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Stefano Bellani Campione Europeo

| 27 ottobre 2001 | 0 Comments


Stefano Bellani Campione Europeo

AM: Stefano, cominciamo con la preparazione. Com’è andata?

Stefano Bellani: Il tempo è stato praticamente sempre bello, solo un giorno abbiamo avuto una perturbazione che però ha portato unicamente pioggia e non ha influito sulle condizioni del mare.

La temperatura dell’acqua ci ha consentito di preparare utilizzando giacca da 4 mm e pantalone da 3 mm, anche perché il taglio freddo si è fatto sentire solo per un paio di giorni.

Anche la visibilità è stata sempre buona, superiore ai 25 metri.

In pratica, pescando su un fondale di 30 metri si cominciava ad intravedere il fondale poco

dopo la capovolta, a 5 metri dalla superficie.

Su quali prede avete impostato la gara?

In preparazione abbiamo cercato principalmente le cernie per garantircene una a giornata e ne abbiamo trovate diverse in entrambe i campi gara.

Per il resto, le prede su cui impostare la gara erano saraghi e corvine.

Il nuovo regolamento limita la cattura della cernia ad un solo esemplare a giornata e quindi non si poteva impostare la gara unicamente sulle cernie. Credo che in questo modo si favoriscano i pescatori più dotati piuttosto che i “preparatori”.

Impostando la gara esclusivamente sulle cernie, infatti, si poteva vincere con 4-5 serranidi catturati in pochi tuffi, mentre con una sola cernia al giorno sono venuti fuori i pescatori completi

e fisicamente preparati.

Come si comportavano le prede in preparazione?

Il pesce bianco era mobile, ma le cernie i apparivano come abbastanza sicure e quindi non ci preoccupavano più di tanto.

Parlando di cernie, voglio citare un episodio particolare accaduto in preparazione: un giorno

abbiamo trovato una zonetta con 1 cernia grossa e quattro da circa 7 Kg. Due giorni dopo siamo

tornati a controllare ed abbiamo trovato la situazione ribaltata: 4 cernie enormi ed una

di 7 Kg!!

Come giudichi la tua prestazione?

Sono ovviamente più che soddisfatto.

In primo luogo, perché da anni sognavo di fare una gara su fondali di granito come quelli

di Arbatax.

Alla vigilia non pensavo ad un risultato di questo tipo, perché ritenevo che atleti del calibro di Carbonell, Bardoux e March fossero sicuramente più titolati di me per la vittoria finale.

Sta di fatto che il campo gara presentava poche zone dove pescare, per cui mi sono

ritrovato a sommozzare al fianco di altri atleti di primo piano. Quando peschi accanto ai

migliori e ti accorgi che stai prendendo più pesci, ti esalti e riesci a dare il meglio.

E se alla fine ti ritrovi sul gradino più alto del podio come è successo a me, la soddisfazione è doppia.

Parlando di strategia di gara, nessun rimpianto?

Ho commesso un errore alla partenza della prima giornata. Mi sono diretto su una zona dove avevo segnato diverse cernie che speravo di conoscere solo io, poi ho creduto di essere seguito… e così, quando sono giunto sul posto, ho preferito tirare dritto per timore di portare i miei avversari sulla zona buona. Quando ho visto che anche gli altri conoscevano il posto e si stavano tuffando, ho avuto un attimo di sconforto: per quando sono tornato sui miei passi c’erano già una decina di atleti in acqua!! Fortunatamente sono riuscito a catturare subito un sarago ed una cernia, così ho recuperato una situazione psicologica che appariva compromessa.

Ancora una foto del carniere di Bellani

Un tuo giudizio sulla squadra?

Eccezionale. C’è stato davvero un ottimo feeling tra di noi e per la prima volta dopo tanti anni di gare c’è stato uno scambio di segnali prima della competizione. L’idea era quella di condividere le informazioni sui posti migliori in modo da non lasciare nulla di intentato.

Ovviamente, ognuno doveva pescare sulle proprie mire, ma se uno di noi decideva di non visitare un segnale, questo restava a disposizione degli altri. Personalmente, ho addirittura utilizzato un segnale fornitomi da Riolo: l’autorizzazione a visitarlo l’ ho avuta la mattina stessa, ma il posto lo conoscevo già. Credo che questo aspetto della nostra strategia sia stato il nostro vero punto di forza. Sapere che se i tuoi segnali si rivelano infruttuosi puoi sempre contare su quelli inutilizzati dai tuoi compagni ti dà una grande serenità e ti mette in condizione di esprimerti al meglio.

Alla vigilia della gara, oltre ai soliti spagnoli e francesi, c’era qualche atleta che ti impensieriva?

Anche se non li ho incontrati durante la gara, ho visto dei greci che in preparazione operavano a quote davvero notevoli.

Un episodio della manifestazione che ti ha colpito in modo particolare?

Alla pesatura, Alberto March ha chiesto la parola e, dopo aver fatto i complimenti all’organizzazione, mi ha pubblicamente elogiato dicendo di essere molto contento per la mia affermazione. Neanche a dirlo, la cosa mi ha realmente emozionato.

Come vedi la Nazionale in questo momento?

La vedo molto carica. Credo che questo sia dovuto non tanto ad una maggiore coscienza dei nostri mezzi, quanto al fatto di aver sfatato in qualche modo il mito degli “spagnoli imbattibili”.

Almeno su questo campo gara, gli spagnoli non sono apparsi come dei mostri sacri.

Ci è giunta voce da testimoni oculari di un episodio signolare che ti riguarda. Durante

la prima giornata, ti hanno visto pescare al fianco di Pedro Carbonell. Nello stesso tempo, tu hai preso sette pesci e lui uno solo. E’ vero?

Beh, senza nulla togliere alle indiscutibili doti del campione del mondo, devo ammettere

che le cose sono andate così. Non so perché in quel frangente Pedro non sia riuscito a tenere

il mio ritmo di catture, fatto è che quell’ episodio mi ha dato un’incredibile iniezione di

fiducia e in qualche modo mi ha elettrizzato.

Ti senti pronto per il mondiale in Brasile o è troppo presto per pensarci?

Troppo presto non direi, tra circa sei mesi e mezzo dovremo partire e per questo comincerò ad

allenarmi da subito. Io mi sento pronto, ma anche se ognuno di noi pensa di essere il migliore quando è in acqua, esperienze come quella del Perù o di Gjon dimostrano che così non è.

Quindi, la speranza è – ovviamente – quella di poter scendere in acqua e fare bene.

Il responso, però, lo avremo solo a gara finita.

Nessuna indiscrezione sulla squadra che affronterà il mondiale?

Il CT non ha fatto trapelare niente, la squadra è tutta da definire.

Grazie Stefano, in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni!

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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