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Sport a stecchetta: il documento programmatico del CONI

| 11 ottobre 2011 | 0 Comments

Alla fine di settembre si è tenuto il 218° Consiglio Nazionale del CONI, nell’ambito del quale è stato approvato il nuovo documento programmatico dello sport italiano fino al 2020. Il piano d’azione prende le mosse dalla  situazione economica generale attuale, segnata da una profonda crisi mondiale, e postula in via preliminare l’esigenza di un migliore sfruttamente delle risorse – sempre più ridotte – e di una riduzione sensibile dei costi amministrativi e di gestione attraverso una serie di operazioni, quali l’accorpamento delle funzioni, la riduzione dei componenti dei vari organi, lo snellimento delle procedure burocratiche, l’accentramento delle procedure d’acquisto, il maggior ricorso agli strumenti informatici eccetera.

Il presidente del CONI Giovanni Petrucci

La crisi in atto ha pesantemente ridotto la quantità di finanziamenti erogati dagli enti pubblici così come i conferimenti dei privati (sponsorizzazioni, pubblicità, liberalità), con serie conseguenze soprattutto nell’ambito del settore dilettantistico, vale a dire quello che riguarda da vicino le discipline dell’attività subacquea in apnea.

In considerazione dell’autonomia del CONI e della sua funzione di indirizzo e coordinamento per gli enti da esso riconosciuti, quali le federazioni nazionali, il documento programmatico elenca una serie di iniziative che avranno impatto significativo anche sulle singole federazioni nazionali, inclusa la FIPSAS.

La decisione di trasferire ai comitati regionali del CONI le competenze attualmente riservate a quelli provinciali, istituendo la figura del Delegato Provinciale per assicurare un’adeguata rappresentanza dell’organo provinciale all’interno del consiglio regionale  non si riflette automaticamente sulle Federazioni, almeno per il momento, ma non è escluso che questo possa accadere in un futuro non lontano.

Di sicuro il documento contiene la proposta di ridurre il numero massimo dei consiglieri federali a 10 più il Presidente, pur tenendo conto della specificità e della natura associativa di alcune federazioni e della presenza obbligatoria per legge di alcune figure (atleti e tecnici). Parimenti si propone una corrispondente riduzione dei membri del Collegio dei Revisori dei conti (da 5 a 3) in una logica di contenimento dei costi.

Una proposta dall’impatto difficilmente prevedibile sulla nostra FIPSAS è quella che prevede di stabilire una soglia minima di partecipazione femminile agli organi territoriali delle Federazioni, fissata nel 30%. Per quanto riguarda le rappresentanze di atleti e tecnici negli organi direttivi centrali e territoriai, invece, tale soglia sale al 50%.

Oltre ad una serie di iniziative per la promozione dello Sport per tutti, il documentorimarca, infine, l’assoluta necessità di un contenimento delle spese non essenziali del CONI, al fine di liberare risorse da dedicare alle federazioni e agli altri enti finanziati per il perseguimento dell’attività sportiva. Alla luce della situazione economica generale, il documento ribadisce l’esigenza che questa linea trovi applicazione a tutti i livelli, quindi anche nelle Federazioni, nelle Discipline Associate e negli Enti di Promozione Sportiva.

Tale riduzione dei costi potrà essere perseguita attraverso una razionalizzazione e semplificazione delle strutture e dei processi di funzionamento, nonché attraverso una migliore gestione dei ricavi.

 

 

 

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