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Mondiale Pescasub 2020: l’Italia Beffa la Tunisia, i Retroscena e l’Incognita “Cernia”

| 1 Febbraio 2019

La FIPSAS ha ufficializzato l’affidamento dell’organizzazione del Campionato del Mondo di Pesca in Apnea 2020, conferitole dal BoD CMAS durante la riunione dello scorso 26 gennaio. La base logistica sarà quella che era già stata designata per la corsa finita male all’europeo 2019, Arbatax, e la competizione si svogerà dal 17 al 21 settembre. La notizia tuttavia (a differenza di quanto successo in passato per i Mondiali di Apnea, e per altre manifestazioni sicuramente meno importanti) è passata un po’ in sordina, almeno sui canali federali, visto che non è stata pubblicata tra le notizie in evidenza sulla homepage del sito, nè sulla pagina Facebook Ufficiale; ma solo su quella, molto meno seguita, del settore Attività Subacquee e Nuoto Pinnato.

Anche stavolta ci è mancato poco che la candidatura italiana venisse bruciata. Fino a pochi giorni fa la CMAS aveva in mano solo una generica lettera d’intenti da parte della nostra Federazione, mentre poteva contare su una documentazione completa presentata dalla federazione tunisina.

Che la Tunisia non fosse un candidato particolarmente gradito lo dimostrano le indiscrezioni circolate già all’indomani della World Cup dello scorso anno, descritta da più parti come una completa disfatta organizzativa, ma anche il fatto che, contrariamente al solito, l’Italia sia riuscita ad ottenere l’organizzazione praticamente in bianco.

È prassi infatti che, per candidarsi all’organizzazione di una competizione continentale o mondiale CMAS, si presenti una documentazione che deve includere anche il regolamento particolare della competizione e i dettagli relativi alla logistica e ai costi. Ancora due giorni fa la commissione pesca CMAS dichiarava di non aver avuto in mano nulla di tutto questo, affermando di avere sul piatto ancora due candidature tra cui scegliere. In Federazione erano peraltro convinti di poter predisporre questa fase con calma, in caso di avvenuta assegnazione.

La sicuramente maggiore affidabilità organizzativa della FIPSAS, ampiamente dimostrata in passato su diversi eventi CMAS, è stata senza dubbio determinate in questa assegnazione sulla fiducia. Se a questo aggiungiamo la disponibilità di un budget che si vocifera sia tra i 70 e gli 80 mila euro, è più che lecito attendersi un’organizzazione di altissimo livello.

L’Incognita del Regolamento

Mondiali ed Europei, come tutte le altre competizioni, richiedono la redazione del cosiddetto “regolamento particolare”, che prescrive le regole di svolgimento della competizione e il novero delle prede valide con relativi pesi minimi e limitazioni.

La bozza è già quasi pronta e ricalca quello che era stato deciso per l’europeo, tuttavia in queste ore si discute ancora della questione “cernia”.

Organizzare una competizione internazionale in Mediterraneo senza la cernia tra le prede valide potrebbe sembrare un’eresia ma potrebbe essere un’eventualità non così remota perché sono diversi gli ostacoli da superare:

1 – Nel regolamento nazionale la cernia è un pesce “proibito” dal 2002, le motivazioni non è mai stato ben chiarito quanto fossero di immagine, per evitare problemi con gli ambientalisti, e quando fossero di tutela della sicurezza degli atleti in gara, sta di fatto che oggi potrebbe non essere così semplice fare un passo indietro.

2 – Sia tra la dirigenza che tra gli atleti non c’è unanimità sul fatto che reintrodurre i serranidi possa realmente essere un vantaggio. Alcuni sono senza dubbio favorevoli, anche perché a Syros abbiamo già dimostrato che sia con le cernie che con le profondità abissali abbiamo indubbie qualità per contenderci il podio con i migliori; altri sembrano più convinti che la cernia finirebbe per essere un vantaggio eccessivo per greci, spagnoli e ciprioti.

3 – Ogni volta che si nomina la cernia, fa la comparsa lo spauracchio dei diving che potrebbero danneggiare la manifestazione. Anche stavolta non fa eccezione, ma i ben informati riferiscono che il presunto rumoreggiare verrebbe più da bombolari dediti al bracconaggio, soprattutto notturno.

Una cosa è certa se già le nostre gare nazionali sono criticate per la scarsità dei carnieri, un mondiale giocato – per scelta – solo sul pesce bianco, nel tentativo di limitare gli avversari, potrebbe finire per essere un autogol clamoroso e per sminuire qualsiasi risultato gli azzurri possano portare a casa.

Una soluzione potrebbe consistere nel consentire, come da normativa vigente e come spesso applicato in altre competizioni, il prelievo di un solo esemplare al giorno, a prescindere dalla specie di cernia, introducendo magari un peso sia minimo che massimo per gli esemplari di cernia bruna.

Malumore e Fermento tra gli Azzurri

La notizia del mondiale italiano è stata accolta con grande favore, tuttavia ha creato un po’ di malumore la scelta di divulgare con così grande anticipo il nome della base logistica prescelta.

Il mondiale nelle acque di casa è chiaramente molto più appetibile della trasferta in Danimarca per l’europeo 2019, tanto che pare che più di qualcuno stia tentando di smarcarsi dall’appuntamento continentale per paura di perdere il posto iridato a seguito di scarsi risultati all’EuroAfricano (in Finlandia ci eravamo salvati per il rotto della cuffia, ma stavolta almeno non rischiamo la qualificazione) o di scelte legate al turn-over.

È chiaro che l’obiettivo del mondiale sardo è quello di tornare sul gradino più alto del podio individuale, 14 anni dopo il trionfo di Stefano Bellani a Iquique. Ma un progetto tanto ambizioso non può non passare per una preparazione meticolosa e che, a giudizio di molti, dovrebbe iniziare da subito.

Da più parti, quindi, si vorrebbe che la squadra per il 2020 fosse designata fin da ora, non solo quanto alle convocazioni ma anche rispetto alle titolarità. Nessuno infatti sembra disposto ad investire considerevoli quantità di tempo e denaro (visto che l’eventuale contributo federale al più coprirebbe le spese vive) per una preparazione lunga quasi 2 anni, al termine della quale potrebbe vedersi relegato al ruolo di gregario. E per quanto questo atteggiamento possa forse apparire antisportivo ai romantici, nelle altre nazionali le cose non funziono molto diversamente.

Le prossime settimane dovrebbero essere cruciali per districare il nodo regolamento, per la formazione della squadra invece le cose potrebbero andare per le lunghe. Staremo a vedere gli sviluppi, ma il viaggio è incominciato!

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Category: Agonismo, News, News Pesca in Apnea

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