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diminuzione del pescato, pezzi e taglie


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Questa è una discussione che in origine era stata postata in situzione Liguria. Il tema non è nuovo, la diminuzione del pescato. Quello che è interessante sono anzitutto le osservazioni che vengono fatte sulla base di una lunga esperienza negli stessi posti di pesca. E anche le conclusioni non sono sempre scontate: non è detto infatti che a una dimuzione del numero si accompagni sempre anche quella della taglia del pesce. Chiaramente le situazioni possono variare da zona a zona, per questo è stato aperto questo post, sarebbe interessante confrontare osservazioni diverse. Questa comunque è la discussione di partenza, sperando che Orso non si offenda per essere stato quotato senza esser stato preventivamente informato e non mi chieda i diritti d'autore. :D

 

snapback.pngorso, on 27 novembre 2012 - 08:42 , said:

 

Buongiorno a tutti,

 

E' vero la Liguria negli ultimi anni si è impoverita di pesce. Premetto che pesco da più di 30'anni in questo mare con una media di uscite che varia da 1 a 4 alla settimana per tutto l'arco dell'anno, (ho la fortuna d'abitare a 300mt in linea d'aria dal mare) ed ho notato come, negli ultimi anni sia variata la presenza di pesce. Ho appositamente utilizzato il termine variata in quanto, per quello che ho potuto constatare certe specie sono effetivamente diminuite, mentre altre si trovano sempre numerose.

Porto alcuni esempi:

Il branzino, pesce fantastico a cui mi dedico in maniera metodica nel periodo autunno/inverno. Fino a 7/8 anni fà chiudevo la stagione con 25/30 pesci a stagione, alcuni anni contavo anche 35 pezzi. Oggi, se và bene chiudo con 13/16 pesci.

Il dentice: a qualche anno fà qualche pesce lo portavi a tiro e gli avvistamenti non erano rari anche a quote medie (entro i -20mt). Oggi il pesce si è spostato molto più fondo.

Il sarago: al contrario delle altre due specie, negli ultimi tempi ho trovato un aumento della presenza di questo sparide.

La corvina: premetto che non pratico la pesca in tana, ma valutando i miei avvistamenti "al libero" ritengo che la presenza di questo pesce sia rimasta abbastanza costante.

L'orata: questo per me è un punto dolente è il mio tallone d'achille, quelle grosse le sbaglio tutte, comunque ho notato che in linea generale questo sparide è sempre ben presente.

La ricciola: fino a 6/7 anni fà a giugno ed a settembre/ottobre la presenza di ricciolotti di passo (dai 400gr ai 2kg) era una costante, oggi trovare il branco è una botta di culo.

In conclusione, far carniere in Liguria è sempre difficile in quanto i fattori in gioco sono molteplici. Condizioni del mare, visibilità, marea, conoscenza del posto (ci sono periodi in cui certi posti rendono molto di più rispetto ad altri), abitudini dei pesci (notevolmente cambiate in questi anni), tutto ciò contribuisce a rendere la vita difficile a chi non ha la possibilità d'andare spesso in mare.

saluti

Massimo

 

 

Ciao Zefiro, quella delle taglie in effetti è una domanda interessante.

 

Per quello che riguarda i branzini, negli ultimi 3 anni mi è capitato spesso di catturare e di avere notizie (certe non gonfiate) di catture di pesci oversize (oltre i 4 kg), il primo di questa stagione segnava 6,5kg . Ho notato invece, una diminuzione dei pesci che vanno dai 2 ai 3 Kg.

 

Per quello che riguarda i saraghi, con acqua calma ma in orari precisi oppure con mare formato nella schiuma ho notato un aumento di quelli "belli" oltre i 500gr.

 

Le orate: in aumento gli sciami di piccole, costante presenza di pesci dai 6/700 gr al kg., buon numero di quelle "belle".

 

E' logico che le osservazioni di cui sopra sono strettamente personali, dettate da esperienza personale e dal confronto con altri amici.

Saluti

Massimo

 

Beh è una risposta che scombina le carte. Stando a quel che dici parrebbe che i pochi esemplari grossi sopravvissuti sono diventati scafati e hanno trovato il sistema per eludere i pescatori (professionali e non)

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Dico la mia.

Vivo al mare da circa 8 anni e pesco con una certa regolarità.

Se pescassi oggi come ieri non prenderei praticamente niente di interessante.

Ho capito che solo facendo appello alla conoscenza maturata in tante pescate e rimettendo tutto in discussione si possono mantenere costanti le catture.

Ad esempio cambiare la tecnica solitamente utilizzata negli spot più conosciuti oppure frequentarli con condizioni diverse o rivalutare luoghi snobbati dai più fino a dedicarsi alla ricerca di nuove zone: questi penso debbano essere alcuni tra gli accorgimenti che il pia in questo momento storico dovrebbe utilizzare.

In sostanza non saprei se in effetti vi sia o meno questo drastico calo in tutte le specie anche perchè sapere se si tratta di catture legate ai miglioramenti è sempre difficile...di per certo so che sono cambiati tutti i presupposti per fare buone catture.

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Buongiorno a tutti.

Quoto in toto Corrado.

A tal proposito, mi ricordo che un pò di anni fà, trovandomi con un amico a studiare il mare per programmare l'uscita del giorno dopo, avendo valutato la marea, la visibilità, la luna etc. alla domanda "Massi che dici per domani?". Io risposi: " Un pesce lo vedi di sicuro. Anzi ti dirò di più, se mi sbaglio lo prendo dal freezer e te ne dò uno dei miei". Il giorno dopo un pesciotto "fresco" il mio amico riuscì a portarlo a casa. Oggi non è più così, sono cambiati i presupposti e fondamentalmente le abitudini dei pesci. Solo le uscite costanti ti permettono di seguire (e non sempre ci riesci) questi cambiamenti.

Personalmente ho dei posti in cui pesco solo in alcuni periodi dell'anno, posti che mi permettono di fare carniere quando da altre parti trovo il deserto assoluto, ma ripeto solo in alcuni periodi dell'anno. Il motivo? Difficile dirlo, qualche idea me la sono fatta e ad oggi sembra che ci abbia visto giusto, ma ......e quì faccio mia la frase di Cono Corrado: "solo facendo appello alla conoscenza maturata in tante pescate e rimettendo tutto in discussione si possono mantenere costanti le catture".

Saluti

Massimo

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Ragazzi secondo me ci sono più fattori che concorrono alla rarefazione degli incontri e della taglia del pescato:

  1. La Pesca professionale intensiva, indubbiamente interviene rendendo gli stock ittici più esigui sia nel numero che nella taglia del pescato. Vedi la pesca al Tonno, che 10/15 anni fà nelle tonnare arrivavano pesci da 200 kg, oggi pesci di massimo 79/80 kg ed è già festa;
  2. Credo che anche l'inquinamento concorra nelle abitudini dei pesci nel sottocosta. Infatti quì nel litorale livornese, negli ultimi 10 anni anche le condizioni delle correnti sono cambiate. Se prima con due giorni di scirocco l'acqua diventava subito limpida, oggi questa condizione non si presenta più;
  3. Ritengo che una maggiore presenza di pescasub e bombolari, non considerando tutti quelli che con la loro barchetta calano centinaia di metri di reti abusive, palamiti e quant'altro, pescatori con la canna che stazionano sugli spot per 5/19 ore tirando in barca tutto ciò che arriva, ben oltre il limite dei 5 kg di pescato;
  4. Il cambio delle abitudini del pesce, in considerazione della intensa presenza umana, che può avere cambiato le zone di pascolo e caccia;

Ad ogni modo credo che le prospettive per il futuro del mare, se non si prendono in considerazione misure importanti a livello internazionale, sono veramente grigie!!

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massì,mettiamocele dentro pure loro:le maledette che si fregano tutti i posti migliori,spesso gli unici decenti,e che ci costringono ad affollare i pochi spot rimasti dove entrare da terra che in certi posti tocca quasi fare i turni e entrare col numerino,che se sei bravo i pesci riesci giusto a vederli perchè dopo le 7 del mattino sono già schizzati e partono come razzi se appena sentono il rumero dello sportello che si apre nel parcheggio vicino!

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Sono anni che ripeto le stesse cose anche se, almeno dalle mie parti, è negli ultimi cinque anni che c'è stata una caduta verticale del pescato.

Non voglio entrare nel merito del perchè, ognuno dice la sua e tutti hanno ragione, ma è un dato oggettivo che zone che fino a ieri erano una garanzia oggi sono disabitate.

Non vedo sbocchi e soluzioni e continuo a credere che il modello in stile Corsica, dei parchi a rotazione, sia l'unica soluzione possibile.

So però che in Italia questo non avverrà mai.

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