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Vigo un anno dopo: i retroscena di una questione fumosa

| 6 ottobre 2013 | 0 Comments
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Cari lettori, a poco più di un anno di distanza dal Mondiale di Vigo ci apprestiamo ad affrontare, con una serie di articoli, la fumosa vicenda che ha innescato numerosi ed accesi dibattiti sul web, ma che tuttavia si è quasi sempre basata su voci e su pochissimi fatti concreti. Proprio la difficoltà nel reperire la documentazione necessaria alla nostra tutela editoriale, oltre la necessità di attendere la conclusione dei procedimenti di giustizia sportiva in atto, hanno un po’ dilatato i tempi ma non hanno certo fatto calare la curiosità degli appassionati. Iniziamo le pubblicazioni con una dichiarazione dell’ex CT della nazionale Pietro Milano, rilasciataci poco dopo il pronunciamento del Giudice Sportivo Nazionale nel mese di luglio.

L'ex CT azzurro PIetro Milano (a destra) e l'attuale Paolo Cappucciati (foto Apnea Magazine)

COMUNICATO STAMPA

“Dopo lunghi mesi di silenzio per motivi personali, nonostante le voci “inaffidabili”, cito la sentenza, girate nei mesi successivi al mondiale di Vigo, ed essendosi conclusa positivamente l’indagine federale nei miei confronti; mi pare doveroso sgombrare il campo da alcuni dubbi su quanto si vocifera.

Anticipata, con una e-mail d’intenzioni il 15 luglio 2012, l’intenzione di dimettermi non appena ritornato in italia, ho tuttavia aspettato alcuni mesi per ponderare meglio la mia decisione che è stata poi confermata e comunicata, sempre tramite e-mail, al comitato di settore tra settembre e ottobre (non ricordo esattamente la data).

Quindi non c’è stata nessuna revoca del mandato ma solo libera scelta dovuta al rapporto ormai deteriorato con la dirigenza e al risultato, buono ma al di sotto delle aspettative (453 punti la Spagna, 391 l’Italia, ma comunque quarti in classifica. Ricordo per la cronaca che al mondiale croato furono 400 punti per la vincitrice e solo 200 per I’talia seconda).

Ribadisco “buono” perchè due atleti sono entrati nei primi dieci e il terzo subito appresso.

Il successivo punto lo affronto con animo ancor più sereno per due motivi: perché ho la coscienza di non aver fatto nulla di quanto addebitatomi e perchè l’indagine federale avviata nei confronti miei e di due altri atleti (ndr Felice Concetto e Franco Villani) si è conclusa con l’assoluzione mia e di Felice Concetto.

Tuttavia, per sgomberare ulteriormente il campo da equivoci ed entrare nel merito della questione, le accuse erano rivolte alla mia persona e agli atleti che erano presenti sul battello, pur sapendo che sullo stesso vi era anche un commissario di gara spagnolo, quindi nostro competitor principale visto il risultato positivo della prima giornata, che sovrintendeva alla regolarità della gara.

Le voci messe in giro allegramente e riportate, come se fosse per goliardia, da alcuni appartenenti al team, hanno fatto gonfiare questo caso e la procura federale è dovuta intervenire. Il giudice sportivo, preso atto delle accuse e delle testimonianze, ha valutato il caso mettendo in evidenza che l’unica oculare di queste risultava “ritrattata e contraddittoria”, per usare le stesse parole del giudice.

Per queste ragioni, per il fatto che non esistevano procedimenti disciplinari avviati dai giudici di gara di Vigo e per altre prove dirette nei miei confronti e di Felice Concetto, posso dire che tutte le accuse, fino a questa sentenza di assoluzione, si poggiavano su parole dette in libertà o per motivi a me oscuri.

Pietro Milano

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