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Sigalsub: come ti sistemo la staffa!

| 8 aprile 2013 | 1 Comment
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Il numero di pescatori in apnea che amano riprendere le proprie azioni di pesca, e soprattutto le migliori catture, è in costante quanto veloce aumento grazie anche alla maggiore disponibilità di apparecchiature da ripresa di dimensioni ridotte e costi sempre più alla portata di tutti.
Una volta avuta in mano la telecamera però sorge il problema di montarla sul fucile in maniera stabile e sicura, in una posizione che, soprattutto per gli arbalete, interferisca il meno possibile con l’azione di pesca.

Le staffe fisse, nate insieme al fenomeno della video ripresa amatoriale, hanno dimostrato nel tempo di avere numerosi svantaggi a cominciare dall’ingombro eccessivo, che spesso interferisce durante il trasporto delle attrezzature, e dai sistemi di fissaggio che rendono complicato il trasferimento da un fucile all’altro.
Sigalsub ha pensato quindi di rivedere l’approccio alla realizzazione di questo accessorio attraverso un idea estremamente semplice: scomporre la staffa in due parti!
Il risultato è una staffa modulare composta da una slitta da montare sul fucile, progettata specificamente per i vari modelli, ed un braccio mobile dotato di un innesto a coda di rondine, che possa essere inserito con estrema facilità nella slitta.

Le staffe vengono realizzate in versione dedicata per poter essere montate facilmente sui singoli modelli di impugnatura (foto Sigalsub)


Come sempre i materiali utilizzati hanno un’importanza fondamentale per i prodotti Sigal: la slitta, che è disponibile per il montaggio sia destro che sinistro, è realizzata utilizzando acciaio inox AISI 304 e viene fissata sul fucile sfruttando i punti di ancoraggio già disponibili sulle varie impugnature; da qui la scelta di produrre modelli specifici, caratterizzati anche da spessori diversi.
La slitta ha una forma a coda di rondine progettata per consentire l’innesto veloce e stabile del braccio mobile che costituisce il secondo componente del sistema modulare.

Il modello 40 in versione alluminio (foto Sigalsub)

Il braccio mobile è disponibile in quattro versioni che si differenziano per dimensioni e materiali costruttivi.
Il modello 80 misura 115 x 50 mm, con uno spessore di 2 mm, e viene prodotta in acciaio inox AISI 304 e in alluminio anticorodal a cui è stato praticato un trattamento di anodizzazione che evita i fenomeni di ossidazione provocati dall’acqua di mare.

Gli stessi materiali sono utilizzati anche per la versione 40, più piccola della precedente, che misura 90 x 50 mm mantenendo 2 mm di spessore.
A prescindere dalla misura, la versione in alluminio ha un peso di 2/3 inferiore rispetto alla versione in acciaio inox.
Entrambe le componenti vengono fabbricate con taglio laser e successivamente lavorate con pietre di ceramica, trattamento che elimina ogni residuo di lavorazione e smussa gli angoli.

Per fissare la videocamera alla staffa è possibile utilizzare i fori e le asole che sono state realizzate all’estremità opposta all’innesto; al centro è inoltre presente un foro nel quali può essere inserito il classico pomello universale da ¼ di pollice.
L’innesto del braccio sulla staffa è effettuato con un tacchetto a coda di rondine maschio realizzato in derlin, resina caratterizzata un’estrema robustezza.

Versione in acciaio del modello 40 su cui è stato montato il supporto per la Go-Pro (foto Sigalsub)

La caratteristica principale di questo sistema è costituita dalla semplicità e rapidità di innesto ed estrazione, garantiti dalla forma e dal materiale utilizzato; sul tacchetto è anche presente un sistema di sicura che, attraverso un pomello filettato, impedisce l’estrazione accidentale del braccio dalla staffa.
Il sistema inoltre assicura la possibilità di montare il braccio su tutti i fucili che siano dotati dell’apposita slitta.
E’ quindi evidente di come un sistema modulare rappresenti innanzi tutto un indubbio risparmio economico visto che è sufficiente acquistare un solo braccio da applicare alle varie staffe montate sui vari fucili.
La facilità di innesto ed estrazione infine permette di trasportare il braccio separatamente dal fucile, senza ulteriori ingombri in particolare per chi utilizza le sacche, sul quale potrà essere montato al momento di iniziare la battuta di pesca.

Attualmente sono disponibili le versioni dedicate per i seguenti fucili: C4, Cressi, Mares Viper, Omer Cayman (tutte le versioni), Omer Airbalete, Pathos, Salvimar, Seatec, Sporasub Oneair, oltre ad una versione universale per fucili oleopneumatici con tubo cilindrico.
Prossimamente verranno commercializzate le versioni per Beuchat e Mark Valentin

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Commenti (1)

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  1. fausto scrive:

    Possiedo un fucile Marc Valentin e una videocamera Midland
    avete qualche sistema per montare la videocamera sul fucile?

    GRAZIE Fausto

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