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Pesca Tonno 2020: Tutto Quello che C’è da Sapere

| 16 Giugno 2020

Anche quest’anno, dal 16 giugno al 14 ottobre (compresi), aprirà ufficialmente la stagione della pesca al tonno rosso anche per i pescatori sportivi e ricreativi. Come ormai abbiamo imparato negli anni precedenti, la durata prevista è solamente teorica, visto che l’esiguo contingente riservato alla pesca ricreativa (riconfermato anche per il triennio 2018-2020) è destinato ad esaurirsi molto rapidamente, tanto che ci si attende l’immancabile il decreto di chiusura anticipata non più tardi della prima decade di agosto (24 luglio nel 2015, 27 luglio nel 2016, 1 agosto nel 2017,  10 agosto nel 2018, 6 agosto nel 2019).

Per la campagna 2020, le circa 6000 licenze, rilasciate in tutto il paese, dovranno spartirsi “ben” 21,50 tonnellate (nel 2019 erano state 20,23 tonnellate). Una percentuale dello 0,45 % della quota nazionale, che si traduce in 3,58 kg di tonno per autorizzazione ovvero, in considerazione della taglia minima vigente (30 kg), sempre il solito tonno piccolo ogni 10 imbarcazioni circa.

Ciò nonostante, per tutti coloro che vogliono ugualmente tentare di cimentarsi nella cattura del re dei mari, ricapitoliamo quello che è necessario sapere sulla pesca sportiva e ricreativa al tonno rosso per il 2020, e qualche piccola “stortura” normativa di cui deve tenere conto per non incappare in brutte sorprese.

1_Periodo di Pesca

Il prelievo del pregiato tunnide è consentito esclusivamente dal 16 Giugno 2020 al 14 Ottobre 2020 (compresi), salvo provvedimenti di interruzione anticipata della pesca del Tonno Rosso che saranno tempestivamente comunicati dalle autorità vigenti.

2_Chi Può Pescare il Tonno e Chi No

È necessario essere muniti di un’autorizzazione, gratuita e di validità triennale, rilasciata dalla Capitaneria di Porto (con riguardo alle procedure di rilascio ed al periodo di validità dei relativi nulla-osta restano pienamente vigenti le disposizioni di cui alla Circolare n.12780 del 15 giugno 2010, con l’unica precisazione che le predette autorizzazioni potranno interessare solo ed esclusivamente unità da diporto di bandiera/nazionalità italiana). Detta “licenza” è conferita all’imbarcazione ed è valida per tutti i pescatori a bordo, anche in assenza del proprietario del natante.

Tra gli allegati della circolare (cliccate QUI per scaricarla), è possibile trovare anche il modulo da compilare per fare richiesta del nulla osta per la pesca. Sarà necessario semplicemente aggiungere copia di un proprio documento di identità in corso di validità, copia del certificato di potenza e dell’assicurazione del fuoribordo installato sul mezzo nautico. Se superiore ai 40,8 cavalli, sarà richiesta anche copia della patente nautica.

La “stortura” normativa cui facevamo cenno prima, riguarda il fatto che quindi possono pescare il tonno SOLO i pescatori muniti mezzo d’appoggio proprio o a bordo di mezzo autorizzato alla pesca; coloro che si immergono partendo da terra o che praticano la pesca con la canna da riva NON possono avere il nulla osta e NON sono quindi autorizzati alla pesca.

Bisogna oltretutto precisare che alla pesca sportiva e ricreativa NON è assegnata nessuna quota delle catture accessorie (by-catch). Quindi per i dilettanti, NON esiste il concetto di “cattura involontaria” e, anche qualora si verificasse (ad esempio un tonno allamato ad un palamito) NON c’è nessuna possibilità di dichiararlo regolarmente.

3_Taglia Minima

30 kg o 115 cm, è necessario che almeno una delle due prescrizioni sia rispettata, misura e peso minimi NON sono soggetti ad alcuna tolleranza, il pesce non può essere sbarcato eviscerato nè tantomeno sfilettato. La lunghezza si misura dall’apice del muso alla base della forca caudale, come indicato nell’allegato 2 della Circolare n.12780 del 15 giugno 2010

4_Limite di Prelievo

Almeno fino a quando la proposta di legge Cenni, Romano sulla pesca ricreativa (clicca QUI per vedere cosa prevede), non verrà approvata, il limite di prelievo per il tonno rosso rimane fissato in un solo (1) esemplare al giorno, per imbarcazione, a prescindere da quale sia il numero degli occupanti della stessa.

5_Adempimenti Post Cattura

È fatto obbligo di comunicare la cattura alla CP di competenza PRIMA dell’accesso in porto, con qualsiasi mezzo a disposizione.

Il pesce può essere sbarcato solo in uno dei porti elencati nella lista degli scali portuali designati per lo sbarco e i controlli di legge sul tonno rosso (Allegato D, pagina 21), inoltre è fatto assoluto divieto di sbarco in porti non autorizzati o a terra. Successivamente, entro 24 ore dallo sbarco, deve essere consegnata o trasmessa all’Autorità Marittima del porto di sbarco copia della dichiarazine di cattura di cui all’allegato 3 della Circolare n.12780 del 15 giugno 2010

6_Sanzioni

Il Decreto Direttoriale con cui il MIPAAF ha stabilito la ripartizione dei contingenti nazionali di cattura del tonno rosso per il triennio 2018-2020, riconferma in toto le disposizioni applicative fissate per la Campagna di Pesca 2017 con il decreto direttoriale n. 8746 del 10 aprile 2017.

Tali disposizioni chiariscono che il regime sanzionatorio applicabile alla pesca sportiva è quello previsto dal D.Lgs. n.4/2012 e successive modificazioni. In particolare:

art. 39 comma 10 lettera a) della legge 154/2016

È soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 3.000 euro chiunque viola le norme vigenti relative all’esercizio della pesca sportiva, ricreativa e subacquea. I predetti importi sono aumentati di un terzo nel caso in cui la violazione abbia ad oggetto le specie ittiche tonno rosso (Thunnus thynnus) e pesce spada (Xiphias gladius);

art. 39 comma 11 della legge 154/2016

Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di limitazione di cattura e fatto salvo il caso in cui tra le catture vi sia un singolo pesce di peso superiore a 5 kg, nel caso in cui il quantitativo totale di prodotto della pesca, raccolto o catturato giornalmente, sia superiore a 5 kg, il pescatore sportivo, ricreativo e subacqueo è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 500 euro e 50.000 euro, da applicare secondo i criteri di seguito stabiliti:

a) oltre 5 kg e fino a 10 kg di pescato: sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 500 euro e 3.000 euro (1000 euro con pagamento in misura ridotta)
b) oltre 10 kg e fino a 50 kg di pescato: sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 2.000 euro e 12.000 euro (4000 euro con pagamento in misura ridotta)
c) oltre 50 kg di pescato: sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 12.000 euro e 50.000 euro (16.667 euro con pagamento in misura ridotta)

art. 39 comma 12 della legge 154/2016

Gli importi di cui al comma 11 aumentati di un terzo nel caso in cui le violazioni ivi richiamate abbiano come oggetto le specie ittiche tonno rosso (Thunnus thynnus) e pesce spada (Xiphias gladius). Ai fini della determinazione della sanzione si applicano le disposizioni del comma 6.

7_Multe più Leggere a partire dal 2019

A partire dal 29 maggio 2019, sono in vigore le modifiche alle sanzioni previste dalla legge 154/2016, introdotte con la recente conversione in legge del DL 29 marzo 2019, n. 27. Rispetto allo scorso anno, l’aumento di sanzione previsto per le infrazioni aventi ad oggetto il Tonno Rosso (Thunnus thynnus) e/o il Pesce Spada (Xiphias gladius), viene ridotto dal 100% a un terzo.

Contestualmente anche le altre sanzioni (per approfondire clicca qui) della 154/2016, alcune delle quali potenzialmnete applicabili al pescatore ricreativo (dipende dai controllori), si riducono dai vecchi 2000/12000 euro, agli attuali 1000/6000, con pagamento in misura ridotta fissato a 2000 euro.

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Category: Articoli, Normativa, Pesca in Apnea

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