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piccole grandi astuzie


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Perdonate se la metto un po' sull'ironico, ma non mi sento in grado di dare " consigli verita' "

 

- Le Corvine generano ologrammi, tu spari a quelli.

 

perdonatemi ancora, spero di aver fatto sorridere qualcuno.

 

Questa mi è piaciuta particolarmente. Credo di aver sparato anche io almeno una volta ad uno di essi :laughing:

 

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Il pesce generalmente cerca l’acqua calda e limpida (per quanto possibile). Con un taglio freddo alto bisogna pescare bassi; se il taglio si sposta in profondità i pesci lo seguiranno, potendo meglio sfruttare risorse di zone meno frequentate abitualmente. Il termoclino determina spesso la giusta quota operativa.

 

Come si fa a individuare la quota del termoclino? Ad esempio, utilizzando un Nemo Apneist? Ancora non l'ho capito.

 

Lasciate perdere sti benedetti profondimetri e imparate a "sentire" voi stessi ed il mare.

Il termoclino è una fascia d'acqua fredda che quando la attraversi scendendo la senti sul corpo, sulle guance, sui piedi...normalmente più fredda di un paio di gradi.

 

Beh, non mi sembra facile "sentire" gli sbalzi della temperatura dell'acqua quando si è coperti dalle punte dei piedi fino alle punte delle dita con neoprene spaccato 5mm concepito proprio per isolare termicamente... L'unica parte scoperta del corpo rimane parte del viso. Poca cosa direi. Invece mi è capitato di "sentire" il termoclino quando qualche volta in estate ho indossato solo la giacca o un corpetto che mi lasciava gambe e braccia scoperte. Il Nemo Apneist quindi non aiuta eh?

 

Il termoclino si sente anche con la muta. Io lo sento anche con la 7mm. Scusa ma con il Nemo cosa fai lo guardi costantemente mentre scendi?

 

Beh, è un'idea, ma chiedevo per sapere se può essere di aiuto e se qualcuno lo utilizza anche allo scopo.

 

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buon giorno a tutti, è la prima volta che partecipo ad una discussione, anche se ormai sono anni che con regolarità giornaliera visito questo sito. ho letto che molti usano lo shampoo per indossare con più facilità la muta. lo stratagemma è comodo, ma alla lunga può dare delle irritazioni alla pelle sopratutto se se ne usa molto e se si resta in acqua per molto tempo. io consiglio di usare una qualunque crema per il corpo (tipo nivea) allungata con acqua. il neoprene spaccato scivola che è una bellezza e non ci sono problemi di irritazioni.

 

Questo consiglio è molto valido. Inoltre, si evita il problema dell'otite. Io uso la Nivea Fluida Idratante è eccezionale.

 

L'unica fregatura che potrebbe esserci è se devi reincollare la muta, Oli e creme non vanno d'accordo con la colla.

 

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TERMOCLINO: fidati.. si sente benissimo. non serve nessuno strumento, solo provare una volta ad attraversarlo

 

OTITE: quella che ho adesso all'orecchio sinistro è stata certamente causata dal sapone che non ho sciacquato.. poi ci sono sicuramente altre possibili cause, ma questa è molto frequente.

 

 

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Piero.. io ho detto che non avrei riferito quanto detto da er gallina..

 

ma tu, che quella sera con ale eri presente... sai quello che Alessio ha confessato..

 

.. mantieni fede al giuramento fatto quella sera.. e non dire altro riguardo il fiuto....

 

è un 3d dedicato a chi comincia...non c'è bisogno di dire il segreto del gallina...

 

Francamente non me la sento di esporre quanto vi riferii nel senso che, viste le condizioni attuali di presenza di pesce, ed il numero dei pescatori, forse sarebbe meglio tacere. Comunque diciamo che, come mi ritiro, sputo il rospo.

Credo che in buona sostanza non si possa perdere il piacere di andare per mare ed imparare.

Anche perchè il bello della pesca in apnea è proprio questo, non credi Gianluca?

 

proprio bello questo post, viene letto e scritto tanto e con passione.

Bravo amico mio

Edited by Alessio Gallinucci
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… lasciando per il momento da parte la particolare tecnica applicata dal gallina.. del resto non applicabile facilmente..

 

.. tornerei su quelle che sono le “basi” da conoscere ed applicare con costanza nelle diverse situazioni

 

Riguardo la pesca in tana.. cose semplici, ma da alcuni trascurate. Nessun segreto, cose conosciute, ma non sempre abbastanza apprezzate:

 

1. IMPORTANZA DELLE MIRE: ognuno di noi ha una “collezione” di punti, che sarebbe bene conservare su base cartacea, non solo sul GPS. Più sono i punti che si conoscono, più sono le possibilità. Ovviamente nelle giuste condizioni e nel giusto periodo. Una buona “mira” contiene il disegno anche del fondale, di come è fatta la tana, di quello che si è visto e di quando e come è stato catturato. Una tana che non dà pesce un giorno merita una visita comunque, prima o poi lo ridà.

2. IMPORTANZA DELLA LAMPADA: si fanno tante seghe mentali su questo o quel fucile.. ma quello che conta veramente e deve essere in perfetta efficienza è un ottima, ripeto ottima, lampada. Sulla lampada non si deve risparmiare. Il laccetto in dotazione, per motivi di pratica e di sicurezza, deve essere subito sostituito con del cordino elastico.

3. IMPORTANZA DELL’ACQUATICITA’ A TESTA IN GIU’: fino a che non si è imparato a muoversi a testa in giù, riuscendo a mantenere il perfetto equilibrio e la capacità di muoversi in quella posizione, girando intorno agli spacchi, affacciandosi solo con la testa e sincronizzando il movimento di lampada e fucile, stando con le pinne in aria, in perfetto equilibrio.. la pesca in tana darà frutti solo occasionali. L’acquaticità in questa posizione è determinante.

4. Le pescate “da terra” le comincio sempre all’aspetto/agguato, per capire se è come gira il pesce. Se non si vede tanto movimento, finchè ovviamente non c’è “qualcosa” che cambia (marea, corrente, profondità, tipo di zona, ecc.) meglio lasciar perdere il fucile lungo.. fiocinetta e lampada e via con le “esplorazioni”.

5. Ci sarebbe da dire un’altra cosa… molto importante.. ma qualcosa è giusto non dire.. va scoperto da soli… e confessato davanti ad un camino… nelle serate d’inverno… eeheheheheh :P

 

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IL LABORATORIO DI PESCA

 

Permettetemi il termine usato nel titolo, reminescenza dei tanti anni passati ad insegnare biologia..

 

Per capire le cose “complesse” bisogna in qualche modo dividerle in processi più semplici, riproducibili in situazioni più determinate e meglio controllabili.

 

La pesca subacquea è una delle attività più complicate che l’uomo possa svolgere; tantissimi i fattori coinvolti. Per capire certi meccanismi ci vuole un “laboratorio di pesca”.

 

Cosa intendo ?

 

Una zona, abbastanza variegata ma non troppo ampia, dove andare spesso e nelle diverse situazioni. Un “orticello subacqueo” che si deve conoscere alla perfezione, dove ci si sente come a casa… dove non si muove pinna senza che lo sappiate (si fa per dire..) Un posto dove conoscete ogni buco, ogni tettuccio, dove ricordate tante catture, dove vi orientate facilmente. Deve essere la vostra palestra. Sono tanti i nessi che si riescono a comprendere in questo modo. E quell’angolo di mare, in un certo senso, lo porti dentro di te sempre.

 

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IL LABORATORIO DI PESCA

 

Permettetemi il termine usato nel titolo, reminescenza dei tanti anni passati ad insegnare biologia..

 

Per capire le cose “complesse” bisogna in qualche modo dividerle in processi più semplici, riproducibili in situazioni più determinate e meglio controllabili.

 

La pesca subacquea è una delle attività più complicate che l’uomo possa svolgere; tantissimi i fattori coinvolti. Per capire certi meccanismi ci vuole un “laboratorio di pesca”.

 

Cosa intendo ?

 

Una zona, abbastanza variegata ma non troppo ampia, dove andare spesso e nelle diverse situazioni. Un “orticello subacqueo” che si deve conoscere alla perfezione, dove ci si sente come a casa… dove non si muove pinna senza che lo sappiate (si fa per dire..) Un posto dove conoscete ogni buco, ogni tettuccio, dove ricordate tante catture, dove vi orientate facilmente. Deve essere la vostra palestra. Sono tanti i nessi che si riescono a comprendere in questo modo. E quell’angolo di mare, in un certo senso, lo porti dentro di te sempre.

 

 

giusto! mi sei piaciuto molto!

 

la corrente: a me piace quella di scirocco (ovviamnete è tutto relativo alle zone di pesca frequentate) e secondo me piace pure al pesce bello, dentici, ricciole ecc...

 

abbinare questa corrente alla giusta marea e al posto giusto può essere una combinazione micidiale!

 

altrettanto importante è decidere il momento per andarsene via da questa zona

 

quando gira a ponente e questo succede puntualmente superato il culmine degli avvistamenti, l'acqua comincia a sporcarsi sul fondo e si abbassa anche la temperatura, a questo punto montate pure in gommone e spostevi tanto non c'è più motivo di rimanere lì.

 

la mangianza ti dice già dal primo tuffo se è il caso di rimanere o spostarsi!!!

 

l'acqua stessa, che spesso da noi si stratifica in differenti fasce con limpidezza e temperatura diverse, ti dice se c'è pesce o no!

 

i mare mosso fa pesce ma:

 

se fuma o "pompa" sul fondo no!

 

c'è torbido e torbido...quello giusto fa pesce!!!

 

vado a lavorà che è mejo

 

r.

 

 

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cosa fa la differenza tra un pescatore alle prime armi, un appassionato di buon livello, ed un campione ?

 

tra i primi due c'è sicuramente di mezzo l'esperienza e spero che questo 3d aiuti l'avvicinamento

 

chi invece riesce ad avere alti livelli in modo costante, nelle diverse situazioni e sorprendere spesso con catture inaspettate che risolvono una giornata... NON HA SEGRETI particolari (... a parte uno insvelabile) ma semplicemente ( meravigliosamente) riesce ad applicare tutto senza sbagliare nulla, in modo automatico, quindi velocemente.

 

mi è capitato più volte di "essere portato" da Alessio su un "hot spot" col grotto che "sverminava":

 

un'altra velocità e perfezione di azione: dalla discesa perfetta sul punto, all'affaccio in tana, allo scivolamento dentro sfiorando le pareti senza fare il minimo rumore, lo sparo "pulito", l'estrazione lineare, la risalita, lo sfiocinamento rapido ed il pesce in un secondo nel cavetto, la ventilazione efficace in superfice in piena rilassatezza, quei pochi secondi prima di fare una capovolta fluida per scendere a colpo sicuro sul secondo punto dove si trova un'altro pesce.. tutto questo a "ripetizione".. senza indugi... senza tregua..

 

per quanto sono appassionato ed "invelenato"... a volte sono davvero riamasto a guardare.. affascinato.. da quella che secondo me è un' espressione artistica, una forma d'arte che non lascia un'opera tangibile ma che si è comunque realizzata, compiuta.

 

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Quando i saraghi non sono entrati in massa e quindi non ci sono in fungaia, quei pochi cercateli nelle isole di grotto staccate dai pianori, soprattutto nei "corridoi" che dalle isole portano al pianoro (avrei una foto esplicativa ma adesso non la posso postare).

Il primo quarto di luna generalmente è il migliore.

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è un mdo di dire... significa che i funghetti di grotto erano talmente pieni di pesce che si muoveva qua e là.. da farlo sembrare un pezzo di carne pieno di vermi.... :lol: licenza poetica.. eeheheheh

 

del resto ce ne sono di termini simili.. da noi ad esempio gli scogli più chiari e bucati si chiamano "cariato" ... :lol:

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