Home » Pesca in Apnea » Agonismo » Semifinale centro-nord 2010: interviste ai protagonisti (2/4)

Semifinale centro-nord 2010: interviste ai protagonisti (2/4)

Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]


Deiana: per lui una gran prima giornata (Foto C. De Bernardis)

Roberto Deiana, A.S. Mojoli Sub (RM), 4° Classificato:

La prima giornata ho pescato sempre nella batimetrica tra gli 8 e i 12 mt con un corto arbalete (Cayman Cave 55) e 4 punte. Sono partito su un taglio nel grotto dove avevo tovato 2 saragoni e una corvina, ma l’ho trovato vuoto, mentre su un’altra tana di corvine ci ho trovato sopra già 3 concorrenti. Allora mi son diretto su un’altra tana di corvine ma purtroppo vuota anch’essa. Tornando verso la tana della partenza mi sono messo a razzolare racimolando un tordo in peso. Raggiunto il taglio, a 15 min dallo sposamento, ho preso subito i due saraghi segnati, e insistendo ho scovato anche la corvina nascosta in un piccolo buco ma l’ho sbagliata per ben due volte! Durante lo spostamento sono tornato ancora sulla tana di corvine su cui avevo trovato altri 3 concorrenti, e ho preso una bella corvina. Da lì ho razzolato fino alla fine della gara, gli ultimi 5 minuti ho preso un sarago e un marvizzo, classificandomi 3° di giornata con 6 bei pesci.

La seconda frazione sapevo che sarebbe stata molto dura perchè conoscevo bene il campo di gara e che con quelle condizioni sarebbe stato decisamente difficile ritrovare il pesce. La prima metà di gara ho pescato tra i 15 e i 20 metri, mentre la seconda metà tra i 6 e i 10. Sono partito su una tana dove avevo marcato 2 belle corvine e 2 saraghi ma non ho trovato nulla. Mi sono spostato subito su un altro segnale dove ho catturato un bel sarago, ma da lì ho capito subito che la gara sarebbe stata molto impegnativa e ostica: in pratica ho avuto costantemente diversi concorrenti intorno. Ho comunque continuato a pescare con gran ritmo fino alla fine riuscendo a prendere un altro sarago e una corvina. Ho concluso con 3 pesci validi e un sarago scartato per poco, ma va bene così, sono contento per la qualificazione. Anche il quest’ultima manche ho usato lo stesso arbalete della prima giornata.

Mazzocchi: il giovane si è dimostrato molto regolare (Foto C. De Bernardis)

Diego Mazzocchi, Emporio della Pesca Sub (RM), 5° Classificato:

La prima giornata della semifinale si è disputata ai Grottini. La parteza è stata pessima e poteva costarmi cara, difatti, invece di pescare in 7/8 metri d’acqua al razzolo, mi sono intestardito a 22 metri nell’intento di ritrovare 2 belle mostelle di oltre un chilo e due scorfani in peso trovati durante la preparazione. Non c’era più nulla, le mostelle e i capponi erano altrove, probabilmente nell’acqua sporca e gelida più a fondo. Gironzolando lì attorno sono comunque riuscito a catturare una bella corvina oltre il chilo di peso. Nella seconda parte di gara ho preso la decisione giusta e mi sono diretto verso terra in un punto in 10 metri d’acqua dove avrei potuto razzolare. Era un ciglio con un bel pezzo di grotto spaccato che mi ha permesso di catturare un sarago ed un bel labride che, aggiunti alla corvina, mi hanno permesso di piazzarmi 11° di giornata.

La seconda giornata avevo 2 murene segnate a 19 metri ma non volevo commettere lo stesso errore della prima frazione, ossia vagare nel freddo senza vedere una coda. Per questo mi sono diretto subito sul bassofondo, in 6 metri d’acqua in un punto di grotto fessurato e, dopo mezzora, ho passato il primo saragone al mio barcaiolo Valerio Sbragaglia. Dopo un paio di ore di nulla riesco a catturare un secondo sarago in un piccolo taglio quasi invisibile e, a circa 50 minuti dalla fine della gara, trovo una zonetta con 3 saraghi al limite del peso. Sparo al più grosso, probabilmente sotto peso, ma si stacca. Guardo nel buco nel tentativo di ritrovarlo ma non vedo nulla. Alzo lo sguardo e vedo passare veloce un grosso tordo verde, mi do una spinta con mani e pinne e con un tiro al volo riesco a fiocinarlo prima che sparisca nella la posidonia. A quel punto, intuendo che la zona potesse essere valida ritorno sullo spacco dove avevo strappato lo sparide poco prima. Scruto bene lo speco ed in fondo scorgoo un saragone di circa 700 grammi. Mi infilo nel buco e riesco a spararlo e passarlo a Valerio che è entusiasta, poi mi comunica che mancano 20 minuti alla fine. Arrivato alla Lega Navale ero molto eccitato, la pesatura mi consente di arrivare 4° di giornata e 5° finale, andare in prima categoria a 23 anni è un’emozione.

Devo ringraziare infinitamente il mio secondo che mi è stato molto vicino ed ha avuto una grande pazienza a stare con me dalla mattina alla sera durante tutta la settimana. A parte la corvina presa col 100, ho pescato sempre col Tempest 50 e una fiocina a 6 punte.

Claut e il pesante cavetto della prima giornata (Foto S. Cini)

Stefano Claut, Società Nautica Grignano (TS), 6° Classificato:

Dopo due giorni e mezzo di preparazione la situazione era chiara: sul primo campo gara avevo una zona in venti metri d’acqua con alcune corvine e lì vicino una tana con dentro una mostella di oltre il chilo. A terra una zonetta spaccata con dei bei saraghi ed un paio di tordi neri a zonzo. Sul secondo campo invece non avevo nulla, solo una piccola porzione di grotto con un sarago.

Alla partenza della prima frazione mi dirigo a tutto gas sulla zona dei corvi. Sono solo e prendo l’80 per cercare di colpirne qualcuno in caduta. Ne prendo uno quasi subito ma solo dopo un lungo aspetto. Insisto lì intorno con la solita arma e, dopo poco, ne insagolo un altro all’agguato. E’ il mometo di passare al setaccio i piccoli tagli della zona per cercare di prenderne altri ed allora cambio arma: mi faccio passare il Tempest 50 con la fiocina. La tecnica dà i suoi frutti, in breve riesco a fiocinarne un paio di cui uno veramente bello. Non mollo e, all’ennesimo tuffo, trovo un bel grongo in fondo ad uno spacco buio. Riesco a portarlo in barca ma dovrò spargli un paio di colpi e lavorarci una dozzina di minuti per averne ragione. E’ passata un’ora e mezza di gara e cerco la quinta corvina per raggiungere la quota massima diponibile. La troverò alla scadenza della seconda ora quando, affacciandomi all’ennesimo taglietto, vedo un’ombra che si allontana piano piano; sparo al volo e la colpisco in coda. La fiocina fa il suo dovere e, anche grazie ad un’attenta estrazione, riesco a portare il pesce in barca nello stesso tuffo.
A pinne mi dirigo sulla tana della mostella che è lì vicino ma purtroppo non la trovo e, pur guardando bene anche nei buchi attorno, rimedio solo un sarago fuori peso.
Usufruisco dello spostamento e mi dirigo a terra nella zona in circa dieci metri d’acqua dove avevo visto saraghi e labridi. Presto mi accorgo che il punto è già stato battuto e di pesce non ce n’è più. Insisto sino alla fine ma non prendo nè vedo altro. Comunque ho realizzato un buon carniere e, alla fine, anche un buon piazzamento. Il bonus delle 5 corvine sommato al grongo mi regala il quarto posto parziale.

Il secondo giorno decido, seppur a malincuore, che l’unica cosa da fare è seguire un laziale e sperare che mi porti su una zona pescabile. E’ quello che faccio ma gli atleti della zona vanno a segnale: fanno un tuffo o due su una tana e poi si spostano. A quel punto decido di spostarmi a pinne a favore di corrente pescando a scorrere. Prendo il Tempest 70 con fiocina e planata dopo planata passo sopra il fondale fermandomi a ispezionare ogni buchetto quando tende a spaccarsi. Infatti dopo un po’ riesco a sparare ad un bel sarago che però, nonostante sia stato colpito bene, ha uno scatto e si porta l’asta dietro un angolo complicandomi l’estrazione. Ci dovrò lavorare per ben mezz’ora e sparargli un’altra volta per tirarlo fuori e portarlo in barca. Insisto ancora in quel punto ma fiocino solo un paio di capponi fuori peso. Il tempo scorre e di pesce non ne vedo più. Anzi l’acqua è sempre più sporca e le cose sembrano mettersi male. La fortuna vuole che al penultimo tuffo individui un bel marvizzo che tenta di mimetizzarsi tra le alghe. Riesco a mantenere il contato visivo col pesce e, con un tiro in caduta, a catturalo. Sette etti di labride che probabilmente mi regalano il biglietto per l’assoluto.

Sono molto contento di come ho pescato, mi sentivo bene e tutto è andato per il verso giusto. Ringrazio anche il mio secondo Mastromauro che è stato molto prezioso. Ho usato solo l’One 80 ed i Tempest 50 e 70, questi ultimi con una fiocina mustad a 5 punte.

Tags: , , , ,

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

Leave a Reply