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Pesce crudo (anisakis)


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Per chi si illude che il pesce bianco sia immune all'anisakis e sia tutto un problema di pesce azzurro, l'halibut è una specie di grande sogliolone che passa i 100 kg, cioè pesce bianco che più bianco non si può.

Ero convinto che l' halibut o ippoglosso fosse una varietà nordica del merluzzo tantevvero che lo si spaccia in farmacia per olio di fegato di merluzzo che mi risulta essere più pregiato.

Somiglia pochino alla sogliola, almeno a giudicare dalle foto:

 

http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/02/ippoglosso-150x150.jpg

 

 

 

http://www.my-personaltrainer.it/farmaci/haliborange.html

 

http://www.ilnutrizionista.eu/2010/03/16/olio-di-fegato-di-ippoglosso.html

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C'è un video sul tubo di un pescasub nordico che ne spara uno di oltre 40kg..tira come un trattore :D

Deve avere il fegato grosso come quello dell'oca da ingrasso. Ci sarà pure un qualcuno da qualche parte che con l'ippoglosso ci fà il patè come si usa fare con il fegato di salmone. :thumbup:

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Qui in inghilterra ci si convive con l'anisakis. Tutte le spigole e i merluzzi ne hanno, alcune più e alcune meno. a volte i pesci grandi possono esserne totalmente infestati. Il parassita può essere ovunque, carni viscere, pareti dello stomaco fegato etc. Congelamento o abbattitore se si ha sempre consigliato.

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Non bisogna confondere il congelamento esterno del pesce e il congelamento al cuore. Nei frizzer di casa ci vogliono circa 4/5 gg . per non incorrere in alcun problema con pesci di grandezza media.

Generalmente le temperature vanno da - 18° a - 22 °

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  • 2 weeks later...

Ho voluto approfondire l'argomento anisakis perchè molte cose non mi quadravano e ho fatto delle scoperte per me sorprendenti.
In particolare mi sono fatto questa domanda:

Perchè le infezioni di anisakis non colpiscono in modo statisticamente superiore i giapponesi? B)

Eppure i giapponesi mangiano quasi esclusivamente pesce e non carne e per giunta lo prediligono crudo anche se non saprei stimare quanto pesce crudo e quanto pesce cotto facciano effettivamente parte della dieta media del giapponese medio in percentuale. :huh:

Eppure se gli occidentali più sprovveduti si nutrono alla giapponese in Giappone ecco che spesso incorrono nell' anisakidosi mentre gli indigeni non solo prosperano ma anzi, si moltiplicano con successo da secoli.
:pile:

 

Se la cura d'elezione dell' anisakis è la rimozione chirurgica del verme allora i giapponesi dovrebbero essere tutti morti secoli addietro o per anisakidosi o per traumi e infezioni chirurgiche.

.. non mi risulta che la chirurgia addominale dei giapponesi antichi fosse superiore a quella occidentale per cui ne dedurrei che i giapponesi l'anisakis semplicemente non se lo beccavano. :blink:

Quindi esiste almeno un fattore ambientale che riduce il rischio di anisakidosi per i giapponesi e sospetto fortemente che un fattore sia legato all'uso del condimento noto come:

WASABI (山葵)

http://www.my-personaltrainer.it/benessere/img/wasabi.jpg
E' interessante scoprire che questa radice è un potente antisettico antibatterico antifermentativo e probabilmente è anche un potente vermifugo.

 

Proprietà benefiche del wasabi
Si ritiene che il Wasabi, oltre a mitigare l'odore forte di cibi come il pesce, abbia proprietà antibatteriche e addirittura di prevenzione dalle intossicazioni. Sembrerebbe che inoltre sia anche un ottimo digestivo.
Sono stati osservati nel wasabi effetti anticoagulanti. Per esempio, oli essenziali preparati dalle foglie, piccioli, rizomi e radici di wasabi hanno dimostrato di inibire l'aggregazione piastrinica. Anche se la potenza degli estratti wasabi era solo un decimo di quella di aspirina, questi hanno avuto un effetto immediato, mentre per l'aspirina occorrono circa 30 minuti.
La capacità di inibire l'aggregazione piastrinica può anche essere importante nel trattamento di infarti.
Come appartenente della famiglia delle crocifere, wasabi contiene gli isotiocianati, e quindi può essere utile nel prevenire e combattere il cancro, esattamente come il cavolo.
Alcuni studi sugli animali hanno dimostrato che la polvere di wasabi può proteggere contro la formazione del tumore gastrointestinale a seguito di esposizione degli animali ad agenti chimici cancerogeni. Altri studi hanno scoperto che alcuni isotiocianati in grado di proteggere contro il cancro al seno, dello stomaco e del colon.
Questi studi inerenti necessitano tuttavia di ulteriori approfondimenti, dal momento che sono stati utilizzati dosi molto elevate di wasabi (isotiocianati) e queste potrebbero non riflettere esattamente ciò che potrebbe accadere a livelli normali.
Inoltre, vi sono alcune evidenze che suggeriscono che alte dosi di alcuni isotiocianati, che possono impedire l'iniziazione del tumore, possono agire come promotori tumorali se il tumore è già in stato avanzato.


Ma il wasabi agli occidentali piace mediamente molto meno che ai giapponesi quindi un occidentale che si dovesse nutrire di sushi e sashimi senza la giunta del wasabi si espone a rischi maggiori rispetto al giapponese.

Questa è la mia teoria e per quello che mi pagate non faccio di più. :P

Attendo fiducioso critiche e e tumulti... :D

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Ma il wasabi agli occidentali piace mediamente molto meno che ai giapponesi quindi un occidentale che si dovesse nutrire di sushi e sashimi senza la giunta del wasabi si espone a rischi maggiori rispetto al giapponese.

Questa è la mia teoria e per quello che mi pagate non faccio di più. :P

 

Attendo fiducioso critiche e e tumulti... :D

Forse i Giapponesi nella pulizia e preparazione del pesce hanno una tecnica migliore, sarebbe una spiegazione ben più sensata del wasabi visto che il propagarsi dell'anisakis dall'intestino alle carni è innanzi tutto indice di cattiva conservazione e scarsa igiene del pescato.

Basti pensare che solo loro riescono a mangiare il pesce palla senza morire, e per crepare di pesce palla è sufficiente una contaminazione davvero minima delle carni

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Ora, la questione wasabi è simpatica e il commento di Mauro appropriato, però ad una rapida verifica su internet risulta che il Paese con il maggior numero di casi annui di contaminazione da anisakis è proprio il Giappone, quindi i presupposti dell'ipotesi sono fragilini.

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Ora, la questione wasabi è simpatica e il commento di Mauro appropriato, però ad una rapida verifica su internet risulta che il Paese con il maggior numero di casi annui di contaminazione da anisakis è proprio il Giappone, quindi i presupposti dell'ipotesi sono fragilini.

:D Mi meraviglierebbe piuttosto constatare il contrario: certo che il Giappone è il paese con il maggior caso di anisakis al mondo... il pesce crudo è proprio la maggior fonte di proteine animale nella dieta dei giapponesi!

Il paragone và fatto in percentuale per numero di abitanti e non in valore assoluto.

 

Se gli itaGliani kakoni mangiassero tutti pesce crudo con la stessa frequenza dei giapponesi ma con la kultura alimentare kakese avremmo in percentuale per numero di kakoni un numero almeno doppio di contaminazioni da anisakis, quindi la critica è ancora più debole dell'affermazione.

 

Riguardo alla considerazione maurica del fuku direi che non c'entra proprio una mazza... sono pochissimi i preparatori di fuku perchè devono superare un tirocinio paragonabile solo a quello dei fabbri forgiatori di katana. Tanto pochi da essere considerati monumenti nazionale viventi.

 

Il 99.9% dei giapponesi il fuku non lo ha mai neppure assaggiato come il 99,9% dei kakoni non ha mai assaggiato il formaggio sardo coi vermi.

 

Forza che potete fare di meglio :lol:

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L'unica cultura che ha espresso con successo i maestri di fuku sono stati i Giapponesi, tutti gli altri evidentemente avranno espresso dei filettatori di pesce ma non dei maestri di fuku. Se esprimi dei maestri di livello superiore agli altri occorre anche una base solida di allievi, che non diverranno tutti maestri ma che certamente sanno riconoscere un verme e capiscono che la buona conservazione degli alimenti ed alcune precauzioni sanitarie sono la base per una buona alimentazione.

Può darsi anche il Giapponese medio sappia cosa sia l'anisakis, mentre magari l'Italiano medio crede che l'anisakis sia una varietà di ananas, in fin dei conti è già stato appurato che il pescatore in apnea medio non ha mai visto un anisakis mentre in realtà non può non esserne mai venuto a contatto ( a meno che sia un cappottaro conclamato che di pesce ne vede solo su internet).

 

Per me sta storia del wasabi è una leggenda metropolitana, da noi c'è la leggenda del limone, dell'aceto e del sale, da loro il wasabi.

Se ascolti un Tedesco avrà la leggenda del rafano ed un Portoghese del pepe e delle spezie,

Nessuno ha la leggenda del peperoncino?

Edited by Mauro Sanvito
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L'unica cultura che ha espresso con successo i maestri di fuku sono stati i Giapponesi, tutti gli altri evidentemente avranno espresso dei filettatori di pesce ma non dei maestri di fuku. Se esprimi dei maestri di livello superiore agli altri occorre anche una base solida di allievi, che non diverranno tutti maestri ma che certamente sanno riconoscere un verme e capiscono che la buona conservazione degli alimenti ed alcune precauzioni sanitarie sono la base per una buona alimentazione.

Può darsi anche il Giapponese medio sappia cosa sia l'anisakis, mentre magari l'Italiano medio crede che l'anisakis sia una varietà di ananas, in fin dei conti è già stato appurato che il pescatore in apnea medio non ha mai visto un anisakis mentre in realtà non può non esserne mai venuto a contatto ( a meno che sia un cappottaro conclamato che di pesce ne vede solo su internet).

 

Per me sta storia del wasabi è una leggenda metropolitana, da noi c'è la leggenda del limone, dell'aceto e del sale, da loro il wasabi.

Se ascolti un Tedesco avrà la leggenda del rafano ed un Portoghese del pepe e delle spezie,

Nessuno ha la leggenda del peperoncino?

No, però sò quella del pepe nero che era sconosciuto in Europa fino all' anno 1000. :P E' stato proprio il pepe nero la spezia che ha permesso la conservazione della carne di maiale per lunghi periodi e nei mesi caldi tanto che gli insaccati hanno permesso la ri-colonizzazione di mezzo continente. -_-

Ecco che il wasabi è antico tanto quanto il pepe nero e ha stravolto in meglio le abitudini alimentari degli isolani nipponici tanto quanto il pepe nero ha stravolto in meglio le abitudini alimentari dei continentali europei.

Sono dati di fatto incontrovertibili: prima dell'anno 1000 ci si nutriva in modo molto diverso sia in Europa che in Giappone..

Non è una leggenda metropolitana quella del wasabi-vermifugo perchè credo di essere uno dei pochi ad avere fatto questa considerazione e io non vivo neppure in città.

Praticamente 'sta storia me la stò inventando io adesso... :laughing:

Piuttosto confessa che il wasabi non ti piace perchè pizzica nel naso :D

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Premesso che il wasabi mi piace abbastanza, trovo che si accompagni bene con la ventresca di tonno perché crea il giusto equilibrio fra grassi e piccantino mentre con gli altri filetti della coda (per il carpaccio di tonno il migliore è la fascia interna del sottocoda perché non innervata) preferisco di gran lunga il rafano bianco montato alla Bavarese.

Mi fanno assolutamente ridere invece tutte la salse di soia, o almeno le considero ridicole a confronto dei nostri balsamici di pregio che vincono 200 a 0.

Poi non sono a conoscenza se per la soia ne hanno di pregio, se non ne hanno si può provare a crearla con le tecniche del balsamico (prepariamo una bella sequenza di botti e tra 15 anni siamo pronti a fare i soldi in Giappone con la soia balsamica).

 

Ho capito, questa del wasabi è una sola che ti sei inventato tu, in Giappone probabilmente nella campagna di prevenzione dell'anisakis staranno dicendo che serve l'abbattitore e che il wasabi non fa nulla.

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