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Sicilia Cup – Trofeo SDIVE: Riolo senza rivali

| 26 dicembre 2005 | 0 Comments
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Solo il tempo ha in parte guastato la festa per la Sicilia Cup ‘ Trofeo SDIVE, gara di pesca in apnea disputata il giorno 27 novembre.

Il forte vento dei giorni di vigilia ha tenuto in forse lo svolgimento dell’intera manifestazione ed incerta fino all’ultimo la scelta del campo di gara.

L’appuntamento, di buon mattino, è come sempre presso la sede del Club Nautico Solunto; il vento è calato e l’organizzazione conferma lo svolgimento della manifestazione sul campo di gara principale, compreso tra la tonnara di Soltanto e Capo Zafferano.

Il golfo di Casteldaccia dal C.N. Solunto (foto S. Rubera)

Oltre ad un nutrito numero di atleti siciliani, provenienti da tutta l’isola, intorno a cornetti e cappuccini si ritrovano anche due toscani, arrivati da Follonica, e un gruppo di ragazzi calabresi dell’A.P.S. Mimmo Arena.

Immancabile anche il maltese Chris Borg Cardona che da’ alla manifestazione un carattere internazionale; con la sua simpatia intrattiene un gruppo di partecipanti raccontando alcuni episodi della recente Coppa dei Campioni che lo ha visto tra i protagonisti in Grecia.

Concetto Felice è invece costretto ad un doloroso forfait; due giorni prima della gara, nel corso di una delle sue battute di pesca, si è conficcato in un ginocchio alcune spine di riccio che hanno fatto infezione; malgrado il dolore che gli impedisce quasi di camminare, il giovane atleta del team SDIVE ha voluto esserci sperando in un impossibile recupero in extremis.

Dopo il breefing, in cui tra l’altro viene ricordato il peso minimo fissato in trecento grammi e il divieto di cattura della cernia, i concorrenti lasciano la tonnara per dirigersi verso il luogo della partenza, situato circa al centro del campo di gara: il lungomare di Porticello di Santa Flavia.

Alcune fasi del breefing (foto S. Rubera)

Come già lo scorso anno, gran parte dei concorrenti sceglie il lato sinistro del campo di gara; il vento che comincia a soffiare sempre più forte sconsiglia di allontanarsi troppo dalla costa, magari per dirigersi verso la secca della Chianca.

Riccardo Sciarrotta è l’unico a scegliere il lato destro, portandosi oltre il porto di Porticello; la sua decisione sarà premiata dalla cattura di una bella spigola di oltre un chilo e settecento grammi che gli consentirà di aggiudicarsi il premio per la cattura più grossa.

In acqua ci sono circa dieci metri di visibilità e le catture scarseggiano, unica eccezione il campione di casa; Nicola Riolo infatti dopo circa un’ora ha già sei pesci, quattro dei quali sicuramente oltre il peso minimo.

La spigola di Sciarrotta (foto S. Rubera)

Lo vediamo tuffarsi a ripetizione su una tana dove catturerà tre saraghi; come sempre, per spostarsi da un punto all’altro, utilizza un foglio pieno di segnali, inserito in una busta di plastica e sistemato sulla sua plancetta, proprio sotto la bandierina.

Rimaniamo però sbalorditi quando, da sotto la muta, gli vediamo tirar fuori un altro foglio, anche questo inserito in una busta di plastica, riusciamo a dare una sbirciata furtiva; vediamo delle vere e proprie miniature, in rettangolini di pochissimi centimetri sono riportati, con la cura di un certosino, precisi riferimenti a terra.

Riolo nuota, consulta la sua guida, alza la testa e ricomincia a nuotare fino al punto segnato, fa un paio di tuffi con il ritmo che lo contraddistingue e ricomincia.

Poco dopo la metà della gara ha già in carniere dieci saraghi e ha cominciato a cercare tordi e qualche corvina.

Nel frattempo le condizioni meteorologiche continuano a peggiorare, due fortissimi scrosci d’acqua mettono a dura prova soprattutto la resistenza del personale di assistenza sui gommoni di servizio che si muovono lungo il campo.

La gara volge al termine e sul lungomare comincia il via vai degli atleti al rientro; alcuni continuano a sommozzare anche a riva sperando in qualche cattura dell’ultimo minuto.

Il rientro di alcuni concorrenti (foto S. Rubera)

Poche le catture interessanti; oltre alla spigola di Sciarrota notiamo solo un paio di grossi saraghi, una bella corvina (che alla pesatura supera gli ottocento grammi), e l’occhiata di oltre sei etti catturata da un Solli abbastanza deluso.

Il risultato della gara è già segnato, Riolo infatti impiega circa dieci minuti per tirare fuori tutte le sue prede dalla plancetta per sistemarle nel portapesci da consegnare alla giuria; alla fine nel suo carniere si possono contare dieci saraghi e sette tordi, solo poche le prede incerte.

I partecipanti hanno appena il tempo di cambiarsi che, per anticipare possibili ulteriori intemperie di un tempo capriccioso, Franco Orlando (Presidente Regionale FIPSAS) e Roberto Riolo (organizzatore della manifestazione e fratello di Nicola) danno il via alla pesatura.

Riolo mostra il suo carniere, dietro di lui Sciarrotta (foto L. La Manna)

Per il secondo posto sono in lizza Riggio che ha tre prede tra cui un sarago che supera il chilogrammo e Sciarrotta, con la spigola è un bel tordo; sarà quest’ultimo a spuntarla per soli 25 grammi aggiudicandosi, come già detto, anche il premio per la migliore cattura.

Per quanto riguarda il carniere di Nicola Riolo la curiosità riguarda solo il numero delle prede valide, alla fine risulteranno dodici (otto saraghi e quattro tordi); Chris Borg si aggiudica invece il trofeo Cacciatori del mare.

Il pranzo, durante il quale una parte sostanziosa del pescato finisce sulla brace, conclude anche questa edizione di una manifestazione che sta entrando di diritto tra le classiche dell’agonismo nazionale.

La premiazione di Chris Borg Cardona (foto S. Rubera)

Riccardo Sciarrotta premiato per la migliore cattura (foto S. Rubera)

Il tavolo della premiazione (foto S. Rubera)

Riolo, Sciarrotta e Riggio sul podio (foto S. Rubera)

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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