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Nuovi primati italiani per Alessia Zecchini e Marifelicia Carraturo

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È stato un week-end molto intenso per l’apnea italiana quello appena trascorso. Sabato 11 Luglio si è svolto nelle acque ischitane il doppio tentativo di record per Alessia Zecchini, che puntava al nuovo primato nazionale in costante senza attrezzi (rana subacquea), e Vincenzo Ferri che mirava invece a strappare il record in assetto costante con pinne, conquistato a fine Giugno da Michele Giurgola.

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Alessia Zecchini risale dopo il record (foto Alessia Zecchini)

L’atleta romana, nonchè indiscussa punta di diamante della nazionale di apnea outdoor, ha raggiunto con facilità l’obiettivo. Al largo della baia di San Pancrazio, nel cuore dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, è scesa fino a 51 metri di profondità, dichiarando la stessa quota che dichiarò alla prima gara di assetto costante a cui partecipò a Milazzo 3 anni fa. La promessa ora è quella di spostare il piattello ancora più in fondo in occasione del Mondiale a Ischia di Ottobre.

Non è stato altrettanto fortunato Vincenzo Ferri, che dovrà quindi riprovare a strappare il primato all’attuale detentore salentino. Le prestazioni sfoderate nei vari allenamenti di quest’anno non lasciano però spazio a dubbi sul fatto che sia solo una questione di tempo (poco) che al duo Tomasi – Giurgola, che in questi anni ci ha abituato a continui ritocchi del record, si aggiunga un terzo agguerritissimo “incomodo”.

Domenica 12 Luglio, 2000 km più a sud nelle acque di Sharm el Sheik, è stata la volta di Mariafelicia Carraturo che ha siglato il nuovo primato italiano in assetto variabile no Limits raggiungendo la quota di 110 mt. Il record è stato omologato dai giudici del circuito AIDA Pim Vermeulen e Sergio Soria, incoronando così l’apneista napoletana come la donna italiana più profonda di sempre.

Due settimane di allenamento, ed una organizzazione appositamente predisposta presso la struttura del pluriprimatista Andrea Zuccari, già teatro di numerose imprese apneistiche internazionali, sono servite per raggiungere il piattello alla quota stabilita, “anche se il profondimetro in realtà segnava -112 metri” ha tenuto a precisare Mariafelicia dopo un tuffo di 2 minuti e 28 secondi. Questo nuovo primato arriva dopo ben 26 anni – complice anche un maggiore interesse del movimento verso le varie declinazioni dell’assetto costante – tanti infatti ne sono passati dall’impresa dell’indimenticata Angela Bandini nel il 2 ottobre del 1989 raggiunse i 107 metri (in realtà 111 a causa dell’allungamento del cavo), battendo peraltro anche gli allora recordman uomini.

 

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