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La pesca sportiva è colpevole .... di tutto


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Sulla questione dei sondaggi falsati dall'ego dei pescatori che la sparano grossa sulle catture sono d'accordo, sul resto no.

Non è che vogliamo FAR CREDERE di essere più selettivi e meno impattanti della pesca professionale, mentre non è così, noi SIAMO più selettivi e meno impattanti ed è un dato di fatto.

Però ci additano come i responsabili dell'impoverimento del mare ecc.

Ora, le possibilità sono due:

far finta di nulla, continuare a pescare rimanendo nell'ombra, quasi stessimo facendo qualcosa di losco che nessuno deve conoscere, tipico atteggiamento di chi effettivamente è in colpa e lo sa, oppure mostrarci, far vedere ciò che siamo e far notare che il nostro prelievo è incredibilmente inferiore e molto più selettivo di quello dei professionisti (e nel nostro specifico caso di pescatori subacquei, di tutti gli altri pescatori). Per me questo secondo atteggiamento è decisamente più conveniente.

O almeno, quando qualcuno viene accusato di qualcosa, se si chiude a riccio anche se è innocente si è portati a credere che le accuse siano fondate, mentre se dimostra di non aver nulla da nascondere si penserà che effettivamente la colpa non sia sua.

 

Per quanto riguarda i video alcuni sarebbero da evitare, tipo quelli che mostrano le catture di molte pescate diverse senza specificarlo e con uno sparo di seguito all'altro, ma gli altri non vedo perché bisognerebbe censurarli...

Guarda, te ne racconto una su tutte.

 

All'introduzione da parte di Galan del modulo catture sul tonno, un tizio sul mio molo prese un pezzo a malapena in misura come lunghezza e ad occhio di circa 25 kg di peso, ma..... , volendo fare il fi.go con non so chi, dichiarò sul modulo 95 kg.

E se ne è pure vantato.

 

L'anno dopo ci hanno chiuso la pesca al 26 luglio e le quote nostre a momenti sono state azzerate (da 200 tons a 35 tons tagliate a 10 tons).

Quel modulo è andato dritto dritto nelle statistiche di impatto della pesca ricreativa.

Con le statistiche si fanno gli studi, dagli studi escono i divieti.

 

Hai voglia a raccontarla, se siamo selettivi non interessa niente a nessuno, anzi, più dimostri che siamo selettivi più dimostri il potenziale di cattura.

Agli altri interessa solo quale motivo utilizzare per vietarci di pescare, per quello che dico che in qualsiasi statistica entrano le catture, non i cappotti.

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Sul non esagerare sono assolutamente d'accordo, ma una cosa è non esagerare o addirittura essere riduttivi, un'altra è censurarsi completamente. Tornando ai video, piuttosto che non mostrare i nostri una cosa utile potrebbe essere mostrare ciò che fa la pesca professionale; ad esempio ultimamente ho visto girare, più che altro su facebook, foto e video di azioni di pesca col cianciolo o comunque di professionisti, sarebbe meglio contribuire alla divulgazione di questi, piuttosto che limitare la condivisione dei nostri.
Se davvero guardano i nostri filmati di pesca dovrebbero fare altrettanto con quelli.
Personalmente sono del parere che nessuno guardi né l'uno né l'altro, ma in entrambi i casi non dovremmo censurarci.

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Fermo restando che in un mondo ideale i numeri dovrebbero contare qualcosa, le questioni di forma non dovrebbero mai prendere il sopravvento su quelle di sostanza e la priorità nella soluzione dei problemi spetterebbe a quelli di massimo impatto (leggi: overfishing e disastri vari della pesca industriale vengono prima dell'inquinamento dei piombini usati dai cannisti) c'è da dire che da quando esistono i social come Youtube e Facebook si è perso ogni freno (nei forum un minimo di moderazione viene imposta un po' ovunque al giorno d'oggi, perché la consapevolezza del ruolo giocato dalla dimensione digitale nella definizione dell'immagine pubblica della disciplina ormai risulta diffusa) e chiunque posta qualunque cosa senza remore.

 

Noto anche che spesso l'autocritica della catetoria si concentra sul pescetto del neofita, magari inopportuno ma perfettamente legale e comprensibile (tutti abbiamo iniziato con i pescetti, peraltro traendo da quelle catture grandi soddisfazioni) mentre per i carnieri oversize palesemente fuorilegge o prede proibite del "campione" di turno un po' tutti - forse per metus reverentialis - si spellano le mani. Anche quando di fronte a reiterati carnieri "super" vien da chiedersi: ma che ci farà mai con tutto quel pesce.

 

In questo scenario, non mi stupisco che gli attacchi una volta rivolti alla sola pesca sub adesso scalino di livello e riguardino la pesca sportiva nel complesso: se vi ricordate, lo dicevamo in tempi non sospetti che il fenomeno erosivo del diritto di prendere un pesce per la cena non si sarebbe arrestato "lasciando in pasto" ai detrattori la pesca in apnea. Quante volte abbiamo detto nelle sedi FIPSAS che la pesca in apnea rappresentava un bastione da difendere a ogni costo.... e che abbandonandola a sé stessa si sarebbe incoraggiata la progressiva cancellazione della pesca sportiva tutta....

 

Nell'ultimo decennio AM ha sostenuto con forza due cose:

 

1) lavoriamo sull'immagine della categoria con grande attenzione alla LEGALITA';

2) difendiamo la pesca in apnea, evitando di darla in pasto al nemico... avvalorando argomenti inconsistenti che possono trasformarsi in boomerang per la pesca amatoriale tutta.

 

Ci abbiamo preso, temo, a 360°.... da vere Cassandre.

 

 

Giorgio

 

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ciao Giorgio,infatti questo forum di pia è l'unico che seguo ancora e' proprio per il fatto che mettete per primo il rispetto per il mare e il rispetto delle leggi,ma come sai appena guardi fuori da questo scenario c'è di tutto di piu' dove non vale tutto ma quasi..

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In tutta onestà, come dicevo nel corso del tempo la sensibilità media degli spazi di interazione specifici per la pesca in apnea mi sembra molto migliorata rispetto a quando, 14 anni fa, si scatenava l'ovazione di fronte alla teorizzazione della "liceità & eticità" della vendita del pescato da parte di chi, *poverino* non poteva mica sostenere i costi di trasferte in gommone importanti e in qualche modo, *non esistendo* la pesca professionale... doveva pur rientrare (sigh! sob!!!). Conservo preziosa ed eloquente documentazione di certe discussioni con firme altisonanti a spararle grosse. Oggi queste cose non accadono più, ma per ogni racconto/foto di avventure ai confini della legalità (o ben oltre) postate sui forum ce ne sono almeno 20, 50, 100 postate liberamente su Youtube e Facebook.....

 

La comunicazione diffusa, ossia proveniente da chiunque, sta facendo più danni della grandine. Ed è inutile dire che i cannisti fanno come, anzi molto peggio di noi.... nel mirino c'è la pesca in apnea perché è lei a non essere politically correct e a non potersi nascondere dietro il dito (leggi: catch & release).

 

Giorgio

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certo che è cosi,poi un altro fatto particolare ma non meno importante è che siamo chiusi come mentalita' di disciplina intendo, tolte le d5 6 persone che sono nel nostro giro di amicizie strette tra di noi non si sa mai niente tranne DOPO quando poi sfoggiamo in posti piu' o meno conosciuti le catture...la pia è uno sport una disciplina ma anche una caccia dove si deve trovare il pesce..se sei bravo a trovarli li prendi altrimenti è molto dura divertirsi con qualche pescetto..quello che dico che tutto quello che sanno di noi glielo abbiamo messo noi su un piatto d'argento..

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Per chi non l'avesse ancora letto segnalo l'articolo molto ben fatto da pesca ricreativa leggetelo con attenzione e ricordare che il grosso delle informazioni utilizzate viene da studi non pubblicati forniti dagli amministratori di Aree Marine Protette .

 

http://pescaricreativa.org/notizie/news/item/363-ricerca-pregiudizio.html

Edited by Barbara Pignataro
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Per uno studio chiaramente fazioso, una piccola vittoria della pesca sportiva in sede Europea.

 

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Pare incredibile ma è così. Mi auto-quoto:

 

  1. Il Mare ed i suoi pesci sono del Popolo italiano, che rinuncia ad una parte dei propri diritti di sfruttamento per cederli generosamente ai pescatori professionisti, al fine di consentire loro di lucrare su un bene comune svolgendo la funzione di servire il pesce sulle tavole degli italiani e sostenere le proprie famiglie.

    Di questo dono la pesca professionale ha fatto pessimo uso. Si è comportata come l’invitato a cena che al momento del dessert tira fuori la pistola, rapina gli ospiti e fugge con l’argenteria e i preziosi di casa dopo aver danneggiato a spregio gli oggetti di valore che non può portarsi via. La pesca professionale ha distrutto il Mare con ogni mezzo, legale e illegale, e noi che lo frequentiamo spesso ne siamo continui testimoni!

     

     

 

DA DOV'ESCE QUESTA? ME LA SO PERSA

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Certo che in Francia sono davvero al limite, cernia e corvina vietata, tonno contingentato, spigola a momenti a 1, e dentice a rischio perchè non si sa come va a finire già a breve.

Per fortuna che almeno questa sono riusciti a pararla, tra poco per davvero tutti a perchie e donzelle..... solo che ti contano anche quelle come grandi catture....

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http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/fondo-mar-che-ci-facciamo-vecchi-vagoni-metr-li-buttiamo-92997.htm

 

solo con le centinaia di carrette marine sequestrate alla mafia dei clandestini uscirebbe una scogliera artificiale lunga quanto tutto il lazio.... ma qui, figurati

 

 

 

 

IN FONDO AL MAR - CHE CI FACCIAMO CON I VECCHI VAGONI DEL METRÒ? LI BUTTIAMO NELL’OCEANO! - COSÌ GLI STATI UNITI DAL 2001 HANNO RICREATO UNA BARRIERA CORALLINA IN LAMIERA, PER RIPOPOLARE LA VITA ACQUATICA. IL BELLO È CHE FUNZIONA (VIDEO) Dal 2001 ad oggi più di 2.580 vagoni della metropolitana in disuso sono stati scaricati sul fondo dell'Oceano Atlantico -

Tutte le fasi dello smaltimento raccontate dal fotografo Stephen Mallon…

 

Da http://uk.businessinsider.com

Dal 2001 ad oggi più di 2.580 vagoni della metropolitana in disuso sono stati scaricati sul fondo dell'Oceano Atlantico.

Il tentativo è quello di ricreare una barriera corallina artificiale lungo l’East Coast degli Stati Uniti e sviluppare un habitat per la vita marina e la pesca sportiva.

Il fotografo Stephen Mallon ha trascorso due anni documentando passo dopo passo il processo di smaltimento dei vagoni. Dalla pulizia all’eliminazione di tutti i pezzi che galleggiano e si decompongono, fino al lancio in mare davanti alle coste di Virginia, Georgia, South Carolina, Delaware, New Jersey, and Maryland.

GLI AMBIENTALISTI POSSONO STARE TRANQUILLI: I VECCHI TRENI NON INQUINANO E HANNO RIPOPOLATO LE MAREE

Da http://www.ecoblog.it

Cosa fare dei vecchi treni della metropolitana? Gli americani li hanno buttati in mare nel Delaware, per ricreare la barriera corallina. Un sistema alquanto discutibile, ma efficace. Le specie marine si adattano a tutto - infatti già nel 2001 altri esperimenti di Red Bird Reef in ricordo delle metropolitane newyorchesi utilizzate per l’esperimento - hanno dato buoni risultati. Non è un modo per inquinare il mare: gli americani ci tengono alle loro coste e non buttano immondizia voluminosa per evitare di riciclarla.

I vagoni si son ben presto popolati di specie marine differenti in alcuni casi addirittura sovraffollati: le cozze si attaccano ai soffitti, le platesse e le orate all’interno dei vagoni, mentre le spugne si diffondono ovunque. I diversi tentativi hanno dimostrato che è un sistema molto valido per ripopolare il mare e si è innescata una gara per accaparrarsi i vagoni dismessi che l’ente gestore della metropolitana di New York cede gratuitamente.

Aree marine che dieci anni fa erano desertiche oggi vivono la situazione inversa: oltre ad abbondare di specie marine, sono arrivati a frotte anche i pescatori (legali e non) scatenando anche delle piccole guerriglie fatte di furti di reti e sabotaggi. Molto probabilmente le autorità del Delaware chiederanno alle autorità federali di farne un’area marina protetta dove potranno lavorare solo i pescatori autorizzati.

Ad ogni modo, gli americani pensano di estendere l’esperimento in molte altre aree. Gli ambientalisti possono stare tranquilli, perché il poco amianto contenuto nei vagoni non è dannoso né per la fauna sottomarina né per quella terrestre, visto che non si propaga per via aerea. Un video animato realizzato dal New York Times rende l’idea di quanto generalmente accade in queste situazioni.

Edited by Rijkaardt
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