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Vigo un anno dopo: i fatti

| 18 ottobre 2013 | 0 Comments
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Prima di passare alle analisi e ai commenti su questa vicenda, appare necessario e imprescindibile fare una breve cronistoria dei fatti che si sono succeduti dalla conclusione del mondiale ad oggi, un elenco che cercheremo di fare quanto più obiettivo e asettico possibile, riservando il punto di vista editoriale di Apnea Magazine a successive pubblicazioni.

 

Pietro Milano, DT della Nazionale a Vigo (foto S. Rubera)

LUGLIO 2012 – Il campionato del mondo si conclude con il trionfo individuale del portoghese Jody Lot e la vittoria a squadre della Spagna. Le due giornate scorrono senza contestazioni di sorta, su ogni barca è presente un commissario che ha il compito di controllare la regolarità delle azioni di pesca dei concorrenti, anche se nulla può riguardo ciò che avviene sotto il pelo dell’acqua. L’unico reclamo formale fatto ai giudici di gara, e non preso in grande considerazione, risulta effettuato proprio dal campione portoghese durante la seconda giornata e riguarda la presenza di un tappeto di pesci balestra sottopeso abbandonati morti sul fondo. I balestra, come altri pinnuti, risultano sottoposti al limite di specie fissato in dieci pezzi e gli atleti di diverse squadre, per non dire tutte, hanno provveduto a scegliere le prede da mettere a cavetto onde almeno evitare penalità e contestazioni, vista l’impossibilità di effettuare la cernita sulla barca alla presenza del commissario imbarcato. Già alla conclusione delle ostilità si diffondono delle voci, perchè ricordiamo nessun reclamo ufficiale risulta effettuato ai giudici CMAS, circa delle presunte irregolarità che sarebbero state commesse su una delle imbarcazioni assegnate agli italiani, nello specifico quella che ospitava Concetto Felice (atleta in acqua), Franco Villani (barcaiolo), Pietro Milano (DT azzurro) e un commissario spagnolo. Tali voci bastano a mettere in moto la dirigenza italiana che, pur in assenza di contestazioni formali, decide di avviare delle indagini in proprio che, qualche mese più tardi, daranno luogo ad un procedimento di giustizia sportiva.

SETTEMBRE 2012 – In occasione del Campionato Assoluto di Portoscuso viene organizzata una riunione a porte chiuse alla quale partecipa l’intera delegazione atleti di Vigo e alcuni dirigenti federali tra cui il presidente Azzali, già capo delegazione al mondiale spagnolo; non è presente Pietro Milano in quanto non più DT, avendo confermato le sue intenzioni di rassegnare le dimissioni. L’obiettivo è quello di approfondire la vicenda e completare l’attività di indagine in merito ai presunti illeciti. Durante la riunione viene raccomandato a tutti gli atleti di raccontare i fatti di cui sono a conoscenza, a Franco Villani e Concetto Felice viene “chiesto” di produrre una dichiarazione scritta e firmata su quanto accaduto.

OTTOBRE 2012 – Le informazioni raccolte in occasione del campionato di Portoscuso portano alla redazione di una nota del Settore Tecnico Attività Subacquee, a firma del Segratario Generale, mediante la quale si denuncia alla Procura Federale una presunta attività illecita posta in essere durante il campionato mondiale di luglio e di cui si sarebbe avuta definitiva conferma proprio con le memorie scritte di Concetto Felice e Franco Villani. Dalla riunione e dagli scritti sembrano emergere comportamenti che configurano un illecito sia disciplinare che sportivo.

DICEMBRE 2012 – Il procuratore federale, avv. Franco Fancello, effettua la rituale contestazione di addebito ai tesserati Pietro Milano, Concetto Felice e Franco Villani, invitandoli contestualemente a far pervenire le loro controdeduzioni in merito alle accuse loro formalizzate. Nella fattispecie il procuratore contesta:

a PIETRO MILANO: “di aver violato il Regolamento del Cam­pionato Mondiale nonché la disposizione di cui all’art 3 del Regolamen­to di Giustizia Sportiva: 1) consentendo al sig. Concetto Felice, nel corso della prima giornata di gara, di catturare un numero maggiore del mas­simo consentito delle specie di pesci del gruppo II, regalando i pesci in eccedenza al commissario di barca spagnolo nell’evidente tentativo di non fargli esercitare le funzioni di controllo del concorrente italiano cui era preposto; 2) di aver iniettato, durante la seconda giornata di gara, acqua nelle prede catturate dal sig. Concetto Felice per aumentarne il peso e renderle valide, falsando in tal  modo il  risultato della gara. [omissis] inoltre l’aggravante di cui all’art 19 lettera a) del Regolamento di Giustizia Sportiva per aver commesso il fatto con viola­zione dei doveri derivanti dalle funzioni di Direttore Tecnico della Na­zionale Italiana.”

Franco Villani e Concetto Felice a Vigo (foto S. Rubera)

a FRANCO VILLANI: 1) “di aver fornito al D.T. Pietro Milano la siringa utilizzata per iniettare, durante la seconda giornata di gara, acqua nelle prede catturate dal sig. Concetto Felice per aumentarne il peso, renderle valide e per falsare quindi il risultato della gara” 2) “di aver omesso di informare la Procura Federale della violazione da parte del sig. Milano e del sig. Felice, nel corso della prima giornata di gara, del Regolamento del Campionato Mondiale in relazione al numero massimo di pesci catturati del gruppo II” 3) “di aver omesso di informare la Procura Federale del fatto che il sig. Milano regalò due pesci al commissario di barca spagnolo con l’evidente scopo di non far esercitare a quest’ultimo le funzioni di controllo a cui era preposto”.

a CONCETTO FELICE: “di aver violato il Regolamento del Cam­pionato Mondiale nonché la disposizione di cui all’art. 3 del Regolamen­to di Giustizia Sportiva: 1) catturando, nel corso della prima giornata di gara, un numero maggiore del massimo consentito delle specie di pesci del gruppo II per poi farle regalare dal D.T sig. Pietro Milano al commissario di barca spagnolo nell’evidente tentativo di non fargli esercitare le funzioni di controllo a cui era preposto; 2) facendo iniettare dallo stesso sig. Milano, durante la seconda giornata di gara, acqua nelle prede da lei catturate per aumentarne il peso e renderle valide, falsando in tal modo il risultato della gara.”

GENNAIO 2013 – Pervengono alla procura federale le controdeduzioni di tutti e tre gli accusati. Pietro Milano nega fermamente di aver dato corso ai comportamenti ascrittigli; Franco Villani, tramite il suo avvocato Paola Cubeddu, contesta ogni addebito e fornisce una seconda memoria difensiva; Concetto Felice contesta quanto addebitatogli e sottolinea “di essere stato costantemente in acqua durante le prove del Campionato Mondiale e di non essere quindi materialmente stato nelle condizioni di commettere infrazioni o di verificare che altri ne commettessero”.

FEBBRAIO/MARZO 2013 – A fine febbraio, dopo aver raccolto tutte le controdeduzioni il procuratore federale ritiene di dover avere ulteriore conferma delle informazioni raccolte a Portoscuso dai tesserati Alberto Azzali, Roberto Borra e Paolo Cappucciati che provvedono ad inviarle ai primi del mese di Marzo.

APRILE 2013 – A conclusione dell’attività di indagine il Procuratore Federale formula richiesta deferimento “in ragione della contestata violazione dell’articolo 3.1 del Regolamento di Giustizia Sportiva (ndr. “Ogni tesserato e ogni Società affiliata dovrà, sempre e comunque, mantenere una condotta conforme ai principi della lealtà, della probità e della rettitudine sportiva.”), concludendo con la richiesta di comminazione della sanzione della sospensione da ogni attività federale rispettivamente di anni due per il tesserato Pietro Milano e di anni uno ciascuno per i tesserati Franco Villani e Concetto Felice.”

Il carniere della seconda giornata, quella del presunto illecito (foto S. Rubera)

LUGLIO 2013 – Si svolge l’udienza relativa la procedimento. Nessuno dei tre accusati è presente. Dei tre testimoni chiamati a comparire (Andrea Settimi, Stefano Claut e Bruno Desilvestri) si presenta solo il primo mentre gli altri due risultano assenti giustificati. Stefano Claut in particolare fa pervenire una dichiarazione sottoscritta in merito a quanto avvenuto in occasione della riunione di Portoscuso nel settembre 2012. Pochi giorni dopo il Giudice Sportivo Nazionale ASSOLVE per insufficienza di prove il DT Pietro Milano e Concetto Felice, mentre CONDANNA a 10 mesi di squalifica da ogni attività federale Franco Villani, ritenendo le sue dichiarazioni contraddittorie e ritenendo quindi avvenuta la violazione dell’art 3.1 del RGS prima citato.

AGOSTO 2013 – Franco Villani, l’unico ad essere uscito condannato dalla vicenda, presenta appello. Contestualmente anche la Procura Federale impugna la sentenza del G.S.N. avendo quest’ultimo applicato la pena della “sospensione dall’attività” in luogo della “sospensione dalle gare” richiesta dal procuratore.

OTTOBRE 2013 – Appena pochi giorni dopo il campionato assoluto di Terrasini a cui, causa squalifica, non ha potuto prendere parte, la Commissione d’Appello Federale accoglie il ricorso di Franco Villani, annullando la decisione assunta dal G.S.N. n. 29/2012 del 16 luglio 2013 e rimette gli atti alla Procura Federale, per la valutazione dei fatti quali sottolineati dal G.S.N.

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