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Gli accessori di Giovanni Clemente


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Beh , la tecnica usuale di caricamento degli oleo prevede l'appoggio dell'impugnatura all'incavo tra bacino e gamba fino a 75cm e sull'incavo del collo piede per quelli lunghi . L'operazione è ben visualizzata in alcuni video in you tube eseguita da pescasub esperti , nonchè indicata ed illustrata nel manuale a corredo degli oleo di una delle più note aziende produttrici italiane del settore (eventualmente vi mando una fotocopia della pagina) ; appoggiare un fucile caricato a 20 o più atmosfere sul collo piede sarebbe più sicuro di un appoggio stabile come la tavoletta?. Operando in questo modo non si incorre lo stesso , se non in modo maggiore , a portarsi sulla traiettoria dell'asta con il fucile appoggiato in modo molto precario? Valutate la differenza dei due sistemi e fatevi un'idea . Per quanto mi riguarda io userò il mio accessorio. Quando si carica un fucile oleo non è obbligatorio che l'asta sia armata dell'arpione o della fiocina che per sicurezza può essere avvitata dopo . Il problema è acquisire con la pratica i giusti movimenti in sicurezza per effettuare in acqua le operazioni per essere in pesca (che purtroppo contrastano con tempi veloci di ricarica e altro) , questa pratica implica anche dei ragionamenti effetuati a secco per avere un corredo di soluzioni delle criticità da risolvere in pochi secondi in acqua . E' noto che il pescatore sub maneggia una serie di armi ed accessori pericolosi pertanto è sua cura acquisire la capacità di operare in sicurezza : facendo un inventario delle attrezzature, porta con sè liberamente tra l'altro un pugnale con la lama non esattamente legale da portare in giro , non per questo sono conosciuti incidenti gravi o meno . Vi sono una quantità industriale di consigli sulle modifiche da apportare ai fucili per renderli più potenti e sensibili allo sparo e questo non scatena alcuna diatriba nei "puristi" proprio perchè l'esperienza degli utilizzatori è conosciuta e riconosciuta dalla produzione di armi letali se utilizzate per scopi criminali . Quindi lo sforzo di trovare dei sistemi per migliorare l'utilizzo delle attrezzature è solo da apprezzare e valutazioni estremizzate troppo frettolose non ci fanno progredire in tal senso , mentre è auspicabile una proficua collaborazione .

 

Ciao

 

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Beh , la tecnica usuale di caricamento degli oleo prevede l'appoggio dell'impugnatura all'incavo tra bacino e gamba fino a 75cm e sull'incavo del collo piede per quelli lunghi . L'operazione è ben visualizzata in alcuni video in you tube eseguita da pescasub esperti , nonchè indicata ed illustrata nel manuale a corredo degli oleo di una delle più note aziende produttrici italiane del settore (eventualmente vi mando una fotocopia della pagina) ; appoggiare un fucile caricato a 20 o più atmosfere sul collo piede sarebbe più sicuro di un appoggio stabile come la tavoletta?.

 

assolutamente si, col tuo sistema un 75 si troverebbe con il vivo di volata all'altezza dell'addome

con il metodo classico al di sopra della testa. operando in questo modo non si incorre lo stesso , se non in modo maggiore , a portarsi sulla traiettoria dell'asta con il fucile appoggiato in modo molto precario?

 

assolutamente no, un 75 appoggiato sull'incavo tra bacino e gamba ha il vivo di volata oltre la testa ed im posizione controllabile dal momento che viene impugnato per la testata, idem per un 110 appoggiato al piede.

Per quanto mi riguarda io userò il mio accessorio.

 

liberissimo di farti male, ma non consigliare ad altri di fare altrettanto

 

Quando si carica un fucile oleo non è obbligatorio che l'asta sia armata dell'arpione o della fiocina che per sicurezza può essere avvitata dopo .

perchè un'asta priva di fiocina o di arpione non buca?

 

facendo un inventario delle attrezzature, porta con sè liberamente tra l'altro un pugnale con la lama non esattamente legale da portare in giro , non per questo sono conosciuti incidenti gravi o meno .
è legalissimo invece nell'esercizio degli sport subacquei

 

Vi sono una quantità industriale di consigli sulle modifiche da apportare ai fucili per renderli più potenti e sensibili allo sparo e questo non scatena alcuna diatriba nei "puristi" proprio perchè l'esperienza degli utilizzatori è conosciuta e riconosciuta dalla produzione di armi letali se utilizzate per scopi criminali .

non ho mai sentito di un rapinatore che abbia utilizzato un fucile subacqueo, ma anche fosse non credo che l'avesse caricato con la tavoletta

 

Quindi lo sforzo di trovare dei sistemi per migliorare l'utilizzo delle attrezzature è solo da apprezzare e valutazioni estremizzate troppo frettolose non ci fanno progredire in tal senso , mentre è auspicabile una proficua collaborazione .

quello che è auspicabile è che non si rompa la tavoletta, altrimenti son dolori

Edited by dentex
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Pur apprezzando lo spirito che anima queste cose........................Io la vedo così: semplicemente,

tutte le soluzioni artigianali, e per tali intendo non testate in fabbrica e non coperte da garanzie di sicurezza..........includendo quindi i fucili artigianali in legno, intendendo per tali quelli fatti in cantina, non possono per buon senso essere suggeriti a terzi nè nell'acquisto nè tantomento nell'utilizzo.

Chi si avventura nell'acquisto o utilizzo di tali prodotti o soluzioni, lo fa quindi a suo rischio e pericolo.

 

Molti appassionati applicano allo sport oggetto della loro passione piccole "modifiche" personali che considerano migliorie ma che rimangono soluzioni personali.

 

Molti sedicenti inventori o innovatori poi, giungono a determinate soluzioni con incolmabile ritardo rispetto ad altri servendo delle soluzioni che ormai sono assorbite e strametabolizzate dal sistema, le più anche ampiamente superate.

(mi riferisco ovviamente al carichino per arbalete che esiste nella versione mostrata da almeno 15 anni.Fu proprio Leonardo Sampogna uno dei primi a proporlo...molto prima che Donati lo mostrasse nei suoi video; la versione di oggi appare solo peggiorata perchè complicata dalla presenza del moschettone che ai fini del caricamento e della successiva sottrazione del carichino risulta assolutamente inutile).

 

Sulla tavoletta (carichino per oleo).......,non intendendomene a fondo, posso solo rilevare che mi pare esistano soluzioni molto più immediate e sicure per non parlare del fatto che esistono oleopneumatici che grazie al loro sistema di funzionamento, non richiedono importanti sforzi di caricamento neanche nelle versioni più estreme eliminado di fatto il problema.

Edited by Andrea Zani
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Beh , la tecnica usuale di caricamento degli oleo prevede l'appoggio dell'impugnatura all'incavo tra bacino e gamba fino a 75cm e sull'incavo del collo piede per quelli lunghi . L'operazione è ben visualizzata in alcuni video in you tube eseguita da pescasub esperti , nonchè indicata ed illustrata nel manuale a corredo degli oleo di una delle più note aziende produttrici italiane del settore (eventualmente vi mando una fotocopia della pagina) ; appoggiare un fucile caricato a 20 o più atmosfere sul collo piede sarebbe più sicuro di un appoggio stabile come la tavoletta?.

 

assolutamente si, col tuo sistema un 75 si troverebbe con il vivo di volata all'altezza dell'addome

con il metodo classico al di sopra della testa. operando in questo modo non si incorre lo stesso , se non in modo maggiore , a portarsi sulla traiettoria dell'asta con il fucile appoggiato in modo molto precario?

 

assolutamente no, un 75 appoggiato sull'incavo tra bacino e gamba ha il vivo di volata oltre la testa ed im posizione controllabile dal momento che viene impugnato per la testata, idem per un 110 appoggiato al piede.

Per quanto mi riguarda io userò il mio accessorio.

 

liberissimo di farti male, ma non consigliare ad altri di fare altrettanto

 

Quando si carica un fucile oleo non è obbligatorio che l'asta sia armata dell'arpione o della fiocina che per sicurezza può essere avvitata dopo .

perchè un'asta priva di fiocina o di arpione non buca?

 

facendo un inventario delle attrezzature, porta con sè liberamente tra l'altro un pugnale con la lama non esattamente legale da portare in giro , non per questo sono conosciuti incidenti gravi o meno .
è legalissimo invece nell'esercizio degli sport subacquei

 

Vi sono una quantità industriale di consigli sulle modifiche da apportare ai fucili per renderli più potenti e sensibili allo sparo e questo non scatena alcuna diatriba nei "puristi" proprio perchè l'esperienza degli utilizzatori è conosciuta e riconosciuta dalla produzione di armi letali se utilizzate per scopi criminali .

non ho mai sentito di un rapinatore che abbia utilizzato un fucile subacqueo, ma anche fosse non credo che l'avesse caricato con la tavoletta

 

Quindi lo sforzo di trovare dei sistemi per migliorare l'utilizzo delle attrezzature è solo da apprezzare e valutazioni estremizzate troppo frettolose non ci fanno progredire in tal senso , mentre è auspicabile una proficua collaborazione .

quello che è auspicabile è che non si rompa la tavoletta, altrimenti son dolori

 

E' ferocemente ovvio che nelle operazioni di carica dell'asta nel fucile si Deve coprire la fiocina o l'arpione con una opportuna protezione a cappuccio anche dopo aver svitato eventualmente la punta . Pertanto in ogni caso , anche nel sistema tradizionale, lo svincolo accidentale dell'asta Non deve causare infortuni . Tutte le altre risposte sono opinioni o non correlate ai contesti di riferimento .

 

p.s. non alimenterò più la diatriba

 

Ciao

 

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Scusa Giovanni

ma le persone che leggono questi interventi sono le più disparate quindi, posso garantirti per pregressa esperienza, che di "ferocemente ovvio" purtroppo non puo esserci mai nulla !

 

In seconda battuta ritengo che chi, come te abbia la pretesa di dare un valore aggiunto alla materia non debba servire le sue soluzioni come "FINALI" ma apprezzare le eventuali critiche (parlo di quelle di Leonardo e di Dentex mica le mie che non mi intendo di oleo) e farne dovuto tesoro per proporre soluzioni migliori da tutti i punti di vista soprattutto da quello della sicurezza.

 

Credo che questa sia l'unica via attraverso la quale si possa giungere a quella che tu definisci una "proficua collaborazione"..........diversamente i tecnici restano tecnici e gli artisti restano artisti, come due rette parellele, senza mai incontrarsi.

Edited by Andrea Zani
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Quando si carica un fucile oleo non è obbligatorio che l'asta sia armata dell'arpione o della fiocina che per sicurezza può essere avvitata dopo .

Nessun produttore, che quindi conosce bene le proprie armi per averle progettate, realizzate e testate, consiglierebbe mai una procedura del genere, men che meno come presunto fattore di sicurezza. Indurre una rotazione sul codolo dell'asta può causare lo sgancio accidentale dell'asta proprio perchè il sistema di sgancio non è pensato per simili itulizzi creativi.

Vi sono una quantità industriale di consigli sulle modifiche da apportare ai fucili per renderli più potenti e sensibili allo sparo e questo non scatena alcuna diatriba nei "puristi" proprio perchè l'esperienza degli utilizzatori è conosciuta e riconosciuta dalla produzione di armi letali se utilizzate per scopi criminali .

Stranamente una delle modifiche più in voga fino a qualche anno fà, l'arrotondamento del dente di sgancio per migliorare la sensibilità del grilletto, è stato abbandonato, almeno come propaganda pubblica, proprio perchè i produttori ne hanno denunciato l'estrema pericolosità.

Quindi lo sforzo di trovare dei sistemi per migliorare l'utilizzo delle attrezzature è solo da apprezzare e valutazioni estremizzate troppo frettolose non ci fanno progredire in tal senso , mentre è auspicabile una proficua collaborazione.

Spesso la mancanza di talune conoscenze può portare a credere di aver avuto delle buone idee che a un'attenta analisi non lo sono così tanto.

 

Mettendo anche che la presunta pericolosità di utilizzo del tuo strumento sia aggirabile con il solo buon senso dell'utilizzatore, nulla pone quest'ultimo al riparo da cedimenti strutturali relativi al fatto che sfrutti come sistema di ancoraggio e di scarico TOTALE della forza di caricamento, componenti plastiche che non sono fatte per sopportare certi sforzi.

 

E' lo stesso errore che faceva chi limava il dente di sgancio senza nulla sapere delle modalità di tempra dello stesso e dell'effettiva resistenza a seguito della limatura.

 

Per cui, e lo dico da progettista che conosce molto bene la materia progettuale, l'idea potrebbe essere valida, l'applicazione però ha dei limiti e mostra una scarsa conoscenza delle proprietà dei materiali che rende l'oggetto tutt'altro che inattaccabile.

 

Se poi le critiche oggettive e da persone del mestiere sono poco gradite, peccato ma ciò non toglie che siano legittime e tutt'altro che frettolose.

 

:bye:

 

 

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E' ferocemente ovvio che nelle operazioni di carica dell'asta nel fucile si Deve coprire la fiocina o l'arpione con una opportuna protezione a cappuccio anche dopo aver svitato eventualmente la punta . Pertanto in ogni caso , anche nel sistema tradizionale, lo svincolo accidentale dell'asta Non deve causare infortuni . Tutte le altre risposte sono opinioni o non correlate ai contesti di riferimento .

 

p.s. non alimenterò più la diatriba

 

Ciao

 

ma usi oleopneumatici? da come scrivi non si direbbe, da quando in qua si copre la punta di una fiocina o si svita per ricaricare l'arma?

svitando la fiocina sei proprio sicuro che un'asta filettata non possa causare infortuni. prova a sparare la sola asta contro qualcosa e poi ne riparliamo

nessuno qui alimenta diatribe: hai mostrato un video e delle foto (DI TUA INIZIATIVA) ti prendi gli elogi (se ne meriti) o le critiche senza offenderti: per me la tavoletta rimane inutile

Edited by dentex
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Ho da poco iniziato ad usare un oleopneumatico che si può considerare lungo (97 cm....)......

.....sinceramente trovo più costruttivo imparare per bene la procedura di caricamento con poche atmosfere di carica e poi piano piano aumentarle......

....io facendo così non ho avuto problemi e ora carico a più di 25 atmosfere con un asta da 6,5 senza piegarla, e una volta imparata la tecnica per bene, lo sforzo non è davvero ridicolo.....e non sono nè un gigante nè un palestrato.... :P

La testata ce l'ho all'altezza dello sterno, e nella malaugurata ed improbabile occasione che mi scivolasse qualcosa, nelle fasi finali del caricamento la punta la tengo ben buoni fuori dalla "linea della testa"....

Insomma, con un minimo di pratica e un pò di attenzione credo che sia quasi impossibile farsi male....

Nella tavoletta che hai realizzato ci sono troppe cose che strutturalmente mi inquietano.....il fatto che tutto si appoggia sulla plastica della testata, il legno stesso, quelle cernierine di ottone.....

Mettiamo che per sfiga qualcosa cede.....di certo non è che di avvisa prima....al dila dell'asta che buca, avere tra le gambe due pezzi di legno che si rompono e vengono spinti verso il basso da una trentina di atmosfere non deve essere piacevole.....

Poi per il fatto che bisogna coprire la punta la cosa mi lascia un pò di stucco.....io che ad esempio uso solo le tahitiane ovvio che metto il carichino, ma credo che prenderselo in faccia tanto bene non faccia....anzi, mi sa che buca anche quello....meglio non pensarci.....

Stesso discorso per le aste "nude".....senza contare il pericolo di "armeggiare" davanti all'asta carica per avvitare un arpione o una fiocina......

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Ho da poco iniziato ad usare un oleopneumatico che si può considerare lungo (97 cm....)......

.....sinceramente trovo più costruttivo imparare per bene la procedura di caricamento con poche atmosfere di carica e poi piano piano aumentarle......

....io facendo così non ho avuto problemi e ora carico a più di 25 atmosfere con un asta da 6,5 senza piegarla, e una volta imparata la tecnica per bene, lo sforzo non è davvero ridicolo.....e non sono nè un gigante nè un palestrato.... :P

La testata ce l'ho all'altezza dello sterno, e nella malaugurata ed improbabile occasione che mi scivolasse qualcosa, nelle fasi finali del caricamento la punta la tengo ben buoni fuori dalla "linea della testa"....

Insomma, con un minimo di pratica e un pò di attenzione credo che sia quasi impossibile farsi male....

Nella tavoletta che hai realizzato ci sono troppe cose che strutturalmente mi inquietano.....il fatto che tutto si appoggia sulla plastica della testata, il legno stesso, quelle cernierine di ottone.....

Mettiamo che per sfiga qualcosa cede.....di certo non è che di avvisa prima....al dila dell'asta che buca, avere tra le gambe due pezzi di legno che si rompono e vengono spinti verso il basso da una trentina di atmosfere non deve essere piacevole.....

Poi per il fatto che bisogna coprire la punta la cosa mi lascia un pò di stucco.....io che ad esempio uso solo le tahitiane ovvio che metto il carichino, ma credo che prenderselo in faccia tanto bene non faccia....anzi, mi sa che buca anche quello....meglio non pensarci.....

Stesso discorso per le aste "nude".....senza contare il pericolo di "armeggiare" davanti all'asta carica per avvitare un arpione o una fiocina......

 

Facendo l'operazione in acqua viene naturale inclinare l'asta in avanti portandola fuori dalla traiettoria del corpo , tipo come quando carichi l'arba , e avendo il controllo con le due mani la tieni in quella posizione fino al termine della spinta (si nota anche nel filmato) . Volendo si può rinforzare o realizzare la sporgenza necessaria per l'appoggio della testata con una fascetta stringitubo o sistemi analoghi .

Sono molti anni che mi autocostruisco i carichini da appoggiare sulle punte e ne ho realizzato tipi che si incastrano solidarmente con presa ampia e sicura sia per gli arpioni che per le fiocine , il fatto che altri non ci hanno pensato e non si sono posti mai il problema significa solo questo .

Ovviamente devo realizzare i miei accessori con materiali in commercio e di recupero , pertanto è intuitivo rendersi conto che l'accessorio deve essere preso come riferimento non come un attrezzo definitivo o da commercializzare .

Stesso discorso se si vuole avvitare l'arpione dopo la carica , si opera (e viene naturale) puntando il fucile al largo tenendo il fusto sotto il braccio e bloccando l'asta con pollice , indice e medio o usando un piccolo accessorio . Queste sono tutte prove che ho effettuato , che funzionano ma fanno perdere un sacco di tempo in acqua . Il legno è un materiale robustissimo e una tavoletta da 3cm di spessore offre una elevata resistenza , le chiusure si possono realizzare in acciaio ma in commercio per il momento non ne ho trovate adatte , stesso discorso per la cerniera , ma in ottone (materiale ampiamente collaudato in mare) sono sufficientemente resistenti e fermati con viti da 3,5cm di lunghezza ; comunque la tavoletta può essere realizzata anche in un unico pezzo come nelle foto inserendo direttamente nel foro l'asta e poi la testata . Utilizzando la tavoletta si avverte il totale controllo dell'operazione . Naturalmente chi c'ha il fisico non ha problemi in ogni caso .

 

Ciao

 

 

 

 

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Sono molti anni che mi autocostruisco i carichini da appoggiare sulle punte e ne ho realizzato tipi che si incastrano solidarmente con presa ampia e sicura sia per gli arpioni che per le fiocine , il fatto che altri non ci hanno pensato e non si sono posti mai il problema significa solo questo .

Ovviamente devo realizzare i miei accessori con materiali in commercio e di recupero , pertanto è intuitivo rendersi conto che l'accessorio deve essere preso come riferimento non come un attrezzo definitivo o da commercializzare .

 

scusa in che senso "altri non ci hanno pensato..........."?

guarda che negli anni si sono viste fior di soluzioni più o meno artigianali dalle prolunghe in gomma per gli arba al Gigapress per gli oleo.

Le soluzioni più semplici e intuitive hanno trovato qualche emulatore le altre nemmeno quello.

 

Il fatto che tali soluzioni debbeno poi essere utilizzate non a secco ma in acqua IMPONE che: non si tradisca il criterio di massima semplicità, di sicurezza, di facilità di trasportare eventuali accessori facilmente addosso o sotto alla boa.

Le soluzioni varie soluzioni più o meno funamboliche hanno fatto si che i progettisti delle aziende pur di non obbligare il sub a tirarsi ditro un solo grammo in più di attrezzatura...anzichè investire sui carichini (mi riferisco agli arba) abbiano preferito progettare aste a tre tacche o speroni frazionando di fatto a piacere tutto il carico delle gomme ovvero i produttori di oleo ad investire su sistemi sottovuoto o a progettare fucili che potessero avere grandi prestazioni anche senza caricarli a 40 Atm.

 

Ergo: tutto ciò che è in più oltre a quanto già facente parte delle nostre dotazioni......è appunto in "più" nel senso di scomodo/poco pratico.

Edited by Andrea Zani
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Sono molti anni che mi autocostruisco i carichini da appoggiare sulle punte e ne ho realizzato tipi che si incastrano solidarmente con presa ampia e sicura sia per gli arpioni che per le fiocine , il fatto che altri non ci hanno pensato e non si sono posti mai il problema significa solo questo .

Ovviamente devo realizzare i miei accessori con materiali in commercio e di recupero , pertanto è intuitivo rendersi conto che l'accessorio deve essere preso come riferimento non come un attrezzo definitivo o da commercializzare .

 

scusa in che senso "altri non ci hanno pensato..........."?

guarda che negli anni si sono viste fior di soluzioni più o meno artigianali dalle prolunghe in gomma per gli arba al Gigapress per gli oleo.

Le soluzioni più semplici e intuitive hanno trovato qualche emulatore le altre nemmeno quello.

 

Il fatto che tali soluzioni debbeno poi essere utilizzate non a secco ma in acqua IMPONE che: non si tradisca il criterio di massima semplicità, di sicurezza, di facilità di trasportare eventuali accessori facilmente addosso o sotto alla boa.

Le soluzioni varie soluzioni più o meno funamboliche hanno fatto si che i progettisti delle aziende pur di non obbligare il sub a tirarsi ditro un solo grammo in più di attrezzatura...anzichè investire sui carichini (mi riferisco agli arba) abbiano preferito progettare aste a tre tacche o speroni frazionando di fatto a piacere tutto il carico delle gomme ovvero i produttori di oleo ad investire su sistemi sottovuoto o a progettare fucili che potessero avere grandi prestazioni anche senza caricarli a 40 Atm.

 

Ergo: tutto ciò che è in più oltre a quanto già facente parte delle nostre dotazioni......è appunto in "più" nel senso di scomodo/poco pratico.

 

Per quanto riguarda i carichini in commercio ne conosco solo due tipi di diverse marche ma pressappoco uguali , uno per l'arpione che resta più o meno a filo con la punta e uno per la fiocina un pò più calzante , se si fa una ricerca tra tutti i negozi on-line si trovano solo questi tipi .

Riguardo agli ingombri hai perfettamente ragione ma io preferisco portarmi qualcosa in più se ne vale la pena .

Ci sono anche fucili che funzionano con un serbatoio di gas avvitato posteriormente che non comportano alcuna forza per il caricamento , possono essere utilizzati anche contro i pescecani , se non ricordo male costano da mille euro in su , sono attrezzi per chi va in mare per mestiere/lavoro e non è vietato acquistarli per tirare ai saraghi ; purtroppo non tutti gli appassionati possono continuamente cambiare attrezzature e si indirizzano ad ottimizzare quello che hanno .

 

Ciao

 

 

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Non vorrei ricordare male, ma la legge IMPONE armi che si possano caricare esclusivamente con la forza del pescatore, escludendo quindi tutte le altre forme.

 

 

No dai, questo non credo....... :rolleyes: .....o perlomeno non l'ho mai sentito.....

 

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il dubbio viene dai materiali,reggono,non reggono,se cedono in che modo lo fanno...poi la tecnica la si adatta,però a pensarci bene sarebbe forse più utile un aggeggio che funzioni all'incontrario,tipo una sbarra metallica magari in scatolato con o diversi fori passanti a misura per la fiocina,ma in caso di un 70 o superiore non credo che la utillizzino in molti,o un unico foro non passante in un lato dello scatolato,in cui incastrare l'arpione senza spuntarlo,per poi fare la forza sull'impugnatura con le braccia tenendo bloccata l'asta quindi con i piedi.

se non fosse troppo fastidioso,lo si potrebbe poi sfruttare come pedagno per agganciare la boa...

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Non vorrei ricordare male, ma la legge IMPONE armi che si possano caricare esclusivamente con la forza del pescatore, escludendo quindi tutte le altre forme.

 

Se esiste una legge del genere siamo rovinati ! Speriamo di no ....comunque mai sentita , facciamo una ricerca .

 

Ciao

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