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Il Fucile Subacqueo è un’Arma, ma NON quella che alcuni Pensano (e Questo Cambia TUTTO!)

| 21 Maggio 2020

Ciclicamente capita che le cronache riportino l’incidente, più o meno grave, occorso all’incauto pescatore subacqueo di turno. Come nell’ultimo caso, si tratta di persone che si feriscono alle gambe, all’inguine o alla parte bassa del tronco, nel tentativo maldestro di caricare un fucile subacqueo, solitamente ad aria compressa.

Sono notizie che spesso hanno un discreto risalto tra i pescatori, è fanno puntualmente riaccendere il dibattito sul fatto che il fucile subacqueo sia o meno da considerare un’arma e, talvolta, se non sia il caso di introdurre una sorta di patentino/porto d’armi per poterlo maneggiare.

Forma e Terminologia

Iniziamo con il dire che la forma e le componenti del fucile subacqueo sono piuttosto simili a quelle di molte armi da fuoco. Gli stessi termini per identificarne alcune parti sono in comune, basti pensare al calcio, al grilletto, all’ogiva. Similitudini che, forse non a caso, hanno portato il nostro attrezzo da pesca ad essere chiamato proprio “fucile”, ingenerando della legittima confusione. 

Cos’è un’Arma

L’arma è un oggetto atto ad offendere, motivo per cui un infinito numero di oggetti in uso nella vita quotidiana, può essere definito come tale. Diventa quindi necessario fare una distinzione tra le armi “proprie”, ossia gli oggetti la cui offesa è il loro utilizzo principale, e le armi “improprie”, cioè tutti quegli oggetti la cui destinazione naturale non è l’offesa della persona, ma che sono potenzialmente offensivi se utilizzati per scopi diversi da quelli loro propri.

Le armi proprie poi si dividono in “da sparo” (es. fucili e pistole) e “bianche” (es. spade, pugnali, stiletti, alcuni tipi di coltelli, ecc.).

Il Fucile Subacqueo può Essere Considerato un’Arma da Sparo?

NO! L’art. 2 della legge 18 aprile 1975, n. 110, riporta espressamente che: Sono infine considerate armi comuni da sparo [omissis] le armi ad aria compressa sia lunghe sia corte [omissis] salvo che si tratti di armi destinate alla pesca…”

È da notare che il testo risale alla metà degli anni ’70, aggiornato poi nei primi anni ’90. Il riferimento all’aria compressa è applicabile ai fucili oleopneumatici, ma cosa dire degli arbalete che oggi rappresentanto la tipologia di fucile sub più diffuso?!

Per costruzione possiamo tranquillamente equipararli a tutti gli altri attrezzi che lanciano un dardo sfruttando la propulsione di un elemento elastico, quindi al pari di una fionda, un arco o una balestra. E, come da giurisprudenza ormai consolidata (non senza qualche ribaltone negli anni), possiamo dire che, come un arco, un arbalete NON sia normalmente destinato all’offesa della persona, bensì alla pratica di una disciplina sportiva e alla pesca.

Quindi il fucile subacqueo ad aria compressa, rientrerebbe nella definizione delle armi da sparo, ma ne è espressamente eslcuso in quanto destinato alla pesca. Mentre l’arbalete (così come i roller, gli inverter, i fusion, ecc.) non lo è, dovendo assere assimilato ad oggetti simili quali archi, fionde e balestre.

Quindi il Fucile Subacqueo è comunque un’Arma, anche se non “da sparo”?

Qui bisogna fare un attimo di attenzione. Il fucile subacqueo è inquadrato giuridicamente come “arma impropria”, quindi come tutti quegli oggetti (si pensi ad un cacciavite o ad un martello) che POSSONO essere usati come strumenti per offendere, ma che COMUNEMENTE nascono e vengono adoperati per tutt’altri utilizzi.

Secondo la giurisprudenza un oggetto è: naturalmente destinato all’offesa della persona allorché, per le proprie caratteristiche e modalità di impiego, debba considerarsi eccezionale l’uso a fini diversi da quello dell’offesa.

Nel caso del fucile subacqueo possiamo affermare che sia l’esatto contrario, ossia che l’uso per offesa personale rappresenti l’eccezionalità.

Quali Limitazioni ci sono nell’utilizzo del Fucile Subacqueo?

Al netto del divieto di cessione e utilizzo per i minori di 16 anni, e del rispetto di tutte le prescrizioni dettate dalla normativa vigente e dalle ordinanze balneari (es. rispetto della distanza dalle spiagge frequentate da bagnanti, divieto di attraversamento delle fascia di balneazione con fucile carico…), bisogna ricordarsi una regola generale per le cosiddette armi improprie.

Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa [omissis] qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa alla persona.”

Cosa sia il giustificato motivo, lo abbiamo spiegato approfonditamente in questo articolo, qui ci limitiamo a ricordare che significa che il fucile subacqueo deve essere trasportato SOLO quando si sta andando o tornando da pesca (o quando magari lo si sta portando in negozio per manutenzione), e che DEVE essere accuratamente riposto.

Se il Fucile Subacqueo è un’Arma Impropria, ha Senso pensare ad un Patentino per Usarlo?

Su questo tema si può discutere all’infinito, probabilmente, senza trovare mai un punto di accordo. Di certo l’introduzione di una limitazione di questo tipo, non può essere una decisione “di pancia”, come invece lo sono le discussioni (e le proposte) che si leggono all’indomani dell’eclatante caso di cronaca, ma che finiscono poi nel dimenticatoio qualche giorno dopo.

Possiamo però osservare che per nessun oggetto, giuridicamente considerato “arma impropria”, esiste la necessità di conseguire un’abilitazione al porto e al maneggio. In un anno si verificano numerosi tentativi di rapina con l’utilizzo di un normalissimo taglierino da cartoleria, o omicidi con normali utensili da lavoro o da cucina, senza che questo scateni un dibattito sull’opportunità o meno di limitare l’uso o la vendita di questi strumenti.

Sembra piuttosto che, alcuni pescatori, sentano il bisogno di vedersi ufficialmente riconosciuto il fatto di usare un attrezzo potenzialmente pericoloso, o di praticare un’attività estrema. La voglia di un patentino sembra più la ricerca di uno status symbol piuttosto che la soluzione ad un reale problema (che non c’è, visto che gli incidenti sono pochissimi, e non coinvolgono mai ignari bagnanti).

Riassumendo

A dispetto del nome, il fucile subacqueo è semplicemente un attrezzo nato per pescare, pericoloso nè più e nè meno di tanti altri oggetti di uso comune nella vita di tutti i giorni e che, come tanti di questi, può diventare un’ arma “impropria” SOLO nel momento in cui viene usato, contrariamente alla sua natura, per offendere la persona.

È eccessivo pensare di vincolarne l’utilizzo al conseguimento di una qualche forma di abilitazione. Sarebbe più che sufficiente venderlo con un comune libretto di istruzioni e precauzioni d’utilizzo, come avviene per la maggior parte degli oggetti in vendita negli scaffali di tutti i negozi.

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