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Semifinale CN Civitavecchia 2008: i protagonisti (2/4)

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Praiola col ricco carniere della seconda frazione – foto F. Savi FIPSAS

Roberto Praiola (44 anni) Team Omer quarto classificato:

La prima giornata ho fatto la partenza oltre Capo Linaro, sul confine del campo gara, dove avevo segnato una tana di corvine sui 15/16 metri. Purtroppo, una volta in acqua la giuria m’ha fatto notare che secondo le loro coordinate ero di poco fuori campo gara, così sono ripartito per andare su una zona che conoscevo all’altro estremo.
Pinneggiando come un forsennato sono arrivato sul posto ma, all’arrivo della pausa dopo due ore e mezzo, non avevo ancora un pesce.

Ho fatto lo spostamento e mi sono diretto a terra, in 6 metri d’acqua, dove potevo tenere un buon ritmo e pescare a scorrere tra gli spacchi. Ho fiocinato subito una murena ma successivamente non ho preso altro. Mentre facevo planate qua e là ho intravvisto una pinna pettrorale di un sarago che sono riuscito a freddare.
A quel punto ho visto diversi concorrenti su una zona e mi ci sono buttato anch’io. Non c’era molto pesce ma, armato di 55 e fiocina a 4 punte, ho razzolato a ritmo frenetico cercando in tutte le fessure e catturando quattro bei sparidi. Qui ho terminato la prima frazione e ho raggiunto il 15° posto di giornata.

Nonostante tutto ero sicuro di fare una buona seconda frazione, perchè l’acqua pulita mi garantiva quel margine di fiducia necessario. Faccio nuovamente la partenza nel punto dei corvi che erano fuori campo gara il primo giorno, ma… stessa storia: arriva la giuria e, incredibilmente, m’allontana. Mi rifaccio tutto il campo gara a nuoto e mi porto su un punto con un ciglio molto spaccato con tane passanti.
In una di queste, in piena corrente, m’accorgo di una grossa corvina che si sta spostando da un sasso all’altro. Prima che scatti riesco a colpirla e fulminarla. E’ oltre i due chili. Cinquanta metri più avanti ne trovo un’altra più piccola in un buco tortuoso. Con attenzione, alla fine, riesco ad inquadrarla e fiocinarla.

A questo punto decido di dirigermi ancora più a terra, in 5 metri d’acqua, dove avevo segnato un grongo. Arrivo sulla tana e scendo. L’inquilino è al suo posto: riesco a sparargli e portarlo in gommone in un tuffo.

Decido di pescare buco buco e poco dopo catturo una bella mostella vicino ad un altro atleta.
La mia azione continua con la perlustrazione di ampie zone, prestando attenzione ai bordi nei pressi della posidonia e, uno dopo l’altro, riesco a catturare sei bellissimi saraghi.

Con 6 saraghi, 2 corvi, 1 mostella ed un grongo termino al secondo posto di giornata ed al quarto finale. Sono contento della mia prestazione e spero che in Puglia vada meglio.

Uno soddisfatto Grossi atleta Ligure della Tecnoblu – Foto: AM

Gianmatteo Grossi (33 anni) Team Tecnoblu quinto classificato:

La mia preparazione non ha dato i risultati sperati: praticamente, alla fine avevo solo qualche zonetta interessante ma nessun pesce “franco”. Sono dunque partito in un punto dove avevo una murena e qualche nervoso sarago in giro. Non ho trovato nulla, ma tra una perlustrazione e l’altra, sono riuscito a arpionare un bel labride.
Mi sono spostato allora verso un bel ciglio che conoscevo, che cadeva intorno ai 15 metri ma diventava molto interessante intorno ai 10 metri, dove la roccia presentava molte spaccature e l’acqua risultava calda. Mi sono fatto passare il ministen con la fiocina ed ho cominciato a perlustrare il punto. Avevo un buon ritmo, con apnee di un minuto uno e mezzo e 30/35 secondi di recupero. Ho incontrato subito un bel sarago appoggiato ad un lembo di roccia e l’ho catturato. A quel punto ho intuito come stava il pesce e dove cercarlo ed allora ho iniziato a catturare pesce con ritmo regolare.
Ho fiocinato 4 bei saragoni e tre tordi in rapida successione. Un labride di questi l’ho visto mentre scorrevo e mi sono immobilizzato. Lui, incuriosito, mi è venuto all’aspetto e sono riuscito a colpirlo conl ministen e la fiocina. Poi durante la perlustrazione di una spacca difficile sono riuscito a vedere la testa di un bel grongo. Un paio di tuffi ed il serpentone (4/5 kg.) era a pagliolo. Ho terminato la prima frazione al secondo posto.

Visto che la tattica della prima manche mi aveva dato eccellenti risultati, la seconda frazione di gara l’ho impostata alla stessa maniera. Ministen, fiocina e “faccia sul fondo”.
Avevo un segnale profondo dove partire, con una cernia ed alcune corvine, ma ho preferito fare nell’altro modo.

Mi sono buttato a terra in un punto di gotto parecchio frastagliato ed interessante. La tattica mi ha dato subito ragione ed in tre tuffi ho localizzato e catturato due bei saraghi.
Non ho smesso di pescare a ritmo per tutte le 5 ore, cercando di rimanere nella zona e di passarla in rassegna palmo a palmo.
All fine ho catturato altri 5 bei sparidi, terminando con 7 pesci totali e raggiungendo una posizione finale di tutto rispetto. Mi sono proprio divertito ed ho pescato veramente bene, non ho sbagliato nulla. Ottima organizzazione con un Andrea Pierfederici -titolare dell’Emporio della Pesca di Civitavecchia- davvero tuttofare. Voglio ringraziare Eduardo Marchese, mio secondo, ed il mio Sponsor.

Il Triestino Bisulli mostra il carniere della seconda manche – Foto: AM

Igor Bisulli (35 anni) Team SepaDiver sesto classificato:

Sul campo gara della prima giornata avevo trovato una bella zona con grotto su sabbia tra i 15 e i 20 metri e grotto alto più a terra, tra i 5 e i 10 metri.
In particolare, in quest’ultimo posto c’era una zonetta in cui giravano bei saraghi al libero e dove avevo trovato una tana sicura ma piuttosto difficile con dentro due pesci. Son partito qui pensando di prendere qualche pesce all’aspetto, ma già al primo tuffo mi sono reso conto che l’acqua era fredda e più limpida che in preparazione, e che quindi imponeva l’uso del corto.
Dopo un tiro (tra l’altro non andato a segno) nella tana, aspettando che calasse la sospensione ho dato un’occhiata in giro predendendo un saragone fermo in uno spacco piuttosto insignificante.
Ho così deciso di fare tutta la gara sommozzando a buon ritmo e scrutando dall’alto tutte le fessure possibili. Alla fine avevo 10 saraghi di cui però 3 non in peso (uno per 5 grammi) ed un bel tordo catturato all’ultimo momento nel ricontrollare la tana di partenza.
Questa prima frazione mi ha permesso di arrivare quinto di giornata con quasi 82 punti. Ero molto soddisfatto ma per niente tranquillo per l’indomani.

Nel secondo campo gara avevo 5 pesci segnati, distribuiti su 3 posizioni, ma sapevo che ne avrei potuti prendere al massimo due scegliendo un posto di partenza. Mi preoccupava il fatto che le buone condizioni avrebbero fatto uscire ben più pesce ed io non avevo trovato una zona altrettanto adatta a saraghi.
In più ci si è messo pure l’imprevisto. Uno dei due pesci della partenza era una mostella che stava sempre in fondo alla tana, ma che al primo tuffo mi sono trovato a 10cm dal fucile (un 60 ad elastici con fiocinetta a 4 punte ben carico). Ho sparato il pesce a centro corpo ma mi si è sfiocinato! Sicuramente le carni molli ed il tiro troppo potente non vanno d’accordo.

L’altro pesce era un marvizzo che ho ritrovato nelle vicinanze e che ho catturato non senza patemi.
A quel punto ho dovuto letteralmente inventarmi la gara. Son riuscito a scovare ancora un scorfano al limite, altri 2 tordi e 2 saraghi. Su sei pesci solo quattro erano sicuramente in peso.
La pesatura mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo con una gradita (e fortunata) sorpresa: il cappone che pesava addirittura 440 grammi…davvero insperato!. Quindi con 6 pesci e 3 specie ho fatto un’ottima seconda frazione di contenimento che mi ha permesso di agguantare la sesta piazza finale. Ho pescato sempre con un’arba da 60 e K4.

Sono davvero soddisfatto della mia prestazione. Inoltre vorrei fare le mie più senite congratulazione all’organizzazione, sia nella persona di Andrea Pierferici che del presidente della Lega Navale, due personaggi davvero gentili e disponibili che non ci hanno fatto mancare niente.

Marenco al rientro in porto dopo la prima giornata – Foto: AM

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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