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Interviste ai protagonisti di Marsala – I° parte



Stefano Bellani con il carniere della seconda giornata – Foto: Salvo Rubera

Stefano Bellani – CICA Sub Garibaldi – Team Cressi – I° classificato

I° giornata – Visto che non avevo segnali su questo campo, mi sono messo sulla scia dei Siciliani per vedere se potevano portarmi su una zona buona. Mi sono ritrovato in una selva di gommoni e palloni, con almeno una ventina di persone che si immergevano in una zona ristrettissima. A quel punto, dopo il primo tuffo ho deciso di spostarmi un po’, pur rimanendo in zona, per evitare la confusione ed i conseguenti fastidi. Girando qua e là in una porzione rocciosa del fondo sono riuscito a fiocinare un bel tordo e, successivamente, ho trovato una secchetta interessante che da 16/17m cadeva fino a 24. Qui non era per niente facile pescare perché tra corrente, mare contro e torbido (5m di visibilità) pareva di scendere a 40m. Allora ho iniziato a fare delle planate sulla parte fonda della secca per vedere se individuavo qualche pesce, e dopo poco ho visto dei fasciati. A quel punto ho pedagnato, ed ho iniziato una ispezione accurata di ogni anfratto, perché mi pareva un bel posto, ma alla fine ho preso solo un sarago. Verso l’ultima ora di gara ho deciso di tornare più a terra per cercare di razzolare qualcos’altro, ma la fortuna m’ha regalato solo un altro sarago e null’altro. Ho pescato tutta la gara con un comanche 75 e la tahitiana. Comunque, alla fine ho ottenuto un buon piazzamento che mi fa sperare per domani, visto che la zona è più rocciosa e quindi ci sarà più possibilità per tutti. Non ti nascondo che oggi, ad un certo punto, ho pensato di abbandonare l’agonismo. E’ veramente angosciante non vedere un pesce per un atleta preparato. Vabbè, facciamo gli scongiuri e domani vedremo.

II° giornata Oggi sono partito su un bel segnale sul quale contavo di fare una buona pescata. Si trattava di una zona tra i 16 ed i 20 metri, trovata in preparazione, dove avevo marcato corvi, saraghi e tordi (c’erano pure 3 bellissime cernie da guardare!). C’ero stato per tre giorni, e per tre giorni avevo sempre visto pesce. Un giorno non c’erano le corvine ma c’erano più saraghi, un altro non c’erano saraghi ma cercando li trovavo poco più in là’ insomma, ci sono arrivato da solo ed ero gasatissimo. Ma come al solito ci sono stato sopra 2 ore e ho preso solo una corvina fuori peso. Ero molto deluso ed ho pensato che si stesse mettendo male, anche perché da lì a poco mi si è rotto il motore del gommone, chiaro segno che la Dea bendata mi aveva girato le spalle. In ogni caso, ho iniziato a pescare a scorrere con grande lena, fiocinando subito un bel tordo che m’ha rincuorato, evitandomi il cappotto. A quel punto, razzolando sono capitato in una zona interessante di piccoli ciglietti sotto i quali, in ombra, stavano dei saraghi veramente mimetici, molto ben nascosti. Capita la situazione, ho preso un’arbalete da 60 con la fiocina, perché con il torbido (3m di visibilità) ed i pesci così vicini, al limite della visibilità e al riparo del sole, avrei avuto più garanzie di successo che col 75. In rapida successione ho preso 3 bei saraghi, che mi hanno ricaricato per un’ultima ora all’attacco. Non credevo di vincere, anche perché non avevo notizie di nessuno, ma volevo fare del mio meglio, dando il massimo.
Così, nell’ultima ora mi sono ritrovato a scorrere un fondale di posidonia poco interessante, ma continuavo ad alternare planate ad aspetti cercando di far uscire qualche tordo allo scoperto. A tre minuti dalla fine mi sono imbattuto in un piccolo ciglio di roccia friabile, oltre il quale ho visto scapolare una corvina. Allora ho rallentato, mi sono preparato e con calma mi sono affacciato oltre, trovandola distratta. Alla fine avevo 5 pesci e tre specie che mi sono bastate per diventare Campione un po’a sorpresa, cosa che mi rende felicissimo. Oggi ho pescato con muta completa da 5mm, pinne gara 3000, arbalete comanche e maschera Superocchio, materiale fornitomi dal mio sponsor Cressi Sub. Un saluto a tutti!

Per ascoltare l’intervista in formato audio, clicca qui


Massimo Fauci con il carniere della seconda giornata – Foto: Domenico La Rosa

Massimo Fauci – CN La Pietra – Team Cressi – II° classificato

I° giornata – In questa prima frazione sono partito verso sud, dove in preparazione avevo trovato una zona interessante di catini e pietre nella posidonia con un buon movimento di saraghi, dove contavo di prendere almeno tre pesci. Il posto era sui 18 metri di profondità, ma una mira a terra non si vedeva bene, anche perché ero fuori 3 miglia circa. Dopo poco, però, nonostante diversi concorrenti nei pressi, sono riuscito a ritrovare il punto e a catturare un sarago che gironzolava nel catino con il 75 e la tahitiana.
A quel punto, visto che il pesce era evidentemente spaventato e non si faceva vedere, ho cambiato arma, sostituendo il 75 con un’arbalete da 50 armato di fiocina, ed ho passato in rassegna i buchi più interessanti. Sarago dopo sarago ho catturato altri 4 bei pezzi, e dopo un’ora e mezza circa avevo 5 corpulenti pinnuti. Soddisfatto, ho cominciato a spostarmi a pinne nel tentativo di razzolare qualche tordo in giro, ma sfortunatamente sono rimasto per circa due ore in zone brutte, con la sola posidonia. Non mi sono scoraggiato ed ho continuato le planate finché, a circa un’ora dalla fine, ho cominciato a notare che il fondale cambiava, diventando sempre più roccioso ed interessante.
Finalmente, dopo poco ho visto una bella corvina in una tana stretta di piccole pietre. Il pesce era molto nervoso, e m’ha costretto ad un tiro d’istinto che non m’ha consentito di mirare e colpirla bene la preda. In più mi si è pure incastrata l’asta e, dopo alcuni secondi, il pesce s’è strappato. Peccato, sarà stata una corvina da chilo! Più avanti ho trovato ancora un bel sarago sotto una lastra piuttosto profonda. Gli ho sparato da circa 3 metri di distanza colpendolo, ma anche questa volta la tahitiana, dopo aver passato il pesce, ha terminato la sua corsa piantandosi in una concrezione della roccia. Dopo poco, il pesce si è liberato…. che sfortuna. Comunque, oggi è stata un’ottima frazione, che mi mette in corsa per il titolo. incrociamo le dita! Ho pescato solo con due arbaletes: uno da 75 con la tahitiana ed uno da 50cm col 5 punte.

II°giornata – Ho perso il titolo davvero per un niente, ma ho poco da recriminare, perché in quest’ultima giornata ho visto e preso gli unici tre pesci in carniere. Peccato! Alla partenza potevo scegliere tra due strategie: seguire Riolo o pescare e giocarmela. Ho preferito stare accanto ai siciliani, sperando che mi portassero in zone pescabili. Il fondale era anche discreto, ma il pesce risultava praticamente assente. Sono sempre stato ai confini del gruppo, perché non amo pescare nel marasma, e così, tuffo dopo tuffo, dopo un paio d’ore avevo due bei tordi in carniere. Il primo l’ho fiocinato in una spaccatura di un ciglio piuttosto profonda e buia, mentre l’altro l’ho trovato nella posidonia mentre, terrorizzato, cercava di nascondersi.
Ero tranquillo e fiducioso perché vedevo bene che accanto a me, sia Nicola che Ramacciotti, miei principali avversari, non avevano che un solo pesce. A quel punto, fino a mezz’ora circa dalla fine non ho visto più una coda, ma poi, all’ennesima sommozzata su una lastra passante, m’affaccio e vedo un sarago dalla parte opposta che tenta la fuga. Sparo d’istinto col 90 e lo catturo, ma mentre lo guardo mi pare al limite del peso’
Al termine della gara il sarago sarà in peso per poco, ma con tre pesci e due specie non riesco a contrastare la rimonta di Bellani, che mi soffia il titolo per poco. Va bene lo stesso, ho fatto un ottimo campionato in un campo gara veramente difficile per le condizioni del mare, con corrente ed acqua torbida e fredda, che ha fatto sparire anche il poco pesce bianco che c’era.
Ho pescato con materiale della Cressi Sub, del cui team faccio parte. In questa giornata ho usato arbaletes Comanche da 90cm, asta da 6mm ed elastici S45, muta competition, pinne gara 3000 e maschera superocchio.

Interviste audio: prima giornataseconda giornata


Nicola Riolo con il carniere della seconda giornata – Foto: Salvo Rubera

Nicola Riolo – Cammarata Sub Palermo – Team Sdive – III° classificato

I° giornata – Come vincitore di questa prima frazione v’assicuro di essere stato fortunato. Innanzitutto, alla partenza mi sono ritrovato in acqua con altri 18 concorrenti che mi marcavano da vicino (se pensate che mi sono tuffato sul segnale di un tordo…) e che arrivavano da tutte le parti su un fondale piuttosto torbido e brullo. Ho visto più volte le fiocine apparire vicino alla mia faccia dal buio, e questa cosa non mi va giù, in primo luogo per la pericolosità della situazione, e poi perché mi sono davvero divertito poco. In risalita non vi dico niente, con tutti quei gommoni sulla testa! Non è possibile.
Comunque, sul segnale il tordo non c’era, ed allora mi sono spostato su l’altro segnale in programma (una roccetta con un sarago), ma anche qui senza esito.
A quel punto mi sono messo a razzolare qua e là su una batimetrica di 18/20 metri, sempre circondato da un puttiferio di gente che saliva e scendeva, ed alla fine sono riuscito a catturare un sarago nell’alga. Confortato in parte da questa cattura, ho continuato a scorrere il fondale armato di un arbalete da 68cm con k4 fino alla fine, rimediando altri 3 saraghi ed un tordo, tutti pesci inventati nella posidonia.
Sul finire sono riuscito a catturarne un altro, purtroppo risultato fuori peso, e così al termine delle 4 ore ho concluso con 5 prede di 2 specie, sufficienti per superare di poco Fauci. Domani vediamo, ma così combinate le gare non vanno. Ho visto diverse cernie, e questa è una bella cosa!

II° giornata – Perdere un assoluto per un pesce non è proprio piacevole, ma d’altronde non ho nulla da recriminare. Oggi ho visto 2 pesci e ne ho presi altrettanti. Certo, potevo essere più fortunato su un paio di mire che non sono riuscito a ritrovare a causa dei riferimenti a terra che non si vedevano bene, le ho anche cercate per un’ora sempre pescando, ma non c’è stato niente da fare. Peccato, avevo segnato un paio di corvine e un paio di saraghi che girovagavano in una zona di piccole pietre.
Parlando della gara, sono partito con una dozzina di concorrenti appresso, su una zona in 18 metri d’acqua dove c’erano alcune roccette tra le alghe. Non avevo marcato pesci in quella zona, ma credevo di poterci trovare qualche tordo… ed invece sono rimasto a zero per oltre un’ora. Poi, continuando a pescare in una zona d’alga, durante una risalita ho visto un pavone di una mezza chilata nuotare nell’alga, così alla discesa successiva ho provato a cercarlo. Il pavone era sparito, ma in compenso ho catturato un tordo nero da chilo. A quel punto mi sono un po’ caricato e, nonostante le condizioni avverse, i 3 metri di visibilità e l’onda forte anche sul fondo che intorbidiva le tane, mi sono diretto verso le famose mire, che non ho trovato. Per altre 2 ore non ho visto nulla di nulla, e solo nella quarta ed ultima ora, durante una discesa su un punto con tre pietre dove in preparazione avevo visto girare una corvina, ho intravisto la coda di una salpa ferma tra due sassi. Ho continuato la caduta e gli ultimi 8 metri li ho fatti quasi senza compensare per la paura di spaventarla. L’ho colpita da dietro con un 68 armato di fiocinella, bloccandola. Era un pesce di ben otto etti!
Qui è finita la mia gara, anche perché l’ultima mezz’ora sono stato nel Sahara [e giù una risata]. Insomma, questi Campionati fatti così non vanno. Bisognerebbe fare le gare a Settembre in primis, poi con tre giornate e tre campi gara, in più con la possibilità di preparare i campi gara per tre giorni ciascuno e di poter usufruire di un ulteriore spostamento in gommone a metà gara. Quest’ultimo offrirebbe a chi è marcatissimo, o a chi è finito sfortunatamente in un posto impescabile e/o impraticabile e a chi è stanco, una soluzione ottimale. Non vedo altre possibilità, questa formula, così com’è, non va, e lo pensiamo tutti. In due giorni ho evitato almeno 4 imbarcazioni col motore acceso che mi passavano sulla testa, ho visto fiocine ed arpioni davanti al viso a bizzeffe. Mi sono più volte scontrato con le pinne di altri…una situazione insostenibile.

Per quanto riguarda le attrezzature, ho pescato con muta Mimetic Dynamic, arbalete da 68 cm e fiocina k4 extreme, asta da 6mm ed elastici da 16mm, tutto della mia azienda, la SDIVE. Vediamo il prossimo anno. Un saluto agli amici di AM.

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Sommario servizi sul Campionato Assoluto 2004:

Cronaca: prima giornata
Cronaca: seconda giornata
Interviste: Bellani, Fauci, Riolo
Interviste: Mancia, Ramacciotti, Limongi
Interviste: Micalizzi, Paggini, Trambusti
Interviste: Calcagno, Concetto, Volpe
Interviste: Petrollini, Gallinucci, Delbene, Colangeli

E’ disponibile la Galleria Fotografica a cura di Salvo Rubera e Domenico La Rosa

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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