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Euroafricano 2009: Croazia, terzo posto un risultato fantastico

| 26 Novembre 2009 | 0 Comments

La nazionale croata di pesca subacquea, composta da Daniel Gospic, Dani Uhac (entrambi appartenenti al circolo Skarpina Neresine), Dario Marinov (Zubatac Zara), Branko Ikic (Medolino), Antonio Buratovic (Pelegrin Lesina) e Josip Urti (Medolino), con alla guida il selezionatore Livio Fiorentin e l’allenatore Boris Reinic, ha conquistato il terzo posto a squadre nel campionato Euroafricano, disputatosi in Algeria.

La squadra croata che ha partecipato all’Euroafricano (Foto V. Prokic)

“Il terzo posto è un risultato fantastico! Abbiamo dimostrato una certa continuità di risultati, che è ciò che conta maggiormente. Sapevamo che non sarebbe stato facile e temevamo in particolare un mare poco limpido, come volevasi poi dimostrare. Battere gli spagnoli è sempre molto difficile, poiché loro ingranano spesso la sesta marcia, mentre noi arriviamo alla quinta. Gli italiani sono stati invece facilitati da tre o quattro giorni di preparazione in più, se lo avessimo fatto anche noi tutto sarebbe stato più semplice.”

Ha iniziato così la sua accurata analisi il selezionatore Livio Fiorentin, soffermandosi su quanto fatto e su ciò che si sarebbe potuto fare magiormente.
“Ci siamo preparati in un mare limpido, anche se tutto sommato potevamo farlo meglio. Non abbiamo preso in considerazione i pesci piccoli e, a conti fatti, forse dovevamo prestare maggiore attenzione proprio a questo aspetto. D’altra parte non avevamo mai pescato in un mare simile, una zona dove il vento da nord rende torbida l’acqua. Non abbiamo capito come andavano le correnti marine, piuttosto imprevedibili di giorno in giorno e che non dipendevano dalle maree e dalla forza del vento, con quest’ultima che cambiava di ora in ora, senza alcuna logica. Nel campo della prima giornata la punta era una specie di crocevia delle correnti marine. Se lo avessimo capito subito avremmo sicuramente concluso al secondo posto, così invece ci siamo fatti confondere imbattendoci su pesci più grandi. Devo altresì ammettere che non siamo abituati a pescare senza la lampada, il che ci ha costretto a cercare pesci più grandi”, ha osservato Fiorentin.

Marinov, quarto classificato, è stato il migliore tra i croati (Foto V. Prokic)

Il selezionatore ha poi voluto analizzare il rendimento di ciascun sub.
“Dario (Marinov n.d.r.) ha fatto un lavoro eccezionale, ha preparato le zone a fondo, non si è lasciato distrarre e, trattandosi di un pescatore molto tecnico, ha lavorato senza commettere errori. Ha esperienza con le cernie e lo ha dimostrato pescandone degli esemplari entrambi i giorni, il che si è fatto notare nel computo dei punti finali.
Daniel
(Gospic n.d.r.) ha lavorato bene, con molte immersioni. E’ stato molto veloce alle profondità maggiori e si è visto subito che era in un ottimo periodo di forma. L’acqua torbida lo ha però penalizzato un po’ e non è riuscito a realizzare quanto pianificato. Ha optato per i pesci più grandi, ma gli è venuta a mancare la cernia che non ha preso il primo giorno. Daniel è per qualità al fianco dei migliori dieci, anche se può fare di meglio. Siamo perfettamente consapevoli delle sue doti, ma ha delle giornate in cui non gli riesce quasi nulla.
Antonio
(Buratovic n.d.r.) ha invece deluso. Il secondo giorno gli è venuta a mancare la forza, e in un’ora ha fatto appena quattro ‘ cinque immersioni. E come se non bastasse, gli esemplari presi non erano poi validi. Lui ha esperienza ed è un ottimo pescatore, soprattutto in profondità: per questi motivi doveva capire meglio la situazione venutasi a creare”, ha concluso Fiorentin.

Il miglior risultato lo ha ottenuto Dario Marinov, dello Zubatac di Zara, che ha concluso il campionato al quarto posto. “Due volte mi sono classificato sesto e ora quarto, il che significa che non ho grandi oscillazioni nei risultati conseguiti. Sono più che soddisfatto, in quanto chiudere al quarto posto rappresenta un successo anche al campionato nazionale, figuriamoci in una manifestazione del genere. Non avevo alcuna chance per il terzo posto: questo è stato davvero il mio massimo. Il secondo giorno è stato più facile pescare, visto che il vento era calato e il mare era più limpido. Ma lo era anche per gli altri concorrenti.
Ero a conoscenza di diverse zone dove poter pescare ma dopo un’ora di gara ho fatto fatica a ricordare quali pesci erano dove. Siccome la tattica concordata al mattino era saltata, sono andato per ordine da posizione a posizione. Contro le condizioni meteo non potevamo fare nulla e, a conti fatti, possiamo dire di aver svolto una preparazione di buon livello, immergendoci anche quando le condizioni non erano troppo favorevoli. Chiudere la classifica a squadre davanti ai padroni di casa è qualcosa di molto positivo.

Era il campione uscente ma la prestazione di Gospic è stata sotto tono (Foto V. Prokic)

In quanto a Italia e Spagna, loro sono per tradizione nelle posizioni di vertice, così come anche noi”, ha spiegato Marinov, precisando che senza l’aiuto di Branko Ikic non sarebbe stato facile arrivare al quarto posto individuale e al terzo per squadre: “Branko ha esperienza da vendere e gli sono estremamente grato per l’aiuto e il sostegno che mi ha fornito. Senza di lui tutto questo non sarebbe stato sicuramente possibile”.
Va detto che nel secondo giorno di gara a Marinov è scoppiato un alveolo polmonare e di conseguenza, nei tuffi a profondità superiore ai 23 metri, accusava spesso un’espettorazione con materiale sanguigno.

Daniel Gospic non era troppo soddisfatto. Non si aspettava certo di bissare il titolo, ma un risultato migliore dell’undicesimo posto ottenuto, sicuramente sì.
“Certo che non posso ritenermi soddisfatto, ma non del mio modo operare, bensì di quanto trovato sott’acqua durante la gara. Ho preso tutto ciò che ho visto, ma tatticamente ho lasciato un po’ a desiderare. Direi che questa competizione non mi è andata giù dal primo momento: tutto mi è sembrato subito molto strano e non avevo sensazioni positive. Ho dato il massimo, ma non è bastato. Mi sono basato sulla pesca a pesci più grandi, che alla fine hanno deciso il vincitore, ma non è andate bene. Le condizioni di base cambiavano di giorno in giorno e il pesce che avevamo trovato durante la preparazione poi non era più allo stesso posto.
Inoltre le forti correnti marine e la scarsa visibilità hanno reso quasi impossibile giungere ad una conclusione logica e a scegliere di conseguenza la tattica più adatta. L’importante è che alla fine abbiamo strappato comunque un ottimo terzo posto a livello di squadre”
. Questo il commento di Gospic, che ha voluto nell’occasione ringraziare Uhac e Reinic per l’aiuto fornito sia in preparazione che durante la gara stessa.

Un po’ deluso Buratovic per il suo quindicesimo posto (Foto V. Prokic)

Antonio Buratovic ha concluso alla fine con un quindicesimo posto che non lo ha reso ovviamente troppo felice. “Le condizioni erano quelle che erano, ma il problema è stata la prima giornata. Mi è sfuggito un pesce di 5 chilogrammi e anche la ricerca non è andata secondo i piani: quando l’ecoscandaglio ha iniziato finalmente a funzionare le condizioni sono peggiorate e non ho potuto controllare le posizioni. Il piccolo gommone mi ha distrutto, con tutti i muscoli che mi si sono contratti. Perciò il secondo giorno di gara ho preferito riposarmi di più tra un’immersione e l’altra, svolta in prevalenza a 35 metri di profondità. Josip Urti mi è stato di aiuto e assieme abbiamo trovato diversi pesci. Lo ringrazio per questo”, ha detto il sub nativo di Lesina (Hvar).

Soddisfatto infine del suo primo test di allenatore Boris Reinic. “Si è trattato di un naturale decorso delle cose, una volta che ho lasciato l’attività. Mi è mancato un po’ lo spirito della competizione, ma quando sai che svolgi un’altra carica ti abitui presto. Avere un sub in più in stand-by è importantissimo e io ho provato ad aiutare un po’ tutti”, il giudizio di Reinic.
A conti fatti, bisogna fare i complimenti ai componenti della nazionale croata. Hanno mantenuto alto il livello dei risultati in vista di una manifestazione importante come i Mondiali, in programma a Lussinpiccolo.

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