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Taravana!

| 5 luglio 2001 | 0 Comments
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Foto: Charlie Patriarca

A fine Giugno, Palermo ha ospitato il Campionato Assoluto di Pesca Subacquea, che ha visto Nicola Riolo conquistare il suo quinto titolo italiano. Al termine della terza giornata, Marco Bardi è stato costretto ad interrompere la sua gara a causa di un incidente di cui rendiamo conto in un’ intervista pubblicata nella sezione dedicata alla Pesca Subacquea.

Si è trattato di quel “male dell’apneista” o “sindrome del Taravana” su cui ancora la comunità scientifica ha molto da scoprire e che da anni colpisce molti pescatori subacquei.

In questi ultimi mesi, il disturbo si è evidenziato in personaggi di spicco in occasione di manifestazioni importanti: Alberto_March durante l’ultimo Campionato del Mondo e adesso Marco Bardi al Campionato Italiano.

Non si sa molto su questo fenomeno. Se ne conoscono i sintomi, si conosce una terapia efficace, ma non è del tutto chiaro come e perché si manifesti.

“Lunghi tempi di permanenza sul fondo associati a scarsi tempi di recupero in superficie”, questa la condizione ideale per il suo sviluppo.

Ma non sappiamo se si tratti di un accumulo d’azoto nei tessuti dovuto a tempi di recupero in superficie inadeguati e quindi di una vera MDD da apnea oppure di un disturbo legato all’ipossia.

Non sappiamo indicare con certezza quali siano le cautele in grado da metterci al sicuro da ogni pericolo e, soprattutto, non possiamo contare su una conoscenza diffusa di questa sindrome da parte degli addetti alle strutture mediche, necessaria affinché tutti i subacquei colpiti dal male possano ricevere un trattamento idoneo in camera iperbarica.

L’utilizzo dello scooter, il paperino, la zavorra mobile, l’estrema profondità: i vari incidenti che si sono via via verificati hanno dimostrato come non sussista un rapporto “esclusivo” tra questi fattori ed il male.

Come responsabile di Apnea Magazine, voglio assumere un impegno concreto e dare un piccolo contributo alla ricerca scientifica in questo settore. Inutile sottolineare ulteriormente quanto sia importante capire a fondo questo disturbo che appare sempre meno riservato ai supercampioni capaci di immergersi a 30 e passa metri.

Stiamo parlando di apnee a ritmo serrato su batimetriche accessibili a molti subacquei, pertanto siamo convinti che le informazioni sul Taravana e sugli sviluppi della ricerca possano e debbano interessare tutti gli appassionati di apnea e pesca subacquea.

E’ per questo che Apnea Magazine si dichiara disponibile alla realizzazione di una sezione dedicata al problema, una sorta di Osservatorio che potrebbe:

DIFFONDERE tutte le informazioni su questo disturbo;

RACCOGLIERE tutte le segnalazioni dei visitatori;

RISPONDERE alle domande dei lettori agendo da raccordo tra il pubblico di internet ed i ricercatori impegnati nello studio del fenomeno.

Giorgio Volpe

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Category: Articoli, Editoriali, Medicina e biologia, Pesca in Apnea

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