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Il "posto buono"


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Come lo cercate?

Come lo preservate (se lo preservate)?

Esistono "tecniche di reperimento" che considerate più o meno accettabili rispetto ad altre?

Se si, perchè?

 

P.S.

Tranquilli, l'influenza è quasi finita ed a breve smetterò di rompere le OO eheh

Edited by siccia
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immagino che intendi partendo da terra,diversamente la risposta può essere solo con l'ecoscandaglio,io parto dall'osservazione dall'osservazione dell'ambiente da terra:dove ci sono parcheggiate macchine di altri pescatori di solito è un buon posto,anche dove vedi le boe gironzolare. :whistling:

ma se proprio per sfiga è un giorno lavorativo e non ci sono pescatori in giro,in genere mi attraggono i posti dove noto qualcosa che rompe la monotonia del resto della zona:una striscia di rocce o di poseidonia in mezzo alla sabbia o viceversa,una differente colorazione dell'acqua che indichi un cambiamento della profondità,una variazione dell'onda di risacca...quando sono in acqua lo stesso,intendo quando mi sposto a pinne da una parte all'altra,mi viene naturale fare un percorso che comprenda di questi intermezzi.

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il posto giusto? che intendi? una zonetta? una tana? un sasso? il sommetto che fa pesce? la secca segreta?

 

eh eh eh discorso troppo vasto, ci vorrebbe un libro!

 

r.l.m.

Un po' tutto quello che hai citato, e se c'è molto da scrivere (e c'è molto da scrivere)...beh...direi che il posto e il periodo sono quelli giusti :P

Il mio intento sarebbe quello di far sviluppare un 3d sui metodi di ricerca delle zone (sasso, ciglio, secca, etc.) buone, ma anche sull'etica applicata a questi metodi, nonchè sul modo in cui ognuno di noi gestisce (sfrutta e preserva) le zone suddette.

Poi fate voi, i 3d appartengono a tutta la community e sarete voi a decidere che sviluppo dare alla discussione.

Scrivete scrivete, che secondo me può venir fuori qualcosa di molto interessante e costruttivo ^_^

Edited by siccia
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Dopo aver deciso la zona dove andare a fare la battuta di pesca,cerco di trovare qualche indicazione sulle cartine consultando le batimentriche,cercando di trovare quello che ad occhio puo' sembrare una zona interessante,ne segno piu di qualcuno sul gps,poi il giorno seguente,si iniziano a scorrere i vari punti cercando di capire se sono validi o meno,nel pescare in questi posti scelti sulla carta,capita di trovare una tana,o il ciglietto che regala sempre qualche sorpresa,e si segna anche quello,visto che ho il gps sul gommone,mi segno i punti con le mire,mi calcolo la distanza dal gommone,per poi ritornarci e segnarli in maniera piu precisa,in modo da ritrovarle con piu facilita

 

Poi ovviamente c'è ecoscandaglio,che uso prima di ancorarmi,scandagliado un po il fondo si vede dove c'è piu movimento sul fondale,e capire che tipo di fondo c'è se scoglio o posidonia,o misto,e quanta acqua c'è

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Guest Gianfranco Ciavarella

Come lo cercate? Costantemente, dedico buona parte delle mie pescate alla ricerca del posto nuovo, migliore, anche difficile.

 

Come lo preservate (se lo preservate)? Ci porto raramente altri, solo amici davvero fidati, sto attento a non farmici beccare.

 

Esistono "tecniche di reperimento" che considerate più o meno accettabili rispetto ad altre? No in mare tutto è consentito le tecniche di reperimento devono essere le più varie anche "rubare" posti ad altri fa parte del divertimento. Uso varie modalità ma le tengo per me ovviamente, non vorrei essere vittima delle mie stesse tecniche.

 

 

Vi dirò ciò che appare una banalità ma il pesce si prende dove c'è e se è importante imparare a cercarlo è altrettanto importante imparare dove NON cercarlo.

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Una cosa è certa: un posto buono è un ottimo banco di prova per testare un'amicizia...oltre che l'intelligenza di una persona.

Proprio il fatto che in mare ogni tecnica di reperimento sia lecita (compresa quella di "rubare" i posti ad altri), mi fa riflettere sul ruolo di chi decide di trasmettere ad altri le proprie esperienze per il puro piacere di insegnare (il maestro/istruttore di pesca subacquea, argomento trattato più volte in questo forum), nonchè sulle ragioni che inducono 9 persone su 10 ad iscriversi ad un corso di pesca in apnea.

Ho l'impressione che per il 90% dei pescatori subacquei, migliorare significhi esclusivamente trovare posti più pescosi di quelli che si frequentano, e così come il corso di apnea si fa spesso con l'intento di prendere una scorciatoia per la "profondità", anche il corso di pesca subacquea spesso rappresenta l'illusione di una scorciatoia per "il posto buono", nel senso che molti si aspettano dal "maestro" l'indicazione di punti precisi (tane, pietre, secche, cigli, etc.) e quando ciò non avviene a favore di indicazioni riguardanti le tecniche di pesca e di ricerca dei posti suddetti, una malcelata delusione tra gli allievi regna sovrana...

Spesso mi chiedo se insegnare quei "punti precisi" sia educativo e compatibile con la necessità (perchè tale io la ritengo, alla luce della crescente diffidenza dei pesci di cui abbiamo parlato in queste pagine fino pochi giorni fa) di preservare i "posti buoni", ed ogni volta la risposta che mi do è sempre la stessa: assolutamente no.

No perchè la tecnica di reperimento dell' "accompagnato con la manina da un altro" rende il pescatore subacqueo passivo e non lo aiuta a migliorare il fiuto per il pesce e le capacità di ricerca, così che resterà incapace di trovare altri posti e poter "spaziare".

No perchè preservare è l'antitesi del mettere un posto alla mercè di chicchessia.

Ritengo che parte imprescindibile del bagaglio di un bravo pescatore subacqueo debba essere, oltre la furbizia, anche la curiosità, la voglia di avventura e di essere iperattivi, ossia la "benzina" che permette al pescatore di trovare dei bei posti con le proprie forze.

La pigrizia unita alla furbizia, invece, le ritengo deleterie in quanto anticamera di scorciatoie destinate a sortire risultati assolutamente deludenti.

Da queste considerazioni nasce la mia curiosità in merito alle vostre "tecniche di reperimento", cerco insomma la smentita di quella che col tempo sta diventando una convinzione sempre più radicata in me, ossia che la maggior parte dei pescatori subacquei sia più pigra, furba e quindi incline alle scorciatoie, che vogliosa di avventura, curiosa e iperattiva.

 

P.S.

E' importante cercare il pesce dove c'è, ma è anche importante sapere dove non cercarlo...certo...in linea di massima sono concorde, ma a sto punto sarebbe interessante sapere anche in base a che criterio stabilite dove non cercarlo.

Vi cito un'esperienza personale (che sicuramente è poca cosa se paragonata a quella di tanti altri, ma potrebbe comunque tornare utile a qualcuno) che assieme a qualche altra simile mi ha indotto a cercare di mettere sempre in discussione quello che penso di aver capito del mare.

Tanti anni fa, in una località siciliana, tra i pescatori locali c'era la convinzione diffusa che le zone in cui il pesce "c'era" fossero quelle del sottocosta più un paio di secche al largo, mentre invece si ritenevano deserte le restanti zone in quanto costituite da sabbia ed alga.

Arrivò il giorno in cui, in quella località venne disputato un campionato italiano di pesca subacquea (parlo di circa 30 anni fa) ed a qualcuno venne in mente di mettersi a cercare col paperino proprio in mezzo a sabbia ed alga, là dove nessuno guardava perchè riteneva che si trattasse di zone deserte.

Ebbene vennero trovate delle macchiette di tufo in mezzo alla sabbia, veri a propri "sputi" posti a notevole profondità, spesso alte non più di 50cm, impossibili da trovare con scandagli e carte, ed in cui pescioni (cernie brune di 10-15 kg, e dotti) avevano scavato dei buchetti in cui riuscivano a nascondersi incredibilmente.

Posti difficilissimi da trovare, che hanno garantito i migliori piazzamenti di gara (sia in quel campionato che nelle altre gare che hanno avuto luogo in quel posto) a chi li ha trovati.

Roba di 30 anni fa?

Non proprio, perchè un giorno di pochi anni fa (2007) mi recai in quelle zone assieme ad uno degli atleti che le scoprirono e ad un altro nome noto dell'agonismo italiano (quest'ultimo del recentissimo passato) e le cercammo per mezza giornata, con lunghe e noiosissime planate su km di alga e sabbia, perchè chi le trovò non le visitava da più di 20 anni e nel frattempo l'urbanizzazione della costa gli aveva reso i vecchi segnali quasi inutili.

Dopo varie ore di ricerche toccò a me la fortuna di trovare una di queste macchiette tufacee, lunga 5-6 metri, larga meno 2, alta una trentina di cm e con alla base uno spacchettino apparentemente insignificante, forse buono per qualche sarago, ma in cui andò ad infilarsi una cernia di circa 11 kg che lì per lì non avevo visto perchè stava immobile sulla sabbia, mimetizzata come uno scorfano, tutta bianca...

Pesce scemo, morto al primo colpo e salito al secondo tuffo...

Anche confrontandomi con altri pescatori ben più esperti e forti di me, ho avuto la conferma che sempre più spesso il posto jolly si trovi là dove il 99% dei pescatori subacquei manco passa, perchè convinto che quella zona sia morta...

Quindi dove non cercare?

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Guest Gianfranco Ciavarella

Non cercare dove certe prede proprio non possono esserci. Nel mare, in ogni dove, c'è del pesce occorre vedere se è interessante per la nostra pesca.

Concordo in parte con te per l'esempio dei pescatori che tentano di scovare i posti altrui ma occorre anche dire che la stragrande parte dei pescatori non ammette a se stessa d'essere meno brava di altri ed attribuisce le maggiori pescate a fattori come il culo, la coincidenza, il posto l'apnea. Mai alla capacità di pescare. Quindi se sono bravo come gli altri vado dove vanno gli altri e pesco come gli altri, forse di più. Che i posti migliori siano quelli mai frequentati da altri è pleonastico. Ciò nonostante occorre saper individuare cosa si cerca prima di cercare dove cercare.

Tieni conto che alla ricerca dedico 2/3 ore di paperino al giorno dai primi di giugno a settembre. Chi mi conosce lo sa e sa anche per tante volte il pesce manco lo sparo, lo segno e basta.

Edited by Gianfranco Ciavarella
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Non cercare dove certe prede proprio non possono esserci. Nel mare, in ogni dove, c'è del pesce occorre vedere se è interessante per la nostra pesca.

Concordo in parte con te per l'esempio dei pescatori che tentano di scovare i posti altrui ma occorre anche dire che la stragrande parte dei pescatori non ammette a se stessa d'essere meno brava di altri ed attribuisce le maggiori pescate a fattori come il culo, la coincidenza, il posto l'apnea. Mai alla capacità di pescare. Quindi se sono bravo come gli altri vado dove vanno gli altri e pesco come gli altri, forse di più. Che i posti migliori siano quelli mai frequentati da altri è pleonastico. Ciò nonostante occorre saper individuare cosa si cerca prima di cercare dove cercare.

Tieni conto che alla ricerca dedico 2/3 ore di paperino al giorno dai primi di giugno a settembre. Chi mi conosce lo sa e sa anche per tante volte il pesce manco lo sparo, lo segno e basta.

 

 

Ritengo che spesso i posti che dalla costa appaiono interessanti possono deludere.

Invece dei punti della costa che apparentemente sembrano insignificanti non poche volte danno soddisfazioni.

Devo premettere che per me è impossibile, avendo battuto da anni la zona dove pesco, ed essendo territorio di pesca di un'infinità di pescasub, cannisti, pescatori professionisti ecc... individuare aree nuove promettenti.

Preferisco concentrarmi in zone che conosco bene, (anche queste molto battute) e capire i parametri e le variabili che possano favorire l'incontro con il pesce.

Faccio un esempio pratico:

da anni conosco dei tratti di costa a memoria, e so, a seconda del vento o delle correnti, delle maree e della luna, quali possano essere le condizioni migliori.

Queste considerazioni sono sorte perché in uno stesso posto una volta trovavo il deserto totale e altre volte mi imbattevo inspiegabilmente in prede interessanti.

Ho capito che dipendeva molto dalla stagione, dalle condizioni meteo ed in particolare dalle correnti che influenzavano l'entrata del pesce.

Oltre a quanto citato, tutto poteva variare molto anche in funzione dell'orario. A volte mi sono buttato la mattina all'alba e ho trovato molto pesce che dopo un'ora o due spariva; oppure il contrario: vedevo il pesce comparire solo a metà della mattina.

Questo sicuramente perché cambiava qualcosa nel mare che con costanza e con il passare degli anni ho cercato di capire.

In zone come l'Argentario, il Giglio o Talamone dove non esistono più segreti per nessuno, e dove è quasi impossibile non incontrare altri pescasub, è fondamentale costruirsi la pescata su osservazioni costanti, cercando di memorizzare tutti gli elementi di contorno che sono presenti in concomitanza al pesce e che si ripetono nel tempo con i medesimi effetti.

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Molto spesso il posto buono non è quello più bello in cui tutti si affannano nella ricerca.

 

Vi racconto un anedoto che mi raccontò circa 30 anni fa un vecchio pescatore santamarinellese.

 

Pescavo polpi dove adesso c'è il porto di Riva di Traiano e dopo ore di pesca, in pochi metri di fondo, non mi capacitavo del fatto che in un posto del genere, ricco di cunicoli e grotte sommerse, non ci fossero.

Proprio mentre facevo queste riflessioni uscì un altro pescatore con un carniere di saraghi spaventoso che rimase ad ascoltrami....

Mi disse che la zona era piena di polpi ma per la sua morfologia, questi risultavano praticamente invisibili e imprendibili.

Mi suggerì di cercarli sulle distese di sassi, ai margini della sabbia e sotto le piccole tettoie che spezzavano la monotonia di un fondale piatto e così feci catturandone tantissimi.

Quale fu l'insegnamento?

I pesci vanno cercati non solo dove ce ne stanno tanti ma anche e soprattutto dove questi si rendono più facilmente visibili.

Col tempo ho scoperto che questo insegnamento valeva anche con i pesci.

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Per quel che mi riguarda, essendo (stato) prevalentemente un solitario, osservo i pescatori locali.

Vedo dove calano le reti o dove passano e ripassano i trainisti.

E poi ascolto i discorsi (sepre dei locali), spesso facendo finta di conoscere già i posti, per poi andare a verificare di persona.

 

Ma essendo in fase di mutazione ed avendo trovato finalmente dei compagni di pesca affidabili (e dei veri amici) mi voglio dedicare al paperino anche io con una certa costanza.

 

Sul preservare sono una tomba... tranne che con i suddetti amici (due!!!).

Ultimamente un dei due ha fatto una bellissima pescata su una tana che gli avevo dato io (andandoci da solo)... bhè, non ci crederete: sono stato felicissimo!

 

 

Ma la mia grossa fortuna è stata l'aver fatto amicizia vera con un pescatore professionista che mi ha svelato TUTTI i suoi segreti.

Ormai lo considero un fratello, o un padre e non c'è giorno che non lo penso.

 

 

Ah... tanto per far capire che non ho segreti il tipo si chiama Sftyzxybn Ctropnez ed vive all'isola di Oznikpurn !!! :ajo:

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