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Marenco Campione di Pesca in Apnea Acque Interne 2007

| 21 Novembre 2007 | 0 Comments

La partenza dei concorrenti ‘ Foto: E. Cinelli

Il variegato mondo della Pesca Sportiva Italiana è arricchito dal Campionato di Pesca in Apnea in Acque Interne.
Tra tutte le tecniche di pesca praticata nelle acque dolci con le più disparate attrezzature la pesca in apnea è certamente la più difficile e affascinante. Sfidare a nuoto ed in apnea le plumbee acque profonde dei grandi bacini subalpini non è attività semplice, e neppure alla portata di tutti.
Ai pescatori sportivi che con lenza da riva o da imbarcazione si dilettano nella cattura di coregoni, persici e ciprinidi, l’affascinante spettacolo offerto dall’azione dei pescatori in apnea lacustri è oggetto di larga ammirazione e perfino di qualche malcelata invidia.
Gettarsi a nuoto e in apnea nelle profondità di in un lago alla ricerca di pesci, oltrepassando sistematicamente i 20 e più metri, è attività sportiva che richiede preparazione atletica adeguata, autocontrollo emotivo e una continua corretta gestione del gesto agonistico.

Stefano Marenco, tecnico ed atleta del Sub Club Brescia, è per la 3° volta Campione Italiano individuale di specialità, dopo i trionfi del 2000 e del 1996.
Domenica 7 ottobre sul Lago di Garda in località Porto San Felice si è svolta la prova finale del Campionato.
Tale Campionato agonistico gestito dalla Federazione Pesca Sportiva FIPSAS, è articolato su 4 prove di qualificazione e una prova finale.
I 20 migliori atleti qualificati sfidano i primi 3 della classifica dell’anno precedente, per aggiudicarsi l’ambito titolo. La prova dura 5 ore, si svolge in un campo gara ben definito e controllato, i regolamenti prevedono limiti di cattura precisi per ogni specie ittica.
La Pesca in Apnea è tecnica di pesca selettiva, l’unica veramente selettiva tra tutte le tecniche di pesca, i regolamenti sono indicati ed approvati dalle Consulta Pesca Provinciali (massimo organismo di gestione acque).

Il pubblico in attesa della pesata ‘ Foto: E. Cinelli

Quest’anno la prova finale si è svolta nel campo gara più difficile e affascinante di tutte le acque lacustri. Infatti le acque prospicienti Porto San Felice sono costituite dall’ampia baia della Romantica, dalle secche dell’Altare tra l’isola di San Biagio e di Garda, dalle franate a fronte della Rocca di Manerba.
Escluse per regolamento tutte le acque di bassofondo delimitate dalle innumerevoli boe di attracco delle imbarcazioni dei turisti, restavano pescabili ampi settori di acque di mediofondo (oltre i 10/15 metri) della baia della Romantica. La Secca dell’Altare con le sue lastre e cadute profonde vertiginose invece era tutta pescabile, escluso il canale di passaggio dei traghetti di linea.
La Secca dell’Altare è ambiente unico e straordinario per un pescatore in apnea.
A fronte di sezioni semisommerse di roccia, ci sono costoni e cadute, nonché improvvise pareti rocciose sommerse che da – 25 metri cadono in modo repentino anche ad oltre -100 metri di profondità. Improvvisi ripidi declivi fangosi interrompono in modo irregolare lo svilupparsi del bastione roccioso, a tratti il bastione sommerso si è frantumato e franato su se stesso, assumendo l’aspetto di cataste irregolari di grossi massi.
Le correnti lacustri, improvvise, spesso intense se causate dai forti venti adiabatici, perfino impetuose se innescate da quel tanto raro quanto strano fenomeno di marea (originata da squilibri barici) che prende il nome di ‘sessa’, hanno scavato e lavorato la roccia, facendone assumere un aspetto quasi levigato.
La visibilità in acqua si presenta buona in questa stagione, con solo una leggera velatura (va considerato che nei laghi spesso la visibilità è carente). La temperatura in superficie sfiora i 20 gradi, mentre dai 18 metri in giù il termoclivio è molto ripido. Le correnti influiscono sempre sul posizionamento del termoclino, annullandolo o accentuandolo, le fredde acque profonde possono risalire fin quasi emergere in superficie.
I pesci presenti ne risentono, spesso si spostano in modo repentino da zona a zona, cambiando continuamente profondità.
Questo campo gara è veramente complicato, richiede grande metodica di approccio e conoscenza specifica delle tante zona di pesca possibili. E’ quel che viene generalmente definito un campo tecnico, dove normalmente solo gli atleti più allenati e meglio preparati possono primeggiare.

Alcuni concorrenti al rientro ‘ foto: S. Rubera

Da giovedì a sabato gli atleti con i rispettivi barcaioli si sono dedicati alla preparazione del campo gara. Condizioni meteo ottimali fino a sabato, temperatura superficiale dell’acqua di 19°C, le acque abbastanza limpide (escluse le zone di pastura delle tinche) hanno favorito i sopraluoghi degli atleti.
A sera allo scivolo di alaggio dei gommoni come sempre non era semplice avere informazioni dagli atleti. La preparazione è il momento della pretattica, chi ha trovato i pesci ovviamente tende a dissimulare le proprie certezze, chi ha trovato poco pesce tace o si lamenta.
Comunque era abbastanza chiaro che tutti quanti avevano localizzato zonette e cigliate con movimento di tinche (spesso fonde ai limiti del taglio freddo a 18/20 metri) e in prossimità le secche negli strati superficiali qualche cavedano. Non tutti gli atleti avevano trovato zone estese con forame di anguilla, i più avevano scovato qualche buco a 15/17 metri con rare anguille. Poche le anguille in roccia segnate, ma di taglia cospicua.
Persici di taglia pochi e molto mobili.
Qualche atleta aveva localizzato dei grossi lucci su dei davanzali fangosi molto fondi (20/25 metri) nell’acqua scura del taglio freddo. Pesci da catturare in caduta o in lento agguato, anticipando la fulminea scodata di fuga tipica del luccio.

Nuccio Pisci con due Grossi Lucci ‘ Foto: cortesia Mauro Mutti

Nota molto negativa segnalate da tutti sono le tante reti abbandonate o disperse localizzate sui fondali del bastione roccioso.
Lunghissime reti derivanti da coregone e carpione scagliate dalle correnti contro le rocce, e qualche persichera da posta impigliatisi dopo una calata inopportuna. Da notare che i professionisti lamentano spesso la perdite delle reti a causa dei tagli dei gavitelli di segnalazione operata dalle eliche di diportisti distratti ed ignoranti di ogni norma di navigazione. Sono reti pericolose e dannose, micidiali per i pesci perché continuano inesorabilmente a pescare e a distribuire morte nei branchi di pesce, pericolose per l’incolumità dei subacquei.
Non è un bello spettacolo, ci sono progetti importanti in elaborazione da parte dei Circoli di Pescatori in Apnea per il recupero di questi strumenti di morte. Il lavoro di recupero sarà difficile e pericoloso.
Ovviamente i Pescatori in Apnea hanno provveduto a segnalare al Responsabile Nazionale A.I. (Roberto Palazzo) la posizione delle reti.
Questo è un chiaro esempio di come i Tesserati Fipsas con un buon senso e responsabilità possano unire l’utile al dilettevole.

Sabato pomeriggio allo scadere della fase di preparazione si scatena sul lago un forte temporale, Cielo plumbeo, scrosci di pioggia violenti, fulmini, alle 15:00 pare quasi il crepuscolo tanto sono spesse le nuvole. Ovviamente in questa fase meteorologica il pesce si eccita, si muove e si nutre, vanificando in parte il tanto tempo speso in preparazione.
Di fatto ogni atleta si ritrova con molte zone disponibili con potenziale di pesca, ma poche sono le certezze.
Il breafing pre-gara si svolge il sabato alle 17:00 presso il ritrovo in località Porto San Felice, la raccolta documenti procede rapida ed esaurienti sono i chiarimenti del Giudice di Gara Sig. Burlando coadiuvato dal sig. Robba.

Franco Villani secondo classificato ‘ Foto: S. Rubera

Arriva la domenica mattina.
La giornata si presenta splendida, sole senza vento.
Neppure il solito famigerato ‘peler’ (vento adiabatico da nord della mattina) muove il lago, di fatto il bacino ha l’aspetto di una tavola lucidata a specchio.
I gommoni degli atleti si affollano a centro campo gara presso le barche della giuria e dell’organizzazione per la ripetizione di rito delle indicazioni importanti, il via viene dato alle 08:10 ed il termine di fine gara con la consegna del pescato sarà le 12:30.
Partono gli atleti, spettacolo nautico!!
Alcuni navigano decisi verso i canali della secca, pochi si attardano ad osservare le mosse degli avversari. Tutto si svolge rapidamente ma in modo ordinato, i barcaioli conoscono il proprio mestiere, navigano determinati seguendo le rotte prestabilite.
La gara inizia con parte degli atleti posizionati sulle pass della secca, qualcuno si allarga sulle cadute esterne al limite dello sperone roccioso, pochi restano all’interno della Baia della Romantica, solo un paio si spingono verso la Rocca di Manerba.

Marenco e Pedersoli pescano sulla pass a sud della secca presso l’isola di San Biagio, Villani è defilato sulle cadute esterne, in zona c’è anche Pisci, Manera si smarca e raggiunge dei forami di anguilla conosciuti.
La scelta iniziale premia subito Marenco e Pedersoli che si tuffano spalla a spalla a 17/18 metri, ricercando un forame nel fango duro con 3 o 4 anguille scovate in preparazione.
Con sorpresa i 2 forti atleti del Sub Club Brescia trovano che le anguille durante la notte sono aumentate di numero, il temporale ha innescato una migrazione e ora i pesci sono numerosi, anche se difficili per profondità ed esposizione alle correnti della caduta di fango.
In questi casi sul fondale la situazione è complessa, ad ogni tuffo si muove limo e la visibilità cade in modo repentino. Per fortuna la corrente aiuta con il suo ricambio di acqua, la delicatezza di movimento degli atleti con la scelta di una pesata leggerissima perfettamente neutra sul fondo fanno il resto. Muoversi sul fango a distanza ravvicinata senza alzare il limo richiede tanta sub-acquaticità e sensibilità, è un gesto tecnico raffinato di cui i due atleti bresciani ne sono specialisti.
11 saranno le anguille a pagliolo per Marenco e 10 per Pedersoli, la vittoria è già ipotecata. Sulla sinistra a circa 50 metri di distanza arriva anche Sanvito e inizia a pescare su un altro forame, 3 saranno le anguille per lui. Molto bene in questa prima fase anche Manera, Villani e Rizzi. Poco si sa invece di Migliorati, ma le catture sono certe vista l’insistenza a pescare fondo in zona isolata del forte atleta di Desenzano.
Chi invece è andato alla ricerca delle tinche resta al palo, poco movimento e pesci che si nascondono, evitando di avvicinarsi all’aspetto del pescatore.
Come al solito i cavedani presso le rocce sono rapidamente spariti, al primo rumore di troppo questi ciprinidi sospettosi hanno la capacità di svanire.

Il Campione Italiano AI Stefano Marenco ‘ Foto: S. Rubera

Villani nel frattempo si concentra sui persici.
Il persico è pesce di branco, di taglia medio piccola, pochi sono gli esemplari di peso superiore ai 300 grammi (peso minimo per regolamento), rarissimi i pesci superiori al chilo. I regolamenti di gara del lago sono stati impostati per premiare la pesca di ricerca, con un punteggio elevato, 1000 punti a specie e 1000 punti a pesce, a cui va aggiunto la grammatura del pescato. Ma il persico è un pesce attento, rapido nell’acquisire esperienza. Il branco si avvicina curioso e speranzoso di trovare qualche preda, concede una opportunità di pesca, poi si eclissa. Se un esemplare viene catturato dal pescatore in apnea, tutti gli altri intuiscono la minaccia, si ritraggono a distanza di sicurezza, poi si allontanano definitivamente.
E’ difficile catturare in gara più di qualche persico a peso, ci riescono solo i pescatori più forti.
E Villani è pescatore completo, giovane con fisico esuberante, profondista, elegante nel nuoto e con già un bagaglio tecnico di tutto rispetto, certamente è il nome emergente della pesca in apnea Italiana.
E’ il Campione Italiano Acque Interne in carica, ed è appena giunto 7° al Campionato Assoluto di Palermo, risultato molto importante per un pescatore del nord.

Pisci nel frattempo si sta spolmonando con successo su una caduta di fango profonda, oltre i 22 metri. In preparazione aveva avvistato delle tinche e dei lucci in profondità. Ma anche in profondità, in tutto il campo gara le tinche hanno ‘sentito’ il temporale, cambi di corrente e di temperatura dell’acqua provocano nervosismo in questi ciprinidi.
In compenso Pisci con dei lunghi agguati profondi ha già catturato 2 grossi lucci di oltre 3 kg, che si rileveranno i pesci più grossi di giornata.
Nella seconda parte di gara, Marenco si posiziona verso la Rocca di Manerba nella baia di Pisenze.
Ha appena subito la delusione di vedersi sfilare a lato un grosso luccio (precedentemente avvistato in preparazione), interviene il suo barcaiolo Meduri, lo incita continuamente, e 2 tinche raggiungono le anguille a pagliolo.
Sono pesci importanti, forse decisivi.

Il podio al completo con Marenco, Villani, Rizzi ‘ Foto: S. Rubera

Alle 12:30 la gara è finita, sul molo di Porto San Felice tra turisti incuriositi vengono consegnate le catture.
A cura dell’efficacissima organizzazione dell’Apnea Club Brescia le operazioni di pesa iniziano quasi immediatamente.
E’ subito chiaro che la gara si è risolta in una prova molto tecnica, dove la preparazione atletica, la conoscenza del campo gara e innanzi tutto la padronanza delle tecniche di pesca hanno fatto la differenza.
In totale sono poche le tinche catturate, 3 lucci, qualche cavedano. Le anguille sono state prese solo dai pescatori migliori. Praticamente tutti hanno pescato tra i 15 e 25 metri di profondità, impegnandosi a fondo. La gara si è rilevata molto bella e combattuta.
Le operazioni di pesa vedono Marenco prevalere per una manciata di punti su Villani, benissimo Rizzi terzo, poi Migliorati 4° e Manera 5°.
6° posto per Pedersoli, ottimo debutto lacustre per Pisci con un 7°, a seguire Govi, Gioffrè e Sanvito.

Stefano Marenco è per la 3° volta Campione d’Italia dopo le vittorie del 1996 e del 2000, Villani conferma di essere il nome nuovo della pesca in apnea Italiana.

Molto positivo il bilancio di fine anno per i ‘lacustri’, tante conferme ma anche nomi nuovi, agonisti in aumento e movimento sportivo in crescita, Club vivaci con affermate capacità organizzative, soddisfacente la pianificazione e il coordinamento delle attività operata dal Responsabile Nazionale Roberto Palazzo e dai suoi collaboratori.

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