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Incidente Apnea: 12enne in Taravana dopo Apnee a 15 Metri di Profondità

| 20 Agosto 2019

Un dodicenne residente in provincia di Messina (L.V.), è stato ricoverato nei giorni scorsi presso l’ospedale dell’Isola di Lipari in seguito ad un serio episodio di Taravana. Il giovane stava effettuando dei tuffi in apnea nelle acque di Panarea, dopo una serie di apnee nelle quali aveva raggiunto la profondità di 15 metri, ha accusato formicolio e intorpidimento ad entrambi gli arti inferiori, e ad un braccio.

Rapido l’intervento dei soccorsi che hanno trasferito il ragazzo presso la camera iperbarica dell’ospedale isolano, e sottoposto ad immediato ciclo di ricompressione. Grazie anche a due ulteriori sedute nei giorni seguenti, il giovane apneista ha recuperato completamente la funzionalità degli arti, senza accusare alcuno strascico.

Il trattamento iperbarico è stato condotto e supervisionato dai medici anestesisti Fortunato Barresi e Danilo Mortelliti, affiancati dal tecnico Marco Malpieri. Quest’ultimo è il figlio dello scomparso prof. Massimo Malpieri, personalità molto conosciuta nel mondo della pesca subacquea e dell’apnea, anche e soprattutto per aver a lungo studiato e trattato con successo tanti subacquei colpiti da Taravana.

Oltre a trattarsi di uno dei pochi casi di questa patologia verificatisi nonostante la non elevata profondità, si tratta probabilmente del soggetto più giovane mai colpito da questo tipo di incidente, il che apre dei nuovi interrogativi sull’approccio all’apnea che deve essere mantenuto durante l’adolescenza.

PRECISAZIONI DA PARTE DELL’EQUIPE MEDICA

“L’infortunato ha praticato 5/6 tuffi ad una profondità variabile tra -10 e -15 mt (non aveva computer ne ecoscandaglio acceso a bordo dell’imbarcazione su cui era) senza rispettare minimamente i tempi di recupero (cosa a lui sconosciuta per anagrafica) e “tirando” in tutte le discese.

NON PESCAVA NE’ SI ALLENAVA, cercava solo di recuperare un oggetto caduto al fratello minore. Il tutto è avvenuto intorno alle 18, dopo aver trascorso l’intera giornata a giocare con amici e parenti in barca, facendo tuffi e solo qualche piccola apnea entro gli 8 mt.  Non ha mangiato, se non una pesca, ed ha bevuto meno di una bottiglietta d’acqua in totale.

Appena riemerso è rientrato in cabina e dopo pochissimi minuti ha avvertito parestesie e spossatezza agli arti inferiori, ma anche dolore articolare ad una spalla ed un leggero giramento di testa. Bisogna tenere BEN PRESENTE che parliamo di un dodicenne in piena età dello sviluppo, quindi non ancora del tutto “formato” fisicamente e soggetto quindi a variabili non paragonabili ai più.

Il Taravana purtroppo non ha ancora una definizione ben precisa delle cause scatenanti (è chiaro che non siano soltanto profondità, recovery e bolle) ma si sta lavorando molto per capirne il più possibile e nei prossimi anni sarà sicuramente più “conosciuto” a noi tutti. Chi però sostiene che sia impossibile a profondità così ridotte, o pensa sia stato “indotto” dall’uso di ausili vari ed eventuali, non solo dimostra ignoranza grave in materia, ma anche totale mancanza di umiltà e buon senso nel giudicare eventi e dinamiche a Lui sconosciute e lontane.”

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