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Semifinale centro-nord 2010: interviste ai protagonisti (4/4)

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Girolami: regolare, costante e ottimo razzolatore (Foto C. De Bernardis)

Maurizio Girolami, Circolo Subacqueo Apnea Team Roma, 10° Classificato:

Per quanto riguarda la preparazione della gara posso dire che è stata pessima perchè ho avuto problemi con il mio gommone. Alla fine ho preparato un giorno il campo gara dei Grottini e mezza giornata quello a La Frasca, perciò questa qualificazione per me vale doppia. Inoltre le condizioni meteo marine hanno influenzato l’andamento della gara in maniera decisiva. Avremmo assistito ad altre pescate se ci fossero state circostanze più favorevoli.

Nella prima giornata ho fatto la partenza su una tana di corvi insieme a Bellani e Blasio che è stato il più lesto e fortunato e ne ha subito catturato una in peso. A quel punto ho ispezionato bene attorno ma il resto dei corvi non era più in zona. Allora mi sono spostato velocemente su un’altra tana ma anche in quel punto, di corvine, nemmeno l’ombra. Erano zone sui venti metri di fondo, con pessima visibilità e acqua gelida. Prendo pertanto la decisione importante di pinneggiare verso terra per cercare una zona in poco fondo che mi permettesse di razzolare. A mente fredda penso che la tattica giusta per aver successo in questa semifinale sia stata proprio quella di coprire tanto mare razzolando, a testa bassa, facendo più tuffi possibile. Infatti una volta incontrato il fondale idoneo ho iniziato a scorrere catturando 3 pesci in peso ed una bella murena che mi hanno permesso di raggiungere l’ottavo posto di manche. Ho pescato sempre con un sessanta comanche ed una fiocinella a quattro punte. L’unico rammarico della prima giornata è quello di aver strappato due saragoni nell’alga a pochi tuffi dalla fine.

Nella seconda giornata avevo trovato due corvine su una tana fuori da un ciglio. Ho fatto subito una partenza sprint sul posto e sono riuscito a fiocinarne una in peso con un tiro veramente difficile che mi ha caricato molto. Poi, non avendo più zone franche, mi sono diretto verso terra ed ho iniziato a pescare come un cormorano, facendo lunghe planate, agguati e minuziose ricerche in tana a ritmo sostenuto. Data la poca profondità operativa sono riuscito a mantenere una buona cadenza e alla fine a catturare altri due pesci ed a conquistare la mia seconda finale di seguito. Sono molto contento e volevo anche ringraziare voi di Apnea Magazine per lo straordinario lavoro che state facendo per il nostro sport.

Orsi col carniere che gli ha permesso il bel recupero (Foto C. De Bernardis)

Sascha Orsi, Teseo Tesei (LI), 11° Classificato:

L’acqua cosi sporca non ha chiaramente permesso di scandagliare adeguatamente i campi gara, in più, con il mercoledi saltato a causa del maltempo, la situazione è peggiorata ulteriormente. Non avevo tane sicure su cui partire, il pesce che avevo visto, lo avevo trovato in giro in non piu di 15 metri (sotto i 18 la visibilità era prossima allo zero!) in alcune zone che apparivano più movimentate e belle ma niente di più. L’unica cosa che mi rincuorava era l’aver visto diverso pesce all’aspetto, tra cui alcuni bei dentici, per tutti e tre i giorni di preparazione. Questi sono stati i fattori che mi hanno fatto optare per una pesca prevalentemente d’attesa nella prima giornata, pur sapendo che era un rischio; sia perchè i giorni precedenti non c’erano tutti quei gommoni, sia perche la zona, tra i due campi, non era la migliore per questo tipo di pesca. Morale della favola, ho voluto insistere troppo, conscio del fatto che, se prendevo un pesce di quelli visti e magari di buona taglia, sarebbe potuto bastare per guadagnare una buona posizione in classifica. Purtroppo mi è andata male e ho racimolato solo due pezzi al limite del peso, due tordi per l’esattezza. Proprio una giornataccia.

Nonostante la prima disastrosa giornata, anche la seconda ho iniziato pescando all’aspetto, cercando il pescione che avrebbe potuto permettere un bel recupero. Ma visto subito che non era giornata, questa volta ho cambiato tattica in tempo, e impugnato 45 con fiocina, ho iniziato a visitare tutti gli spacchi del grotto mettendo su un carniere di 4 pesci validi di buona pezzatura (un denticiotto, due saraghi ed uno scorfano) e cosi sono riuscito per un pelo a rientrare negli 11. Sei pesci in due gironi, è andata bene!

Bellani: ha fatto più scalpore la sua debalcle che la vittoria di Sperandio (Foto A. Balbi)

Stefano Bellani, Ci.Ca.Sub Guido Garibaldi (LI), Retrocesso alle selettive:

E’ stato un campionato anomalo per me, una debacle pesante, ma di più non potevo fare. In due giorni di preparazione e nonostante avessi anche alcune mire datemi da miei amici (compreso Antonini), ho visto solo 3 pesci. Nel campo di gara c’era molto grotto, anche bello, ma i pesci non so dove fossero. Ci sono molte variabili in questa zona e la situazione cambia parecchie volte anche nel giro di poche ore, e probabilmente il taglio freddo alto unito all’acqua torbida hanno influito molto negativamente su questa semifinale.

La prima giornata sono partito fuori, su un segnale in 18/20 metri di fondo dove speravo d’incontrare qualche corvina, ma non c’era nulla. Ho quindi cominciato a scorrere la zona armato di un arbalete da 75 per vedere se riuscivo a trovare del movimento perchè il punto era bello e frastagliato. Ho strappato una corvina e poi nient’altro, ho pescato con tutte le tecniche ma non sono riuscito a trovare che un pesce.

La seconda giornata è stata la copia della prima. Sono partito su una zona dove avevo visto girare un bel marvizzo, l’ho ritrovato ma anche questa volta sono stato impreciso e l’ho strappato. Ho vagato per tutto il tempo nel grotto ma senza vedere una coda.

Ho concluso la prova con due cappotti ma non ho nulla da rimproverarmi, ho preferito stare fuori dalla mischia anche nella seconda frazione nonostante sapessi che a terra qualche pesce, nella confusione, sarebbe uscito e avrei potuto prenderlo anch’io, ma non mi andava e comunque non avrei potuto recuperare neanche se avessi vinto. L’undicesimo piazzamento alla fine aveva 106% di pecentuale. Un brutto campionato per me, è dal 1986 che non faccio le selettive e non intendo certo farle dopo questa retrocessione. Non ho più voglia di rimettermi in gioco, ho un lavoro ed una famiglia che m’impegna e cercherò di dedicarmi a loro. Con le gare ho chiuso a meno che la Federazione non ritenga che io possa ancora essere utile alla nazionale e mi voglia dare una WILD CARD. A quel punto allora potrei rivedere le mie posizioni. Staremo a vedere.

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