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Intervista a Mimmo Ruvolo, il fotopescatore

| 11 Aprile 2007 | 0 Comments

Cernia dorata

Domenico (Mimmo per gli amici) Ruvolo, attuale campione italiano di caccia fotografica subacquea, è nato l’8 Novembre 1962 a Milazzo e nella vita “terrestre” è un ingegnere civile. Nell’altra vita, quella acquatica, cattura pesci in due modi (che mette sullo stesso piano in quanto ad impegno, emozioni e soddisfazioni) diversi ma non troppo lontani: col fucile e con la macchina fotografica.

Sarago pizzuto

Mimmo da quanti anni ti occupi agonisticamente di caccia fotografica subacquea?

Ho iniziato nel 1985, la mia prima gara è stato il campionato italiano per società, che quell’anno si svolgeva ad Ustica. Poi ho partecipato a tutti i successivi campionati, individuali e per società, aggiudicandomi l’individuale nel 1991 e nel 2006 ed il titolo a squadre nel ’90, ’91, ’92, ’03, ’04 e ’05. Inoltre ho fatto parte della Nazionale italiana che ha vinto il Mondiale nel 1999 e nel 2005 mi sono classificato primo nel Trofeo del Mediterraneo, una competizione internazionale alla quale hanno partecipato i rappresentanti di diversi Paesi, quasi un campionato europeo. Naturalmente ho sempre partecipato nella specialità Sportiva. (N.d.A: la cacciafotosub a livello agonistico si distingue in due specialità, la Sportiva, cioè quella svolta esclusivamente in apnea e l’unica ad essere riconosciuta dalla CMAS a livello internazionale, e la Tecnica, che consente di fotografare i pesci anche con l’ausilio delle bombole)

Mimmo Ruvolo

Quali attrezzature adoperi per “catturare” i tuoi pesci?

Uso una fotocamera Nikon F70 con obiettivo 105 Micro Nikkor in una custodia Nimar, una coppia di flash Ikelite ed un illuminatore. Per quanto riguarda l’attrezzatura subacquea è la stessa che uso normalmente per andare a pesca.

Visto che hai tirato in ballo la pesca, parlami del Mimmo Ruvolo pescatore. Che cosa unisce le tue due passioni, la fotosub e la pescasub?

Intanto per fare bene entrambe ci vogliono buoni polmoni e ottima tecnica, forse più per fotografare i pesci che per spararli [N.d.R: nel gergo dei pescatori in apnea, il verbo “sparare” è utilizzato impropriamente ma diffusamente come un verbo transitivo], col fucile infatti puoi permetterti di fermarti a due-tre metri di distanza, con la macchina fotografica sei costretto ad avvicinarti a pochi centimetri e vi assicuro che per alcune specie è dura…
In comune hanno le tecniche che preferisco, cioè l’agguato e l’aspetto, ed anche le prede che più mi eccitano, come i dentici, i saraghi, le spigole ed i cefali. Cambiano solo le dimensioni, col fucile sono per forza di cose più selettivo, con la macchina fotografica vanno bene anche pescetti di un paio di centimetri… E poi mi alleno pescando tutto l’anno un paio di volte a settimana in attesa della stagione agonistica. Certamente non abbandonerò o rinnegherò mai la pesca subacquea, come sembra essere di moda tra molte persone che hanno lasciato il fucile per far “carriera” con le foto o i video…

Cernia bruna

Come imposti una gara di cacciafotosub e quali sono le tue abituali quote operative?

Intanto se ho il tempo necessario preparo la gara esattamente come una competizione di pescasub, esplorando prima il campo gara, prendendo mire e segnando il pesce. Appena scendo in acqua cerco di fotografare prima i pesci a coefficente più alto (nella cacciafotosub i pesci sono divisi in coefficenti diversi a seconda della difficoltà di ogni specie), quindi inizio con i vari tipi di cefali, di saraghi e gli altri Sparidi, se è la stagione giusta cerco le ricciolette, i barracuda, ma anche le aguglie, le acciughe o i latterini… Poi passo ai coefficenti intermedi come i labridi e solo verso la fine mi dedico alle prede più facili e quindi a coefficente più basso come i ghiozzi, le bavose o gli scorfani. Naturalmente, per mantenere la gara su ritmi alti e stare contemporaneamente in sicurezza, passo più tempo possibile in acqua bassa, ma per fotografare alcuni pesci, ad esempio la Castagnola Rossa, è necessario spingersi anche ad una certa profondità, ma in genere cerco di ottenere la foto in un solo tuffo. Diciamo che per riuscire a riprendere alcuni pesci che normalmente non salgono più su di certe quote scendo anche a 25 metri e farlo tirandomi dietro custodia e flash è molto più impegnativo che scendere col fucile.

Re di triglie

Hai girato tutto il Mediterraneo fotografando pesci. Qual’è il posto in cui invece della fotocamera avresti voluto in mano il fucile, quello in cui hai incontrato i pesci più belli?

Senza alcun dubbio l’Asinara, ma purtoppo è un parco marino e quindi va bene averli catturati solo con la macchina fotografica. Un posto magico, così ricco di pesci e di meravigliose scenografie naturali da lasciare senza fiato. Ma non tutte le aree marine protette sono ugualmente ben gestite. Ad esempio sono stato ad Ustica nel 1992 per una competizione internazionale, la zona A era un vero acquario. Sono tornato nel 2004 per il campionato italiano e la situazione era cambiata in modo disastroso, i pesci quasi scomparsi, quelli rimasti spaventatissimi… Era chiaro che dentro la riserva si pescava impunemente in tutti i modi.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Intanto difendere il titolo assoluto; il campionato italiano quest’anno si terrà in Sardegna e naturalmente mi porterò dietro il fucile, non mi farò scappare l’occasione per farmi qualche bella pescata nei giorni precedenti la gara.

Sciarrano

So che oltre alla pesca e alla cacciafotosub stai coltivando anche un’altra passione?

Si, da qualche anno mi sto dedicando anche alle riprese video subacquee, ho iniziato perchè volevo esplorare la realtà delle immagini in movimento e pian piano mi sono appassionato talmente a questa cosa che ho girato e montato alcuni veri e propri documentari che ho inviato a manifestazioni e concorsi internazionali, ottenendo critiche e risultati molto lusinghieri. Ma quando posso corro sempre a prendere il fucile e fare quattro tuffi…

Impaginazione: Mauro Sanvito

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Category: Altre discipline, Articoli, Safari fotosub

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