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Prepararsi dopo la pausa invernale

| 8 maggio 2002 | 0 Comments
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Il Dr. Luca Bartoli, preparatore atletico del Team Omer e direttore del centro Mediasport

Durante la pausa invernale e prima della ripresa, spesso il subacqueo apneista si domanda quale è il sistema migliore per riprendere l’attività.

Negli ultimi anni si assiste spesso ad un fenomeno singolare che è quello della cattiva informazione sulla preparazione Atletica nell’attività di apnea.

Purtroppo come spesso accade, all’inizio, non avendo dati certi, ci si avvale dell’esperienza fatta negli sport terrestri tradizionali, ignorando probabilmente le principali chiavi di lettura delle attività in apnea che sono l’impossibilità di respirare ed i meccanismi fisiologici derivanti dall’immersione in un liquido a diverse profondità.

Rende bene l’idea l’esempio che in tutti gli sport terrestri di resistenza, l’obiettivo principale dell’allenamento è il miglioramento dei valori di consumo di ossigeno(VO2 max) che portano ad un incremento della prestazione atletica.

Nell’apnea, infatti, il serbatoio di ossigeno è limitato, mentre nell’attività terrestre è illimitato.

Uno dei più diffusi luoghi comuni è per esempio l’allenamento di muscolazione invernale con pesi, elastici ecc. L’incremento della muscolarità aumenta notevolmente il dispendio energetico riducendo drasticamente i tempi di apnea. Difatti, molto spesso tra i subacquei di Elìte si evidenziano strutture antropomorfiche di tipo longilineo ectomorfo e non certo il mesomorfismo tipico del culturista. Anche l’apnea a secco risulta poco allenante per l’apnea subacquea in quanto i reali miglioramenti dei tempi di immersione dipendono prevalentemente dalla riduzione dello stress psicofisico dovuto ad un migliore ambientamento. Infatti, sia il diving reflex(riflesso di immersione, meccanismo fisiologico attraverso il quale l’organismo rallenta il battito cardiaco quando si trova in condizioni di apnea subacquea) come l’acquaticità (adattamento all’immersione e pressione, nonché dei movimenti corporei in ambiente liquido), si possono allenare solo stando in acqua.

E’ chiaro comunque che anche nell’attività in apnea come in altre discipline sportive, esistono due momenti della preparazione. Il primo riguarda lo sviluppo fisico generale, dove si possono trarre vantaggi anche da attività alternative che contribuiscono allo sviluppo generale corporeo. Il secondo è mirato all’incremento delle caratteristiche specifiche verso la disciplina praticata, che nel caso dell’apnea si possono svolgere solo ed elusivamente in acqua. Le esercitazioni a secco, possono essere comunque un valido aiuto per apprendere alcune tecniche di allenamento, ma non producono nessun effetto allenante.

Il dott. Luca Bartoli è anche un appassionato di pesca in apnea

Senza fare un vero e proprio trattato sull’allenamento dell’apnea, vediamo alcuni esempi pratici per capire come comportarsi:

A- Il Jogging (la corsa lunga a bassa intensità), Pedalare, Fare sci di fondo, Pattinare, Nuotare, praticati a bassa intensità, migliorano l’efficienza cardiocircolatoria e la capillarizzazione periferica, favorendo così l’ossigenazione dei muscoli.

B- L’apnea a secco permette in assoluta sicurezza, di abituarsi a trattenere il respiro e di riconoscere e controllare le contrazioni diaframmatiche e lo stress da sospensione del respiro.

C- Per tutto quello che riguarda il miglioramento della durata dei tempi di immersione in apnea, è necessario ricorrere ad esercizi eseguiti in apnea subacquea. Ci sono molteplici esercitazioni applicabili, tra queste molto utili si evidenziano le esercitazioni in piscina.

E’ necessario sottolineare come la valutazione atletica di un soggetto sia lo strumento indispensabile per la personalizzazione dell’allenamento, che porterà ad ottimizzare i risultati a parità di tempo impiegato.

Generalizzare non sempre consente di ottenere gli stessi risultati in soggetti diversi.

Anche la programmazione del periodo di preparazione dipende dal tempo a disposizione e dal periodo dell’anno nel quale si vuole ottenere le migliori prestazioni.

Due soggetti che interrompono l’attività per periodi di tempo diversi, non potranno pretendere di ottenere stessi risultati dopo un identico periodo e metodo di allenamento. Come, del resto, due soggetti che desiderano prepararsi ad una vacanza estiva in periodi differenti, dovranno tenere conto di una differente programmazione. Anche due soggetti con le stesse necessità di periodi, ma con caratteristiche fisico-atletiche differenti, avranno necessità di diverse programmazioni di allenamento.

A tale scopo è stato messo a punto un protocollo di valutazione atletica specifico per l’apnea, derivante da numerosi studi e ricerche condotte in collaborazione con esperti del settore.

Il protocollo prevede:

· Profilo Psico- emozionale e individuazione dello stato di ansia di stress e di tratto.

· Valutazione delle capacità cardiocircolatorie di base

· Individuazione dell’indice di recupero

· Individuazione dell’indice di disponibilità metabolica e del consumo energetico.

· Misurazione dei volumi polmonari.

· Misurazione antropometrica di base e determinazione dell’elasticità toracica.

· Determinazione della massima apnea statica e dinamica.

· Indici di performances.

Tutto questo mirato alla realizzazione di una specifica tabella di allenamento.

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