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Semifinale Centro-Nord 2009: interviste ai protagonisti (4/4)

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Il toscano Sighieri bella rivelazione del Campionato (foto P.Albelli)

Marco Sighieri, Ci.Ca. Sub Garibaldi (LI), 10° Classificato:

Durante la preparazione avevo incontrato parecchio pesce e contavo di riuscire a far una bella semifinale. Non avevo tane piene, ma diverse belle zone frequentate da parecchi saraghi.
Nella prima frazione mi sono portato subito su un segnale in 20 metri d’acqua, dove avevo marcato una bella zona di grotto molto spaccato con diversi sparidi attorno. Contavo sul fatto che, data la conformazione del fondale, i pinnuti potessero restare in zona, invece non ho trovato nulla e sono riuscito a fiocinare solo un sarago in oltre un’ora passata a scandagliare il posto.
A pinne mi sono portato su una zona vicina in 15 metri di fondo, altrettanto carina. Lì, passando buco a buco il posto, ho catturato una bella orata ed un altro sarago trovato in un buchetto insignificante.
Allo scadere delle due ore e mezza non ho fatto altri spostamenti, prefendo muovermi a pinne verso il faro nel tentativo di prendere qualcos’altro razzolando qua e là. Non ho avuto i risultati sperati. Una volta arrivato in prossimità del faro mi sono portato su un ciglio in 7/8 metri d’acqua dove in preparazione avevo visto che all’aspetto mi venivano dei denticiotti di 700/800 grammi.
Ho preso il 90 e pescato all’aspetto fino alla fine della prima frazione. Dei dentici neanche l’ombra, ma ho catturato due bei tordi. Terminata la gara con 5 pesci, 3 specie ed un bonus sono arrivato terzo parziale.

Per la seconda manche avevo deciso di andare in poca acqua al limite sud del campo di gara, su zone tufacee ricche di saraghi e tordi. Avendo fatto qualche selettiva in questa zona contavo di riuscire a fare un’ottima gara. Invece, mentre Cagnolati a cinquanta metri da me prendeva orate, non ho visto una pinna. Ho razzolato 3 pesci al limite del peso e a metà gara ho fatto lo spostamento.
Anche qui sono andato in una bella zona, potenzialmente valida, ma non sono riuscito a tramutare in cattura l’incontro con un’orata nella posidonia e la mia gara è finita.
I pesci che avevo me li hanno scartati ma, fortunatamente, le belle pescate dei primi hanno schiacciato la classifica permettendomi di terminare al decimo posto finale.
Ho pescato sempre con un arbalete da 75 con la fiocina cambiandolo con un novanta per i tuffi all’aspetto.

Castagnola col cavetto della prima frazione (foto P.Albelli)

Andrea Castagnola, Asd Apnea Magazine (GR), 11° Classificato:

La prima giornata sono partito a nord ovest del campo di gara su una cigliata tufacea in circa 15 metri d’acqua dove, al primo tuffo, ho strappato un bel tordo che si è infilato in una macchietta di posidonia. Nel tentativo di ritrovare il pesce ho notato una bella spaccatura nel grotto che valeva la pena ispezionare. Lì ho catturato il primo pesce, un sarago di buon peso.

Nei tuffi successivi ho trovato un altro bel tordo, che ho catturato senza difficoltà con un bel tiro in caduta. Ho continuato a seguire il ciglio e 500 metri più avanti ho catturato un altro bel labride dopo un’inseguimento conclusosi con un tiro in tana. Dopo un’ora e mezza di gara avevo 3 pesci in peso.

Ho proseguito nell’ispezionare il grotto scorrendo il fondale con planate ad un metro dal fondo impugnando un 75 ad elastico armato di fiocina a 4 punte, ma ho incontrato solo tordi e marvizi sottopeso, a cui ovviamente non ho sparato, e una murena anch’essa valutata meno dei 2000 grammi richiesti dal regolamento.

Al momento dello spostamento, su consiglio del mio secondo, mi sono diretto al limite sud ovest del campo di gara, ad una trentina di metri circa dalla boa che delimitava il campo stesso.
Appena messo le pinne in acqua, ancora prima di caricare il fucile (per abitudine faccio sempre così perchè puoi notare il particolare di un pesce che si intana) ho dato un rapido sguardo a 360 gradi dalla superficie e ho notato la coda di un bel tordo verde che si infilava sotto una lastra a circa 5 metri di fondo.
Ho caricato il fucile mentre scendevo sulla tana.
Del pesce scorgevo solo una piccolissima porzione della coda, pertanto ho cercato un’altra apertura dove ho potuto sparare al pesce di muso. Per l’estrazione però ho dovuto procedere spingendo il pesce dall’apertura iniziale, sfilarlo dalla fiocina e recuperare l’asta dalla parte opposta.

Ho continuato a razzolare tra roccia e posidonia alla ricerca dei labridi che fanno capolino, stando in candela, con il sole allo zenit, e sono stato premiato nella scelta con tre grossi marvizi catturati negli ultimi 10 tuffi. Con questo carniere composto da 1 sarago e 6 tordi (2 scartati per poco) ho ottenuto un ottimo sesto posto di giornata.

Dopo la nottata passata in bianco con un senso di nausea continuo ho cominciato la seconda giornata su un catino nella posidonia, dove ho trovato solo saraghi sottopeso e ho strappato un bel tordo, a causa della poca concentrazione dovuta al malessere persistente. Per le prime due ore e mezza di gara non sono riuscito a vedere altri pesci in peso.

Allo spostamento mi sono diretto a terra dove, grazie anche alle battimetriche irrisorie, facevo meno fatica e ho catturato un bel tordo in peso. Nella continua ricerca sono riuscito a sbagliare clamorosamente ed incredibilmente un’altro bel labride (sicuramente di peso superiore agli 800 grammi).
Purtroppo la nausea mi ha tormentato e deconcentrato per gran parte della gara e perfino a gara conclusa: il solo sentire l’odore del pesce catturato mi creava problemi. Ho cercato di stringere i denti per non buttare via l’ottimo piazzamento del giorno precedente e sono riuscito a trovare un buchetto nascosto sotto un ciglio e coperto dalla posidonia dove si trovavano 4 bei saraghi. Sono riuscito a sparare al volo al più grosso (di circa 700 grammi) catturandolo. Nell’ultima mezz’ora non ho più visto un solo pesce in peso. Per le attrezzature ho utilizzato esclusivamente materiale Seac Sub e come fucile sempre il Thunder “T” con la fiocinella.

Andrea Joly col variegato carniere della seconda manche (foto G.Volpe)
Splendidi protagonisti della gara: saraghi e labridi (foto G.Volpe)

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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