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EUDI e sicurezza in mare: novita’ per subacquea e diporto

| 21 marzo 2006 | 0 Comments
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Nell’ambito dell’Eudi Show 2006 si è svolto un importante incontro con la stampa dedicato alla Sicurezza in Mare, organizzato dalle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera in collaborazione con Assosub e Ucina. Apnea Magazine ha risposto all’invito dell’Ufficio Relazioni Esterne del Comando Generale delle CCPP con entusiasmo, intervenendo con una delegazione formata dal direttore Giorgio Volpe, dal caporedattore della sezione Apnea Alberto Balbi e dai redattori Mauro Sanvito e Barbara Pignataro, direttamente coinvolti nel progetto di sperimentazione delle boe ad alta visibilità nel lago di Garda.

Pollicardo, Garofalo, Aliperta, Nicastro – Foto A. Balbi

Sabato 11 marzo, nel programma delle iniziative collaterali che hanno animato l’Eudishow (salone Europeo delle Attività Subacquee), si è svolto un importante dibattito sulla sicurezza in mare e le nuove normative per la subacquea e la nautica da diporto. Lo spunto è stato offerto dal recente codice della nautica da diporto (dpr n. 171 del 18 luglio 2005, art. 2), con il quale il legislatore ha voluto finalmente contemplare anche l’attività di immersione e addestramento subacqueo con unità di appoggio a scopo sportivo e ricreativo.
Presenti come relatori al convegno il Presidente di Assosub Gianni Garofalo, il Segretario Generale di Ucina Lorenzo Pollicardo, il Com.te C. Aliperta e il Com.te C. Nicastro dell’ufficio Relazioni Esterne delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera.
Invitati i giornalisti di Rai, Mediaset, Mondo Sommerso, Aqua, Apnea Magazine.

Nell’introduzione del convegno il Com.te Aliperta ha spiegato come il Nuovo Codice della Nautica da Diporto sia attento alle esigenze del subacqueo.

Pollicardo, Segretario Generale UCINA – Foto B. Pignataro

Le innovazioni di interesse per la subacquea evidenziate sono l’avvenuta rescissione del cordone ombelicale tra codice della navigazione e diporto, con l’apertura ad attività di locazione e noleggio e la regolamentazione dell’utilizzo di imbarcazioni da diporto per l’attività subacquea.

E’ stato rimarcato che l’obiettivo primario della Guardia Costiera è costituito dalla sicurezza in mare, un concetto di vasta portata che riguarda non solo le coste e la superficie del mare, ma anche l’immersione subacquea.

L’Assosub, con l’intervento di Gianni Garofalo, ha espresso soddisfazione sulla cooperazione con la Guardia Costiera, sottolineando che la buona collaborazione facilita lo sviluppo dell’attività subacquea.

Lorenzo Pollicardo di Ucina, da parte sua, ha auspicato un’ ulteriore sinergia tra le parti, al fine di ottenere esenzioni fiscali per la locazione e il noleggio di imbarcazioni da diporto per uso commerciale e una nuova legge quadro che ponga limiti alla libertà attuale dei gestori AMP di prendere iniziative autonome sulla navigazione.
Proposta una promozione di nautica e subacquea tramite un’oculata gestione eventi tra i ministeri di competenza, Guardia Costiera ed utenti.

A questo punto il Com.te Nicastro ha riassunto le attività della Guardia Costiera avvalendosi di una presentazione molto interessante.

Nicastro ha spiegato che la Guardia Costiera è una struttura che si occupa di materie di competenza di svariati Ministeri, svolge la propria attività su un’area vastissima di ben 155.000 chilometri quadrati di acque marine territoriali, nonché su ulteriori 400.000 chilometri quadrati di mare extra territoriali su cui l’Italia ha competenza di sfruttamento risorse e obbligo di soccorso.

Boa ad alta visibilità

I compiti sono svolti con l’impiego di 20 tra elicotteri ed aerei, 500 unità navali, 11.000 uomini che a seconda delle necessità svolgono le funzioni tecnico operative proprie della Guardia Costiera o le attività di coordinamento ed amministrative della Capitaneria di Porto.

Le competenze vanno dalle ispezioni subacquee su condotte o piattaforme sino ad interventi di protezione ambientale, dalla tutela del patrimonio archeologico alla amministrazione di beni demaniali come le spiagge.

Compiti esclusivi sono la ricerca ed il soccorso in mare, e l’attività S.A.R. (search and rescue) oltre le 12 miglia. Nel solo 2005 la Guardia Costiera ha soccorso 1393 imbarcazioni e 3693 persone.

Sulla sicurezza della navigazione l’attività è estesa alla pesca commerciale, il diporto e la navigazione mercantile, inoltre, tramite il sistema VTS di monitoraggio radar, effettua opera di vigilanza e prevenzione rispetto ad aggressioni anche terroristiche.

Il Com.te Nicastro ha poi spiegato che gli artt. 9 e 59 della legge n° 172 del luglio 2003 attribuiscono alla Guardia Costiera competenze preminenti riguardo l’attività di controllo della nautica da diporto e la sicurezza della navigazione, perseguita anche mediante l’istituzione di obblighi e divieti di carattere locale a mezzo di ordinanza.

In questo contesto, si è spiegato che mentre in precedenza non esisteva alcuna normativa sulla distanza di navigazione dal segnale di subacqueo in immersione, ora, grazie ad ordinanza coordinata del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, è obbligatorio navigare a distanza superiore a 100 metri dal segnale di subacqueo in immersione costituito dalla bandiera rossa con striscia diagonale bianca supportato su corpo galleggiante.
Infine, Nicastro ha spiegato come nella stessa legge, il cui regolamento di attuazione è in via di stesura, venga definito l’uso di imbarcazione da diporto per attività commerciali di nolo, locazione e appoggio, mentre restano vietate attività commerciali differenti.

A questo punto si è aperto il dibattito, in cui Giorgio Volpe, direttore di Apnea Magazine, è intervenuto in modo articolato, ripercorrendo i passaggi di legge precedenti all’introduzione della distanza minima di navigazione rispetto al segnale di subacqueo in immersione e ponendo l’accento sull’inadeguatezza ed ingiustizia dell’attuale regime sanzionatorio.

Nicastro e Volpe – Foto A. Balbi

Volpe, riconoscendo la validità dell’intervento del 2003 del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, ha evidenziato il fatto che l’attuale normativa prevede una sanzione variabile da 516 a 3098 euro per il subacqueo che non adempia ai prescritti obblighi di segnalazione, mentre prevede solo 208 euro ridotti in misura del 50% per il mancato rispetto della distanza minima di navigazione dal segnale di uomo immerso da parte dei diportisti.

D- Volpe (Direttore Apnea Magazine)

Sotto il profilo della sicurezza, non credete che la sperequazione tra la sanzioni erogate al subacqueo imprudente -che mette a rischio la propria vita- e quelle comminate al diportista imprudente -che mette a rischio la vita altrui- rappresenti un passo indietro rispetto al mirabile intervento del 2003, in considerazione del fatto che in estate i pescatori in apnea sono inviati per effetto delle ordinanze balneari ad oltre 500 metri da riva, con grave esposizione al rischio di investimento?

R- Com.te Nicastro (Guardia Costiera)

Il nuovo regolamento attuativo del codice della nautica da diporto recepirà a livello normativo la distanza di sicurezza dei 100 metri, eliminando eventuali disomogeneità di ordinanze sul territorio.
Le sanzioni attuali per il diportista sono frutto delle norme nazionali sulle ordinanze, verrà previsto con il nuovo regolamento un regime sanzionatorio adeguato al pericolo che si vuole scongiurare.

Aliperta – Foto A. Balbi

D – Volpe (Direttore Apnea Magazine)

Riguardo l’ obbligo di segnalazione del subacqueo in immersione tramite apposita bandiera, visto che la normativa attuale utilizza il parametro della visibilità a 300 metri del segnale e che questa difficoltà di valutazione della distanza “in concreto” è un appiglio per i legali che difendono gli investitori, non pensate che, come proposto e depositato presso il Ministero delle Politiche Agricole, l’omologazione del segnale possa essere d’aiuto per evitare problemi di valutazione ed uniformare i parametri di visibilità?

R- Pollicardo (Segretario Generale UCINA)

Un tipo di segnale omologato sarà certamente positivo per tutti.

R- Com.te Aliperta (Guardia Costiera)

Queste soluzioni vanno proposte e sostenute presso i Ministeri di competenza, proponete soluzioni condivisibili, ‘aiutateci ad aiutarvi’.

D- Sanvito (Redazione Apnea Magazine)

Sul lago di Garda è stato firmato un accordo tra pescatori in apnea e Provincia di Brescia che prevede l’utilizzo di una boa di segnalazione univoca definita ad ‘alta visibilità’. L’accordo prevede la promozione di questa boa a tutte le parti interessate, con l’adozione da parte dei pescatori e una campagna informativa in grado di raggiungere i diportisti grazie alla collaborazione di tutti gli operatori della nautica. Ritenete estensibile a livello nazionale una simile iniziativa?

R- Com.te Aliperta (Guardia Costiera)

L’idea è valida, va solo evitata la creazione di modelli di segnalazione differenti.
Ci occorre una standardizzazione univoca su tutto il territorio nazionale, mare o lago che sia, e che comprenda ad esempio anche i segnali notturni di immersione.

R- Pollicardo (Segretario Generale UCINA)

E’ importante evitare omologazioni diversificate, e ricercare omogeneità.

L’incontro si chiude con l’intenzione tra le parti di estendere la collaborazione con proposte concrete, certamente Apnea Magazine adempirà ai propri compiti di proposta ed informazione.

Foto – A. Balbi

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Category: Approfondimenti, Articoli, Normativa

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