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Hogfish o Pargo Perro

 

FMNH: hogfish

marco_capitan.jpgqui il compare di Marco mentre ne mostra uno.

 

 

Notate che, pur se chiamato pargo dagli ispanici, questo pesce non è assolutamente un lutianide, bensì un labride.

E' potenzialmente capace di trasmettere la ciguatera.

 

Al riguardo avevo scritto sul Gulfstream questa relazioncina che è tuttavia attuale.

 

http://www.apneamagazine.com/ibf/index.php...st&p=459253

Io non ho molta esperienza personale con questi pesci, ne ho presi solo 3 o 4 e solo uno abbastanza bello: è che ne ho proprio incontrati pochi. Non è assolutamente semplice trovarli, tra i coralli si mimetizzano eccezionalmente, perfino se in movimento. L'incontro avviene quasi esclusivamente una volta che ci si è posati sul fondo o si nuota molto vicino ad esso. Siccome gli esemplari più grossi vivono a profondità quasi proibitive, almeno lì dove vado di solito io, non è neanche il caso, considerando gli aspetti descritti prima, di dedicarcisi apposta: la loro natura non è eccessivamente smaliziata come può esserlo quella del pargo o della cubera, ma non è che corrono a vedere subito che succede, anzi. Se grossi spesso t'ignorano e continuano quello che stavano facendo.

Marco ne sa senz'altro più di me.

 

Mi chiedevo..essendo il pesce pargo, potenzialmente capace di trasmettere la ciguatera, patologia causata dalla ciguatossina la quale (da quanto letto) non viene distrutta né dai vari tipi di cottura, dalla congelatura, dall’affumicatura, dall’essicazione, dalla salatura; inoltre né l’odore e l’aspetto permettono di individuare il pesce ciguaterico..senza parlare della sintomologia..mi chiedo l'ideale sarebbe tenersi alla larga????

 

Antonella!!!

Esiste una lista degli animali tendenzialmente più portati ad essere colpiti e a trasmettere con l'alimentazione questa potente tossina, che effettivamente non s'annulla nè con la cottura nè con altri sistemi. Non mi pare che l'hogfish-pargo perro sia nelle prime posizioni, ora vedrò se la trovo comunque.

Tra i pesci più colpiti e tacciati di trasmetterla ci sono il coronado (una ricciola), il barracuda, la cernia guasa, la cubera, il gallego, la cojinua gialla e l'arigue. In pratica la maggior parte dei predatori, e questo non solo nei Caraibi, ma in tutti i mari tropicali del mondo.

Non esistono segnali premonitori, a meno che il pesce non sia in una fase terminale tale dell'avvelenamento, che allora comincia a comportarsi in modo strano e presenta un aspetto malmesso. Si va un po' a fiuto, cercando di ridurre il massimo delle probabilità: si vieta di consumare e di rivendere molte di queste specie a partire da una certa taglia in su.

Questo perchè l'accumulo del veleno nei tessuti avviene progressivamente ed esponenzialmente, per cui si suppone che un animale più anziano ne possieda concentrazioni più elevate. In realtà, per quanto tale discorso possa anche sembrare logico, ci si può intossicare anche con pesci relativamente piccoli: l'estate scorsa lo zio del mio compagno di pesca a Cuba, pescatore di professione di 54 anni, ne è stato colpito dopo essersi mangiato un barracudino di 2 chili scarsi. Taglia considerata ancora sicurissima. E si sta molto male per mesi quando si prende la ciguatera; ma proprio male. Quando me l'ha raccontato gli ultimi sintomi erano scomparsi da pochi giorni, dopo 6 mesi di sofferenze. Inoltre, la ciguatera pare legata in qualche modo alla natura geografica di un luogo rispetto ad un'altro. Il perchè non lo so, sta di fatto che esistono zone in cui è praticamente inutile pescare perchè ogni predatore che catturi è probabilmente ciguato ( come si dice lì), mentre in altre, come ad esempio nel Venezuela, il barracuda stesso sembra essere immune da questa tossina, tant'è che è quotatissimo sul mercato e molto ricercato, pur se di dimensioni mastodontiche; cosa che a Cuba sarebbe inconcepibile. Ma non solo: nelle stesse località più a rischio di ciguatera, spesso basta allungarsi di pochi chilometri lungo la costa per ritrovarsi in zone dove questo fenomeno è completamente e storicamente assente e dove i consumi alimentari sono diametralmente opposti. E' il caso della zona di Las Tunas-Puerto Padre a Cuba, area famigerata e maledetta per la ciguatera, mentre facendo solo pochi chilometri verso Holguin, i casi diventano rapidamente molto rari.

La maggiore concentrazione di veleno si riscontra tuttavia negli organi interni e nelle uova, nei muscoli se ne rinviene di meno. Quando Marco avrà tempo di raccontartelo spero che ti posti la sua esperienza di due anni fa quando, per aver mangiato le uova fresche di un gallego, mi pare, con la famiglia, ebbe il figliolo più grande colpito da una forma lieve di ciguatera che di certo però bene non gli fece e soprattutto lo spaventò parecchio. Anche perchè successe a Puerto Rico, mentre lui veniva dal Venezuela, dove il fenomeno è quasi sconosciuto e dov'è abituato tranquillamente a mangiarsi di tutto. E' da notare, poi, che quella pietanza la mangiarono in diversi, ma colpì il solo figlio.

In paesi come Cuba, di fronte a un pesce della "lista rossa", spesso si usa il sistema del gatto o delle formiche: si stacca un pezzetto di fegato e lo si da appunto all'animale o lo si piazza sul formicaio più vicino. Dato che gli animali non sono scemi, se se lo mangiano vuol dire che è buono, e comunque s'aspetta un po' per vedere che succede (col gatto, ovviamente!). Altri, come il mio amico Fofy a Holguin, invece si azzardano a fare lo stesso in prima persona: se ne mettono un pezzo crudo sotto la lingua e attendono un po'. Perfino mio fratello un giorno ci provò con un'arigue preso incredibilmente a traina (e evidentemente gli andò bene!)

Dicono che se la lingua comincia a pizzicare e a informicolirsi allora è meglio buttare tutto.

Sono sistemi della nonna che lasciano il tempo che trovano: sta di fatto che molti pesci sono a rischio nei tropici e c'è putroppo poco da fare. Va anche detto, però, che non è generalmente un fenomeno molto diffuso, ma anzi: preso nella sua generalità è piuttosto occasionale.

 

ps: ho trovato qualcosa e c'ho aperto un thread apposta: con piacere noto che dicono le stesse cose scritte qui sopra.

http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/00054548.htm

Edited by Ricky
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alcune specie a rischio

da in alto a sx. verso destra ci troverete

 

aguajì

pargo (non il criollo-analis)

cubera

pargo jocù o aguadera

barracuda

coronado (ricciola)

hogfish- pargo perro

gallego- horse- eye jack

sierra

arigue

 

in inglese:

osservazioni su avvelenamento da ciguatera

 

Ciguatera Fish Poisoning -- Texas, 1997

On October 21, 1997, the Southeast Texas Poison Center was contacted by a local physician requesting information about treatment for crew members of a cargo ship docked in Freeport, Texas, who were ill with nausea, vomiting, diarrhea, and muscle weakness. This report summarizes an investigation of this outbreak by the Texas Department of Health (TDH), which indicated that 17 crew members experienced ciguatera fish poisoning resulting from eating a contaminated barracuda.

 

On October 12 and 13, gastrointestinal illness developed in crew members aboard a Norwegian cargo ship. After the ship had docked, on October 22 interviews were conducted with 23 (85%) of 27 crew members. A case was defined as ciguatera fish poisoning if there was a combination of gastrointestinal symptoms (i.e., nausea, vomiting, diarrhea, or abdominal cramps) and neurologic symptoms (i.e., muscle pain, weakness, dizziness, numbness or itching of the mouth, hands, or feet) in a crew member after eating fish on October 12. Of the 23 interviewed, 17 (74%) crew members reported the following symptoms: diarrhea (17 {100%}), abdominal cramps (14 {82%}), nausea (13 {76%}), and vomiting (13 {76%}). Symptoms occurred within 2-16 hours (median: 4.5 hours) after eating fish at approximately 7 p.m. on October 12. By October 14, all ill crew members had experienced neurologic symptoms characteristic of ciguatera poisoning: 15 (88%) reported muscle weakness and pain; 13 (76%), numbness or itching of the mouth; 11 (65%), pruritus of the feet and/or hands; 11 (65%), temperature sensation reversal; 10 (59%), dizziness; and eight (47%), aching or loose-feeling teeth :ph34r: .

 

On October 21, all 17 ill crew members sought medical care at a clinic. None of the crew members were hospitalized; treatment consisted of supportive measures to reduce discomfort from symptoms. All patients were men aged 23-46 years.

 

Based on food histories from the 23 crew members, TDH suspected consumption of a barracuda caught by crew members while fishing near the Cay Sal Bank of the Bahamas on October 11 as the source of illness. Seventeen crew members ate the barracuda, and all became ill. None of the eight crew members who did not eat barracuda became ill. Although crew members also ate red snapper and grouper at the same meal, neither of these fish were linked epidemiologically with illness.

 

Results of cultures of stool samples from 16 crew members were negative for Salmonella, Shigella, Campylobacter, Yersinia, and Vibrio. Three samples of leftover raw barracuda and red snapper that were caught simultaneously with the barracuda that was eaten were recovered from cold storage and then tested for ciguatoxin using an experimental membrane immunobead assay at the Department of Pathology, University of Hawaii. The samples from both fish tested positive for ciguatoxin.

 

Reported by: W Smith, MD, US Health Works, Freeport; B Lieber, Southeast Texas Poison Center, Galveston; DM Perrotta, PhD, Bur of Epidemiology, Texas Dept of Health. Y Hokama, Univ of Hawaii, Manoa. Foodborne and Diarrheal Diseases Br, Div of Bacterial and Mycotic Diseases, National Center for Infectious Diseases; Div of Applied Public Health Training, Epidemiology Program Office; and EIS officers, CDC.

 

Editorial Note

Editorial Note: Ciguatera poisoning occurs throughout the Caribbean and tropical Pacific regions, where outbreaks have been reported among both residents and tourists. From 1983 through 1992 in the United States, 129 outbreaks of ciguatera poisoning involving 508 persons were reported to CDC; no ciguatera-related deaths were reported (1,2). Most outbreaks were reported from Hawaii (111) and Florida (10), although outbreaks and sporadic cases in California (two), Vermont (one), New York (one), and Illinois (one) also have been associated with consumption of fish imported from tropical waters (3,4). The outbreak described in this report was recognized in an area not typically associated with ciguatera intoxication and underscores that ciguatera poisoning can occur among travelers returning from areas where ciguatera is endemic or among persons consuming fish imported from those areas.

 

Ciguatera toxins are produced by dinoflagellates, which herbivorous fish consume. These fish are then eaten by large, predatory reef fish (e.g., barracuda, grouper, and amberjacks), which appear to be unharmed by the toxin; because the toxins are lipid-soluble, they accumulate through the food chain. The toxin may be most concentrated in the head, viscera, and roe. Ciguatoxin-containing fish may be highly localized; islands may have some reefs where the fish are inedible because of the toxin and other reefs where the fish are unaffected. No deep-sea fish (e.g., tuna, dolphin, or wahoo) have been found to carry ciguatoxin.

 

As in this outbreak, ciguatera fish poisoning is diagnosed by the characteristic combination of acute gastrointestinal symptoms (developing within 3-6 hours after ingestion of contaminated fish; watery diarrhea, nausea, and abdominal pain occur and typically lasting approximately 12 hours) and neurologic symptoms (circumoral and extremity paresthesia, severe pruritus, and hot-cold temperature reversal) in persons who eat large, predatory reef fish. Neurologic symptoms may be worsened by alcohol consumption, exercise, sexual intercourse, or changes in dietary behavior, such as dieting or high-protein meals (5; R.W. Dickey, Ph.D., Center for Food Safety and Applied Nutrition, Food and Drug Administration, personal communication, 1998). Occasionally, hypotension, respiratory depression, and coma develop in patients. Mean duration of acute illness is typically 8.5 days, although neurologic symptoms may last for months (6). Because there is no approved human assay for ciguatoxin, the diagnosis is based on clinical findings and by the detection of toxin in samples of fish. No known antidote for ciguatoxin poisoning has been proven, and treatment is primarily for relief of symptoms. Intravenous mannitol may be effective early in the course of illness, but the results of a randomized, placebo-controlled trial of mannitol therapy have not been reported (7-9).

 

Ciguatoxins are odorless, colorless, tasteless, and unaffected by either cooking or freezing; therefore, persons living in or traveling to areas where ciguatera toxin is endemic should follow these general precautions: 1) avoid consuming large, predatory reef fish, especially barracuda; 2) avoid eating the head, viscera, or roe of any reef fish; and 3) avoid eating fish caught at sites with known ciguatera toxins. Persons traveling to areas where ciguatera is endemic should contact local health officials for more specific recommendations pertaining to that area. Fishermen should avoid known ciguatera-contaminated areas, and vendors should not sell fish caught in those areas.

 

Ill persons with suspected ciguatera poisoning should promptly seek medical care and save any uneaten portions of fish in a freezer. Suspected cases should be reported to state or local public health officials to assist with the investigation and control of a possible outbreak. Additional information is available about ciguatoxin testing of implicated fish from the Gulf Coast Seafood Laboratory of the Food and Drug Administration (FDA) in Dauphin Island, Alabama, telephone (334) 694-4480, or the University of Hawaii, Honolulu, telephone (808) 956-8682. For general information about seafood safety, call FDA's Seafood Hotline, telephone (800) 332-4010.

 

 

References

 

CDC. Foodborne disease outbreaks, 5-year summary, 1983-1987. MMWR 1990;39(no. SS-1):15-57.

 

CDC. Surveillance for foodborne disease outbreaks, United States, 1988-1992. MMWR 1996;45(no. SS-5).

 

CDC. Ciguatera fish poisoning -- Vermont. MMWR 1986;35:263-4.

 

Swift AEB, Swift TR. Ciguatera. Clin Toxicol 1993;31:1-29.

 

Lange WR. Ciguatera fish poisoning. Am Fam Physician 1994;50:579-84.

 

Hughes JM, Merson MH. Fish and shellfish poisoning. N Engl J Med 1976;295:1117-20.

 

Palafox NA, Jain LG, Pinano AZ, et al. Successful treatment of ciguatera fish poisoning with intravenous mannitol. JAMA 1988;259:2740-2.

 

Blythe DG, De Sylva DP, Fleming LE, et al. Clinical experience with IV mannitol in the treatment of ciguatera. Bull Soc Path Ex 1992;85:425-6.

 

Bagnis R, Spiegel A, Boutin JP, et al. Evaluation of the mannitol's efficiency in the treatment of ciguatera in French Polynesia. Med Tropicale 1992;52:67-73.

Edited by Ricky
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Ma a rischio perchè i pesci sono pescati illegalmente o per motivi naturali,perchè spesso qualche pesce di quelli mostrati in foto si vede in foto con pescatori sub.

 

:bye:

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Ma a rischio perchè i pesci sono pescati illegalmente o per motivi naturali,perchè spesso qualche pesce di quelli mostrati in foto si vede in foto con pescatori sub.

 

:bye:

l'illegalità non c'entra, ognuno ne fa il consumo che gli pare, illegale è venderli quando è proibito perchè potenzialmente capaci di trasmettere la tossina in certe aree geografiche; su ho inserito qualcosa da leggersi.

Edited by Ricky
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Ma a rischio perchè i pesci sono pescati illegalmente o per motivi naturali,perchè spesso qualche pesce di quelli mostrati in foto si vede in foto con pescatori sub.

 

:bye:

l'illegalità non c'entra, ognuno ne fa il consumo che gli pare, illegale è venderli quando è proibito perchè potenzialmente capaci di trasmettere la tossina in certe aree geografiche

 

Ora ho capito,grazie :bye: .

Edited by Ricky
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Allora,

 

A mio figlio grande (Franco) gli è venuta la ciguatera per mangiare le uova di una ricciola. I sintomi sì, sono stati lievi, ma sono durati quasi un anno. Iprimi sintomi sono stati vomito e cacarella. Dopo gli piccavano mani e piedi e dopo gli facevano molto male le articolazioni.

Aveva un senzo inverso della temperatura e non poteva assolutamente sentire il contatto dell 'acqua fredda sulla pelle... Veramente l'abbiamo passata molto male.

 

Oggigiorno, la prova che io faccio è di mangiarmi un pezzettino di ogni pesce "sospettoso" la sera. Se non mi succede niente durante la notte, allora si può mangiare.

 

Già due volte ho avuto i sintomi (molto lievi) della ciguatera: un barracuda (piccolo) e un Hogfish (o pargo gallo). Quest'ultimo però era enorme.

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Tutto risolto, grazie ;)

 

Sentiva prurito nella pelle, non poteva toccare l'acqua fredda, non poteva mangiare cibi caldi, se mangiava qualcosa troppo salato (tipo Doritos o patatine di bustina), si sentiva male...

 

Insomma, un vero incubo. Poi con un pesce pescato da me... :(

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Tutto risolto, grazie ;)

 

Sentiva prurito nella pelle, non poteva toccare l'acqua fredda, non poteva mangiare cibi caldi, se mangiava qualcosa troppo salato (tipo Doritos o patatine di bustina), si sentiva male...

 

Insomma, un vero incubo. Poi con un pesce pescato da me... :(

 

Ho letto ora, molto interessante. Meglio così Marco che si sia risolto tutto per il meglio...

 

Una domanda agli esperti :

 

La presenza di questa tossina nel pesce, a cosa è dovuta? Catena alimentare ? Batteri? Inquinamento?

 

 

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Se non ricodo male è un discorso di catena alimentare ,ovvero la tossina è presente in alcune alghe che vengono mangiate dai pesci che a loro volta sono mangiati dai predatori e quindi latossina finesce nella carne dei predatori...

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Se non ricodo male è un discorso di catena alimentare ,ovvero la tossina è presente in alcune alghe che vengono mangiate dai pesci che a loro volta sono mangiati dai predatori e quindi latossina finesce nella carne dei predatori...

 

Ecco! Ma non succede ovunque. Non si sa bene da cosa dipenda, però nella stessa isola un pesce del nord si può mangiare mentre unos del sud no. Boh!

 

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La tossina della ciguatera è associata alla presenza di dinoflagellati (dinoflagellati) nell'ambiente corallino e nelle alghe. La tossina si accumula, apparentemente senza pregiudizio per l'ospite, nei tessuti dei pesci erbivori dell'habitat corallino, in misura proporzionale all'età e al peso del pesce. Da qui passano, seguendo la catena alimentare, nei tessuti dei pesci predatori, e concentrandosi soprattutto nelle viscere, nelle uova e nella testa; i quali non sembrano averne danno (anche se a Cuba alcuni spergiurano di saper riconoscere da aspetto o comportamento un pesce "ammalato" allo stadio terminale), per concludere il suo tragitto nel corpo umano. Qui i segni invece li lascia eccome, anche se si presume che una minima percentuale di ciguatossina sia presente a priori negli organismi di ogni tipo di pesce della barriera, ma solo quando questa arriva a un certo livello passi ad avere deleteri effetti sulla salute umana. Da qui l'ipotesi che più sia grande ed anziano il pesce, più sia probabile che la concentrazione di tossina nei suoi tessuti sia dannosa per la nostra salute. In realtà non è la regola.

Resta in ogni caso un'affezione piuttosto rara, molto legata a fenomeni geografici su scala prettamente locale, e contro cui non esistono rimedi efficaci tranne la prevenzione.

 

 

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  • 1 month later...

Che per caso la ciguatera causa forti allucinazioni nel sonno REM? Ho raccontato a Ricky di una mia disavventura occorsa nel luglio 1990 durante una vacanza nell' atollo di Halaveli, Maldive. Uscito per una pesca al filaccione in corrispondenza del gran reef oceanico con gli indigeni, dopo aver tirato su una bellissima cernia rossa lunga poco meno di un metro, i pescatori smisero subito di pescare e si precipitarono ridendo sulla preda. Dopo averla uccisa con una bastonata la spelarono con un coltellino pulito a partire dal groppone che sfilacciarono in acqua con le mani dividendo la polpa bianchissima in piccoli pezzetti poi spartiti sempre ridendo e con avidità. Sembrava fosse una leccornia che mi hanno offerto e che devo dire ho gradito molto: la polpa era bianca e profumata. Ma la notte stessa fui perseguitato da incubi terrificanti, vere e proprie allucinazioni. La cosa andò avanti per tutto il periodo di soggiorno e per un lungo periodo di tempo durante tutto l'anno seguente. Anni dopo, a fenomeno esaurito, mi bastava cenare con un pò di merluzzo bollito per avere incubi formidabili tant'è che ora praticamente non mangio più pesce come Ricky sà. Ma non ho mai avuto diarrea o crampi se non occasionalmente e per altri motivi. Che mi sia beccato la ciguatera? Io sono convinto che i neri muslims maldiviani certi effetti collaterali se li cercavano come i pellerossa fanno col peyote!

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