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Tonno rosso - Area Marine & Affari dei soliti noti


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Comunicato stampa LAV Sede Territoriale Provinciale di Napoli del 4 febbraio 2010

ALLEVAMENTO DI TONNI NELL’AREA MARINA PROTETTA “REGNO DI NETTUNO”, DISPOSTA L’IMPUTAZIONE COATTA PER ABUSO D’UFFICIO DEL DIRETTORE DELL’ENTE PARCO, DEL DIRIGENTE DELL’UFFICIO TECNICO DEL COMUNE DI PROCIDA E DELL’AMMINISTRATORE DELLA SOCIETA’ CHE GESTIVA L’ALLEVAMENTO.

 

«Rivelato che gli elementi acquisiti consentono il rinvio a giudizio nella prospettiva di una possibile condanna agli imputati in ordine alla fattispecie sopra delineata, ordina che il PM entro dieci giorni formuli a carico degli indagati sopra indicati l’imputazione in ordine ai reati di cui agli artt. 110, 323 cp». Così termina il provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari, dottoressa Loredana Di Girolamo, con il quale è stata disposta l’imputazione coatta a carico del dott. Riccado Strada, direttore dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, del dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Procida, e dell’amministratore della società che gestiva l’allevamento di tonni, per il reato di abuso d’ufficio in concorso tra loro.

 

I fatti risalgono all’estate del 2008 quando il direttore dell’Area Protetta, dott. Riccardo M. Strada. rilasciò un Nulla Osta alla conduzione di un allevamento intensivo di tonno rosso in zona b dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, in assenza di valutazione di impatto ambientale. La LAV, presentò al Commissariato di Polizia di Ischia un dettagliato esposto al fine di «verificare se tali condotte siano idonee a concretizzare eventuale reato e/o illecito amministrativo». Le indagini furono condotte dall’ispettore Gandolfo del Commissariato di Ischia. Il PM dopo aver acquisito la documentazione necessaria, assunto informazioni ed effettuato interrogatori, avanzava richiesta di archiviazione, ove, pur evidenziando l’anomalia procedurale rilevava «l’insussistenza di elementi idonei a palesare l’intenzionalità di siffatta violazione e, al contrario, la sussistenza di più condotte erronee da parte di attori pubblici». Veniva, quindi, fissata udienza camerale per il rigetto della richiesta di archiviazione. La LAV era presente in qualità di parte lesa, con l’avvocato Francesco Rubinetti del Foro di Napoli.

 

Rileva il GIP nel suo provvedimento che i Nulla Osta è un «atto palesemente illegittimo» e individua le cause di tale illegittimità «nell’avvenuto rilascio di un nulla osta in assenza di potere in tal senso, in assenza di previa valutazione di impatto ambientale, in assenza di concessione valida al momento dell’approvazione del decreto 88/08. I soggetti danneggiati dal reato sono certamente l’ente Regno di Nettuno, nonché la LAV, denunciante, in quanto ente di tutela ambientale». «non si comprende – continua il GIP nell’esaminare la posizione di Strada -, come il gestore dell’area protetta, ovvero colui che era preposto alla sua tutela, possa aver rilasciato il nulla osta senza la previa valutazione di impatto ambientale, rimandandola alla fase successiva all’utilizzo della concessione, “in considerazione degli impegni assunti dal Comune con richiedente”, ed anzi in presenza di una valutazione negativa dello stesso istante. Va poi considerato che, come accertato dalla p.g., l’indagato non appare neutro e disinteressato nell’adozione del provvedimento perché vi imponeva alla società concessionaria di far effettuare una verifica di impatto ambientale ad una o altra di due società da lui indicate (con esborso di danaro), nelle quali lui aveva avuto di recente passato rapporti di collaborazione. Appare ben più verosimile che si sia prestato al gioco di forzare la norma appoggiandosi su un presunto dubbio interpretativo, invece inesistente, e, comunque, influente». Quanto al ruolo concorsuale svolto dagli altri indagati, «lo stesso sì è logicamente e deduttivamente sostanziato nel fare pressioni sullo Strada affinché gli accordi già intervenuti tra Comune e società non fossero vanificati dal diniego, invece doveroso, del nulla osta».

 

«Siamo soddisfatti della decisione del GIP perché accoglie tutte le nostre considerazioni e fermo restando il principio d’innocenza fino a sentenza definitiva, l’accusa è grave e allarmante, per questo è opportuno che tutta la faccenda venga presa in esame dal Tribunale, a garanzia di tutti, indagati compresi», dichiara il dott. Ciro Troiano, responsabile nazionale Tutela Ambiente della LAV e estensore della denuncia che ha portato all’imputazione coatta degli indagati.

 

La LAV ringrazia l’avvocato Francesco Rubinetti del Foro di Napoli per la preziosa collaborazione.

 

Napoli, 4 febbraio 2010

 

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Bah oltre il fatto, che già si sapeva bene che l'amp serve solo a fare soldi, io oramai ho perso le speranze per quanto riguarda la pescasub.

Ho chiamato non so quante persone quando siamo stati banditi dal nuovo regolamento, ho chiamato per fare qualcosa...NESSUNO MI HA DATO NEANCHE UNA RISPOSTA!!

Allora mi sa che questo ci meritiamo, nessuno se ne è fregato di niente!!

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  • 2 weeks later...
Bah oltre il fatto, che già si sapeva bene che l'amp serve solo a fare soldi, io oramai ho perso le speranze per quanto riguarda la pescasub.

Ho chiamato non so quante persone quando siamo stati banditi dal nuovo regolamento, ho chiamato per fare qualcosa...NESSUNO MI HA DATO NEANCHE UNA RISPOSTA!!

Allora mi sa che questo ci meritiamo, nessuno se ne è fregato di niente!!

 

Non so se leggerai questa risposta, ma una volta decisa l'istituzione della amp, NESSUNO ha il potere di derogare alla infausta legge che ci vede, unici, fuori dalla fruizione delle zone protette. Nessun nuovo regolamento, se si fa la amp si applica quello esistente. Nessun direttore può derogare di sua iniziativa in tal senso.

Per il futuro attendiamo novità interessanti se il ministero recepirà le proposte della fipsas e anche dei direttori dei parchi.

 

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Ciao Alessandro, so bene che nessuno ha il potere di derogare le leggi di questo piccolo paese...

Però la questione dell'amp Regno Di Ness..Ops Nettuno, è un po più complicata. Dico questo perchè i signori in questione, sbagliarono a scrivere il primo regolamento che sanciva le attività praticabili e non nell'area marina protetta, sbagliarono proprio sulle attività permesse in zona C. Scrissero che i residenti potevano praticare la pesca sportiva nella suddetta zona, mentre nell'articolo immediatamente seguente era scritto che i non residenti potevano praticarla solo con lenza e canna.

Partendo da questo, convincemmo l'ente gestore a permettere la p.sub ai residenti in zona C, poichè il regolamento non ci escludeva.

Ad agosto del 2009, i signori in questione si sono affrettati a far modificare il regolamento ESCLUSIVAMENTE per bandirci dalla zona C. Loro dicono sotto pressione del Ministero, io ci credo molto poco.

Ecco in breve cosa è successo qui Alessandro, a questo si aggiunge il fatto che la pescasub fatta in modo serio sull'isola è poco praticata...La maggior parte si butta a cercare 4 polpi d'estate, chi vuoi che gli dica nulla!! Ti assicuro che in inverno, siamo davvero in pochi ad andare in mare!

:bye:

 

P.S: Giusto per completare la questione sui tonni, voglio far presente che le gabbie sono piazzate IN ZONA B!!

Edited by Davk
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Ad agosto del 2009, i signori in questione si sono affrettati a far modificare il regolamento ESCLUSIVAMENTE per bandirci dalla zona C. Loro dicono sotto pressione del Ministero, io ci credo molto poco.

Allo stato attuale della normativa, un regolamento AMP che permetta la pesca subacquea in zona C NON PUO' ESSERE APPROVATO DAL MINISTERO. Quindi, putroppo, fino a quando i singoli direttori non avranno il potere di agire in deroga al decreto istitutivo non possono fare altrimenti, pena la mancata approvazione del regolamento e il fallimento dell'AMP.

 

:bye:

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  • 3 weeks later...
Ciao Alessandro, so bene che nessuno ha il potere di derogare le leggi di questo piccolo paese...

Però la questione dell'amp Regno Di Ness..Ops Nettuno, è un po più complicata. Dico questo perchè i signori in questione, sbagliarono a scrivere il primo regolamento che sanciva le attività praticabili e non nell'area marina protetta, sbagliarono proprio sulle attività permesse in zona C. Scrissero che i residenti potevano praticare la pesca sportiva nella suddetta zona, mentre nell'articolo immediatamente seguente era scritto che i non residenti potevano praticarla solo con lenza e canna.

Partendo da questo, convincemmo l'ente gestore a permettere la p.sub ai residenti in zona C, poichè il regolamento non ci escludeva.

Ad agosto del 2009, i signori in questione si sono affrettati a far modificare il regolamento ESCLUSIVAMENTE per bandirci dalla zona C. Loro dicono sotto pressione del Ministero, io ci credo molto poco.

Ecco in breve cosa è successo qui Alessandro, a questo si aggiunge il fatto che la pescasub fatta in modo serio sull'isola è poco praticata...La maggior parte si butta a cercare 4 polpi d'estate, chi vuoi che gli dica nulla!! Ti assicuro che in inverno, siamo davvero in pochi ad andare in mare!

:bye:

 

P.S: Giusto per completare la questione sui tonni, voglio far presente che le gabbie sono piazzate IN ZONA B!!

 

In pratica la stessa cosa accaduta all'ultima AMP dove era consentita la pescasub, Ustica, solo che li hanno rimediato diversamente...... non hanno cambiato il regolamento ma hanno direttamente bloccato con un decreto provvisorio l'attività di pescasub sino al dicembre 2010, e sapete la motivazione? Perchè essendo un'isola ad elevato interesse turistico si pensa all'incolumità dei bagnanti......ma..... non è già vietato pescare a meno di 500 metri dalle zone di balneazione? e quindi dov'è il problema????? Non è un solo un mio pensiero ma è la risposta datami dalla capitaneria di porto di Palermo che si occupa della AMP Ustica, con tanto di allegato del decreto di divieto di pesca.

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