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Una nuova immagine

| 4 gennaio 2002 | 0 Comments
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Foto: Charlie Patriarca

L’anno appena trascorso ha visto per la prima volta una categoria di individualisti come quella dei pescatori in apnea ribellarsi con vigore ai numerosi attacchi mossi alla pesca subacquea ed alle sue manifestazioni sportive.

L’ha vista unita subissare di e-mail di protesta la redazione d’ una importante trasmissione televisiva del palinsesto RAI durante la quale la pesca subacquea era stata criticata, spingendone il produttore esecutivo a cercare un pubblico scambio d’opinioni anche sul nostro Forum.

L’ha vista in grado di organizzare autonomamente manifestazioni di rilevanza nazionale come quella di Rieti, in cui molti appassionati hanno avuto modo di partecipare ad un dibattito riguardante tutte le tematiche legate all’apnea ed alla pesca subacquea insieme a grandi campioni e ad alti funzionari del Corpo Forestale, con i quali è stato avviato un dialogo che si preannuncia molto costruttivo.

L’ha vista, infine, degnamente rappresentata da Bardi e Tiveron sulla vetrina di Radio RAI, in cui i due campioni hanno avuto per la prima volta l’occasione di parlare pubblicamente non solo di apnea ma anche di pesca subacquea e di illustrare compiutamente il vero spirito di queste discipline.

Tutto ciò è stato possibile anche grazie al contributo che hanno offerto, in questi ultimi due anni, alcuni siti internet dedicati all’argomento, veri cavalli di Troia che hanno permesso a tutti i pescatori subacquei in possesso di un computer di interagire, conoscersi, sentirsi finalmente una “comunità” ed abbandonare l’individualismo che li ha sempre contraddistinti.

Mi riferisco in particolar modo alle mailing list, a Bluworld e, ovviamente, ad Apnea Magazine.

Questi siti, occupando l’unico spazio di informazione ancora veramente libero, hanno predisposto quella rete di reciproche informazioni che ha favorito non solo il verificarsi degli eventi ricordati, ma anche la diffusione dei valori che stanno alla base della pesca in apnea moderna.

Lo dico senza alcuna vena polemica, ma sino a poco tempo fa nessuno si era preso la briga di divulgare i nostri valori per far conoscere cosa fosse realmente la pesca subacquea al giorno d’oggi.

Per troppi anni ci siamo rinchiusi a riccio su noi stessi, confidando nella benevolenza dei nostri detrattori e attuando la classica politica dello struzzo. Ora è necessario modificare questo atteggiamento attraverso una promozione della nostra disciplina a tutti i livelli. Per fortuna, però, sembra che qualcosa si stia muovendo a tutti i livelli e che vecchi e nuovi soggetti del nostro ambiente si stiano impegnando nella giusta direzione.

E’ giunto il momento di approfittare degli spiragli che si intravedono nel sistema dei mass media, di sfruttare al meglio, come fatto da Bardi e Tiveron, le occasioni che ci vengono offerte in modo da uscire allo scoperto e raccontarci agli altri, specialmente a quanti non conoscono affatto la pesca subacquea e rischiano di essere vittime della campagna di disinformazione costantemente attuata dai nostri detrattori.

Tutti gli attacchi che ci vengono mossi da alcune associazioni ambientaliste derivano dalla errata conoscenza che queste hanno della nostra attività, ed in ciò siamo noi stessi ad avere le responsabilità maggiori.

Si ha istintivamente paura di ciò che non si conosce o si misconosce, è un atteggiamento perfettamente comprensibile.

Ecco perché è importante intrattenere rapporti anche collaborativi con tali associazioni, almeno con quelle meno integraliste: la nostra categoria è probabilmente quella che ha maggior interesse a che il nostro mare goda di buona salute e quella che ha sempre informazioni di prima mano circa le condizioni della fauna ittica.

Appare di vitale importanza ricondurre la nostra attività in un contesto più articolato, fatto di esperienze molteplici che possano concorrere alla corretta divulgazione della pesca subacquea in modo più capillare e completo.

Quello che occorre fare è informare e coinvolgere, ma anche farci coinvolgere ed imparare a mantenere la nostra identità di pescatori senza stravolgerla o rinnegarla per compiacere un certo tipo di ambientalisti, che sono e rimangono – è bene ribadirlo – una sparuta quanto arrogante minoranza.

Non ci si guadagna la stima dei propri detrattori con l’ipocrisia.

In conclusione, risulta oggi più che mai necessario che la nuova immagine del pescatore subacqueo venga resa di dominio pubblico e divulgata attraverso tutti i mezzi possibili, in modo tale da incentivare la pesca in apnea e coinvolgere le nuove generazioni, spesso a caccia di valori che la società moderna nega loro e che invece nello sport in generale, ed in discipline come la pesca subacquea in particolare, trovano piena espressione.

Category: Editoriali

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