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L’AIDA nega l’omologazione del record a Carlos Coste

| 10 novembre 2003 | 0 Comments
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Durante la gara del 28 Settembre, tenutasi a Mochima National Park, Puerto la Cruz (Venezuela), Carlos Coste aveva raggiunto la profondità di – 61 mt nella disciplina dell’assetto costante senza pinne, prestazione Inizialmente pubblicizzata come nuovo record. L’AIDA, però ha ritenuto non valido questo record, e Carlos Coste ha espresso il suo disappunto e la sua rabbia riguardo al tempo che l’organizazione ha impiegato (33 giorni) per dare una risposta “ufficiale”.

Su Freediver.co.uk Carlos scrive: “Ciao amici, sì, abbiamo un problema con il mio record in assetto costante senza pinne. Questa è la mia opinione personale: il 28 Settembre scorso, ho ottenuto il nuovo record mondiale al cospetto dei giudici AIDA Marcello De Matteis e Perry Gladstone.

Durante la mia discesa, qualche metro prima del piattello, ho avuto un problema ad un orecchio, e mi sono aggrappato al cavo una volta per bilanciarmi, ma poi non l’ho più toccato: ho toccato unicamente il piattello in fase di risalita. I giudici hanno verificato le immagini registrate, senza manifestare dei dubbi all’ organizzazione né ai medici. Dopo la verifica dei nastri, anzi, hanno detto: “Il record è OK, hai toccato solo una volta, attendiamo i risultati del controllo doping”.

Dopo 33 giorni, sul sito dell’ADIA viene pubblicata la notizia che il record non è valido.

Se i giudici avesserò mostrato qualche dubbio, avrei potuto ritentare il record, perchè la manifestazione si è conclusa una settimana dopo. Queste azioni, fanno vedere l’AIDA come un’associazione non seria, con tante regole ma senza giudici professionali capaci di omologare i record nel mondo.

Ho tante domande al riguardo:

– Per quale scopo si nominano due giudici, uno di classe A e l’altro di classe D?

– I giudici sono in grado di omologare i record?

– Se sono in grado di farlo, perchè altri in AIDA possono cambiare le loro decisioni?

– Dov’è il senso nello spendere tanti soldi per pagare tutte le spese per due giudici?

– Se l’apneista ha violato le regole, perchè i giudici non hanno detto niente durante la manifestazione?

– Se i giudici commettono degli errori, chi è responsabile?

– Avete idea di quanto denaro, tempo e sforzo ci vuole durante una manifestazione per omologare i record?

– Perchè i giudici non hanno l’autorità sufficiente per omologare i record?

– Perchè l’AIDA non ha nominato IL giudice di tutti i giudici per tutti i record mondiali, affinché alla fine la decisione finale spetti a lui?

Sono molto amareggiato per questo problema. Abbiamo perso tanto tempo per gli allenamenti, tanti soldi, sforzi e sacrifici per questa grande stupidata. Perchè se non fosse chiaro, la mia immagine come atleta serio ora è stata danneggiata davanti alla stampa, causa la mancata chiarezza della decisone (AIDA)”.

Alla lettera amareggiata di Coste ha poi risposto, sempre sul Guestbook di Freediver, il Presidente dell’AIDA Sébastien Nagel.

Caro Carlos,

possiamo comprendere il tuo rancore e ci scusiamo per l’inconveniente legato a questo problema, però vorremmo aggiungere dei commenti al tuo messaggio. Il Regolamento per l’omologazione dei Record Mondiali AIDA, dice chiaramente che solo il Comitato Esecutivo, di solito rappresentato dal responsabile per i Record (Mr. Dieter Baumann) oppure il Presidente AIDA (Io) possono riconoscere definitivamente i Record Mondiali.

Siccome queste poche persone non possono, chiaramente, seguire tutti i tentativi di stabilire i Record Mondiali in tutto il mondo, i Giudici Internazionali AIDA vengono mandati nel tentativo di osservare e controllare se i regolamenti vengono seguiti o meno, se la misurazione avviene in modo corretto o no, etc…

Non per aiutare l’organizzazione o insegnare all’atleta cosa gli è consentito fare o meno…

Poi, mandano il resoconto ufficiale, correlati dai video ufficilali, ai Responsabili per i Record, che controllano se tutto è stato rispettato o meno!

Vorrei aggiungere che i Giudici sarebbero assistiti maggiormente se gli atleti fossero al corrente dei Regolamenti, e si curassero di sapere cosa gli è concesso fare o meno…Quindi, neanche tu sei un’atleta serio e professionale per quanto io possa vedere…Però hai ragione su un punto, nè AIDA nè i Giudici AIDA sono dei professionisti, ma solo dilettanti che cercano di aiutare altri dilettanti nel ns sport…

Come te, come me, e molto probabilmente la maggior parte delle persone che leggono questo messaggio.

Cordialmente,

Sèbastien Nagel

Category: News, News Apnea

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