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Simone Belloni: Come pesco l’orata all’aspetto

| 31 gennaio 2002 | 0 Comments
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Partiamo dal presupposto che l’orata è un pesce estremamente sospettoso, indugiante e volubile, per accennare il fatto che questo articolo tenderà a evidenziare la cattura dell’Orata nel Mar Ligure e più precisamente nella zona di La Spezia, dove io pesco solitamente. In altri posti (Sardegna, Sicilia ecc.) ho riscontrato altri comportamenti.

Evito di parlare delle Orate dell’ordine delle “Suicida”, come evito di commentare pure il fatto che dalle mie parti l’agguato col mare in scaduta è il momento migliore per catturare questa regina del mare.

Voglio parlarvi dell’aspetto, tecnica in cui reputo l’Orata uno dei pesci più difficili da pescare, e non mi scompongo a dire che la reputo più difficile del dentice o della ricciola. Vista la conformazione della costa, la morfologia dei fondali, le zone di miticoltura e di allevamento di pesce presenti nei fondali spezzini, l’orata è attiva in grosse quantità in quasi tutte le stagioni dell’anno, con particolare concentrazione nei mesi di Luglio e Settembre. I pesci sono di tutte le taglie, anche se la media è di 8hg, 1kg.

Non mancano comunque mai rilevanti pescate con pesci di tre, quattro e sei kg, con un’eccezionale cattura nelle acque della Palmaria nel 1957 di un esemplare di 9,7kg, arpionato con un lunghissimo fucile a molla da un militare della Marina. Ho comunque almeno un paio di amici che ne hanno catturate esemplari da 6kg e un sub che conosco con un curioso soprannome, tre stagioni fa, ne prese una da 7,2kg.

Personalmente, la più grossa cattura in queste acque risultava di circa 3 kg.

Fatta questa giusta e dovuta parentesi per i più curiosi, passo ad analizzare le tecniche dell’aspetto a questo sparide nelle zone più varie. Tenuto conto che questa pagina è frutto delle mie intuizioni, delle mie analisi e della mia situazione di sub medio, le variabili possono essere moltissime e alrettante possono essere opinabili quanto questa.

Tre sono le regole inprescindibili dell’aspetto all’Orata nel mio mare:

  • Sparare solo all’Orata

  • Non emettere alcun tipo di rumore o richiamo
  • Immobilità totale

Esaminando in ordine questi tre comandamenti, spiego come segue: se si spara ad altri pesci, vi scorderete in seguito di incontrare la regina (è ovvio che se arriva uno spigolone ecc… il grilletto si preme uguale);

tenuto conto che i rumori non andrebbero mai causati sott’acqua perché avvertono i pesci, con la pesca all’Orata ciò diventa un dogma: assoluto silenzio!

I richiami manco pensarci, dalle nostre parti spaventano pure le castagnole. Se l’Orata non viene, va lasciata andare senza emettere alcunché! Provare più tardi!

L’immobilità mentre la regina è stata avvistata, arriva o passa, deve essere assoluta! Anche il fucile se è possibile va mantenuto immobile, specie se il pesce ci passa lateralmente, nel caso ci punti allora il discorso cambia ed il fucile si può allineare, perché di punta il pesce non ha una gran vista. Dio solo sa quante volte non ho sparato, oppure ho tentato tiri alla cieca con risultati alterni! Lo so, il fattore fortuna in questa pesca sale vertiginosamente fino a quasi il 50% dell’azione!

Detto questo analizzo i posti dove incontro quasi sempre le Orate (nove volte su dieci).

La pesca è in acqua bassa o bassissima, dai 0 ai 5 metri!

– Parete con ciottoli piccoli o medi;

– Frana con sassi medi e grandi;

– Impianti di miticoltura.

PARETE CON CIOTTOLI PICCOLI O MEDI

E’ la zona dove la pesca all’aspetto è decisamente impegnativa per il fatto che il riparo del nostro corpo è esiguo, visto che i sassotti del fondale non sono compagni fidatissimi e sui quali si può contare per un occultamento.

Conosco almeno tre ottime zone con queste caratteristiche nelle quali catturo bei pesci. Comunque un’ ottima immobilità ci servirà per sorprendere anche l’ Orata più sospettosa (?). La pesca va fatta rigorosamente all’alba, quando la luce scarseggia e, se è possibile, col mare calmo. Vi spiego come faccio io: l’orario migliore ho notato che è dalle 05,30 alle 07.00! Arrivo sul luogo dove penso ci siano le Orate (conoscendo il posto sono un po’ avvantaggiato). Ancoro il gommone alcune decine di metri prima della punta dove fare l’aspetto (arrivo a remi). Mi vesto rigorosamente mimetico del colore del fondale che batterò (tutto, dalla muta al fucile). La zavorra sarà giusta per la negatività in poca acqua, suddivisa in tre punti notissimi, schiena, bacino e caviglie (io son negativo con 10kg con muta da 5mm). Il fucile lo uso sempre da 90/100cm (se c’è torbido sparo arretrato) perché nel caso di fuga del pesce mi consente un tiro alla cieca con buon margine di gittata.

Le Orate stanno spesso nelle baie, baiette che si formano nella morfologia costiera (ma sempre all’erta: potrebbe essere dove non si pensa). Scendo in acqua e, in condizioni di mare calmo, mi metto ad ascoltare se sento il tipico rumore del pesce che tritura cozze, tartufi ecc… indicandomi la sua presenza (altri amici studiano il fondo alla ricerca di indizi evidenti). Mi ventilo con calma prima della puntina (non è una vera e propria punta, diciamo che è un piccolo prolungamento della roccai verso il mare che anticipa una insenaura, un’ ansa), facendo attenzione a non fare una respirazione rumorosa. Dopodichè scendo (o striscio) verso il punto in cui praticherò l’aspetto, che non ha indizi come castagnole od altri pesci, ma è molto isintivo. Mi accosto più che posso alla parete agguantandomi con la sinista ad essa, mi schiaccio e resto in attesa col fucile puntato a braccio semipiegato: esatto, così, alla cieca!! (sia che abbia sentito o no i rumori del pesce). Se l’orata è nella zona limitrofa, otto volte su dieci vi arriverà all’aspetto incuriosità dalle inevitabili vibrazioni che emettiamo sempre e comunque. Il tiro, generalmente, è facile, visto che avviene da vicino, su pesci spesso corpulenti, che non ci hanno visto e che pure ci vedono maluccio, ma ci sono anche l’eccezioni come questa dell’orata più grossa che presi nella mia zona due stagioni orsono: Faccio tutto come vi ho già spiegato e m’apposto appena prima di questa punticina. Non avevo sentito il rumore delle orate ma erano due gioni che non le vedevo ed ero sicuro di una loro presenza. Ad un certo punto, mentre ero schiacciatissimo e concentrato col fucile puntato parallelo alla costa verso la baietta, sento un rumore di tritura tipico della regina. Era veramente forte e vicino: io sempre più allerta che con gli occhi foro perfino l’orizzonte marino non noto niente, poi con la rotazione verso l’esterno dei soli occhi (verso la mia destra) noto un oratone che dà testate contro un sasso e stacca i bivalvi che salgono nell’acqua e scendono nella sua bocca.

Io immobile in una posizione, capirete scomoda. Occhi da una parte e fucile dall’altra, acqua con ottima visibilità. Ecco la fortuna determinate. Durante il pasto l’orata si muove sempre e m’accorgo che va verso la baia che punto. Arrivata nel suo percorso quasi a tiro, s’accorge della mia presenza (mah!) e si blocca una frazione di secondo indecisa ma pronta allo scatto. Tiro azzardatissimo perché non mirato e con un rapido movimento d’allungo. Centrata nell ‘occhio. Quando la recupero noto che era stata colpita da dietro. Le avevo sparato mentre fuggiva e manco me ne ero accorto: 3,170kg!!

P.S : ho notato che le Orate solitarie sono meno sospettose (si fa per dire!).

FRANA CON MASSI MEDI E GRANDI

Il fondale in questione deve digradare dolcemente e la batimetrica deve arrivare sui dieci metri a un 20/30 metri dalla costa. Non so perché ma ho notato che le Orate stanno più volentieri in zone così che in altre che sprofondano subito, probabilmente perché, essendo pesci generalmente gregari, riescono a tenersi in contatto (supposizione). Ho un paio di zone ottime per l’aspetto di questo magnifico sparide con tal fondale. Per il riparo dell’aspetto non ci sono problemi, vista la grande quantità di massi e massoni dietro cui nasconderci, visto anche le numerose camere che si formano nell’accatastarsi di questi ciclopici sassi, quindi il problema sarà altrove. Tenuto conto che l’attrezzatura sarà la solita citata prima (a parte la zavorra che io aumento di 2kg per scendere in verticale), che gli orari i medesimi, il cambiamento avverrà nella ricerca del pesce.

Non si potrà più contare sul rumore che produce mentre mangia, ma bisognerà muoversi alla ricerca visiva del pesce. In zone così il rumore tende a disperdersi 9 volte su 10. Io mi comporto così: mi muovo in superficie a contatto dell’inizio della frana verso terra. Adoperando solo la mano libera e tenendo il fucile arretrato, mi affaccio da ogni possibile angolo, terrazzo o sasso che mi permetta di guardare oltre con estrema cautela (ogni attimo prima di affacciarmi cesso di respirare).

Quando scorgo il pesce ne seguo i movimeti e lo studio un poco preparandomi ad un’aspetto cieco, fatto sempre al di qua del luogo dove esso mangia, ma rigorosamente alla sua altezza. L’immersione sarà alla Dapiran, senza sollevare le pinne, sprofondando lentamente e col fucile a braccio semipiegato nella direzione da cui si prevede possa arrivare l’orata. Le percentuali di successo saranno buone se le cose sono state fatte bene. Soddisfazioni in arrivo! Il tiro sarà abbastanza facile, ma come sempre immediato. Io penso che sia l’unico pesce che vada sparato appena è a tiro ed in qualsiasi posizione si trovi (muso, coda, fianco, tre quarti ecc)!!

Questa tattica vale chiaramente solo col mare limpido. Per il torbido pratico degli aspetti nella zona dove ritengo sia il pesce, occultandomi completamete, se posso, dentro i labirinti che formano i massi accatastati (attenzione che si possa entrare ed uscire con facilità). In questo caso opto per fucili più corti 75/83/ max 90, per via del fatto che i tiri sono ravvicinati, facili e sopratutto c’è un’ingombro minore in spazi angusti. Ho preso diverse orate in questa maniera: una volta c’era un branco enorme e son riuscito a catturarne tre dallo stesso, perché non mi vedevano nel buco e complice il torbido ed il fatto che le fulminassi, non capivano (credo) dove erano finiti i compagni :-))!!

IMPIANTI DI MITICOLTURA

(vedi nota a piè di pagina)

La pesca in questione, ossia tra gli impianti per la miticoltura, è un’azione di caccia affascinante e particolare, che però è vincolata da due situazioni imprescindibili. Una è l’autorizzazione scritta e firmata dal padrone del vivaio che ne consente l’esercizio* in luogo (i gestori dell’impianto non hanno mai problemi a licenziarvi il permesso, visto che l’Orata compie veri e propri scempi di mitili). La seconda è che non in tutte le acquacolture in questione è praticabile tale disciplina. Difatti, in alcuni (dentro le dighe foranee, in prossimità di sbocchi portuali ecc.), è assolutamente interdetta anche con i permessi citati!! Quindi è bene sempre informarsi. Io ormai so quali sono quelli praticabili e viceversa, quindi non trovo problemi (i controlli sono frequenti), ma per il forestiero o per chi non conosce il posto… attenzione!!

Fatta la dovuta premessa, veniamo alla pesca all’aspetto in tal suggestivo e particolare luogo. L’ecosistema presente nei vivai consente ad innumerevoli specie ittiche di dimorarvi e pasteggiarvi a buon prezzo. Saraghi, branzini, salpe e cefaloni sono sempre presenti, ma noi ci preoccuperemo dell’Orata. Si tratta comunque di pesci molto smaliziati, molto disturbati e in continuo movimento. In questi luoghi vengono immesse delle semenze di cozza lungo delle corde che noi chiamiamo “reste”, che sono legate a boe o più spesso a dei pali metallici che vengono conficcati sul fondo. Sono tanti filari che dall’alto scedono verso il basso fino a circa 3/4 metri dal fondo che, generalmente, è compreso tra gli 8 ed i 13 metri. Lungo queste cime appunto nascono i muscoli destinati alla vendita in tutt’Italia, e le Orate se la spassano capitando spesso in branchi enormi e divorando tutto il lavoro di una stagione. Io in questi luoghi eseguo due tipi di pesca: l’aspetto di superficie e l’aspetto verticale.

ASPETTO DI SUPERFICIE: Lo pratico in condizione d’ acqua limpida ed ha un’ ottima riuscita quando c’è totale assenza di corrente o al massimo una leggera da sud. Le ore migliori, oltre a quelle del mattino e della sera, sono anche quelle centrali, diciamo da mezzogiorno all 14.00. Il mio equipaggiamento è sempre il solito, solo che aumento ancor di più la zavorra diventando molto negativo, al punto che mollando l’appiglio dove pratico l’aspetto, sprofondo con una certa velocità, anche se non troppo evidente. Negli impianti di miticoltura i pesciolini hanno una notevole importanza per capire dove gira il pesce, anche perché, ho notato più volte, gli zerri, salpette, sciarrani sono proprio delle vere sentinelle che allarmano l’orata avvertendola della nostra presenza. E’ pieno questo luogo di pescetti sentinella, quindi la ricerca del pesce è scosigliatissima! Scelto l’impianto in cui appostarmi, mi distendo in superficie sulle corde, di solito dove queste si congiungono con i paletti. Il tubo fuori mi consente una respirazione molto rilassata e poco rumorosa. Mi tengo con una mano a palmo aperto a una delle corde che mi passano sotto il corpo, vedendomi di fianco sembro sdraiato su queste cime. Il fucile è arretratissimo, col manico all’altezza del bacino. La figura del sub deve essere la più corta possibile (spesso porto le ginocchia vicino al petto), per ovvi motivi. In questa postura comodissima s’attende il passaggio dello sparide regina. Si sta fermi anche mezz’ora tre quarti d’ora ma le soddisfazioni non mancano. Una volta effettuato il tiro, che verrà sempre dall’alto verso il basso e su pesci tranquilli, bisognerà cambiare zona, perché in loco non ci saranno più Orate… eccetera. Spesso capitano i branchi, o delle grosse solitarie. Bisogna stare fermi e tranquilli, mirare con calma perché l’Orata, vista la conformazione cranica e la posizione dell’occhio, verso l’alto non vede bene…

Spesso passa più di una volta quindi si ha tutto il tempo per incarnierarla. Un episodio di quest’anno: ero all’aspetto in superficie da più di 20 minuti ed i pescetti erano tranquilli. Ad un certo punto cominciarono a spostarsi di lato con calma, sembrava proprio aprissero la strada a che…?? Ad un brancone di Orate formato tavolozza!! Saranno state 100!! Sparo alla più vicina (non alla più grossa che lontano ho stimato 5/6 kg) e faccio una coppiola! 3,9 kg di Orate! La prima a cui ho sparato era 1,7kg… l’altra a voi il conto.

ASPETTO VERTICALE: questo tipo di pesca lo pratico in condizioni di mare torbido, con corrente che entra da nord est, ma anche senza corrente. Qui è molto importante conoscere i luoghi idonei dove proticarlo, perché non avremmo la possibilità di vedere granché, e soprattutto i posti non sono tutti pieni di pesce, anzi molti sono deserti.

Date importanza ai posti dove le colture sono abbondanti, dove la cozza è grossa e fiorita, dove le reste sono consistenti anche se in certi punti mangiate. Questo tipo d’aspetto si pratica con la medesima zavorra del precedente (molto negativa)! Si sceglie un palo o una resta (io preferisco il palo perché più stabile e più coperto), ci si attacca e ci si ventila. Una volta ultimata la ventilazione, ci si lascia spofondare lungo il medesimo a mo di “Pompiere” ed arrivato a metà profondità ci si ferma in attesa. Il fucile è sempre molto arretrato, ora a maggior ragione, visto che il pesce non si vede da che direzione provenga (in questo aspetto può passarci anche sopra). E’ una pesca stressante perché la concentrazione deve essere massima ed i tiri sono spesso al volo, specie quando l’acqua è molto torbida. Gli errori sono frequenti ma qualche bel pesce è sempre in agguato (una volta mi trovai faccia a faccia con una leccia!!)

Sarete invasi da mangianza, poi arriveranno i cefali eccetera. Le apnee sono sempre piuttosto lunghe e frequenti (diciamo 1m e 30sec ) e consiglio di farle nel solito posto, al fine di creare una situazione di curiosità. La testa può essere mossa con una certa frequenza ma con dolcezza, altrimenti i pesciolini intorno avvertiranno i pesci più grandi. Il posto è piuttosto tetro e sembra di venire inghiottiti, ma non c’è da preoccuparsi.. l’orata non mangia l’uomo! Un episodio importante mi riporta indietro a 2 anni fa: vedevo sempre un’orata dietro un paletto che con l’acqua limpida non riuscivo a portare a tiro. Tutte le provai, aspetti, avvicinamenti dall’alto e dal basso ecc.. niente, mi fregava sempre.

Ormai era una lotta ed io come ultimo tuffo mi portavo sempre lì e lei sembrava aspettarmi. In più, una volta la stavo per fregare ma i pescetti sentinella la avvertirono in tempo. Un giorno venne il torbido alleato. Conoscendo la zona mi fermai il palo prima, sicuro della presenza dell’Orata in quello di fronte (non lo vedevo) anche perché erano circa 20 giorni che ci incontravamo. Mi ventilo e scendo alla “pompiere”! Dopo un minuto una scena da ridere! Arrivano i pescetti che mi guardano incuriositi… io immobile… loro proseguono e dopo 3 o 4 secondi arriva lei… vi giuro con gli occhi che parevano sbigottiti… mi guardò un po’ stranita per una frazione di secondo… ma realizzò troppo tardi: 1, 650kg!

N.B. io non uso mai il mulinello per del pesce bianco in genere, poi tra gli impianti in questione è sconsigliatissimo visto che il pesce colpito tende a girare intorno a corde, paletti e va recuperato subito. Ne tengo uno in cintura. Sul fucile lo metto nelle secche… ma è un’altra storia :-)!!

Qui si conclude la pesca all’aspetto dell’Orata Ligure con un’ ultima informazione sull’ attrezzatura che uso:

Parete con ciottoli piccoli e medi : arbalete da 90/100cm, gomme da 20 ed asta da 6mm doppia aletta senza mulinello.

Frana con massi medi e grandi : arbalete da 75/83gomme da 16mm, max 90cm, gomme da 20 ed asta da 6mm doppia aletta senza mulinello.

Impianti di miticoltura : arbalete da 100cm, gomme da 20 ed asta da 6mm doppia aletta senza mulinello per l’aspetto in superficie. Arbalete da 75/83 cm, gomme da 16mm ed asta da 6mm doppia aletta senza mulinello per la pesca all’aspetto verticale!

* NOTA: In realtà il titolare della concessione non avrebbe alcun titolo per autorizzare l’azione di caccia e stando alla lettera occorre tenersi ad almeno 100 mt dagli impianti fissi di pesca, che nella definizione della legge includono espressamente quelli di molluschicultura. Ci sono Capitanerie di Porto particolarmente fiscali su questo punto che fioccano verbali a prescindere dall’autorizzazione. Ciò è assolutamente incongruo, in quanto la norma era prevista nell’interesse del titolare della concessione e non si vede perché il sub non possa essere autorizzato a pescare nelle vicinanze dell’impianto, soprattutto in considerazione del fatto che le orate arrecano danno. Di conseguenza, prima di avventurarvi a meno di 100 metri da impianti di miticoltura, accertatevi di quali siano usi e costumi degli organi di controllo locale.

Simone Belloni: Come pesco l’orata all’aspetto scritto da Redazione Apnea Magazine media voto 4.5/5 - 2 voti utenti

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