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Record Apnea: 24 minuti in Statica con Ossigeno, Quanto si può Migliorare?

| 20 novembre 2017 | 0 Comments

L’apnea statica, insieme a quella profonda, è la disciplina che più desta l’interesse del profano che, pur non conoscendo nel dettaglio la sua pratica, riesce immediatamente a comprenderne l’estrema difficoltà. In questa specialità, a partire dal 2002, hanno cominciato a diffondersi anche i record effettuati dopo una ventilazione mediante ossigeno puro, all’inizio visti più come prestazioni “circensi” ma che negli ultimi anni sono stati molto rivalutati. Se da un lato questo tipo di ventilazione è chiaramente una forma di “doping”, anche se dichiarato, perchè permette a chiunque di aumentare a dismisura la propria capacità di trattenere il fiato, è anche vero che negli ultimi anni i primatisti mondiali di questa tecnica sono anche quelli che si contendono i record in condizioni normali, restando quindi indiscutibilmente delle prestazioni per super-uomini.

aleixSeguraL’attuale primatista del mondo è lo spagnolo Aleix Segura che, a marzo 2016, ha fatto fermare il cronometro allo strabiliante tempo di 24 minuti e 3 secondi, e vale la pena ricordare che Aleix, in condizioni normali, ha un personale di ben 11 minuti e 34 secondi (1 secondo meno del WR Aida di Stéphane Mifsud). Quello che viene da domandarsi oggi, forse non solo per l’apnea ma un po’ per tutti i record dello sport, è se sia in qualche modo possibile prevedere quanto i limiti dell’uomo veranno spostati in avanti.

È una domanda a cui ha tentato di dare una risposta Alan Nevill, matematico dell’università di Wolverhampton, che ha analizzato la progressione di dozzine di record mondiali di tanti sport, arrivando a determinare un modello matematico predittivo. Che i primati non possano avere una progressione lineare è fatto ormai noto, perchè significherebbe che le prestazioni umane non hanno limiti, mentre mostrano un caratteristico andamento a S che descrive degli incrementi modesti nella fase iniziale, dei miglioramenti esponenziali nella fase centrale e un nuovo appiattimento quando le prestazioni iniziano ad essere vicine (si presume) ai limiti fisiologici dell’organismo umano.

L’apnea statica in ossigeno ha però sorpreso non poco lo studioso: per quanto la corrispondenza tra le previsioni del modello e l’andamento reale sia una delle più riuscite, proprio l’ultima impresa di Segura (quel puntino blu, a fine grafico, vistosamente sopra la curva rossa) la mette in crisi.

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Secondo il modello infatti, nella seconda fase di appiattimento, gli incrementi prestazionali dovrebbero risultare esigui e distanziati nel tempo. Aleix invece ha stabilito un primo record nel febbraio 2016 (23 minuti e 9 secondi con cui superò i 22 minuti e 30 del croato Goran Colak), e si è migliorato fino a oltre i 24 minuti solo due settimane più tardi (16 secondi in più di quanto previsto dal modello di Neville).

Lo studioso inglese, da statistico, non può che parlare di “prestazione eccezionale” ma Aleix Segura non è dello stesso avviso: “Questo ragazzo dovrebbe vedere cosa faccio in allenamento, realizzerebbe che il suo modello non è una previsione perfetta.” Ovviamente massimo riserbo su quale sia il tempo fatto registrare in allenamento, ma quando li si chiede una previsione, da atleta, per il futuro si dimostra molto ottimista: “Non lo so, mezz’ora? Forse anche di più! Gli apneisti hanno sempre sfidato i limiti e la comprensione scientifica. Pensiamo ogni volta di aver raggiunto il limite, ma abbiamo sempre torto”.

Category: Articoli, Medicina e biologia

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