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Subacquea in fiera: quali prospettive?

| 1 marzo 2012 | 0 Comments
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L’edizione dell’Eudishow che si è svolta dal 16 al 19 febbraio scorso ha lasciato perplessa una parte significativa degli oltre 30.000 visitatori, delusi dalla seppur annunciata assenza delle aziende che producono la stragrande maggioranza delle attrezzature subacquee presenti sul mercato.

Già da alcuni anni inoltre, tra gli addetti ai lavori, si discute della validità stessa di una manifestazione come Eudishow che non darebbe più ritorni commisurati agli investimenti fatti non solo per gli allestimenti ma anche per attraverso impegno di risorse umane e strumentali che la partecipazione ad un livello adeguato richiede.
Ne abbiamo voluto parlare con il Presidente di Confisub, l’associazione di categoria che comprende le maggiori aziende del settore , architetto Enzo Ferrari che quest’anno ha visitato la fiera senza un coinvolgimento diretto.

Una parte dell'area espositiva vista dall'alto (foto A. Balbi)


Che impressione ha avuto visitando il padiglione dedicato all’Eudishow?
L’ingresso al padiglione era sicuramente d’effetto anche se mancavano i grandi stand delle principali aziende del settore.
Quello che mi ha colpito a prima vista, osservando la superficie espositiva dall’alto della balaustra, erano 1.000 mq destinati alla gommonautica, sezione che riproponendo il format lanciato con il primo Big Blue di Roma tende ad affiancare alla subacquea anche i gommoni che sono le imbarcazioni più utilizzate dai diving e dai pescatori in apnea.
Purtroppo mancando i veri utenti delle imbarcazioni di quella misura che sono i pescatori in apnea ,l’interesse era assai ridotto e la presenza di pubblico altrettanto scarsa.

A parte questo spazio, i circa 600 mq occupati dagli espositori istituzionali, che per l’organizzazione rappresentano solo un costo in quanto la loro partecipazione è totalmente gratuita in termini di spazio, di allestimento degli stand e di qualche piccolo extra, e lo spazio dedicato alle didattiche principali, PADI e SSI, e al DAN, l’area espositiva era molto simile a quella che le aziende ASSOSUB occupavano nelle scorse edizioni ovvero circa 4.000 mq. con un numero maggiore di espositori ma con stand di dimensioni inferiori .

Per una valutazione più corretta tuttavia bisognerebbe tenere conto anche di tutti quegli espositori presenti che con la subacquea aveva, in modo del tutto evidente, poco a che fare come gli stand di carattere eno-gastronomico o uno stand in cui si vendevano gioielli; commistione merceologica che in fondo è però comune ad altre manifestazioni analoghe a livello internazionale come quella che si svolge a Parigi.
In questa edizione, comunque, ad uscirne maggiormente penalizzata è stata la pesca in apnea cui era dedicato solo lo stand di Silvano Agostini, che ospitava anche Sigalsub, e una piccola nicchia nello stand Best Divers.

I comunicati stampa ufficiali parlano di 32.000 visitatori, in aumento rispetto alle scorse edizioni. Come commenta questi dati e come è andata quest’anno la vendita on-line?
I dati effettivi sull’affluenza di pubblico, che per altro l’ente che gestiche la Fiera di Milano Rho certifica, saranno noti solo tra qualche giorno e per poterli valutare occorrerebbe conoscere quanti sono stati i biglietti effettivamente venduti, quanti gli ingressi gratuiti ecc. ed in questo modo sarebbe possibile avere anche un’idea di quanti siano stati i visitatori provenienti dalla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo che si svolgeva in contemporanea.

Una sostanziale conferma dei numeri fatti registrare lo scorso anno sarebbe comunque da considerare un successo visto che, ad esempio, la stessa BIT ha già dichiarato ufficiosamente una perdita di visitatori pari all’11% rispetto alla scorsa edizione, risultato che malgrado il trend negativo viene comunque considerato con prudente soddisfazione visto che un fase previsionale ci si attendeva un calo del 20% circa.

Il Presidente di Confisub, architetto Enzo Ferrari, in una immagine di repertorio (foto A. Balbi)


Il dato che è già certo riguarda invece il numero di biglietti venduti attraverso il web che mi dicono abbia raggiunto il 20% del totale, quasi il doppio di quello che era stato lo scorso anno.
La vendita on-line è stata certamente avvantaggiata dal fatto che l’acquisto attraverso questo canale dava la possibilità di pagare il biglietto 10,00 euro invece che 15,00, visto che la concomitanza con la BIT e la possibilità di visitare le due manifestazioni con lo stesso biglietto aveva reso necessario uniformare i prezzi.

A proposito della BIT, l’impressione è che quello che doveva essere un traino per un considerevole aumento di visitatori si sia dimostrato alla fine un flop.
Al primo anno di abbinamento, l’atteggiamento della BIT nei confronti di Eudi si percepisce come sia stato di comprensibile diffidenza, il che non ha permesso l’effetto traino che su cui molti contavano.
Nessun tipo di promozione congiunta delle due manifestazione così come mancava la comunicazione anche sul posto; per poter trovare all’interno della quartiere fieristico un manifesto di Eudi occorreva percorrere parecchia strada dopo avere passato i padiglioni dove si svolgeva la BIT.

Un problema che ha coinvolto non solo l’Eudi ma anche un’altra rassegna, Milano Auto Classica 2012 dedicata alle auto storiche, che si svolgeva in contemporanea e di cui si sono accorti davvero in pochi.
Complessivamente quindi un abbinamento deludente.
Per il prossimo anno tuttavia mi auguro per Eudi una minore diffidenza in considerazione dell’interesse e dell’afflusso di pubblico ; attendersi molto di più da questo abbinamento alla luce dei fatti sarebbe comunque fuori luogo.
D’altronde anche la Borsa Internazionale del Turismo ha i suoi problemi come dimostra il fatto che alcuni enti preferiscono partecipare a manifestazioni come il Boat Show di Dusseldorf piuttosto che partecipare alla BIT.

Quest’anno, per la prima volta in maniera ufficiale, agli espositori era consentita la vendita diretta al pubblico, argomento sul quale i soci Confisub si sono sempre detti contrari. Qual è la sua opinione in merito?
La vendita diretta all’interno del padiglione era sottoposta ad alcune condizione cui, forse, molti espositori non avevano prestato attenzione al momento dell’adesione; questo ha provocato anche alcune polemiche arrivate fino alla minaccia di chiusura per uno degli stand.
Il regolamento della fiera infatti consentiva la vendita solo degli articolo prodotti dall’espositore mentre per poter vendere articoli di altri marchi rappresentati era necessaria una preventiva comunicazione e probabilmente a queste condizioni, alla fine, sono stati in molti a rinunciare alla vendita di tali prodotti forse riducendo anche la sensazione di mercato per il pubblico.

All'ultimo Eudishow, l'unico stand dedicato alla pesca in apnea era quello congiunto di Sigal Sub e Top Sub (foto A. Balbi)


Allo stato attuale, quindi, quali sono i rapporti tra Confisub e le altre associazioni di categoria del settore: Assosub, FIPO, UCINA?
Con Assosub direi che attualmente non vi sono argomenti comuni in discussione, ciascuno continua per la sua strada.
Confisub continua a lavorare a progetti importati che con molta probabilità si concretizzeranno nel 2013 in una manifestazione espositiva dedicata alla pesca in apnea la cui organizzazione sta molto a cuore alle aziende, Omer , Salvimar, C4 in particolare ma anche a Cressi, Mares, Seac.
Malgrado questo forte interesse, l’anticipazione a quest’anno non sarebbe stata possibile sia per non essere in esplicita concorrenza con Eudi sia perché alcune della aziende hanno già programmato la loro partecipazione al DEMA, la più grande fiera al mondo dedicata alla subacquea, in programma a Las Vegas a metà novembre.

Con FIPO e con UCINA invece i rapporti sono ottimi e i contatti continui.
FIPO in particolare ha organizzato nei giorni scorsi il Fishingshow presso la Fiera di Bologna a cui è legata da un contratto che scadrà dopo l’edizione 2013 e anche al suo interno c’è un intenso dibattito sull’opportunità di organizzare la fiera nel mese di febbraio al punto che alcuni dei più importanti produttori del settore come Tubertini, Colmic e Trabucco hanno anticipato alla fine dello scorso anno la presentazione dei prodotti 2012 e, pertanto, non hanno partecipato al Fishingshow.
Anche per FIPO dunque la rassegna espositiva potrebbe essere spostata in autunno.

A livello istituzionale invece il cambio di governo ha di fatto bloccato il percorso che era stato intrapreso con l’ex Ministro Romano.

Tra le altre iniziative portate avanti da Confisub, lo scorso anno ci aveva parlato di una indagine sul commercio elettronico di attrezzature subacquee, a che punto siete?
Lo studio era orientato a verificare la possibilità, come avviene in altri paesi, di vendita effettuata direttamente delle aziende; sono stati fatti degli esperimenti da alcune aziende su stock di magazzino piuttosto che su alcuni prodotti specifici.
Su un argomento di questo genere ci sono però delle difficoltà oggettive; da un lato infatti tutte le aziende dovrebbero attrezzarsi e iniziare contemporaneamente, dall’altro, in un mercato che la rete internet ha ancora di più globalizzato, il rischio è quello di rimanere indietro rispetto ad altri paesi dove, per altro, gli stessi marchi interessati in Italia già vendono tramite le filiali locali.

Per concludere, ci può dire quali sono le altre iniziative su cui Confisub sarà impegnata nei prossimi mesi?
Oltre che proseguire nella progettazione e programmazione di un nuovo evento di comunicazione con il pubblico, nel corso di quest’anno Confisub porterà avanti il completamento della propria biblioteca e, come per gli anni passati, assicurerà il proprio supporto all’organizzazione del Tridente d’Oro.

Inoltre il Premio alla carriera, denominato anche Confisub Award, destinato a coloro che si sono particolarmente distinti nel promuovere le attività subacquee e della pesca in apnea impegnando il loro ingegno, la loro capacità di innovazione e gestione con la più grande attenzione agli aspetti della produzione, della tecnica e delle metodologie di immersione per il 2012 è stato assegnato all’unanimità a Valerio Grassi per il suo eccezionale contributo dato al settore delle attrezzature subacquee per la pesca in apnea.

Stiamo individuando un’occasione adeguata all’importanza del premio e del suo vincitore nell’ambito della quale effettuare la cerimonia di premiazione dimostrando la grande attenzione di Confisub anche per il settore della pesca.

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