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Marco Bardi: impressioni sull’assoluto di Calasetta

| 14 luglio 2002 | 0 Comments
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Marco Bardi – Foto: Mariano Satta

AM: Marco, per la prima volta ti sei trovato a seguire il campionato assoluto da esterno. Che impressione ti ha fatto partecipare alla manifestazione in questa veste insolita?

Marco Bardi: Sì, dopo ben 17 anni di agonismo mi sono trovato a seguire un campionato da spettatore. Appena sono arrivato sul posto, al termine della seconda giornata, ho provato una strana sensazione che mi inizialmente mi ha turbato ed infastidito: mentre salutavo gli amici e compagni di tante avventure….mi sono sentito come fuori posto.

Ma è stata solo una sensazione momentanea, che poi si è progressivamente dissolta.

Raccontaci le tue impressioni su questa gara, che hai seguito dal gommone nella fase decisiva.

Al mio arrivo la classifica era già piuttosto delineata ed ho visto che un po’ tutti gli atleti di punta nonostante la tensione erano determinati e decisi a fare risultato, anche se ovviamente nessuno si sbilanciava sul possibile esito del campionato.

La giornata finale è stata piuttosto sofferta, da ex atleta posso garantire che iniziare la prova decisiva di una competizione così importante con un ritardo di diverse ore non è affatto semplice. La tensione accumulata dagli atleti nelle ore precedenti all’inizio della gara è stata davvero tanta: dato che conosco molti di loro da anni, ho chiaramente notato il nervosismo sui loro volti. La loro tensione era perfettamente comprensibile: le lunghe ore di attesa dopo una levataccia alle 4 di mattina, la stanchezza, la paura che nel pomeriggio la situazione in acqua potesse cambiare completamente, la paura di non vedere delle mire con la luce pomeridiana, la paura di mancare il risultato… tutti fattori stressanti.

Foto – Mariano Satta

Poi ci siamo recati al centro del Campo Gara e al momento del via mi sono finalmente reso conto di quanto una gara di pesca in apnea sia spettacolare: i gommoni che sfrecciano sull’acqua, i barcaioli che spingono i mezzi alla massima velocità mostrando un coinvolgimento pari a quello dell’atleta…..è stata davvero una grande emozione, che mi ha fatto riflettere sulla validità della formula di gara con imbarcazioni.

Dopo il via ho seguito Bruno De Silvestri, che è partito al centro del campo gara insieme ad altri tre o quattro atleti. Dopo poco è riemerso con una bella corvina e così ho pensato che fosse partito nel migliore dei modi, ma col trascorrere dei minuti mi è apparso evidente che fosse in difficoltà, in quanto le prede non arrivavano.

Nel frattempo Tortorella aveva trovato una bella zonetta dove stava macinando catture, ma non è stato abbastanza attento a non farsi vedere dagli avversari. Io che ero a circa cento metri mi sono accorto che stava prendendo pesce, infatti Bellani e Paggini, che erano anche più vicini di me, si sono precipitati sul posto: in seguito ho notato che mentre i due atleti sopraggiunti risalivano con qualche pesce, Tortorella aveva calato vistosamente il ritmo di catture.

Foto – Mariano Satta

Nelle gare di pesca subacquea è necessario prestare attenzione a molti particolari: ad esempio, occorre stare attenti a passare i pesci al barcaiolo senza dare nell’occhio, in quanto senza distanza minima si rischia di attirare altri concorrenti, che inevitabilmente finiscono per disturbare l’azione di pesca. Credo che questo episodio possa aver influenzato l’esito della gara: se Tortorella avesse continuato a pescare in solitudine, forse avrebbe potuto prendere ancora diversi pesci ed assicurarsi la vittoria.

A un’ ora e mezzo dalla fine, i giochi sembravano fatti: Bruno aveva sei o sette prede in carniere, mentre Tortorella, che nel frattempo si era spostato, ne aveva dieci o undici. In uno dei suoi ultimi spostamenti Bruno si è portato su una zona di roccia abbastanza vasta, dove già erano presenti altri concorrenti e dove sono sopraggiunti altri due o tre gommoni, tra cui quello di Aldo Calcagno.

Nell’ultima ora Bruno ha pescato a stretto contatto proprio con Calcagno, dimostrando un buon ritmo e catturando un buon numero di prede in rapida sequenza, da grande campione: ha eroso ed infine annullato il vantaggio di Tortorella, che nel frattempo stentava a tenere il passo, e si è aggiudicato la vittoria finale.

Seguendo la gara ho notato che a prendere i pesci erano gli atleti che pescavano sulla batimetrica compresa tra i 20 ed i 25 metri, mentre quelli che pescavano più a fondo, oltre i trenta, prendevano poco o niente. Lo stesso Bruno aveva quasi tutti segnali molto a fondo e durante gli spostamenti iniziali si trovava in difficoltà: questo dimostra che in una gara di pesca in apnea bisogna sempre essere pronti ad ogni evenienza e che non si impostare una gara con una preparazione “a senso unico”, perché si rischia di non poter cambiare tattica in corsa.

Ad essere sincero, sono rimasto molto impressionato dall’ultima ora di gara di Bruno. Credo che se fossi stato il Capitano della Nazionale avrei sorriso vedendo un giovane che nel finale dell’ultima giornata di gara reagisce così. Non dico questo per sponsorizzare Bruno, che non ha certo bisogno dei miei apprezzamenti, ma solo perché sono rimasto davvero colpito dalla sua grinta.

Grazie Marco, speriamo di vederti al prossimo campionato in una veste diversa…

LE IMRESSIONI DI ALCUNI PROTAGONISTI DEL CAMPIONATO ITALIANO
Clicca sulla foto o sul link per leggere l’intervista.
Bruno De silvestri Stefano Bellani Maurizio Ramacciotti Fabio Antonini
Bruno De Silvestri
1° Classificato
Stefano Bellani
3° Classificato
Maurizio Ramacciotti
5° Classificato
Fabio Antonini
6° Classificato

 

Daniele Petrollini Leonardo Cagnolati Marco Bardi
Daniele Petrollini
8° Classificato
Leonardo Cagnolati
12° Classificato
Marco Bardi
Osservatore DOC
FOTO GALLERY di Mariano Satta PRESENTAZIONE

Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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