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La lettera inviata dalla FIPSAS al Ministero dell’Ambiente

| 20 Dicembre 2007 | 0 Comments

dal sito FIPSAS www.fipsas.it – All’inizio del 2007 la FIPSAS ha partecipato al tavolo di lavoro costituito presso il Ministero dell’Ambiente per la predisposizione di un protocollo tecnico ed un codice di condotta relativo alle attività di escursionismo subacqueo svolte all’interno delle Aree Marine Protette.
I documenti sottoscritti dalla FIPSAS insieme ad un gran numero di enti e associazioni incluse CMAS e Assosub, definiscono in modo inequivocabile le attività oggetto di regolamentazione come quelle finalizzate “all’osservazione dei fondali marini delle aree marine protette”, ma a quanto pare il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, in una nota di risposta alle richieste di chiarimento inviategli dall’On. Pagliarini su sollecitazione di un gruppo di aziende del settore, si è appellato a tale protocollo per sostenere che il giudizio di incompatibilità della pesca sportiva in apnea con le finalità istitutive delle aree marine protette sarebbe condiviso da tutti i soggetti firmatari del protocollo.
Questo perché, sempre a suo dire, il Protocollo escluderebbe espressamente la possibilità di praticare la pesca in apnea nelle AMP.
Si ritiene doveroso precisare che questa visione non trova riscontro nel documento sottoscritto dalla FIPSAS, che ha per oggetto i temi dell’escursionismo subacqueo svolto da privati e diving nelle AMP, cioé attività distinte ed incompatibili con la pesca in apnea. Circa l’esclusione della pesca in apnea nelle AMP, la chiara posizione federale è stata più volte ribadita anche in documenti posteriori alla firma del protocollo tecnico, come ad esempio negli atti del Convegno di S. Benedetto del Tronto sul tema “Parchi Marini, Pesca Sportiva e Pescaturismo: realta’ prospettive e possibili sinergie”.
Per queste ragioni, la FIPSAS ha inviato al Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio ed al direttore generale dott. Cosentino una nota di precisazione, per chiarire in modo inequivoco significato e portata dell’adesione federale al protocollo tecnico ed al codice di condotta e ricordare al Ministro la posizione della FIPSAS rispetto alla discriminazione sofferta dalla pesca in apnea all’interno delle aree marine protette.

Ciò detto, si ritiene di dover fare una precisazione anche nei confronti dei tanti pescatori in apnea non tesserati che continuamente si lamentano di non essere adeguatamente tutelati dalla FIPSAS. Si intende mettere in evidenza il fatto che, a dispetto delle stime che quantificano in 80.000 gli appassionati di pesca in apnea nel nostro paese, la FIPSAS annovera non più di un migliaio di tesserati dediti a questa disciplina.
Invece di pretendere tutela da una Federazione sportiva che opera su base di volontariato, sul falso presupposto che sia istituzionalmente preposta alla tutela “sindacale” della disciplina, sarebbe opportuno che gli appassionati valutassero la possibilità di tesserarsi per aumentare la rappresentatività della FIPSAS e, magari, attivarsi all’interno dei tanti circoli affiliati con idee, passione ed iniziative, al fine di permettere un’azione più decisa ed efficace.

Testo della lettera indirizzata all’On. Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare:


Segreteria Generale
Prot. n. 9730/UM/bd Roma, 20 dicembre 2007

On. Alfonso Pecoraro Scanio
Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio
Via C. Colombo, 44
00147 ROMA
E,p.c. Dr. Aldo Cosentino
Direttore Generale Protezione della Natura
Via C. Colombo, 44
00147 ROMA
__________________________________

Oggetto: Precisazione sul Protocollo tecnico subacquea ricreativa nelle AMP

La FIPSAS ha partecipato al Tavolo tecnico di consultazione per le attività subacquee ricreative nelle aree marine protette, costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.

In tale ambito, ha sottoscritto il documento prodotto sul finire del mese di febbraio 2007, noto come “Protocollo Tecnico per la Subacquea Ricreativa nelle AMP”.

Onde evitare equivoci ed un uso distorto del documento sottoscritto dalla nostra Federazione, si ritiene opportuno specificare quanto segue:

1) In aderenza alle finalità del Tavolo tecnico di consultazione, il punto 2.2 del protocollo definisce le attività subacquee ricreative nelle AMP come “l’insieme delle attività effettuate a scopo turistico e ricreativo, finalizzate all’osservazione dell’ambiente marino sommerso delle AMP”, indipendentemente dal tipo di immersione (ARA o apnea) utilizzato;
2) Le regole stabilite nel codice di condotta nazionale, specificamente quelle di cui ai n. 3 e 4 dello stesso, sono inequivocabilmente riferite alle attività subacquee ricreative oggetto del documento, così come descritte chiaramente al citato punto 2.2;

Alla luce di queste considerazioni, si precisa come l’attività di pesca sportiva, anche in apnea, non possa rientrare in alcun modo nelle attività oggetto del protocollo, in quanto si tratta di una disciplina di diversa natura, praticabile unicamente in apnea e non anche con ARA e finalizzata non all’osservazione dell’ambiente marino sommerso, ma ad un oculato prelievo nel rispetto dell’ambiente e della normativa nazionale e locale.

A tale proposito, la scrivente Federazione coglie l’occasione per invitare il Ministero a valutare con la dovuta attenzione l’attuale discriminazione sofferta dalla pesca in apnea, unica forma di pesca sportiva altamente selettiva esclusa senza apparente motivo dall’intera superficie della quasi totalità delle AMP istituite.

Il Presidente Federale
Prof. Ugo Matteoli

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