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Pesca Sub Spigola: Guida alla Scelta e all’Uso della Fiocina Francese

| 4 Marzo 2019

di Gaetano Doddis

Tra le prede che di rango che possono nobilitare una pescata nel bassofondo, il primo posto spetta indubbiamente alla spigola. In Italia ne abbiamo sicuramente meno che in Francia, e forse per questo la fiocina francese non si è mai diffusa e anzi, ancora oggi, è guardata con un misto di curiosità e sospetto. Ma per tutti coloro che vogliono provarne i pregi, ecco una breve guida su come allestirla, sia sugli arbalete che sugli oleopneumatici.

Quando il torbido non è opprimente, il miglior fucile da spigole è per me un arbalete da 75 allestito con monoelastico ed asta tahitiana da 6 mm. Solo quando l’acqua è particolarmente limpida – cioè quasi mai nelle mie zone – uso un 90, sempre monoelastico e anch’esso con tahitiana da 6 mm.

Quando il Torbido si fa Impegnativo

Ma quando la visibilità peggiora al limite del proibitivo, condizione che nel golfo di Trieste è spesso la normalità nel piovoso periodo autunnale, scelgo di utilizzare dei fucili più corti armati di fiocinone francese.

In queste condizioni i tiri sono sempre ravvicinati e spesso non c’è il tempo per prendere bene la mira su bersagli sfuggenti, per cui il fiocinone offre maggiori possibilità di cattura. Inoltre non ha eguali in termini di potere d’arresto, anche su pesci di mole, tanto che l’utilizzo del mulinello in combinazione con queste fiocine risulta praticamente inutile.

I fucili che utilizzo coi fiocinoni sono: un arbalete da 70 cm autoassemblato con componenti reperiti qua e là, ed un oleopneumatico da 70 con canna da 13mm, sistema sottovuoto e altre piccole elaborazioni (es. spillo grilletto da 1.5 mm, dente di sgancio, pistone elaborato e canna lucidata con travasi maggiorati).

Tipologie e Dimensioni

Le fiocine francesi che ho scelto per i miei fucili sono prodotte dalla Imersion-Coralign e purtoppo sono poco o per nulla reperibili nei negozi italiani, quindi nel caso dovrete cercarle on-line. La casa produttrice ha a catalogo sia la versione tahitiana che termina a fiocina (che però, oltre ad essere disponibile solo per arba da 75 e 90, costa anche uno sproposito), sia la versione da avvitare su aste filettate. Io ho scelto queste ultime sia per poterla impiegare su un pneumatico che, come penso tutti, per risparmiare un po’.

Entrambe sono disponibili in due larghezze diverse: una coi denti più stretti (6 cm), l’altra coi denti più larghi (7,5 cm sulla filettata e 8 cm sulla tahitiana). Tutte hanno la particolarità di avere il dente centrale leggermente più lungo di quelli laterali, per agevolare il puntamento, e delle alette in filo d’acciaio, presenti su ciascun dente, facilmente abbattibili in avanti per permettere di sfilare il pesce senza rovinarlo.

Piccoli Inconvenienti e Materiali

Mentre la versione tahitiana è un pezzo unico, la versione filettata ha il dente centrale, cioè quello più lungo, non saldato ma avvitato (immagino che con quello che costano queste fiocine, evidentemente esisterà il ricambio per quando malauguratamente si tirasse contro gli scogli).

Dopo un paio di utilizzi può capitare di notare che il dente cominci ad avere un po’ di gioco e a traballare, si risolve facilmente mettendo una goccia di attack, o di frenafiletti, e serrando definitivamente, dopo non si muoverà più.

Le fiocine in acciaio hanno il difetto di essere piuttosto pesanti, il modello a denti stretti (6 cm) pesa circa 140 grammi mentre quello a denti larghi (7,5 cm) qualche decina di grammi in più. Se non volete dedicarvi, come ho fatto io, a settare i vostri corti per alleggerirli e compensare il peso della fiocina, potete sempre scegliere la versione realizzata in titanio. Inutile però che vi dica che si tratta della versione più costosa in assoluto.

Allestimento su Arbalete

Sull’arbalete da 70, che uso quando la visibilità arriva ad un paio di metri, ho montato la fiocina coi denti più stretti (6 cm) perchè in queste condizioni ho qualche possibilità in più di piazzare il colpo. A causa della pesantezza della fiocina ho montato un’asta filettata da 7mm che, una volta agganciata, sporge di 3-4 cm al massimo oltre la testata, così che il fucile con il tridente montato risulti il più compatto possibile.

L’asta nel mio caso è in acciaio zincato ma, se la trovate, meglio l’inox. Nel mio caso la scelta è stata obbligata dalla reperibilità dell’asta, che della lunghezza voluta era disponibile solo così. L’asta da 7, oltre a rendere la freccia meno sbilanciata verso la punta rispetto ad una da 6,5 classica, le conferisce una maggiore inerzia e quindi capacità di bucare e “far male”. Di conseguenza però, io che non amo particolarmente gli elastici multipli, sono stato costretto ad optare per una doppia gomma da 16mm tagliata a fattore non esasperato (circa 300%) per fornire una spinta ed una velocità adeguate ad una freccia così pesante.

L’ultima modifica necessaria a contrastare la pesantezza in punta data dal tridente, è stata quella di rimuovere tutti i piombi presenti dietro la testata. Adesso così, con la testata completamente senza piombo, il mio fucile risulta abbastanza bilanciato, ma non escludo che con altri modelli e/o misure possa essere necessario aggiungere anche un galleggiante.

Allestimento su Oleopneumatico

Sull’oleopneumatico da 70, che uso quando la visibilità è inferiore ai 2 metri, ho montato invece la fiocinona a denti larghi (7,5 cm). In questo caso ho un’asta sempre da 7mm ma in acciaio inox, tagliata e filettata su misura in modo che la filettatura sporga di 4-5 centimetri oltre la volata. La canna da 13, in combinazione con l’asta da 7mm, il sistema sottovuoto e l’assenza del variatore, garantiscono un tiro sufficientemente veloce e molto potente, anche con pressioni di precarica non esagerate (nel mio caso 20 atm).

Si può comunque utilizzare benissimo anche un oleo con canna allagata, ma in tal caso bisognerà adottare precariche maggiori (anche 27-28 atm) e, nel caso si abbia il variatore, bisognerà sparare alla massima potenza. Anche nel caso dell’oleopneumatico il peso della fiocina sbilancia il fucile verso la volata e a lungo andare stanca il polso; per questo motivo ho aggiunto un galleggiante ricavato da uno scampolo di neoprene da 8 mm, che ho poi incollato su un tubo in pvc da idraulica tagliato a dovere ed innestato sul fusto.

Pregiudizi e Realtà

Una delle ragioni di diffidenza verso la fiocina francese è che abbia un impatto troppo violento e possa rovinare molto pesci non di mole. Diciamo che, forse, giusto i pesci fino ai 300 grammi potrebbero venire tranciati nei tiri più ravvicinati, in questo video (CLICCA) potete valutare da voi l’impatto su una modesta mormorotta sparata a media distanza. Pinnuti dal mezzo kg in su invece restano integri, grazie soprattutto ai denti della fiocina piuttosto lunghi e distanziati e all’assenza della base in nylon.

Riguardo ai pesci grossi, se presi bene, la fiocinona ha un potere d’arresto eccezionale: ricordo di un mio amico che, un paio di anni fa, ha preso una leccia, un pesce sugli 8 kg, non enorme ma immobilizzata all’istante. Ovvio che se si colpisce male il bersaglio puoi non immobilizzarlo sul colpo, ma questo accade anche, e a maggior ragione, con la tahitiana. Se i denti della fiocina non passano completamente, tengono comunque bene. Le singole punte della fiocina equivalgono un po’ ad una tahitiana ma con il vantaggio che, se non si riesce a passare completamente un pesce, ha comunque tre punte piantate in corpo, non una soltanto. Anche le alette, essendo un po’ più corte dell’aletta di una tahitiana ed essendo in filo di acciaio, fanno ben presa nella carne in cui sono riusciti ad entrare.

In questo altro video (CLICCA) potete vedere la cattura di una spigola di un paio di kg, colpita male sul groppone, con un dente solo e quindi non immobilizzata, ma che per fortuna alla fine ha tenuto; mentre in quest’ultimo (CLICCA) potete rendervi conto dell’impatto sul pesce “serio”.

Ora non vi Resta che Provare…

Per tutte le situazioni che in cui la fiocina francese mi ha salvato la pescata, non tornerei mai indietro, è ormai un indispensabile della mia attrezzatura per il torbido impegnativo. Se anche a voi capita spesso di pescare con poche spanne di visibilità, se sono più le volte in cui vedete solo la scodata del pescione, o peggio, che recuperate la tahitiana con solo qualche ciuffo di squame ancora attaccato, vi consiglio di fare questo piccolo investimento: non ve ne pentirete!

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