare. Naturalmente non c’era un bel nulla, e così mi sono spostato a pinne mezzo miglio più a nord, vicino a Bellani. Il fondale era bello, ma sia io che Stefano siamo rimasti a secco. Allora comincio a nuotare verso terra con un ritmo furente di tuffi e planate ricognitive, ma niente, niente di niente. Sicchè alla terza ora sono nello scoramento più totale, ma con la rabbia di non mollare mai trovo un bello spacco, largo e profondo, in un ciglio di tufo, ma entro un po’ veloce e la corvina di 2 kg che mi si para davanti alla maschera scoda e sparisce senza darmi il tempo di reagire. Manca mezz’ora alla fine: dopo l’ennesima planata infruttuosa esco da un ciglio con attenzione ed osservo la posidonia davanti a me. Qualcosa pare muoversi e difatti un bel marvizzo si alza curioso ma s’accorge della mia presenza e fa dietrofront, tentando di riguadagnare l’alga. Stavolta sono più lesto e lo colpisco con un tiro istintivo e preciso. Stesso sistema più tardi, a 5 minuti dalla fine, e stavolta è un tordo verde a finire a paiolo. Così finisce la gara con i suoi risultati che ormai tutti conosciamo, ma credo che oggi… sia finito pure altro. Ho usato pinne in carbonio, maschera Waves, muta mimetica da 5mm ed l’oleo 70 con il 5 punte.


Felice Concetto con il carniere della seconda giornata – Foto: Salvo Rubera

Felice Concetto – ASL Nuoto Sub 2000 – Team Sdive – XII° classificato

I° giornata – Questa prima giornata l’ho dovuta inventare. Spiego meglio: avevo un paio di zone buone piuttosto vicine in questo campo gara, una in 15 metri d’acqua con diversi bei saraghi e l’altra, un po’ più a terra, era una grotta con dei salponi enormi. Alla partenza sono andato sul primo segnale e l’ho trovato fuori campo gara di circa 100 metri e di conseguenza mi sono accorto che pure l’altro era fuori. A quel punto ho deciso di scegliere una zona buona e pescare all’aspetto. Mi sono messo in corrente e, alternando tuffi ricognitivi a vere e proprie poste sul fondo, ho intuito che la batimetrica migliore per fare l’aspetto era a circa 10 metri. Così ogni tuffo mi lasciavo sprofondare nell’alga col mio arbalete da 90cm. Per ben tre ore e mezza non ho visto un pesce, poi è arrivata una spigola di circa 9 etti che ho insagolato. A quel punto ho preso anche due cefali ed una salpa e non sono riuscito a sparare due belle orate da chilo perché, arrivatemi da dietro, le ho viste troppo tardi. Alla pesatura è rimasta valida solo la spigola ed ho chiuso la prima frazione al 16° posto. Vedremo.

II° giornata – Anche oggi gara all’aspetto! In questo campo gara avevo trovato due belle zone di grotto spaccato e catini dove giravano qualche tordone e dei bei saraghi. Era in 15 metri di fondo circa, ma alla partenza mi sono reso conto che l’acqua era sporca e fredda, e che la corrente era sostenuta, così ho pensato che i pesci si sarebbero potuti spostare.
Ho deciso di andare su quella zona verso la fine, magari con altre condizioni, e mi sono messo a pescare all’aspetto in 7/8m d’acqua, catturando in rapida successione due salpe di circa 7 etti che viaggiavano accoppiate. Erano pesci nervosi e venivano a fine aspetto, serviva calma e soprattutto concentrazione, perché restavano lunghi. A quel punto ho continuato senza vedere nulla fino a circa mezz’ora dalla fine, cosicché ho deciso di spingermi fino alla zona di cui parlavo prima.
Come previsto il pesce non c’era, perché probabilmente si era spostato nelle alghe, visto che da lì a poco ho catturato un tordo che se ne stava nascosto tra gli steli della posidonia. Quella è stata l’ultima cattura del mio Assoluto perché, dopo pochissimo, mi hanno informato che la gara era finita. La bilancia ha scartato il tordo per poco, ma le due salpe mi hanno regalato il nono posto di giornata e il 12° finale. Sono contento del mio risultato e spero di migliorare il prossimo anno. Ho usato materiale della Sdive/Demka e per l’aspetto anche oggi ho usato l’ ASL 90 con elastici da 16mm ed asta da 6mm con mulinello. Per la cattura del tordo ho usato un 60 con la K4.


Massimiliano Volpe – Foto: Salvo Rubera

Massimiliano Volpe – ASD Apnea Magazine – Team Omersub – XIII° classificato

I° giornata – Non ho intenzione di dilungarmi troppo in polemiche, ma sinceramente, prima di descrivere la mia gara, vorrei puntualizzare come in tanti anni di agonismo non mi sia mai capitata una simile penuria di prede. Credo che giocarsi un campionato e magari la retrocessione su di un pescetto non sia cosa gradevole per nessuno, nè tantomeno posare per i fotografi con carnieri tanto scarni. Le cause di tutto ciò vanno ricercate in una serie di regole di recente introduzione, che hanno fatto sì che prendere un pesce sia diventato cosa ben più che ardua. In primis, il divieto di spostarsi all’interno del campo gara, cosa che se consentita garantirebbe agli atleti l’opportunità di cambiare tattica, strategia, tecnica di pesca e in sostanza di far valere anche altre doti che un buon atleta deve possedere. In un campo gara come quello di Marsala cambiare batimetrica a nuoto era impossibile, perciò siamo stati tutti costretti a pescare nella stessa zona fino alla fine, nonostante l’evidente penuria di prede.
Comunque, al di là di tutto, alla vigilia della prima giornata avevo idea che 3 prede bastassero a fare un buon risultato, perciò quando è iniziata la competizione, visto che per la foschia ero impossibilitato a vedere i riferimenti a terra dei miei segnali, ho deciso di andarmi a buttare, come un po’ tutti, nella mischia, cioè addosso ai locali.
Personalmente odio pescare nella mischia, ed in effetti non sono mai andato addosso a nessuno, mantenendomi ai margini dell’assembramento e cercando di fare la mia gara restando quanto più possibile sulla roccia. Ho pescato in luoghi perfettamente sconosciuti, con l’unico timore di perdere il contatto con la zona più rotta e di finire, per la corrente, in un mare di alghe. In effetti, a metà gara sono stato oltre 40 minuti a sommozzare nelle alghe, prima di ritrovare roccia pescabile. Si torna al problema iniziale, per cui alla fine, senza spostamenti, si otterrà che i locali saranno sempre braccati da un nugolo di avversari, senza possibilità di esprimersi al meglio né per gli uni né per gli altri.
Comunque, nella prima frazione, con due pesci belli razzolati a caso, sono riuscito ad ottenere un ottavo posto di giornata che mi ha dato fiducia.
Tutto sommato, questo è stato il mio primo campionato assoluto, pertanto l’obbiettivo primario era quello di restare nei quindici. Oltretutto, durante la prima giornata ho anche perso un saragone colpito benissimo ma sfilatosi dall’asta per la mancata apertura dell’aletta, quelle cose che ti capitano una volta su cento ma sempre nel momento meno indicato….

II° giornataLa mattina della seconda giornata ero molto motivato, volevo fare la mia gara su tre segnali abbastanza vicini fra loro, in cui avevo trovato saraghi e qualche pesce da razzolare. Volevo partire su di un bel ciglio franato con delle lastre appoggiate, sotto cui stazionavano una decina di bei saraghi, posto in 13 mt. d’acqua, ma la mattina della gara il mare molto mosso aveva intorbidito tantissimo la fascia costiera, inoltre temevo che la forte risacca avesse allontanato i pesci individuati in preparazione. Se non avessi trovato pesce lì, sarebbe stato impossibile spostarsi a nuoto sulla batimetrica dei 18-20, così ho nuovamente optato per una gara nella mischia, tutto sommato meno rischiosa per uno che cerca il piazzamento.
Non ho avuto molta fortuna, anche perchè uno dei due pesci catturati mi è stato scartato di un niente, comunque la preda valida mi ha collocato al 19° posto di giornata e al 13° finale. Poteva andare meglio ma poteva anche andare peggio. Resta il fatto che, sinceramente, in un campionato di prima categoria si dovrebbero privilegiare negli atleti le doti utili poi nelle competizioni in campo internazionale, in cui, a tutt’oggi, ci sono gli spostamenti.
Tutto considerato, quindi, mi ritengo abbastanza soddisfatto della prestazione e spero di poter fare meglio il prossimo anno, magari con un po’ più di fortuna, elemento che con questo regolamento ha assunto un ruolo, purtroppo, determinante. Vorrei esprimere i miei complimenti a Gaio Trambusti, mio compagno di team e gran bravo ragazzo dentro e fuori dall’acqua, per l’ottima prova al suo esordio ad un assoluto, mentre sono molto dispiaciuto che dei bravi atleti del mio team come Antonini e Solli non siano riusciti a centrare l’obbiettivo qualificazione, come del resto tanti altri bravissimi agonisti come Alessio Gallinucci, Bruno De Silvestri, Gabriele Delbene. Ringrazio infine la Omer che ha messo a disposizione le attrezzature utilizzate in gara, ed il mio circolo A.S.D. Apnea Magazine per il supporto economico. Come responsabile del team agonistico del mio circolo, poi, vorrei aggiungere che il risultato complessivo è stato molto positivo, avendo collocato ben due atleti nei primi 15 classificati, con Daniele Petrollini, agonista che non ha bisogno di presentazioni. Peccato per Daniele Colangeli che non ce l’ha fatta, ma è un ragazzo in gamba ed avrà modo di rifarsi presto.

Intervista audio: prima giornata


Sommario servizi sul Campionato Assoluto 2004:

Cronaca: prima giornata
Cronaca: seconda giornata
Interviste: Bellani, Fauci, Riolo
Interviste: Mancia, Ramacciotti, Limongi
Interviste: Micalizzi, Paggini, Trambusti
Interviste: Calcagno, Concetto, Volpe
Interviste: Petrollini, Gallinucci, Delbene, Colangeli

E’ disponibile la Galleria Fotografica a cura di Salvo Rubera e Domenico La Rosa

CLASSIFICA COMPLETA – formato pdf: clicca qui

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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