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TRAGEDIA AL GIGLIO NAVE DA CROCIERA...


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C'è una ricostruzione con i dati del trasporder in cui il comandante ha puntato le Scole quasi in verticale (saranno 70°), a 16 nodi, poi all'ultimo ha accostato senza ridurre la velocità.

Voleva passare a 150 metri dal porto a 16 nodi.

Invece ha sbattuto di poppa, si è messo al traverso ed è andato alla deriva verso la gabbianara, a motori fermi.

All'ultimo ha buttato l'ancora per fermarsi.

Se accostava 10 secondi prima non succedeva nulla, se accostava 10 secondi dopo entrava in Giglio Porto per l'antemurale.

Alla faccia della velocità turistica che ha dichiarato e di tutte le norme di navigazione.

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Solo due considerazioni.

La prima è che ci potrebbe anche stare il "saluto all'isola" ma che bisogno c'è di farlo ad un tiro di sputo dalla costa? per far vedere quanto sono figo a portare una bestia di quelle nell'acquetta? Non sei figo.... sei IMBECILLE!

Gli imbecilli sembrano tanti...

 

http://www.youreporter.it/video_Nave_strane_rotte_alle_Eolie

 

:bye:

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Sicuramente una tragendia che poteva essere evitata!!!

Condoglianze alle famiglie che hanno avuto delle perdite...Con la vita delle persone non si gioca e questo pseudo "capitano" lo ha fatto alla grande.

Dirigeva le operazioni da terra :cacca: :cacca: :cacca: :cacca: .

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Questa è una tragedia del nostro tempo. L'epoca dei cafonauti, di quelli che sfrecciano col motoscafone a due metri dalla costa per far vedere quanto sono bravi, com'è f**a la loro fidanzata, quant'è grande il loro barcone. E' il nostro Titanic, il Titanic dei giorni nostri, causato dalla stupidità dei giorni nostri. Là c'era tutta la presunzione di un'epoca che sognava una tecnologia più grande e più forte della natura; qui ci sono solo la stupidità del voler farsi vedere; di un comandante che si comporta come un cafonauta qualsiasi. E anche nella tragedia c'è molto di farsesco, in chi, una volta fatta la frittata, molla tutto, scende sull'isola, e a un allibito tassista che gli domanda "ma dove vuole andare?" risponde:

"Mi porti lontano da qui"

Sembra una battuta di Abatantuono in un film di Salvatores.

Ma certe cose non se le può inventare la fantasia di nessun giornalista. Solo la realtà le sa fare certe cose.

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Questa è una tragedia del nostro tempo. L'epoca dei cafonauti, di quelli che sfrecciano col motoscafone a due metri dalla costa per far vedere quanto sono bravi, com'è f**a la loro fidanzata, quant'è grande il loro barcone. E' il nostro Titanic, il Titanic dei giorni nostri, causato dalla stupidità dei giorni nostri. Là c'era tutta la presunzione di un'epoca che sognava una tecnologia più grande e più forte della natura; qui ci sono solo la stupidità del voler farsi vedere; di un comandante che si comporta come un cafonauta qualsiasi. E anche nella tragedia c'è molto di farsesco, in chi, una volta fatta la frittata, molla tutto, scende sull'isola, e a un allibito tassista che gli domanda "ma dove vuole andare?" risponde:

"Mi porti lontano da qui"

Sembra una battuta di Abatantuono in un film di Salvatores.

Ma certe cose non se le può inventare la fantasia di nessun giornalista. Solo la realtà le sa fare certe cose.

Non condivido, per una volta tanto la cafonautica popolare non c'entra nulla. I comandanti delle grandi unità passeggeri di linea italiane per tradizione sono provenuti sempre dalle stesse zone ed effettivamente i più grandi capitani di mare che hanno onorato la nostra marina (.. la dinastia degli Ievoli di Sorrento solo per citare un nome illustre) erano i migliori del mondo ma a loro tempo e non più oggi.

I tempi purtroppo cambiano e i figli non valgono nemmeno le unghie dei loro grandi padri. Ma al Ministero così come presso le grandi compagnie di navigazione sembra che tutto sia rimasto fermo a 50 anni fà e continuano a formare Comandanti che sono solo l'ombra dei loro padri dei quali hanno in comune solo la località di provenienza.

La meritocrazia è andata a farsi friggere in tutt' Italia in favore del leccaculismo nepotista e i risultati si vedono anche e sopratutto in Marina, dove incompetenti irresponsabili affidano le sorti di 4500 anime ai capricci di un disgraziato in nome della c.d. tradizione marinara.

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Questa è una tragedia del nostro tempo. L'epoca dei cafonauti, di quelli che sfrecciano col motoscafone a due metri dalla costa per far vedere quanto sono bravi, com'è f**a la loro fidanzata, quant'è grande il loro barcone. E' il nostro Titanic, il Titanic dei giorni nostri, causato dalla stupidità dei giorni nostri. Là c'era tutta la presunzione di un'epoca che sognava una tecnologia più grande e più forte della natura; qui ci sono solo la stupidità del voler farsi vedere; di un comandante che si comporta come un cafonauta qualsiasi. E anche nella tragedia c'è molto di farsesco, in chi, una volta fatta la frittata, molla tutto, scende sull'isola, e a un allibito tassista che gli domanda "ma dove vuole andare?" risponde:

"Mi porti lontano da qui"

Sembra una battuta di Abatantuono in un film di Salvatores.

Ma certe cose non se le può inventare la fantasia di nessun giornalista. Solo la realtà le sa fare certe cose.

Non condivido, per una volta tanto la cafonautica popolare non c'entra nulla. I comandanti delle grandi unità passeggeri di linea italiane per tradizione sono provenuti sempre dalle stesse zone ed effettivamente i più grandi capitani di mare che hanno onorato la nostra marina (.. la dinastia degli Ievoli di Sorrento solo per citare un nome illustre) erano i migliori del mondo ma a loro tempo e non più oggi.

I tempi purtroppo cambiano e i figli non valgono nemmeno le unghie dei loro grandi padri. Ma al Ministero così come presso le grandi compagnie di navigazione sembra che tutto sia rimasto fermo a 50 anni fà e continuano a formare Comandanti che sono solo l'ombra dei loro padri dei quali hanno in comune solo la località di provenienza.

La meritocrazia è andata a farsi friggere in tutt' Italia in favore del leccaculismo nepotista e i risultati si vedono anche e sopratutto in Marina, dove incompetenti irresponsabili affidano le sorti di 4500 anime ai capricci di un disgraziato in nome della c.d. tradizione marinara.

 

Diciamo due cose diverse, ma non è che una escluda l'altra

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Infatti, se il comandante non avrebbe (condizionale d'obbligo ... )

:oops::fish:

 

Z

 

Dove ho sbagliato!!??

Nel condizionale... :thumbup:

"Se il comandante non avesse"

 

 

Perdonami, ma se non ricordo male, "egli avesse" è congiuntivo imperfetto, sono quasi sicuro che il condizionale l'ho scritto giusto...o forse era egli avrebbe avuto? Boh, correggetemi se sbaglio di nuovo! :bag:

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Infatti, se il comandante non avrebbe (condizionale d'obbligo ... )

:oops::fish:

 

Z

 

Dove ho sbagliato!!??

Nel condizionale... :thumbup:

"Se il comandante non avesse"

 

 

Perdonami, ma se non ricordo male, "egli avesse" è congiuntivo imperfetto, sono quasi sicuro che il condizionale l'ho scritto giusto...o forse era egli avrebbe avuto? Boh, correggetemi se sbaglio di nuovo! :bag:

Esatto, l'errore è nella forma verbale da te usata.

In quel caso occorre usare il congiuntivo "se non avesse abbandonato..." essendo subordinata ipotetica.

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Solo due considerazioni.

La prima è che ci potrebbe anche stare il "saluto all'isola" ma che bisogno c'è di farlo ad un tiro di sputo dalla costa? per far vedere quanto sono figo a portare una bestia di quelle nell'acquetta? Non sei figo.... sei IMBECILLE!

 

La seconda è che se la nave fosse passata dieci metri (o forse anche meno) più a largo non sarebbe successo nulla sia nel senso che, ovviamente, non ci sarebbe stato il naufragio ma nessuno si sarebbe posto il problema di un comportamento che, da quanto sta venendo fuori, è la normalità.

 

Mi chiedo infine come mai, con la strumentazione elettronica che abbiamo disponibile al giorno d'oggi, una nave così non abbia un sistema di ecoscandaglio in grado di segnalare la profondità a 360° e per almeno un centinaio di metri tutto intorno.

 

 

E' vero Salvatore....

le tue sono considerazioni talmente ovvie e semplici che rendono ancora più incredibile ed.....allucinante questa vicenda!!

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C'è una ricostruzione con i dati del trasporder in cui il comandante ha puntato le Scole quasi in verticale (saranno 70°), a 16 nodi, poi all'ultimo ha accostato senza ridurre la velocità.

Voleva passare a 150 metri dal porto a 16 nodi.

Invece ha sbattuto di poppa, si è messo al traverso ed è andato alla deriva verso la gabbianara, a motori fermi.

All'ultimo ha buttato l'ancora per fermarsi.

Se accostava 10 secondi prima non succedeva nulla, se accostava 10 secondi dopo entrava in Giglio Porto per l'antemurale.

Alla faccia della velocità turistica che ha dichiarato e di tutte le norme di navigazione.

 

mi chiedo come mai fino ad ora nessun diportista o piccolo pescatore con la "lampara" ci ha mai lasciato la pelle tra le eliche di queste "barchette" da crociera

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