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Sfogo del presidente FIPIA: dove sono i pescatori in apnea?

| 10 novembre 2011 | 2 Comments
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo sfogo del Presidente della FIPIA, la Federazione Italiana Pesca in Apnea, che certamente sottoscriviamo.

“Non siamo stupiti che ancora ad oggi il MIPAAF pubblichi i dati sul cosiddetto “censimento” con un aggiornamento al 20 giugno 2011. Ma cosa caspita staranno facendo? Hanno sprecato tempo nostro e loro (che è anche “nostro”) e soldi, che sono tutti “nostri”, per un’iniziativa inutile rispetto agli scopi dichiarati nel DM 6 dicembre 2010. Ci riferiamo alla necessità di dare una risposta al Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21 dicembre 2006, citato nella premessa del D.M. come documento di riferimento, in cui è lasciato ad ogni Stato membro il diritto di trovare la strada, per giungere ad una stima o valutazione del prelievo imputabile alla pesca ricreativa in mare. Lo dicemmo e lo diciamo: questa è una strada senza uscita! Ma passiamo a vedere i dati del censimento per quando vecchiotti:

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Direzione generale per la pesca marittima e l’acquacoltura – Riepilogo generale Comunicazioni acquisite – Data elaborazione del 20/06/2011

Totale pescatori registrati 600.170
Da terra 531.720
Da unità da diporto 451.252
Subacquea (fucile o fiocina a mano) 232.010

Caspita! Su circa 600.000 pescatori in mare censiti a giugno, 232.010 hanno indicato che pescano anche con il fucile o la fiocina a mano. Ma dove cavolo sono? Dove cavolo siete?? Certo, una crocetta poco impegnativa come quella del censimento avrà ingigantito il numero dei pescatori in apnea in genere ma, se stimiamo che ci sono solo 10/ 15.000 PIA registrati sui forum (al netto delle iscrizioni plurime), dove sono gli altri 220.000? E ancora: la FIPSAS avrà circa 1000/2000 veri pescatori in apnea, noi di FIPIA ne abbiamo circa 1000, dove sono gli altri 230.000?? Di fronte a dati simili non vale la pena di fare analisi, scomodare la sociologia, l’antropologia, l’etologia, la statistica o l’ittiologia e tutte le scienze più o meno esatte: è evidente che dobbiamo tutti darci una mossa perché la morsa sulla pesca in apnea si sta stringendo e i pescatori in apnea amatoriali non sono presenti. Federazioni, Associazioni, Club, Ditte produttrici e negozianti, stampa, forum, iscritti ed associati, insomma tutta la filiera della pesca in apnea deve impegnarsi per stanare questi 230.000 e stimolarli a farli associare dove gli pare, farli partecipare al dibattito sulla PIA, insomma, farli emergere da questa loro apnea troppo lunga per contare: altrimenti è la sincope.

Fulvio Calvenzi
Presidente FIPIA

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Commenti (2)

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  1. Emanuele Mocci scrive:

    Caro Fulvio,
    Permettimi ma affronti l’argomento senza la pacatezza e analisi che meriterebbe.
    Intanto chiediamoci quanti dei restanti pescatori censiti sono iscritti a un associazione,e vediamo se quelli in apnea sono più o meno portati a corporarsi e ad essere rappresentati degli altri.
    Una volta fatto questo confronto,contiamo tra i tesserati delle varie associazioni o federazioni quanti lo sono perchè agonisti e quanti no.
    E ancora,quanti di questi si sono iscritti in un circolo con una sede fisica territoriale con lo scopo di usufruire dei benefici che questo comporta:sconti sui costi delle attrezzature e corsi,organizzazione di uscite e gare sociali,scambio di esperienze,perchè nò ottenere nuove amicizie.
    Una volta fatti i dovuti confronti,rendiamoci anche conto che l’iscrizione e la frequentazione a forum-blog e anche l’utilizzo di internet è affatto obbligatorio,quindi ci si deve tutt’altro che stupire se solo un pia su 100 e più praticanti sfrutti questa forma di comunicazione,al limite ci si può domandare se la percentuale di questi che poi si è associata a fipsas o fipia è soddisfacente o meno,nel caso come aumentarla e quindi in quali altri modi si può stimolare nei pescatori l’interesse a tesserarsi.
    Delle potenzialità garantita dalla presenza dei circoli sul territorio ho già detto,fipia deve evidentemente rivolgersi ad altre forme di promozione,almeno se vuole raccogliere quella massa di praticanti ai quali di un pc e di una connessione non gliene può fregar di meno.

  2. Soledoro scrive:

    Siamo in tanti , giovani forti e di istruzione medio alta, e – nonostante la forza del web -non si riesce ad organizzarsi per eleggere qualche parlamentare per modificare almeno quella normativa odiosa ed estremamente iniqua dei 100 metri dalla costa o 500 metri dalla spiaggia e degli orari di balneazione ( ma chi va alle 07,00 in acqua per rinfrescarsi?) ideata e approvata senza alcuna ratio come se la costa Italiana fosse uniforme per tutto il suo perimetro e che sembra fatta apposta per farci un dispetto. Dall’inizio della stagione balneare che inizia addirittura fine maggio inizio giugno – dalle 07,00 alle 20,00 -quando i bagnanti stanno ancora all’asciutto sulla spiaggia perchè l’acqua in molte zone è ancora molto fredda, siamo costretti ad andare in acqua alle 05,00 per effettuare appena appena due orette di pesca e sempre timorosi in quanto non si è mai sicuri di stare nel lecito. E’ veramente mortificante! Perdonate lo sfogo.

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