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Semifinale centro-nord 2010: interviste ai protagonisti (1/4)

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Condizioni di corrente variabile, termoclino alto, acqua sporca sul fondo e assenza di pesce: questo è quello che hanno trovato a Civitavecchia i 36 atleti che si sono dati battaglia nelle due giornate della semifinale centro-nord. Una situzione che ha creato imprevisti e gratttacapi ma che non ha reso la competizione meno affascinante. Il fatto che 7 atleti di casa siano arrivati nei primi 11 posti disponibili per l’accesso all’assooluto di Bosa Marina, ad Ottobre, dimostra che conoscere e saper pescare sul grotto laziale ha avuto la sua importanza. Abbiamo così sentito i protagonisti e ci siamo fatti raccontare come hanno pescato e, sopratutto, quale è stata la chiave di volta di questa semifinale.

Sperandio, tre pesci e tre specie nella seconda frazione (Foto C. De Bernardis)

Renato Sperandio, SPS Foce Del Mignone (RM), 1° Classificato:

Sono stato molto fortunato nelle selettive di qualificazione a questa semifinale e certo non mi aspettavo una vittoria. Sicurmente mi sono impegnato al massimo ma devo anche dire anche che è andato tutto bene e ho pescato con attenzione senza sbagliare nulla. La prima giornata si è svolta a sud di Civitavecchia, davanti S.Severa, e questa parte del campo di gara la conoscevo bene al punto che praticamente ho dedicato tutta la preparazione a quello de La Frasca.

Ho fatto la partenza su un punto in 8 metri d’acqua dove avevo un una bella zona di grotto molto spaccato e lastrine chiare. La fortuna ha voluto che ci pescassi in solitario e, piano piano, buco dopo buco, nelle prime 2 ore e mezza di gara avevo già preso 5 bei pesci. Non mi sono spostato dal punto ed ho continuato a pescare lì intorno convinto di trovare qualche altro bel pesce prima del termine della manche. Infatti sono riuscito a fiocinare ancora tre begli sparidi e terminare la prima prova con 7 saraghi ed una corvina, pesci che mi hanno garantito la vittoria di frazione.

La seconda ed ultima giornata invece non è iniziata nel migliore dei modi; avevo poco pesce segnato ed in più, sin da subito, il mare è andato aumentando. Mi sono diretto su una zona dove avevo marcato una bella corvina ma, a causa del taglio gelido, il pesce ha trovato riparo in altri lidi. Mi sono quindi messo a razzolare su un ciglio interessante e, dopo poco, sono riuscito ad scovare e fiocinare un bel cappone di circa 7 etti che è stato una gran bella iniezione di fiducia. Questa è rimasta per gran parte della gara l’unica cattura ma, a 20 minuti circa dalla fine, sono riuscito a inchiodare una bella corvina in un buchetto difficile. Mi sono rinfrancato parecchio e mi sono messo a scorrere gli ultimi minuti per cercare qualche tordo che mi avrebbe regalato un’ulteriore specie. L’ho preso a 10 minuti dalla fine e poco dopo ho strappato anche un sarago. Tre pesci e tre specie sono stati sufficienti per regalarmi la vittoria finale. Si dice che non c’è due senza tre e questa competizione l’ho vinta in Puglia nel 2005 quando ancora si chiamava Campionato di Seconda Categoria, poi nel 2008 e 2010 a Civitavecchia. Ho sempre pescato con un Excalibur 55 e fiocina a 4 punte.

Grossi: una seconda manche perfetta (Foto C. De Bernardis)

Gianmatteo Grossi, A.D.P.S. Marinetta (GE), 2° Classificato:

Alla partenza della prima frazione mi sono diretto su una porzione di grotto, in circa 20 metri d’acqua, dove in preparazione avevo trovato alcune corvine piuttosto nervose. Speravo di essere solo e invece mi sono trovato a fare a gara con Manciulli, Paluzzi ed un’altro atleta laziale. Fortunatamente sono riuscito a localizzare subito i pesci e, armato di sessantino e fiocinella, catturarne tre di buona pezzatura. Lì vicino avevo un’altra zona spaccata con altre corvine e ci ho fatto un paio di tuffi, ma ho capito subito che i pesci si erano spostati altrove. A quel punto ho deciso di prendere il fucile lungo e fare qualche aspetto sui cigli per vedere se riuscivo a catturare qualche dentice che in preparazione avevo visto girare. Purtroppo sono arrivato allo scadere delle due ore e mezza col colpo ancora in canna. Ho quindi deciso di sfruttare lo spostamento per dirigermi su una zona di grotto molto fessurata in cui avevo visto girare del pesce bianco ma, sfortunatamente, Settimi ci era già sopra ed aveva sfruttato il posto. Ho cercato lo stesso attorno ma senza risultati. A quel punto ho concluso la gara pescando a scorrere per cercare qualche tordo. Un tuffo dopo l’altro a buon ritmo fino alla fine e sono riuscito a mettere a paiolo un sarago ed un labride in extremis terminando 6° di giornata con 5 pesci e tre specie.

Per la seconda giornata a La Frasca ero pessimista, avevo solo due segnali interessanti e nient’altro. Fra parentesi i pesci nelle due zone non erano molto affidabili perchè estremamente mobili. Sono partito su una zona dove avevo anche un sarago da chilo e mezzo ma non c’era nulla. Ho girovagato qua e là per due ore e mezza senza trovare nulla. Salito in barca ho deciso di ritornare dove avevo fatto la partenza e la scelta si è rivelata azzeccata: in una spacchetta precedentemente trovata vuota, sono riuscito a catturare due begli sparidi in peso. Sono rimasto in zona nonostante l’acqua si stesse sporcando, ho preso il ministen e buco dopo buco, con mezzo metro di visibilità, sono riuscito a fiocinare una corvina, un grongo ed un altro sarago. Ho terminato la gara con un bel carniere che mi ha garantito la seconda piazza finale, sono molto contento!

Paluzzi e la mastodontica corvina del secondo giorno (Foto C. De Bernardis)

Fabrizio Paluzzi, Circolo Subacqueo Apnea Team Roma, 3° Classificato:

La preparazione dei campi di gara l’ho svolta praticamente da solo perchè non avevo trovato nessun barcaiolo disponibile. Questo ha in parte compromesso la mia gara; alla fine delle due giornate ero stremato (usando un eufemismo!).

La prima giornata si è svolta in questo modo: il primo spostamento l’ho fatto in una zona di grotto posto tra i 18 e i 21 metri. Armato di un arbalete cayman 65 con fiocina a 4 punte omer ho catturato 2 corvine in due punti piuttosto distanti tra loro e con una visibilità sul fondo davvero precaria, intorno al metro, metro e mezzo di visibilità. Il secondo spostamento l’ho effettuato in una zona in circa 13 metri d’acqua dove, nella fase di preparazione, avevo trovato una tana piena di grossi sparidi ma in gara, come spesso accade, il pesce si era spostato altrove. Ne ho ritrovati solo 2 e, con un po’ d’attenzione, sono riuscito a catturarli entrambi. Nell’ultima mezz’ora, razzolando qua e là in una zona poco conosciuta, ho trovato un cappone che ho preso ma che, purtroppo, non ha raggiunto il peso minimo previsto dal regolamento. Viste le condizioni meteo marine e l’affaticamento del mio fisico, posso dire che la prima giornata non sia andata poi tanto male.

La seconda frazione sono partito su una zona in circa 20 metri d’acqua in cui avevo segnato ben 6 gronghi ma, stranamente, in gara non ne ho ritrovato neanche uno. Una cosa incredibile vista la staticità di questi pesci. Allora di gran lena e senza scoraggiarmi, sempre armato di un arbalete da sessanta e fiocinella, ho iniziato a razzolare su dei cigli di grotto dove ho arpionato, in poco tempo, un tordo in una buca nell’alga ed in seguito un sarago sotto un ciglio. Il secondo spostamento l’ho fatto continuando a pinneggiare scorrendo il fondo, da sud verso nord, del campo gara, nel cui centro, c’è un grande posidonieto e dove, effettuando aspetti e agguati speravo di catturare qualche bel tordo che si sarebbe sollevato dagli steli. Ad un certo un punto in un piccolo avvallamento ho trovato la corvina del campionato nascosta tra le alghe. Grazie a Dio verderla e sparare è stato un tutt’uno perchè era pronta a dileguarsi. Infatti al momento dell’impatto con la fiocina ha fatto il suo ultimo scatto in avanti adagiandosi di lato sul fondale. Con immensa gioia e soddisfazione l’ho consegnata al mio fedele barcaiolo.
Questa corvina e gli altri pesci presi, mi hanno permesso di arrivare 1° di giornata e 3° finale.

Ho dedicato principalmente questa vittoria a Dio che appaga i desideri del mio cuore, a mia figlia Siria ed mia moglie Ester che mi hanno supportato nei giorni di preparazione e nei giorni di gara incoraggiandomi a dare il meglio.

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