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Coronavirus e Pesca Sub: A Rischio Mondiale, Assoluto, Qualificazione e Selettive

| 23 Marzo 2020

L’emergenza Coronavirus si sta allargando a macchia d’olio in tutta Europa e, con il passare dei giorni, è purtroppo sempre più chiaro che non si tratterà di una situazione di breve durata. Con l’ormai praticamente certa conferma, data dal premier Giuseppe Conte, che le misure restrittive verranno prorogate anche dopo il 3 aprile, diventa necessario, per tutto lo sport, fare i conti con le ripercussioni a medio e lungo termine.

Lo Sport si Interroga sul Futuro

L’agonismo della pesca in apnea, per quanto sport di nicchia, non può esimersi da queste valutazioni, che lasciano presagire che l’intera stagione agonistica, sia nazionale che internazionale, sia ad un passo dal subire un profondo rimaneggiamento.

Sport ben più blasonati, il calcio su tutti, stanno facendo i conti vari scenari: dalla possibilità di completare il campionato durante l’estate, a ipotesi più drastiche come quella che non sia possibile riprendere nessuna attività, neppure a porte chiuse, prima del prossimo anno. Ma per comprendere bene perchè si tratteggia un simile scenario, è necessario spiegare cosa deve succedere prima che si possa iniziare a tornare alla normalità.

Come ben spiegato da sui social da Marco Cattaneo (fisico, direttore responsabile di Le Scienze, Mente&Cervello e di National Geographic Italia) non ci sarà nessun “rompete le righe” dall’oggi al domani, ma un lento allentamento delle misure restrittive.

Quando Finisce un’Epidemia?

In base ai criteri secondo cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara conclusa un’emergenza epidemica, devono trascorrere due periodi di incubazione completi senza che si registrino nuovi casi. Nel caso del SARS-CoV-2 potrebbe trattarsi di circa 30 giorni (il periodo di incubaizone è attualmente fissato in 14 giorni).

Passati questi, viene richiesto ad ogni paese di mantenere un’elevata sorveglianza per ulteriori 90 giorni

Questo significa che, dal primo giorno in cui non si registreranno più contagi (momento da cui siamo purtroppo lontani, non sapendo ancora oggi nemmeno quando si verificherà il picco di infezioni) dovranno trascorre circa 4 mesi, durante i quali le misure restrittive saranno progressivamente allentate, ma non eliminate di colpo.

Il discorso potrebbe cambiare se nel frattempo diventasse disponibile un vaccino. Ipotesi che però appare remota dato che, anche se in questi giorni è iniziata la sperimentazione sull’uomo di uno dei primi vaccini sviluppati in Cina, gli sviluppatori hanno anche anticipato che sarà necessario seguire i volontari per almeno 6 mesi prima di poterlo immettere sul mercato.

Cosa Succederà all’Agonismo della Pesca Sub?

Appare quindi chiaro che non ci saranno molte possibilità di completare il circuito delle selettive entro i tempi fissati dalla circolare normativa FIPSAS (7 giugno 2020), e che anche la data per la disputa del Campionato Assoluto programmato in Puglia, a Torre San Giovanni (LE) il 19 e 20 giugno, non sembra facilmente confermabile.

Bisogna poi ricordare che, a causa del divieto di pesca derivante dai decreti dell’8 e 9 marzo, ribadito indirettamente dall’ordinanza del Mistero della Salute emanata il 20 marzo (valida fino al 25, ma che verrà sicuramente prorogata), nessuno degli atleti partecipanti (ad eccezione dei professionisti dotati di regolare licenza e dei membri della nazionale in possesso di autorizzazione federale) potrebbe allenarsi.

Leggermente diverso, ma non di molto, il discorso per il campionato di qualificazione previsto in Sicilia, a Cinisi – Terrasini (PA), dal 25 al 26 settembre e, soprattutto, per il tanto atteso Campionato Mondiale di Arbatax programmato dal dal 17 al 21 settembre.

Soprattutto nel caso del mondiale, con l’impossibilità di portare avanti l’organizzazione dell’evento, per di più in uno scenario in cui la CMAS invita giustamente gli atleti a non effettuare nessuna prenotazione fino a quando non saranno date direttive precise, anche perchè diversi paesi europei e gli USA sembrano essere solo all’inizio dell’epidemia, non è improbabile immaginare un rinvio al prossimo anno. Spostamenti oltre settembre infatti, esporrebbero ai rischi di una stagione metereologicamente troppo instabile.

Allo stato attuale non ci sono ancora decisioni ufficiali, trapelano solo indiscrezioni dagli ambienti federali, secondo le quali, pur tentando di ritardare il più possibile una drastica decisione, aspettando di vedere le scelte del governo dopo il 3 aprile prossimo e l’evolversi della situazione, si finirà quasi certamente per cancellare e/o rinviare di diversi mesi la maggior parte degli appuntamenti della stagione agonistica 2020 della pesca in apnea, e probabilmente anche di molte (se non di tutte) le altre discipline federali.

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