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AMP: Istituite Capo Milazzo e Capo Testa, si Chiede di Ampliare Villasimius

| 18 maggio 2018

Con la firma del ministro dell’Ambiente, on. Gianluca Galletti, sui decreti istitutivi della riserve, prendono ufficialmente vita l’Area Marina Protetta di Capo Milazzo (ME) e quella di Capo Testa – Punta Falcone (SS).

Da questo momento, i consorzi di gestione dovranno occuparsi di installare le boe di segnalazione per delimitare le varie aree previste nel piano di zonazione; successivamente sarà la volta della stesura del regolamento definitivo, su precise direttive impartite dal ministero.

Successivamente alla pubblicazione dei decreti sulla Gazzetta Ufficiale, inizierà il periodo di 6 mesi durante il quale potranno essere presentati eventuali ricorsi al TAR e vigerà un blocco totale per tutte le attivita’ regolamentate in attesa del regolamento definitivo.

Come prassi abituale nelle AMP italiane, neanche in questi casi la sorveglianza sarà una voce di costo per le casse dell’ente gestore, poichè l’onere viene attribuito alla Capitaneria di Porto e al Corpo Forestale della Regione. Per la normale amministrazione invece, i consorzi riceveranno ogni anno degli stanziamenti, non ancora esattamente quantificati, direttamente dal fondo in dotazione al ministero.

AGGIORNAMENTO – È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto 17 maggio 2018, n. 102, recante “Approvazione del regolamento di disciplina dell’area marina protetta «Capo Testa – Punta Falcone”. Come specificato dalla nota, il provvedimento entra in vigore a decorrere dal 20/09/2018.

Sulla sponda siciliana grande la soddisfazione per l’ex deputato Tommaso Currò (eletto nel M5S e poi approndato al PD dopo un breve passaggio nel Gruppo Misto), che ha fatto dell’istituzione della riserva marina di Capo Milazzo una sua battaglia personale. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Milazzo Giovanni Formica (PD), fiducioso che si tratti di: “…una grande occasione per preservare l’habitat marino e costiero, ma anche la svolta attesa da lunghi anni che consentirà di invertire il modello di sviluppo dell’intero comprensorio di Milazzo verso una soluzione ecocompatibile ed ecosostenibile. Una conquista importante per il territorio che si arricchisce di un sistema di tutela del mare che produrrà gradualmente un notevole indotto sulle politiche occupazionali legate al turismo di settore.” Soddisfazione anche su quella sarda dove il sindaco di Santa Teresa Gallura commenta con un sintetico: “Obiettivo Raggiunto!”.

Per due nuove Aree Marine Protette che nascono, ce n’è una tra le più conosciute che (sempre il PD) vorrebbe notevolmente ampliare. Si tratta dell’AMP di Capo Carbonara in Sardegna, che tanti conoscono con il nome di “AMP di Villasimius”, che in questi giorni è oggetto di una interrogazione in consiglio regionale che vorrebbe estenderne la superficie ai tratti di mare di competenza di alcuni comuni limitrofi. Il primo firmatario della richiesta è il consigliere Cesare Moriconi (PD), vecchia conoscenza dei pescatori sardi che nel 2014 presentò una proposta (poi ritirata) per una consistente limitazione del prelievo ittico sportivo/ricreativo.

Secondo il consigliere, l’ampliamento dell’AMP, oltre ad essere visto con grande favore sia dai comuni che dalle popolazioni locali, “costituisce un grande vantaggio economico per un territorio che a fronte delle numerose potenzialità oggi, paradossalmente, è caratterizzato da un forte ritardo di sviluppo e da una grave crisi produttiva e occupazionale. L’Area Marina protetta di “Capo Carbonara”, oltre al ben noto e indiscutibile pregio ambientale, può determinare un forte impulso al rafforzamento e alla crescita del settore turistico e di quello marittimo soprattutto se, come da più parti manifestato e auspicato, si dovesse procedere ad una rideterminazione dei confini dell’Area includendo gli specchi d’acqua ricadenti nelle competenze dei Comuni di Sinnai, Castiadas e Maracalagonis, oltre a quello di Villasimius”.

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