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Amarcord Pescasub – Giuseppe Lo Baido: “Quelle 3 Giornate Indimenticabili!”

| 22 Marzo 2019

di Simone Belloni Pasquinelli

Giuseppe Lo Baido (per gli amici Pippo) classe ’53 è stato uno dei più grandi pescatori subacquei degli anni ’80. Medico a Palermo ed agricoltore per hobby ha fatto della pesca in apnea uno stile di vita per anni, tanto da raggiungere ambiti traguardi e il posto nel Team della Nazionale per la quale ha gareggiato diverse volte.

Una persona intelligente, di poche parole, misurata. Una macchina da pesca quando si tratta di insidiare le sue prede. Capace di pescare in tutti i modi e con un feeling speciale per le corvine, Lo Baido ha raggiunto il top della condizione psico-fisica tra l’84 e l’87, vincendo un Assoluto a Palau nel 1985 e piazzandosi al 4° posto assoluto al Mondiale di Turchia nel 1987.

La sua professione gli tolse la possibilità di continuare ad allenarsi in maniera costante e di essere sempre pronto per gli importanti impegni agonistici dell’anno. Così dovette fare una scelta di vita: abbandonò l’agonismo nel 1988 nel pieno della maturità tra il dispiacere degli addetti, degli amici e dei suoi grandi rivali che hanno sempre nutrito grande stima e rispetto per la sua figura. Io che lo conosco ed ho avuto la fortuna di gareggiarci a fianco l’ho chiamato per carpirgli questa intervista che spero vi possa innanzitutto piacere ma soprattutto coinvolgere.

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Allora Pippo Torniamo al 1985. Esattamente Vorrei Parlare di ogni Giornata di quell’Indimenticabile Campionato Italiano che ti ha Visto, alla fine, Vincitore sul filo di lana: ci Racconti la Prima Giornata?

Difficile dimenticare quel campionato, sia per la bellezza dei posti, fuori e dentro l’acqua, sia per i partecipanti che gareggiavano, e sia per la mia vittoria sofferta. Ricordo innanzitutto che feci una bella preparazione trovando ottimi posti sia con cernie che con pesce bianco, in ogni campo gara. La cosa che ora può apparire anacronistica è che, nonostante le zone di pesca fossero piuttosto impegnative, cercando bene, i pesci importanti si potevano trovare anche nel medio fondo.

Lo Baido e un sarago (foto Pescasub)

Ma veniamo alla prima giornata, che si disputò tra lo Scoglio del Colombo e Punta Falcone. Ad inizio campo gara, sui 18 metri di fondo, avevo trovato una frana di granito difficile ma bella. C’erano molte corvine e diversi saraghi ma, come si sa, la difficoltà di pescare in frana sta nel fatto che il pesce difficilmente riesci a tenerlo “sotto controllo”, anzi tende a sparire nei meandri più reconditi.

Bisogna fare le cose con attenzione ed in maniera molto mirata. Il mio obiettivo era pescarci un paio di ore, per poterci fare una decina di bei pezzi, e poi andare a controllare un paio di cernie.

Mi servivano buone apnee, una fase di esplorazione molto meticolosa e sparare in maniera precisa e definitiva. Il tempo, a dispetto delle giornate precedenti, era cambiato e la pioggia cadeva abbondante. Comunque ero sicuro di ritrovare il pesce senza grossi problemi.

Cominciai a fare una discesa dopo l’altra armato di medisten e fiocina: puntavo un pesce che mi indicasse un punto preciso della frana e poi, dopo aver scrutato all’interno, o sparavo o facevo un vero e proprio aspetto nel sifone in attesa che qualche pinnuto curioso o di passaggio si materializzasse.

Lo Baido e il carniere della 1a giornata (foto G.Ragazzo)

Poco alla volta la tattica cominciò a dare i suoi frutti e dopo circa un’ora avevo già 6 belle corvine. Il posto mi piaceva quindi continuai a batterlo palmo a palmo per un’altra ora, rimediando ancora una corvina, un sarago e, in caduta, anche un bel marvizzo.

A quel punto la zona era sfruttata e il pesce irreperibile. Decisi quindi di andare a controllare due belle cernie, di almeno 15 chili, che avevo visto nascondersi dentro una spacca tra due grossi blocchi di granito. Era una tana difficile ma, con un po’ di pazienza e calma, forse almeno una avrei potuto catturarla.

La zona era in soli 15 metri d’acqua e quando ci arrivai ero da solo. Feci diversi tuffi e scandagliai bene il punto ed i suoi  dintorni ma dei pescioni neanche l’ombra.

Si erano sicuramente spostati a causa del repentino cambio del tempo e della corrente. Comunque durante la ricerca riesco a catturare un bel sarago. L’ultimo spostamento della giornata lo faccio in una zona a centro campo gara; non avevo marcato tane importanti ma mi piaceva. Avevo visto girare qualche sarago e labride ed era una zona molto fessurata.

Alterno ministen e medisten. Dopo qualche tuffo a vuoto riesco ad individuare un grosso grongo in uno spacco stretto e buio. Prendo bene la mira e gli pianto la fiocina in testa. Nonostante il buon tiro devo comunque fare altre tre discese e doppiarlo per riuscire ad averne ragione. Poco più in là un altro grongo farà la stessa fine. Questo senza crearmi patemi. Termino la frazione con 12 pezzi, l’incontro con un tonno gigante durante una risalita ed il settimo posto di giornata. Vince Renzo Mazzarri con un carniere assurdo: tre cernioni e 11 pesci. Io comunque sono contento della mia pescata e tranquillo per la giornata successiva perché ho un  taccuino ricco di mire.

Classifica Ufficiale 1a Giornata (CLICCA)

Mazzarri e il carniere della 1a giornata (foto G.Casini)

Il Secondo Giorno si Pesca alle Isole: Chissà che Spettacolo?

Esatto! Teatro della 2a prova sono le Isole di Santa Maria, Razzoli e Budelli. Luoghi affascinati, ricchi di pesce ed adatti ad ogni tipo di pesca, ma molto tecnici. Ho una bella tana a Budelli ed è lì che voglio iniziare. Si tratta di una lastra nella posidonia in 15 metri dove ho segnato diverse grosse corvine e qualche sarago. Non è un posto facile da trovare ma neanche impossibile.

Ho la sensazione che possa trovarmi a dover fare la gara con qualcuno per raggiungere per primo il segnale. Non mi sbagliavo. La corsa è con Pietro Milano, ottimo pescatore e con uno straordinario fiuto per il pesce bianco. I nostri due gommoni sfrecciano per raggiungere la pietra il prima possibile ma, per fortuna, riesco ad anticiparlo, a pedagnare ed avere il diritto di pescarci in tutta tranquillità.

Lo Baido con un grossa corvina (foto Pescasub)

La tattica è chiara: i primi tuffi sono veri e propri aspetti per sorprendere i pesci più curiosi e poi mi dedicherò alla perlustrazione dell’anfratto. Prenderò la prima corvina in caduta ed altre tre all’aspetto, il tutto con lo sten. A quel punto mi faccio passare il fucile medio con la fiocina e comincio con calma a ispezionare lo speco.

Ogni volta mi infilo fino alle ginocchia, e catturo altre tre corvine. I pesci ora sono nervosi e cercano di infilarsi nei luoghi più difficili della tana. Ne catturerò altre 3, non senza qualche attenta peripezia. Dopo giro ancora un po’ lì intorno nella speranza di incrociare qualche corvo nascosto nella posidonia o qualche tordo. Nulla di fatto. Non vedo più un pesce.

Lo Baido e il carniere della 2a giornata (foto G.Ragazzo)

È il momento di andare su una pietra dove avevo marcato una bella mostella. Il punto è poco distante e in 5 minuti sono già sulla zona. La mostella è un pesce praticamente sicuro ma, nonostante due tuffi non la trovo. Insisto ed alla fine riesco a fiocinarla e passarla al barcaiolo.

Mi sposto ancora sempre lì vicino. Ho segnato delle roccette con saraghi in 18/20 metri. In un’ora riesco a prendere 3 begli sparidi ed un tordo. Ho una cernia segnata, ma è lontano da dove sono ora ed è un pesce difficile. Preferisco andare in uno spot più vicino con altro pesce bianco.

Ho già un quindicina di bei pezzi e potrei rimpinguare il cavetto. Il punto che avevo marcato è una serie di blocchi di granito, spaccati alla base e dentro i quali nuotavano corvi e saraghi. Manca quasi un’ora alla fine quando fiocino subito un sarago di peso medio e, nel tuffo successivo, uno veramente grosso. Sono contento ed insisto in zona. Mi infilo in un’altra apertura della roccia e fulmino una bella corvina che mi porge il suo bronzeo fianco. Con la coda dell’occhio ne vedo un paio scappare dalla tana principale e infilarsi sotto due piccoli sassi nei pressi.

Scendo con calma ed attenzione e ne catturo una, mentre l’altra non riesco più a trovarla. Finirò con un’altra corvina bella grossa ed un sarago al fotofinish. Un bel carniere di 21 pesci, tutti in peso, mi regalano un secondo posto, per pochi grammi, dietro all’amico Riccardo Molteni che ha 2 pesci in meno ma alcune bellissime, pesanti corvine ed un dentice di 5 kg. Anche oggi ho fatto una bella gara e non ho sbagliato nulla.

Classifica Ufficiale 2a Giornata (CLICCA)

Il Dentice e le grosse Corvine catturate da Molteni (foto G.Ragazzo)

Quindi per la Terza ed Ultima Giornata eri Pronto a Vendere Cara la Pelle?

Ero sereno e carico quanto basta. Avevo trovato belle zone, ero in lotta per la vittoria finale ma, consapevole, che anche gli altri avrebbero avuto i loro assi nella manica. Sai, in acqua con Mazzarri, Toschi, Molteni e gli altri, le aspettative possono essere stravolte in un attimo. La giornata finale si disputava tra le isole di Spargi e Spargiotto, lungo la costa dell’Isola de La Maddalena.

Lo Baido e un sarago (foto Pescasub)

Le mie mire più importanti erano due grosse cernie, una che ritenevo piuttosto facile e una possibile, e molto pesce bianco segnato. Avevo anche un paio di zone dove razzolare nel caso avessi dovuto inventarmi la gara. Posti che comunque mi avrebbero potuto garantire almeno 7/8 pesci a spot. Insomma ero fiducioso.

Il tempo bello stemperava gli animi ed al via mi dirigo sulla secca di Spargi dove, alla base di un massone avevo marcato la prima cernia (quella più facile per intendersi). Ci sono 22 metri d’acqua. Avevo studiato bene la tana, che era piuttosto profonda, ma il serranide stava sempre in un punto decisamente accessibile ed in posizione frontale.

Quindi un tiro preciso avrebbe risolto la cosa in pochi tuffi. Prendo il 100 e mi accingo a visitare lo spacco puntando sulla zona dove dimora il pesce. È lì come al solito che mi guarda. Sparo a colpo sicuro ma non riesco a fulminarlo anche se il tiro risulta comunque piuttosto preciso.

Il grosso pesce con uno scatto si va ad infilare nei meandri più profondi dell’antro. Lo metto in trazione e comincio a lavorarlo. Devo fare lunghe apnee perché il pavimento di fango non aiuta. In più mi devo infilare con calma per 4/5 metri all’interno del massone. Dopo averlo mosso con il raffio riesco ad assestargli il colpo di grazia. Il pescione sbianca e con ancora un paio di discese lo porto in barca. Ci è voluta un mezz’oretta ma è abbondantemente a coefficiente coi suoi 17 kg. Sono contento.

Lo Baido con una grossa cernia (foto Pescasub)

È il momento di andare su un altro segnale 10 minuti più a levante dove, in preparazione, avevo trovato alcuni massoni nell’alga pieni di saraghi. Ci sono 23/25 metri e, mentre scendo, mi accorgo che la zona è piena di orate e saraghi tutto attorno. Allora salgo in superficie e chiedo al mio secondo il 115. Lui sbaglia e mi lancia il 100. Non voglio perdere tempo, carico e provo una caduta.

I pesci si aprono e non mi permettono di sparare. Al tuffo successivo tento un aspetto nella posidonia. Dopo una lunga apnea ecco arrivare un nutrito branco di orate che però non si avvicinano più di tanto. Sparo ugualmente ad un pesce grosso che, colpito al limite del tiro, con uno strattone si libera dell’asta.

Le grosse orate catturate da Lo Baido nella 3a giornata (foto G.Ragazzo)

Nonostante la sfortuna, i pesci si spaventano e vedo che diversi si vanno ad intanare nei pressi di questi pietroni. A quel punto mi faccio passare il medisten con fiocina e la torcia, e comincio a cercarli. Trovo subito una bella orata che fiocino senza problemi. Poco più in là, mentre scruto nella tana, vedo un bagliore sulla destra.

È un’altra orata “gemella” che tenta di nascondersi dietro una sporgenza di granito. Parte il colpo immediato che la fulmina. Due bei pescioni di circa 3 kg. Non Male. Continuo a fare sommozzate intorno alla zona ma vedo solo qualche sarago di piccole dimensioni. Alla fine seguo quello giusto e mi porta nella pietra dove stanno i compagni.

Lo Baido e il carniere della 3a giornata (foto G.Ragazzo)

In rapida successione ne fiocino 3, fra l’altro di ottime dimensioni, ed uno scorfano che trovo appoggiato ad un sassotto lì vicino. La zona è stata sfruttata e dopo poco capisco che devo andare su altri lidi. Devo ancora vedere una lastra con corvine e, per l’ultima ora, ho segnato un cernione di 20 chili in una zona profonda. Altra breve navigazione e sono sulla zona delle corvine. Ci sono 22 metri di fondo e anche un po’ di corrente.

Riesco a colpire la prima corvina in caduta. Il tiro è lungo ma molto preciso. Subito dopo ne fiocino una all’interno del buco di oltre un chilo e mezzo. Ne vedo altre 2/3 ma non riesco a catturarle. Sono molto nervose. La zona però mi piace e comincio a razzolare. Dico al mio secondo di informarmi quando manca un’ora alla fine. Catturerò ancora un paio di sparidi e ne strapperò un altro prima dell’ultimo spostamento programmato.

Quella cernia sulla quale mi sto portando l’avevo studiata bene. Viveva in un massone di granito in 29 metri di fondo. Entrava nella spacca alla base e poi risaliva per 5/6 metri andandosi a mettere in una nicchia. Cercando bene attorno avevo trovato una piccola spacchetta in alto dove riuscivo a vedergli bene la testa.

Il piano era semplice: fare intanare il serranide, spararlo dalla spacchetta con supersten e fiocina (l’asta lunga mi avrebbe permesso di lavoralo meglio e spingerlo in basso) e poi farlo scendere fino quasi alla base ed andarlo a recuperare. Tutti bei progetti ma vanificati dall’assenza del pescione, che invece reputavo sicuro. Ho guardato bene anche attorno ma nulla.

Manca poco alla fine e prendo il 70 con la fiocina. Faccio lunghe planate che alla fine mi frutteranno “solo” un bel tordo. Concludo la giornata contando 11 bei pesci più la cernia. Sono molto contento.

Le grosse cernie catturate da Molteni nella 1a e 3a giornata (foto sx G.Ragazzo dx Pescasub)

Al rientro in porto si vedono bei carnieri con l’amico Molteni che porta al peso una cernia gigante e altro pesce. Credo abbia vinto lui. Invece alla fine vinco la giornata io e finiamo a pari punti. La giuria si riunisce e valuta come risolvere la situazione. Si decide di vedere il miglior primo piazzamento. Ancora pari: un primo posto per lui e un primo anche per me. Allora si guarda il miglior secondo piazzamento. Vinco io con un secondo posto a fronte di un suo quarto. Un‘emozione unica condita pure da un finale al cardiopalma.

Classifica Ufficiale 3a Giornata (CLICCA)

Classifica Ufficiale Finale (CLICCA)

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