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Evinrude E Tec 40: Rinviato l’Obbligo di Patente Nautica, fino al 1° Gennaio 2020

| 4 Agosto 2019

Anche quest’anno, con la solita reattività indolente della politica, è arrivata la tanto attesa proroga che permetterà, ai possessori dei fuoribordo Evinrude E-Tec da 40cv, di condurre le loro imbarcazioni senza patente nautica fino al 1° gennaio 2020. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 2 agosto scorso, dal giorno successivo il rinvio è vigente e si può tornare a navigare sereni.

Dopo tanti proclami e un anno di attesa, non si è riusciti a fare nulla di meglio che ricorrere (tardi) al solito inadeguato e abusato strumento della proroga, che non risolve nulla e sposta solo di qualche mese il riproporsi della questione.

Tuttavia gli estratti delle discussioni avvenute in commissione trasporti, come in Camera e Senato, non lasciano ben sperare per quello che sarà il futuro di questa assurda questione.

Una Politica Superficiale e Incompetente

È infatti assolutamente palese che, la maggior parte di coloro che si sono occupati della materia, ha una conoscenza del tutto superficiale del mondo della nautica del nostro paese, e quasi nulla di tutta quella che è la parte legislativa che la riguarda.

Leggere che alcuni parlamentari siano convinti che dietro l’obbligo di patente per l’unico motore due tempi a iniezione con cilindrata superiore ai 750cc del mercato, ci sia davvero una questione sicurezza, e non un marchiano errore di scrittura del nuovo codice della nautica (come abbiamo ampiamente documentato qui), sorprende ma neanche tanto.

Anche perché, non si capisce quale sarebbe il problema “sicurezza” se 40 cv sono espressi da un motore con 863 cc di cilindrata anziché 750 cc, per giunta in un paese in cui le potenze condotte senza abilitazione nautica sono ormai di fatto prossime agli 80 cv!

Leggere che per altri, ci sarebbe una questione ambientale, essendo convinti che la meccanica a due tempi sia tutta, senza distinzione, vetusta per definizione, oltremodo inquinante (come se non ci fossero normative sulle emissioni da rispettare) e quindi da punire per incentivare quella a 4 tempi, non fa altro che confermare la sensazione che la materia sia ostica per alcuni, ma del tutto ignota per altri.

Constatare infine che, praticamente tutti, si sono prodigati nel cercare una soluzione esclusivamente in ragione del coinvolgimento delle attività di noleggio danneggiate, mentre se si fosse trattato solo dell’interesse dei privati cittadini (basti pensare al problema delle multe non affrontato) poco o nulla si sarebbe mosso, completa un quadro a tinte fosche della questione.

Il Senato sollecita una Soluzione Definitiva

L’unica nota positiva è che, almeno al Senato, sembrano essersi accorti dell’assurdità del divieto, oltreché del fatto che non ci sia una ragione che sia una per mantenerlo in vigore. Tuttavia, l’ordine del giorno che impegna il governo a modificare il codice della nautica ripristinando l’articolo sulla patente nautica a quella che era la formulazione ante 2018, è però poco più che una dichiarazione di intenti. I più attenti infatti ricorderanno un ordine del giorno simile, approvato lo scorso settembre, che impegnava il governo a fare la stessa cosa, ma sappiamo bene come sia andata a finire.

Che Fare Adesso?

Se siete quindi tra gli sfortunati diportisti colpiti da questa vera e propria vessazione, sappiate che tra pochi mesi rischiate di essere nella stessa identica situazione di non poter uscire con la vostra barca o gommone senza rischiare un salato verbale. Viste le critiche che sono piovute, da più parti, sullo strumento della proroga, c’è anche la possibilità che il prossimo anno la situazione venga lasciata a incancrenirsi, o che magari si inventino una proroga ad uso esclusivo dei noleggiatori.

Fino a quando siete in tempo, comportatevi di conseguenza.

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