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Gara di apnea dinamica senza attrezzi a Milano

| 10 Aprile 2006 | 0 Comments

Pino Rapetti, giudice di gara – Foto M. Sanvito

Sabato 25 marzo presso la piscina del centro Sportivo Canottieri Olona di Milano si è disputata la prima gara nazionale di apnea dinamica senza pinne.
L’organizzazione è stata curata dal Circolo Fipsas Atlantis Sub Milano, già promotore lo scorso anno di una prova dimostrativa di apnea dinamica senza pinne, durante la quale il forte atleta di casa Homar Leuci fissò il primo limite italiano nella disciplina percorrendo la distanza di 125 metri.
Al fine di ottenere la massima visibilità per la manifestazione sportiva -e quindi la promozione dell’apnea e dell’agonismo-, il Presidente del circolo organizzatore Passetti ha programmato la competizione di sabato sera in concomitanza con la ‘notte bianca’ di Milano.
La piscina è posizionata direttamente sui Navigli, fatto che favorisce l’accesso all’impianto dalla tipica zona di ritrovo e passeggio serale dei milanesi.
Questo accorgimento organizzativo unito ad un’efficace promozione dell’evento, ha favorito per la prima volta la presenza di un pubblico autentico ad una gara di apnea. Pubblico composto non solo da amici e parenti degli atleti, ma anche da tanti curiosi e famiglie.

La gara si è disputata in vasca corta da 25 metri, nella corsia più vicina alle tribune, dalle quali il pubblico ha potuto assistere con attenzione alle prove degli atleti.
I partecipanti erano 16 uomini e 4 donne tra cui molti dei migliori apneisti d’Italia.

Homar Leuci alla virata dei 100 metri – Foto M. Sanvito

Il Giudice di Gara Pino Rapetti dopo aver verificato la regolarità delle iscrizioni ha riunito gli atleti in un breafing, al fine di illustrare il programma ed il regolamento di gara come da circolare normativa Fipsas.
Rapetti spiega agli atleti il regolamento con dovizia di particolari, evidenziando in particolare che le uscite “tirate” non saranno in alcun modo tollerate. Ricorda in modo chiaro che al minimo segnale di perdita di controllo psico-motorio il regolamento prevede la sospensione dall’attività agonistica per il periodo da 1 mese (samba) fino a 6 mesi (sincope).
Incredibilmente, una persona che poi risulterà un semplice accompagnatore e non un atleta, si permette di contestare al giudice il regolamento, riferendosi in particolare alla procedura di interruzione dell’apnea e verifica condizioni di lucidità dell’atleta.

La gara inizia in orario con le prime prestazioni.
Gli atleti partono in sequenza, seguendo un ordine di partenza stabilito sulla base della dichiarazione della distanza minima di percorrenza. Si susseguono una dozzina di prestazioni regolari, tra cui spiccano le prove di Bossi Lorenzo, di Stefano Tovaglieri e di Valeria Somma.
Dopo queste prove si passa alla fase più intensa della competizione, in acqua entrano coloro che hanno dichiarato le distanze maggiori.
Le prove di Rossi Paolo, di La Rosa Giuseppe e di Zappettini Massimiliano si concludono in modo negativo. I tre atleti incappano in incidenti chiamate ‘sambe’ al termine della prestazione.
Le conseguenze non sono gravi grazie all’intervento immediato degli assistenti di gara. Le sambe sono stati sincopali con perdite gravi del controllo motorio, a seguito dell’eccessiva durata dell’apnea. Avvengono al momento dell’emersione, quando il malcapitato non riesce a ripristinare in modo autonomo la corretta attività respiratoria. Se non interviene l’assistenza e l’atleta in difficoltà dovesse venire lasciato a se stesso, potrebbe affondare in acqua ed incorrere in conseguenze più gravi.
Il pubblico resta interdetto da questi incidenti.

Il podio maschile, Isoli Fabio, Karell Martinez, Bossi Lorenzo – Foto B. Pignataro

Si passa allo svolgimento della gara da parte degli atleti migliori.
Isoli Fabio, percorre ben 133,38 metri in apnea, con una tecnica di nuotata subacquea inusuale.
In pratica nuota a rana utilizzando per la propulsione le sole gambe, tenendo le braccia distese in avanti. La sua prova risulterà la migliore della serata, permettendogli di aggiudicarsi la gara e di stabilire il nuovo limite Italiano di specialità.

E’ il turno di Homar Leuci, il forte atleta di casa detentore dell’ormai precedente limite italiano.
Ottima la tecnica di nuotata a rana subacquea di Homar. Percorre benissimo le prime quattro vasche da 25 metri, poi passa alla quinta vasca. Un paio di bracciate regolari, poi inizia progressivamente a perdere efficacia di nuotata. E’ in chiara difficoltà, ma Homar è un atleta di valore e fortemente motivato dallo spirito agonistico. Purtroppo la bracciata a rana di Homar si spegne mentre è in immersione; l’atleta scarica l’aria dai polmoni e cade inesorabilmente sul fondo della piscina, è la sincope. Il suo corpo è appesantito da un collarino di zavorra, strumento utile per guadagnare efficacia di nuotata, ma pericoloso in caso di incidente.
Il Giudice di Gara ordina il ripescaggio dell’atleta, prontamente eseguito dall’assistenza.
L’atleta viene recuperato e riportato in superficie, gli viene tolto lo stringinaso, si attiva la procedura di rianimazione. Alcuni interminabili secondi di sconforto, poi l’atleta rincomincia a respirare autonomamente, e dopo un’altra manciata di secondi riacquista coscienza, con grande sollievo di tutti i presenti.

La gara termina con l’ottima prova di Karell Martinez, che realizza 115 metri.
Vengono poi premiati i primi tre della classifica maschile e femminile, nonché la miglior squadra classificata, che risulterà Apnea Academy Competiton.
Vincitori Isoli Fabio e Somma Valeria.
Da segnalare che sul bordo vasca era presente un’equipe medica che ha effettuato i prelievi di misura dell’acido lattico a tutti gli atleti.

Il podio femminile, Somma Valeria, Cocuzza Paola, Zanuttini Giulia – Foto B. Pignataro

REGOLAMENTI E FORMULA GARA
Il commento

La gara di apnea dinamica senza pinne di Milano ha ulteriormente evidenziato le già ben note problematiche di sicurezza di tutte le competizioni di apnea.
Nonostante le novità regolamentari, che puniscono in modo severo certi “errori”, su 20 partecipanti si sono registrati ben 4 incidenti tra sambe e sincopi. Fortunatamente tutto si è risolto per il meglio, ma grandissimo è stato lo spavento per l’incidente accaduto ad Homar. Il pubblico presente in tribuna ne è rimasto impressionato, qualcuno ha perfino segnalato al Giudice di Gara la propria costernazione.
Questo era un test di prova dei nuovi regolamenti proposti dal comitato di settore, regolamenti che in teoria avrebbero dovuto ridurre gli incidenti dissuadendo gli atleti ad eccedere con la prestazione.
Di fatto, ne è risultato che gli incidenti restano parte dell’attuale formula dell’apnea agonistica, ma certamente questi e qualsiasi altro incidente sistematico non possono essere accolti a cuor leggero in una Federazione Sportiva.
Si sono palesemente evidenziate anche i limiti regolamentari e di responsabilità civile.
Se la vittima di una sincope in immersione dovesse sfortunatamente inalare acqua clorata, andrebbe incontro a gravi danni immediati dell’apparato respiratorio, sempre che la rapidità dell’intervento dell’assistenza riesca ad evitare conseguenze peggiori.
La responsabilità circa la rapidità dell’intervento di soccorso compete al Giudice di Gara, che in pochissimi istanti si ritrova a decidere le modalità di intervento dei soccorritori. Questa è una grande responsabilità, a carico del Giudice, che in malaugurato caso di incidente con conseguenze si ritroverebbe a rispondere legalmente del proprio operato.

Troppi sono i rischi per la salute degli atleti, di questo passo verrà vanificata l’opera di promozione della specialità che dovrebbe scaturire dall’attività agonistica.
Occorre trovare una soluzione efficace al problema della sicurezza legata all’apnea agonistica, se i regolamenti falliscono vanno ricercate altre strade, prima che avvenga l’irreparabile.
E occorre ricordarsi che in acqua non vanno i regolamenti, ma gli atleti, che sono uomini a cui spetta svolgere la migliore prestazione sportiva possibile, atleti motivati da una giusta carica agonistica.

Dubbi sulle formula delle attuali gare di apnea anche per quanto riguarda spettacolarità, popolarità ed economicità.

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