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Cronaca assoluto Marsala 2004 – I° giornata

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Foto: Salvo Rubera

Per la prima frazione di questi Campionati viene sorteggiato il campo di gara “B”, che resta a nord e va da metà Isola Lunga fino a metà Stagnone. Il fondale digrada dolcemente e presenta zone di posidonia intervallate da catini di grotto e sabbia profondi anche un paio di metri e con piccoli tagli profondi, qualche roccetta sparsa e rare lastre nell’alga. In generale, c’è poca roccia.
Le batimetriche spaziano dai 5 ai 25 metri, ma le più favorevoli sembrano quelle comprese tra i 15 ed i 20. Il pesce bianco è scarso, soprattutto in questo mese; il poco presente è rappresentato principalmente da saraghi e tordi. Durante i tre giorni di ricognizione sono state avvistate molte grosse cernie ma, come sappiamo, il regolamento ne vieta la cattura. A tal proposito, occorre ricordare che il peso minimo delle prede all’assoluto è di 400 grammi, mentre gronghi e murene sono validi a partire da 2 chilogrammi (pesce a coefficiente di 400p); non si possono catturare più di 10 prede per specie (o classe di specie) eccetto la corvina, che ha un limite più stringente di 5 esemplari. Altri limiti riguardano la distanza da terra: gli atleti non possono pescare a distanza inferiore a mezzo miglio dallo Stagnone.

Purtroppo, risultano assenti il campione in carica Francesco Accolla e Luca Ingrosso, entrambi impossibilitati a partecipare.
Dopo il fortunale, il tempo è molto migliorato ed il sole regna sovrano, ma fuori soffia un vento fastidioso che crea un’onda lunga e pesante, percepibile anche sul fondo; l’acqua, poi, non è limpida e risulta piuttosto fredda. Comunque, in banchina il clima è goliardico, con gli atleti che scherzano e si sfottono a vicenda, creando un’atmosfera che pare alleviare la tensione pre-gara.
La partenza prevista per le 8.30 subisce un lieve (e consueto) ritardo, e sono ormai le 9:00 quando il giudice di gara Luciano Cottu dà il via alla competizione, che durerà quattro ore e terminerà alle 13.00. E’ prevista la formula a nuoto con un solo spostamento in gommone, il primo: la partenza è quindi cruciale, perché una volta scelto il posto della partenza l’atleta potrà cambiare zona solo pinneggiando.

Nicola Riolo con il carniere della prima giornata – Foto: Salvo Rubera

Al via i gommoni prendono la direzione del largo e s’intuisce subito che per i locali siciliani sarà vita dura. Difatti Mancia, Riolo e Solli, che si dirigono verso nord, vengono pedinati da almeno una ventina di imbarcazioni, e la zona in cui si tuffano diventa una bolgia al limite della praticabilità. Con gommoni che si toccano, palloni che s’aggrovigliano, pinne e fucili che si sfiorano, si crea un clima di tensione e paura che fortunatamente, grazie alla preparazione e la calma degli atleti, non sfocia in discussioni o peggio in incidenti.
Riolo s’immerge in un punto sui 20 metri dove ci sono piccole rocce spaccate e posidonia, ma c’è pochissimo pesce. Ha deciso di partire lì per vedere se riesce a trovare qualche tordo e perché, a suo dire, non aveva zone franche. Sul fondo ci sono 4 metri di visibilità e 15° gradi di temperatura, ed inoltre il fastidioso moto ondoso provoca un movimento di alghe morte che sporca le tane.
Ogni discesa è un’incubo, e la risalita, se possibile, anche peggio: bisogna stare attenti alle imbarcazioni che si muovono sopra la testa, condotte dai secondi di tutti gli atleti ammassati intorno ai siciliani.
Dopo una mezz’oretta di saliscendi, solo Paggini porta in barca un saragone. Solli si stacca dal gruppo per dirigersi su un altro segnale, con Delbene ed altri che lo seguono. Intanto De Silvestri “soffia” un bel tordo a Riolo, giunto appena in ritardo, e Mancia arpiona una corvina di oltre un chilo in una bella tana.
La prima ora conferma la scarsità di pesce e le condizioni difficili. Riolo continua la sua azione con caparbietà, e dopo poco s’inventa un bel sarago nascosto tra la posidonia. Il tiro non ha storia e l’atleta siciliano passa il pinnuto al mitico Carlo Gomez Paloma, suo secondo per l’occasione.
Se qui le catture stentano, da altre parti non va meglio. Un poco più a nord, appena fuori dalla bolgia intorno ai siciliani, Bellani cattura un tordo, per poi dirigersi verso una secchetta sui 17 metri i cui confini, un poco più profondi, appaiono interessanti. Nuota contro corrente, ed è una faticaccia, ma tuttavia l’atleta continua a fare planate di ricognizione ed aspetti sul filo dei 24 metri, ed ecco che la fatica viene premiata sotto forma di un bel sarago, che non sfugge alla proverbiale mira dell’attento campione.

Maurizio Ramacciotti – Foto: Salvo Rubera

E’ passata un’ora e mezza circa, e le voci che circolano non parlano di pescate entusiasmanti, tutt’altro: il carniere più consistente annovera 3 prede, e qualche nome illustre é addirittura a quota zero, come Delbene, Antonini, Gallinucci, Solli, Volpe ed altri.
Ramacciotti si è trovato solo su di un bel ciglio segnato in preparazione in 16/18 metri, e lo scorre con rapidità ed efficacia, come suo solito armato di arbalete da 75 centimetri. Cattura un sarago ed un tordo, e dopo poco trova un altro tordo in un piccolo spacco. L’atleta è costretto a vere e proprie contorsioni per riuscire ad inquadrare il pesce, ma alla fine riesce a portarlo in superficie grazie alla sua indiscussa classe.
A questo punto della gara, moltissimi atleti sono ancora fermi ad un pesce: Petrini, Concetto, Trambusti, Paggini, Gallinucci, Limongi… il tempaccio dei giorni passati ha reso il campo gara ancora più selettivo, un vero deserto. Giunge notizia che Antonini ha localizzato una corvina in una fessura di un catino nel grotto. L’atleta pedagna, cambia fucile e scende con un Tempest 50 e fiocina a 5 punte. Fabio, da anni atleta Omer, vede il pesce ma non riesce a puntarlo, perché lo scienide si muove in continuazione con grande nervosismo. Scende una, due, tre volte, ma alla fine riesce ad avere ragione della preda, scongiurando il rischio di un imbarazzante cappotto.

Il bel carniere di saraghi di Fauci – Foto: Salvo Rubera

Siamo alla terza ora, e Riolo ha fiocinato altri due bei saraghi non lontano dalla zona di partenza, su un fondale di alga e roccia. La classe del siciliano è indiscutibile ed i suoi tuffi sono rapidi ed efficaci. Bellani porta su un altro bel sarago dalla secca, mentre giunge notizia del bel carniere messo insieme da Fauci, che dopo un’ora e mezzo aveva già preso 5 grossi saraghi su una zona segnata in preparazione, intorno ai 18 metri di fondo. Da un po’ sta vagando sull’alga, e le catture si sono interrotte, ma l’atleta napoletano del team Cressi è in forma smagliante e sommozza senza sosta. Anche Ramacciotti non è da meno in fatto di forma, e aggiunge un altro tordo al carniere, salendo a quota quattro prede.
Chi ha seguito Solli naufraga con lui. L’atleta siciliano va in tilt, non ritrova le mire (i riferimenti a terra sono poco visibili), non riesce a trovare il bandolo della matassa. Delbene prende due fasciati da pesare, Gallinucci arpiona una salpa in tana, Petrini aggiunge un altro pesce al suo carniere e Petrollini dell’ASD Apnea Magazine fa suo un bel tordo.
Nel frattempo, il buon Paggini lotta con la corrente ed il freddo (14° di temperatura) a 23 metri per tirare in barca un tordo. Attendiamo notizie di Max Volpe ed il suo barcaiolo, il compagno di Team Omer Andrea Calvino, ci comunica che il grossetano ha catturato un bel sarago di 7 etti, e poco dopo sorprende un bel marvizzo con un agguato perfetto. Massimiliano è giunto preparato al suo primo appuntamento con la massima categoria, si mostra in grande forma ed effettua apnee di tutto rispetto.
Siamo quasi al termine della prima frazione quando Riolo incrementa il suo carniere con altri 2 tordi da pesare e un bel sarago, poi tocca a Ramacciotti, che mette a pagliolo un altro sarago. Petrini aggiunge a sua volta una preda al carniere, mentre De Silvestri non si sblocca, e resta fermo ad un tordo. Anche Fabio Antonini vaga con la sola preda in carniere, al pari di Felice. Calcagno del team Effesub con il suo fedele oleo da 70 centimetri e fiocina in ferro ha un ritmo incessante ed è allenatissimo: non si sta risparmiando, ma suda le proverbiali sette camice per rimediare un paio di prede.

Gesto eloquente quello del forte atleta Vincenzo Solli – Foto: Salvo Rubera

Il campo gara si sta rivelando un disastro, le condizioni meteo hanno trasformato questo tratto di mare, già di per sé non particolarmente adatto ad un assoluto, in un vero deserto. Pochissimi momenti separano gli atleti dallo scadere della quarta ora, ed oramai si capisce che la prima giornata se la giocheranno Fauci, Riolo e Ramacciotti, salvo outsider di cui non siamo riusciti a tenere traccia.

L’ultimo ad uscire dall’acqua è il buon Marco Paggini con un bel saragone da chilo, ma è in ritardo rispetto alle 4 ore previste e la giuria, inflessibile, non gli concede la preda valida. Al rientro in porto si percepisce sul volto degli atleti l’incertezza, la stanchezza e soprattutto il malumore e lo scoramento che ha regalato questa prima frazione. Breve doccia e la pesatura è pronta. A Riolo entra un tordo per pochi grammi e per 3 punti percentuali vince la giornata davanti al bravo Fauci ed al costante Ramacciotti, tutti con cinque prede come il vincitore. Bellani è 4° con 3 pesci, mentre gli atleti con 2 miseri pesci stanno tra il 5° ed il 10° posto. Incredibile per un assoluto. Comunque, per oggi i giochi sono fatti, ma domani potrebbero esserci sorprese importanti, anche perché il campo gara dovrebbe presentare più roccia e più pesce. [CONTINUA…]

Per leggere la cronaca della Seconda Giornata clicca qui

Sommario servizi sul Campionato Assoluto 2004:

Cronaca: prima giornata
Cronaca: seconda giornata
Interviste: Bellani, Fauci, Riolo
Interviste: Mancia, Ramacciotti, Limongi
Interviste: Micalizzi, Paggini, Trambusti
Interviste: Calcagno, Concetto, Volpe
Interviste: Petrollini, Gallinucci, Delbene, Colangeli

E’ disponibile la Galleria Fotografica a cura di Salvo Rubera e Domenico La Rosa

CLASSIFICA COMPLETA – formato pdf: clicca qui

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Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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